Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 14 luglio 2024
Centimetro più o meno…
Articolo forte. Tanta roba!
La lobbycrazia
di Marco Travaglio
La voluttà demolitoria con cui dinastie, cast hollywoodiani, capi e capetti dem intimano il passo indietro a quel che resta di Biden è indicativa almeno quanto l’omertoso silenzio che hanno osservato sulle sue condizioni fino al teledibattito con Trump. Indicativa del concetto golpista che i sedicenti “democratici” occidentali hanno della democrazia: a decidere chi governa e come, non sono gli elettori, ma loro. Se poi gli elettori si rassegnano a farsi educare, tanto meglio. Ma se, come accade da un bel po’, votano dalla parte sbagliata, si trova sempre il modo di neutralizzarli, così la volta dopo imparano (o si astengono). È accaduto qui coi governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Draghi. è accaduto in Ucraina col golpe bianco del 2014 contro Yanukovich, democraticamente eletto, ma non abbastanza filo-Nato. Accade in Francia con i traffici di Macron per mandare all’opposizione i due vincitori delle elezioni Mélenchon e Le Pen e al governo gli sconfitti.
Biden, inabile a governare da almeno due anni, andava benissimo finché non s’è fatto scoprire. Ora non più, ma non perché non sa neppure come si chiama: perché, se resta candidato, vince Trump. Se avesse trovato il modo di nascondere la sua demenza, di darsi malato in tv o di abolire le elezioni, il sinedrio democratico continuerebbe a lodarne la lucidità e la lungimiranza, come fino a due settimane fa. E a tacciare di trumpismo e di putinismo chiunque dubiti della sua leadership. Infatti tutto il dibattito si concentra sulla sua candidatura: non sul fatto che quel povero relitto umano sta tuttora governando il Paese-guida dell’Occidente e, anche se si ritira dalla corsa o rimane ma perde le elezioni di novembre, resterà alla Casa Bianca fino al 20 gennaio. Cioè per altri sei mesi e più. Perché chi vuole che rinunci alla ricandidatura non propone l’impeachment per palese inabilità? Perché, per i cosiddetti “democratici”, la situazione ideale è quella dell’ultimo biennio, la meno democratica che si possa immaginare: un rimba-presidente pilotato e teleguidato dal Deep State, cioè da uomini e lobby invisibili, senza volto né nome, che se ne infischiano del consenso popolare perché nessuno li ha mai eletti né mai li eleggerà. E infatti manovrano per formattare le politiche Usa, dunque Nato, quindi Ue in modo “irreversibile” verso la terza guerra mondiale, finanziando e armando Kiev fallita e sconfitta e additando Russia e Cina come nemici “esistenziali”: così il nuovo presidente, casomai volesse, non potrà più cambiare linea per seguire quella voluta dagli elettori. A questo punto l’unica speranza di pace è legata proprio a Biden: vedi mai che, dopo aver scambiato Zelensky per Putin, prima o poi firmi un decreto per inviare armi alla Russia.
L'Amaca
Prima l’acqua poi l’astronave
DI MICHELE SERRA
In casa tua c’è una perdita d’acqua. L’impianto idraulico va rifatto urgentemente. Il tuo sogno è costruire una base spaziale sul tetto, anche per far morire d’invidia i vicini di casa, ma non hai abbastanza risorse per il nuovo impianto idraulico e per la base spaziale.
Quale delle due opere ha la precedenza?
Leggendo il rapporto di THEA (The European House Ambrosetti) sulla pessima situazione idrica italiana, e tenendo conto della disastrosa siccità in atto in Sicilia, si aggrava il mio pregiudizio ostile al Ponte sullo Stretto.
Prima l’acqua in casa, i dissalatori, le toppe agli acquedotti bucati, prima la garanzia dei servizi di base, delle infrastrutture locali, prima la cura di ciò che langue nell’incuria. La grande opera, la grande impresa, è alla portata di chi sa aggiustare un rubinetto. Non è alla portata di chi ha tubi rotti, strade scassate, servizi pubblici mediocri. Peggio: se davvero sei capace di costruire un ponte mai visto al mondo, e non dai acqua ai tuoi cittadini e ai campi, vuol dire che hai scelto cinicamente di puntare sulla vetrina, ma dello stato del negozio te ne freghi.
Un grande argomento dei fautori del Ponte è che le grandi opere sono un volano economico potente. Ma è difficile credere che avere un’astronave sul tetto migliori, per contagio, lo stato del tuo frigorifero, se il tuo frigorifero è vuoto, o pieno di cibi scaduti.
L’Italia ha già ampiamente dimostrato di non saper fare le cose facili, e si concentra su quelle difficili per darsi un alibi. Diventeremo mai un Paese normale, come invocava, ormai mezzo secolo fa, uno degli omini malmessi di Altan?
sabato 13 luglio 2024
Speranza
Cambio d’uso
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