venerdì 6 dicembre 2024

 

Immagina passeggiare a Parigi, incontrare costoro e cogitare “ma questi li ho già visti da qualche parte!”




Daje John!

 



Riepilogando

 

I guardiani del nulla
di Marco Travaglio.
“Scappati di casa, irrilevanti, antipolitica, yesmen, farsa amara, attovagliati al banchetto, famiglia Addams, poltronisti, miracolati, ignoranti, cumulo di macerie, cespuglio 2%, disintegrati, decaduti, frusti, minestrina riscaldata, dilettanti, coatti, arroganti, beceri, incompetenti, pagliacci, traditori, morti, stramorti, estinti”. Alberto Airola aveva appena finito di collezionare gli ultimi insulti dei giornaloni ai 5Stelle, quando su Rep è arrivato Francesco Merlo, che doveva aver di nuovo mangiato e bevuto pesante: “Cretinocrazia della Rete, eccesso ridicolo dei perdenti, oltraggio fascistoide, culto fascistoide delle origini, linguaggio insignificante e malmostoso, Conte quasi professore, partitino finto progressista, ex burattini di Grillo, non identificati soggetti che si sono strappati le orecchie d’asino e si sono maccheronicamente impratichiti con la sintassi, col decoro estetico, con le giacche e le cravatte, con qualche libro persino”. Parole mai usate neppure quando B. si faceva 80 leggi ad personam e infilava nelle istituzioni corruttori, mafiosi, confratelli piduisti, servi di scena e mignotte sfuse. Un giorno un bravo psichiatra (o fiscalista) spiegherà l’odio razziale dei media per un movimento di brava gente che ha rinfrescato e ripulito la politica, contrastato l’astensionismo e il neofascismo, portato in Parlamento uno dei gruppi col maggior numero di laureati e giovani, creato due governi che in 2 anni e mezzo hanno fatto molto più e meglio di quelli degli ultimi 25.
Ma il motivo è proprio questo: chi ha tenuto il sacco al berlusconismo e ai suoi derivati tecnici (Monti e Draghi) e centrosinistri, tipo Amato (Autonomia differenziata in Costituzione), Prodi-2 (indulto salva- Previti), Letta (via l’Imu ai ricchi), Renzi (Jobs Act, art. 18, Buona scuola, schiforma costituzionale e altre boiate), Gentiloni (intese di Autonomia con Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia), sa bene di aver pompato governi che non hanno combinato nulla di buono e finiranno nell’oblio e nella pattumiera della storia. E non può sopportare che gli “scappati di casa” abbiano lasciato Rdc, Spazzacorrotti, Dl Dignità, crescita-boom da Superbonus, taglio di vitalizi e parlamentari (unico referendum costituzionale vinto dal Sì in 20 anni), buona gestione della pandemia e soprattutto 209 miliardi di Pnrr. Chi ha passato un quarto di secolo a magnificare pericoli pubblici o pippe cosmiche, da Clinton a Obama, da Biden a Blair, da Hollande a Macron e a vaticinare i trionfi di Hillary, Kamala e Zelensky non può sopportare che i 5Stelle dati per morti dal 2009 continuino a vivere. O si decidono a defungere, o qualcuno capirà che i giornali vendono sempre di meno, ma i giornalisti si vendono sempre di più.

L'Amaca

 

Riposano tra gli sconfitti
DI MICHELE SERRA
Dopo Panseca se ne è andato anche Pillitteri, e si ripensa a quella Milano vogliosa e iperattiva, quella di Craxi e (dopo la sua decapitazione) di Berlusconi, con i vantaggi che la memoria consente:dimenticare il peggio.
Ero giovane e moralista e il moralismo spesso sbaglia bersaglio, ma non sempre. C’era qualcosa di fatuo, di modaiolo, la piramide farlocca nella fabbrica dismessa dell’Ansaldo (1989, quarantacinquesimo congresso del Partito Socialista Italiano) non era solo boriosa - la satira politica ci campò per settimane - ma già indicava un futuro post-ideologico, e post-tutto, che aveva poco di solido e qualcosa di rassegnato, se non di arreso.
Berlinguer difendeva il Novecento, cioè il passato. Perse. Il socialismo craxiano, più sensibile ai tempi, prendeva atto della morte della lotta di classe (conclusa con la vittoria dei ricchi) e celebrava l’avvento del mondo nuovo. Pillitteri era un antifascista vero, Craxi un serio e devoto custode della memoria garibaldina, erano di sinistra per cultura e formazione. Forse anche per intenzione. Ma si presentarono alle esequie del Novecento con entusiasmo suicida, come se non si rendessero conto che stavano spianando la strada non a una nuova sinistra, ma all’eterna destra vincente, quella economica. Quella delle convention, della pubblicità che rintrona, del cittadino mutato in cliente.
Il resto è storia nota, per altro impossibile da riassumere in quattro righe. La pira giudiziaria di Tangentopoli, e dalle ceneri della piramide di Panseca spuntò un faraone differente da quello previsto: il miliardario che il popolo adora, modello di leader del terzo millennio. Ora quei compagni socialisti riposano tra gli sconfitti, anche se non lo avevano previsto.