venerdì 10 gennaio 2025

Natangelo

 



Nei meandri

 

I miliardari impiccioni
di Marco Travaglio
Ci sono un’omissione e una contraddizione, nel parallelo della Meloni fra i due affaristi impiccioni Elon Musk e George Soros. L’omissione: Musk controlla X e ha un ruolo pubblico con Trump; Soros agisce nell’ombra e non ha cariche pubbliche né media di proprietà. La contraddizione: Soros, appena premiato da Biden per le sue interferenze in Europa, ha sempre messo le sue Ong “umanitarie” e “filantropiche” al servizio delle politiche guerrafondaie Usa&Nato. Per esempio finanziando le “rivoluzioni colorate” che hanno destabilizzato l’Est post-comunista, quasi tutte sfociate in guerre sanguinose. Le prove generali sono nella Serbia di Milosevic nel 2000, dopo le bombe Nato. Nel 2003 il bis in Georgia: il presidente Shevardnadze, già ministro di Gorbaciov, straccia nelle urne il rivale Saakashvili. Che grida ai brogli e riempie l’ex piazza Lenin di Tbilisi, ribattezzata Libertà. Shevardnadze è tutt’altro che filo-russo: ha appena combattuto gl’indipendentisti in Abkhazia. Ma Bush vuol recidere ogni legame tra Georgia e Russia. Il presidente e la sua scorta vengono aggrediti e cacciati dal Parlamento dai deputati di Saakashvili, che sventola fiori in omaggio alla “rivoluzione delle rose”. Shevardnadze se ne va per evitare una strage, la Corte Suprema annulla il voto e le nuove elezioni le vince Saakashvili.
Nel 2004 tocca all’Ucraina: il premier Yanukovich, equidistante fra Nato e Russia, è eletto presidente contro il filo-occidentale Yushchenko. Che grida ai brogli e chiama i supporter in piazza Maidan con bandiere arancioni. La star è la oligarca di estrema destra Tymoshenko. Il Guardian rivelerà presto cosa c’è dietro la “rivoluzione arancione”: “La campagna è una creazione Usa, un esercizio sofisticato e brillante di branding occidentale e marketing di mass media utilizzato in quattro Paesi in quattro anni per cercare di salvare elezioni truccate e rovesciare regimi sgraditi”. E cita fra i registi i partiti e le istituzioni Usa, ma anche “l’Ong Freedom House e l’Istituto per la società aperta del miliardario Soros”. Solo a Kiev la campagna è costata 14 milioni. La Corte Suprema annulla le elezioni e vince Yushchenko, che nomina premier la Tymoshenko. La scena si ripete nel 2014: siccome gli ucraini hanno rieletto Yanukovic, parte un’altra rivolta di piazza con appoggio Usa e appositi cecchini per creare il caos. Bagno di sangue, presidente in fuga e nuovo governo filo-occidentale con quattro ministri neofascisti e tre stranieri selezionati da due agenzie finanziate dalla Fondazione Renaissance di Soros. Che si vanta di aver partecipato al casting. Poi gli otto anni di guerra civile e l’invasione russa. Queste cose la neo-atlantista Meloni dovrebbe saperle: perché non le dice?

L'Amaca

 

L’opinione dello psichiatra
DI MICHELE SERRA
Il vecchio, classico termine “incidente diplomatico” è solo un pallido eufemismo per descrivere un neopresidente degli Stati Uniti che dichiara candidamente di volersi annettere Canada e Groenlandia, nonostante il trascurabile dettaglio che si tratta di territori altrui. Difatti si ride parecchio, in giro per il mondo, di questa enormità, ma con un piccolo brivido che corre lungo la schiena, perché la figura del Capo megalomane, nella storia umana, è sempre connessa alla guerra, alla distruzione e al lutto.
In questo colonnino quotidiano (per ora de-trumpizzato) si sostiene da qualche anno che l’elemento psichiatrico, da sempre rilevante nella storia dell’umanità, sta ingigantendo la sua influenza, almeno qui in Occidente (dell’Oriente continuiamo a sapere e capire piuttosto poco), con manifeste forme di squilibrio e di aggressività purtroppo spesso confuse per vivacità, spontaneità, fine delle ipocrisie. È un vizio dei tempi quello di assolvere le intemperanze e le cattive maniere spacciandole per schiettezza: la destra populista, di questo equivoco permanente, ha fatto il suo cavallo di battaglia culturale e politico, ridicolizzando la correttezza e l’educazione (e all’occorrenza anche le convenzioni internazionali) come forme di vuoto buonismo.
Ora che il capo planetario di questa destra travolgente sta per insediarsi, sarà interessante capire se l’elemento patologico sarà ingigantito oppure calmierato dalla raggiunta condizione di potere. Certo, di qui in poi, l’opinione del politologo dovrà sempre essere affiancata dall’opinione dello psichiatra. L’una senza l’altra ha un valore molto relativo.