venerdì 29 marzo 2024

Legata all'Orban

 

Legata mani e piedi come vuole Orban solo per aver percosso dei neo nazisti!

Che sarebbe opera di per sé meritoria - ricordate i Blues Brothers?- se non fosse che l'amichetto della Ducetta è quanto di peggiore ci possa essere. 

E il governo silente ed immobile permette questa abissale vergogna! 

Bleah!  

Fatti non foste....

 


Val di Tara

 


Sempre colpa sua!

 

Ha stato Conte
di Marco Travaglio
Sta uscendo a puntate la nuova stagione della fortunata serie “Ha stato Conte”. Il quale lasciò Palazzo Chigi il 13 febbraio 2021 (1.130 giorni fa). Ma tutto ciò che accade di brutto nell’orbe terracqueo è sempre colpa sua. Invece le cose belle, tipo i 209 miliardi di Pnrr strappati in Europa nel 2020, mai: Sambuca Molinari e Severgnini scrivono che quei soldi li ha ottenuti SuperMario un anno prima di arrivare (con la sola forza del pensiero). Poi però Draghi e Meloni non riescono a spenderli e tutti tornano a scrivere che, sì, li ha ottenuti Conte, ma ne ha presi “troppi”. La puntata sul Superbonus è ancor più avvincente: varato il 19.5.2020, il 110% fu gestito per 8 mesi da Conte, per 17 da Draghi e per 17 dalla Meloni. Giorgetti l’ha seguito per 37 mesi, da ministro dello Sviluppo con Draghi e dell’Economia con la Meloni. E ora, tomo tomo cacchio cacchio, annuncia “norme per monitorare” il Superbonus “scriteriato e devastante per la finanza pubblica” e i nuovi bonus edilizi creati da lui, di cui ignora l’impatto dopo che il suo ministero ha sbagliato le stime di 60 miliardi. Ma la colpa è sempre di Conte, che aveva varato il 110% come misura provvisoria per rilanciare l’economia post-Covid (il più alto rimbalzo del Pil dell’intera Ue) e poi ricalibrarlo con un decalage negli anni seguenti, ma non poté farlo perché fu rovesciato e rimpiazzato da Draghi (che sul Superbonus pasticciò a lungo, ma senza mai denunciare alcun buco scriteriato e devastante) e da Giorgetti. Che ora finge di aver passato gli ultimi 37 mesi sulla luna: anche quando la sua Lega, FdI e FI promettevano di “mantenere e ampliare” il 100%; quando Giorgetta&Giorgetti s’inchinavano al Pacco di Stabilità franco-tedesco scriteriato e devastante che ci fregherà dai 13 ai 14 miliardi all’anno; e quando lasciavano alle banche miliardi di extraprofitti per non fare la bua a Mediolanum.
Ma la puntata più spassosa della serie è quella sui papaveri putiniani insigniti da Mattarella delle massime onorificenze repubblicane. Il radicale Giulio Manfredi ricorda a Francesco Merlo su Repubblica che nel 2017 il portavoce di Putin, Peskov, divenne Commendatore al merito: lo decorò personalmente Mattarella durante una visita di Stato a Mosca. Ma Merlo, dopo accurate indagini, scopre il vero colpevole: sono “le vergognose onorificenze elargite dai governi Conte-1 e Conte-2” e “ritirarle è difficile perché l’Italia filorussa è più forte e spavalda”. Quindi Conte, salito a Palazzo Chigi per la prima volta il 1°.6.2018, decorava putiniani a manetta già nel 2017, scavalcando l’allora premier Gentiloni e subornando il povero Mattarella, incapace d’intendere e volere. Ora Merlo è richiestissimo per la nuova serie “Balle spaziali”.

L'Amaca

 

Contano gli avi o contiamo noi?
DI MICHELE SERRA
La storia del nazista americano Frank Meeink che, grazie a un test del Dna, scopre di avere “sangue ebraico” e diventa un fervente ebreo ortodosso (la racconta Anna Lombardi su questo giornale) ha almeno un precedente. È la storia (raccontata inun docu-fiction di una decina di anni fa) del politico nazista ungherese Szegedi, che ha compiuto l’identico percorso: quando ha scoperto di essere in parte ebreo ha deciso di diventarlo radicalmente, sposando l’ortodossia religiosa.
Nel caso di Meeink colpisce, e un poco fa sorridere, il fatto che la sua “percentuale” di ebraismo sia calcolabile nel 2,5 per cento (una trisnonna, pare). E che abbia interpellato un rabbi per avere certezze che quella esigua percentuale di “sangue ebraico” gli bastasse per considerarsi ebreo a pieno titolo. È una domanda — io penso — improponibile per ogni essere umano e per ogni “tipo” di sangue (ma esistono, poi, “tipi” di sangue?): non essendo pensabile che le scelte etiche, culturali, politiche di una persona possano essere determinate dalla sua “fedeltà” al Dna.
Lambiccarsi il cervello sugli avi può essere interessante se si ha curiosità delle radici, ma il fatto che possa o debba avere una qualche influenza su ciò che si crede, su ciò che si sceglie, sulle idee che si professano, mi sembra insensato.
Avendo io un nonno sardo, devo cantare “a tenore” davanti a un nuraghe? O posso esimermi?
Ma poi, se un antisemita, per non esserlo più, ha la necessità di scoprirsi semita, dove vanno a finire i concetti dell’uguaglianza e della tolleranza, che sono universali, riguardano tutti e non richiedono alcun test del Dna? Se avete sospetti sul vostro grado di tolleranza, mi raccomando, non chiedetevi mai che tipi erano i vostri avi.
Chiedetevi che tipi siete voi stessi: è un materiale di indagine molto più recente.

