venerdì 31 gennaio 2025

Pietà!



Vi prego basta! Mi scompiscio!!! 
Basta vi prego!!

Ah ecco perché!





Buon viaggio Marianne!




Natangelo

 



Girano i meloni!

 

Le vergini immacolate
di Marco Travaglio
Gira un video strepitoso di Giorgia Meloni che ringhia da sotto la mascherina nell’aula della Camera: “Adesso basta! C’è un limite a tutto! Conte si vuole difendere sull’uso della scorta? Lo faccia nelle sedi proprie, come farebbe qualsiasi altro politico qui dentro, non approfittando degli italiani che aspettano di sapere se possono festeggiare almeno il Natale. Il problema dello Stato di diritto in Europa adesso lo pongo io. Non Orbán, gli ungheresi, i polacchi: c’è un problema in Italia di difesa dello Stato di diritto, in nessuna democrazia degna di questo nome le istituzioni si usano così! Chiedo ufficialmente al presidente della Repubblica Mattarella cosa pensi di questo uso delle nostre istituzioni”. È il 3 dicembre 2020 e, a proposito di uso politico della giustizia per abbattere gli avversari, FdI ha appena denunciato il premier Giuseppe Conte alla Procura di Roma per peculato, con l’accusa di aver mandato la scorta a proteggere la compagna da un agguato delle Iene. Un giornalista, in conferenza stampa, ha chiesto lumi a Conte, che ha spiegato come sono andate le cose e si è messo a disposizione dei pm. Che seguono per lui la stessa procedura ora seguita per Meloni&C.: lo iscrivono nel registro e lo avvisano di aver trasmesso la denuncia di FdI al Tribunale dei ministri, che indaga, sente i protagonisti e quattro mesi dopo archivia. Ma quella volta la Meloni non accusa i pm di ricattare e intimidire il premier, anzi lancia l’allarme democratico al capo dello Stato perché Conte ha financo risposto a un giornalista.
Figurarsi che avrebbe detto se Conte avesse girato un video per sputtanare il procuratore come autore di “processi fallimentari” (tipo quelli sulla Raggi) e di trame contro il governo; o avesse passato al Tg1 notizie riservate per screditarlo; o avesse infamato sul piano personale la denunciante di FdI anziché rispondere nel merito. E figurarsi se, quando fu accusato a Bergamo di aver sulla coscienza la morte di almeno 4.148 persone per Covid, Conte avesse scatenato l’inferno per quell’imputazione infamante e lunare. Invece disse: “Ben vengano le verifiche giudiziarie. Risponderò nelle sedi opportune, ma non aspettatevi show mediatici”. E quando i giudici archiviarono, non chiese la testa dei pm che l’avevano indagato: non una parola. Chi pensa che “i politici sono tutti uguali” rifletta su questa fondamentale differenza. C’è chi pensa che la legge sia uguale per tutti e chi dice “io so’ io e voi non siete un cazzo”. Come il sindaco Sala, che intima al Pd di votargli il Salva-abusi sennò “sarebbe in discussione il mio operato”. E chi sarà mai, la Vergine Immacolata? Se il Pd voterà pure quella porcata, non dimostrerà che i politici sono tutti uguali. Ma che il Pd è uguale alle destre.

L'Amaca

 

Ultima stazione: Roccaraso
DI MICHELE SERRA
Tanta fatica di scrittori, sceneggiatori, registi per immaginare i vari esiti infausti del percorso umano (le cosiddette distopie), ma basta un’occhiata alla realtà per capire che non c’è molto da congetturare o inventare: l’irrimediabile è già accaduto, è alle porte di ogni casa, è dentro i chip di miliardi di cellulari.
Vale un film distopico — però in forma di parodia, perché evidentemente non meritiamo altro — la presa di Roccaraso, località montana fu ridente, da parte di migliaia di turisti giornalieri, vomitati da centinaia di pullman, arrivati tutti assieme lassù su istigazione di una matura influencer napoletana. Pare che gli influenced, trascorsa qualche ora nel più inestricabile degli ingorghi, abbiano poi scalpicciato nella neve sporca di gasolio consumando derrate portate da casa e contendendosi panini e patatine nei bar presi d’assalto. Per poi lasciare immondizia a mucchi, come mostrano le immagini sgomentevoli postate dal sindaco, annichilito, dopo il ritiro delle truppe d’invasione.
Poche cose danno l’idea della tristezza come un parcheggio di pullman in montagna, verso il tramonto, quando la carica dei giornalieri è finita e tutto è desolazione e poltiglia, plastica e merendine schiacciate dagli scarponi.
Perfino i passeri disdegnano quella melma.
Quanto alla influencer che indirizza le masse lungo i tornanti abruzzesi, al suo confronto Wanna Marchi sembra Virginia Woolf, e Chiara Ferragni una Grace Kelly tradita dal pandoro. Ma non illudiamoci: il suo posto sarà presto espugnato da qualcuno che la farà rimpiangere.
Una nota, infine, per i follower: era già tutto scritto nel Pifferaio di Hamelin.