mercoledì 11 dicembre 2024

Natangelo Story

 



Prima Pagina

 



Robecchi

 

Sciacalli di guerra. L’unica pensata dell’Europa è di cacciare via i siriani
di Alessandro Robecchi
Siccome in Siria c’è un nuovo capoufficio, tutti cercano di capire che tipo è, e il paradosso siriano è che prima della Siria si sapeva tutto e non si diceva niente, ora della Siria non si sa niente e si dice tutto. Compresa la lingua bugiarda che ormai conosciamo bene, per cui per giorni e giorni le milizie che hanno preso Damasco erano “i ribelli” (ah, quanto amiamo le ribellioni, purché siano lontane!), ed erano gli stessi che fino a solo qualche mese fa si sarebbero chiamati jihadisti, o “macellai dell’Isis”, o “terroristi di al Qaeda”. Non che questo stupisca più di tanto: in un mondo in cui i soldi per la guerra si prendono da un “Fondo per la pace” (ah, l’Europa, Orwell gli fa una pippa!) ci aspettiamo di tutto. Così, i giornali e i telegiornali sembrano un enorme processo del lunedì dove manca solo il grande Biscardi: chi ha vinto (forse Erdodan), chi ha perso (Putin e l’Iran, da qui i festeggiamenti), chi ne approfitta (Israele che si prende il Golan, che è siriano, ma tanto Israele confina con chi cazzo vuole lui e nessuno fiata).
Non cambiano solo le parole, cambiano anche i nomi, così il nuovo capoufficio siriano non vuole più che lo si chiami Abu Mohammed al Jolani, che era il nome di battaglia, ma solo Ahmed al Shara, che è il nome da statista, e basta leggere qualche ritratto sui nostri spettacolari mass media per capire che timori e speranze si mischiano. Da un lato si apprezza, giustamente, che Ahmed al Shara non teorizzi il bagno di sangue, che prometta una pacificazione del Paese e che dica che le donne possono vestirsi come pare a loro; dall’altro si teme, fingendo di gioirne, che la Siria possa tornare a essere una potenza nell’area. E qui, a corroborare la tesi, arrivano i ritratti al miele del nuovo premier, Mohammed al Bashir, che la narrazione vuole ragionevole e moderato (speriamo), ma soprattutto ha un paio di cosette che lo arruolano tra i “buoni”. Infatti vorrebbe “introdurre un’economia di mercato, liberista e competitiva, senza restrizioni agli investimenti”, che è come dire “uno dei nostri”, hurrà. Si legge anche che sarebbe nemico dei “profitti sproporzionati”, questo forse piace un po’ meno agli adoratori di ElonMusk, ma non importa, si vedrà. Ha due lauree, tra l’altro, e anche questo manda un po’ in crisi il famigerato luogocomunismo occidentale. Sì, perché, il Dna da conquistadores di noi europei prevede che tutti gli arabi e i musulmani siano ignoranti cammellieri, così come i cinesi si muovono in bicicletta e gli africani in ciabatte e barconi per venire qui. Ora – colpo di scena – ci si trova a valutare una classe dirigente che nasce da una rivolta armata, che proviene dalle file dei peggiori nemici (i famosi terroristi), ma a cui si guarda con una certa fiducia perché hanno fatto il culo (finalmente!) a un amico dei nostri nemici. La vedete, vero la zappa sui piedi? Se non la vedete è perché pensate che siano i piedi di qualcun altro.
Ai siriani, naturalmente non pensa nessuno, anzi sì, la famosa Europa, con una prontezza di riflessi inedita: l’Austria annuncia di rimandare in Siria 100.000 profughi, la Germania sospende 47.000 richieste di asilo, la Grecia ne blocca 9.000, Belgio, Francia e Italia si adeguano al volo. Chiunque sia il nuovo capoufficio della Siria, l’Europa non vede l’ora di rimandargli i siriani, perché è questo il bello della geopolitica for dummies, che sembra una questione di vita o di morte, ma delle vite – sangue, sudore, lacrime – si può anche fregarsene alla grande, mica sono le nostre, no?

Già le responsabilità!

 