giovedì 28 marzo 2024

Ops!

 


Nordionamente

 

Minnesota test, Nordio a metà fra Alberto Sordi e Licio Gelli
DI DANIELA RANIERI
Il ministro Nordio che, per giustificare l’introduzione di test psicoattitudinali per diventare magistrati, si vanta di aver superato ai suoi tempi il “test psicologico del Minnesota” è un notevole colpo di coda della gloriosa commedia all’italiana. L’albertosordismo rischia però di celare l’aporia principale: il fatto che Nordio l’abbia passato non ha instillato alcun dubbio nei membri del Consiglio dei ministri sulla precisione dello strumento appena approvato.
Il Minnesota test, a cui oggi viene sottoposto chi vuole entrare nelle forze armate e in polizia (gente che deve maneggiare armi, esplosivi, etc.) prevede 567 domande a risposta multipla e si fonda su scale, come la Scala L, che indica la tendenza alla menzogna e la Scala K, che indica il livello di psicopatologia, e può rilevare sintomi clinici come depressione, ansia, rabbia, etc. Secondo Nordio “può aiutare a scoprire problemi psicologici che possono essere curati” (abbiamo il ministro demiurgo e funzionario di salute pubblica), “disturbi latenti… certe piccole manie che possono vulnerare il tuo lavoro”. Infatti si potrà tentare il concorso 4 volte, così se un aspirante magistrato viene respinto in quanto psicopatico può riprovare finché non guarisce, o eventualmente entrare in istituto psichiatrico. Uno che viene bocciato perché tende a mentire, può nel frattempo imparare i trucchetti per sembrare una persona perfettamente sincera e passare il concorso l’anno dopo. Così, regnante Meloni (che si dice devota a Borsellino), si seleziona la Magistratura perfetta.
Posto che non si capisce come una persona ansiosa o depressa non possa diventare un ottimo magistrato, il test non ha evidentemente rivelato le manie del ministro (e sì che già l’abbinamento dei colori di giacca-camicia-cravatta di Nordio doveva far venire ai ministri il sospetto di aver votato un abominio): nel 2003, da magistrato brillantemente abilitato dal Minnesota test, Nordio cenava da “Fortunato al Pantheon” con Previti, un corruttore di giudici (condannato un mese dopo), perché “è simpatico e brillante e non è un mio imputato”. Una risposta che forse avrebbe fatto impennare la Scala L (menzogna), se non pure la K (psicopatologia). Sempre da pm, Nordio dimenticò nel cassetto un fascicolo su presunte (e inesistenti) tangenti a D’Alema e Occhetto invece di trasmetterlo a Roma: quando la cosa venne fuori, il reato era prescritto e i due politici fecero causa allo Stato, vincendo. Chissà se nel test c’è una scala in grado di rilevare il grado di sbadataggine dei magistrati. Fuori dal tunnel della Magistratura, Nordio ministro ha manifestato la sua principale ossessione: punire i magistrati e rendergli la vita impossibile, per esempio limitando le intercettazioni perché “i veri mafiosi non parlano al telefono” (dopo questa dichiarazione sono stati arrestati svariati mafiosi che parlavano al telefono tra cui Matteo Messina Denaro, latitante da 30 anni) e abolendo il reato di abuso d’ufficio perché “le condanne sono rare” (se fossero state molte, lui e tutta la destra compreso Renzi avrebbero detto che è da abolire perché non è un deterrente).
L’ultimo smacco, che viene dalla P2 di Licio Gelli passando per Berlusconi (che i magistrati li diagnosticò “mentalmente disturbati” senza Minnesota test, per dire quanto era avanti) rivela la logica sottesa a ogni atto o parola di Nordio: una pletora di magistrati psicolabili indagano politici irreprensibili rovinando loro la vita, “cioè l’onore, che non è secondario alla salute fisica”, a causa di “piccole manie” (la mania di condannare politici e colletti bianchi). Non è chiaro chi compilerà i Minnesota test, se sarà indetta una gara pubblica tra psichiatri, se ci saranno domande politiche la cui risposta può precludere una carriera in magistratura. Chi non lo passa, però, non si abbatta: può avere la cittadinanza onoraria del Kansas City (o diventare ministro della Giustizia).