Rovescio internazionale
di Marco Travaglio
“Quella di terrorista è una qualifica politica che viene data per ragioni politiche e come tale può essere tolta. Un giorno sei terrorista, un altro sei premio Nobel per la Pace, poi magari torni terrorista”. Così, parlando a Otto e mezzo degli eredi Isis&Al Qaeda che avrebbero “liberato” la Siria dalla dittatura degli Assad, Lucio Caracciolo ha liquidato decenni di ipocrisie, doppi standard e moralismi asimmetrici del cosiddetto Impero del Bene nei confronti di amici e nemici, che poi quasi sempre coincidono, ma in tempi diversi. E ha ricondotto il dibattito geopolitico nell’unico alveo serio: quello del realismo. Che suggerisce di fare un po’ di sana pulizia nel vocabolario, cancellando (o rinviando a data da destinarsi) espressioni svuotate come diritto internazionale, autodeterminazione dei popoli e democrazia. I popoli possono autodeterminarsi con l’indipendenza solo se sono amici nostri, anche se violano risoluzioni dell’Onu, come il Kosovo che si staccò dalla Serbia; se sono amici dei nostri nemici – come i russofoni del Donbass e della Crimea in Ucraina, dell’Ossezia del Sud e dell’Abkazia in Georgia, della Transnistria in Moldavia, e gli armeni del Nagorno Karabakh in Azerbaigian – o nemici dei nostri amici come i curdi invisi a Erdogan, non possono.
L’Onu, con la Corte penale internazionale (e i tribunali speciali precedenti), fece pagare i crimini di guerra a Milosevic e ai genocidi ruandesi e ora vuole arrestare Putin e Netanyahu, ma si è scordata i criminali di guerra più mortiferi: Clinton, Bush jr., Rumsfeld, Cheney, Condoleezza Rice, Blair, B., Aznar, Obama, Sarkozy&C., per tutti i morti ammazzati in Serbia, Afghanistan, Iraq e Libia. Il diritto internazionale fu giustamente imposto manu militari all’Argentina quando fregò le Falkland al Regno Unito e a Saddam Hussein quando si mangiò il Kuwait, ma non tutte le volte che Israele invase (e ancora invade) terre palestinesi o brandelli di Libano e di Siria. A proposito di Siria: Israele sta allegramente occupandone altri pezzi a Sud, come fa da anni e continua a fare a Nord la Turchia. Che ha appena scambiato il ritiro dei russi da Aleppo con la salvaguardia delle loro basi e con la soluzione finale per i curdi. Poi ci sono gli Usa, che controllano un altro lembo di Siria con una base militare e un migliaio di uomini e ora fiancheggiano i jihadisti e il capobanda al Jolani senza neppure revocare la taglia da 10 milioni posta sul suo capo con la messa al bando del suo Hts, in cima alla lista nera degli Usa e dell’Ue come il non plus ultra del terrorismo. Cioè: Israele, Turchia e Usa – esattamente come prima l’Isis – occupano territori di uno Stato sovrano e nessuno dice né fa nulla. Com’era quella storiella dell’aggressore e dell’aggredito?

L'Amaca

 

Quanto valgono 75 premi Nobel
DI MICHELE SERRA
Quanto vale una lettera di biasimo, con accuse di indegnità scientifica, firmata da 75 (settantacinque) Nobel? Per uno come me, che ha un certo rispetto per le competenze e i saperi, vale parecchio, e leva autorevolezza e credito al bersaglio di quegli scienziati: che è Robert Kennedy jr, indicato da Trump come il nuovo capo della sanità americana.
Ma vale molto, paradossalmente perfino di più, per lo stesso Kennedy: perché per lui, e per i suoi non pochi seguaci, è la prova provata che “la casta” lo teme e lo odia, così come teme e odia tutti gli spiriti brillanti, e i genii autoconvocati, che smascherano le bugie della scienza “ufficiale”. È un circolo vizioso: più gli scienziati dicono “quello non ha alcun titolo per parlare, non ha alcun credito scientifico”, più il tipo bizzarro di turno si sente ammantato dell’aura dei grandi eretici, degli svelatori della corruttela del potere, di quelli che cantano “fuori da coro”, e pazienza se capita che il coro sia perfettamente intonato, loro no.
In questa cornice diventa sempre più difficile concentrarsi sul quadro. E il quadro è, nel caso specifico, che Kennedy ha sostenuto non esserci alcun nesso tra il virus Hiv e l’Aids (che è come dire che non c’è alcun nesso tra le arance e la marmellata di arance); che il coronavirus colpisce alcuni gruppi etnici più di altri, tesi con zero prove scientifiche; che molte campagne vaccinali non hanno alcun fondamento medico e sono solo speculazioni di Big Pharma. E così via, lungo una china che i 75 Nobel definiscono, secondo me giustamente, “attacchi politici alla scienza”. Se Kennedy sarà confermato in quel ruolo, l’attacco politico alla scienza sarà stato vittorioso. Come un assalto a Capitol Hill che ha avuto l’esito di sgomberare per sempre il Parlamento.

Sei un Mammucari?

 

“Ma che hai, sembri un Mammucari!”
“Dottore mi sento strano, nervoso, a volte m’assale un Mammucari!”
Dal vademecum sulla permalosità: “a volte il paziente, capita raramente, può raggiungere il massimo grado di permalosità, chiamato in psicologia Livello Mammucari.”




martedì 10 dicembre 2024

Pagliacci!



Dicono bene i medici: il governo dei pagliacci disonora tutte le persone che sono morte, tutti i parenti che non hanno potuto salutarli per l’ultima volta. Uno scempio senza eguali. Con questi rastrellatori di voti mi aspetto a breve una cattedra universitaria sul terrapiattismo. Con Donzelli in prima fila a prendere appunti.