sabato 30 marzo 2024

Un Toti è per sempre!

 

Toti riempie di soldi i giornali per fare propaganda sulla Liguria (e su di sé)
VERSO LE REGIONALI - Sansa: “Spesi fiumi di denaro pubblico”
DI G.B.
Un mare (ligure) di soldi per avere buona stampa: il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, spende ben 20 milioni di euro l’anno per comunicazione e pubblicità istituzionale. Una parte di questi soldi è impegnata per spot, pagine e iniziative che promuovono le bellezze regionali e il turismo. Ma una bella fetta è pericolosamente vicina alla propaganda. È quanto sostiene Ferruccio Sansa, consigliere regionale della Lista Sansa, che tiene aggiornato il conto delle spese, le denuncia in consiglio e le diffonde sulle pagine web.
L’ultima scoperta è arrivata con la risposta a un’interrogazione che Sansa ha presentato proprio in Consiglio regionale. La giunta Toti nel 2024 ha firmato contratti per 125 mila euro con il gruppo Corriere della Sera. Per pagine di pubblicità e azioni di comunicazione sui profili social del Corriere. Ma anche per l’organizzazione di eventi con la partecipazione del direttore Luciano Fontana, due vicedirettori e l’editore, Urbano Cairo. “Sono soldi ben spesi”, commenta Sansa. “Ho consultato gli archivi. Il quotidiano di via Solferino in un anno ha citato Toti 58 volte, una ogni 6,2 giorni. Il presidente della Regione ha avuto sul giornale ben otto interviste, una ogni 45 giorni. Altri otto servizi hanno parlato di Toti e del suo governo della Liguria. Il presidente ha avuto infine altre 42 citazioni. In undici occasioni, sulle pagine del quotidiano è comparsa anche una fotografia di Toti (una volta ogni 33 giorni). Insomma: diciamo che Toti non si può lamentare della copertura che il Corriere ha dato alla sua attività politica e amministrativa”.
Non è l’unico quotidiano a beneficiare degli investimenti regionali liguri. Anche il gruppo del Sole 24 Ore ha stipulato contratti per 112 mila euro. Per eventi e iniziative, per il “branding Liguria” e per “experience enogastronomica delle eccellenze liguri”. “Questa è la ragione per cui non comprerò più il Corriere e il Sole”, continua Sansa. “Credo che l’informazione abbia un compito altissimo: informare i cittadini e dare loro gli strumenti per partecipare alla vita della nostra società. Ma per questo i giornali non solo devono essere indipendenti dal potere, ma devono anche mostrarsi tali. Ne va del rapporto di fiducia con i lettori. Se ricevono somme da chi governa una regione, rischiano di mostrarsi condizionati quando devono scrivere e fare inchieste sul politico con cui hanno rapporti economici”.
Le somme sono spese in parte direttamente dalla Regione, in parte da agenzie e partecipate come Liguria Digitale e InLiguria. Nel bilancio previsionale di InLiguria è indicata la cifra di 11,8 milioni in un anno per spese di attività istituzionali finanziate con contributi ordinari. “È il più grande piano di propaganda degli ultimi anni”, dice Sansa. Giustificato con voci di spesa come “rafforzamento delle attività di possibile valorizzazione del territorio ligure”; o “attività di stesura e attuazione dei piani di comunicazione”. In un caso, era indicata questa arzigogolata causale: “La Regione Liguria ha assunto il ruolo di facilitatore e responsabile di azioni che hanno contribuito a creare l’ecosistema turistico ligure”. Gli 11,8 milioni di spesa previsti per il 2024 sono un salto del 256 per cento rispetto ai 3,3 milioni del 2022. “Il turismo è ormai il cavallo di Troia per far passare spese milionarie in pubblicità e iniziative di ogni genere”, conclude Sansa. “È propaganda pagata con soldi pubblici. Nessun’altra Regione italiana arriva a spendere oltre 20 milioni l’anno. Se fossero impiegati per la sanità risolverebbero il problema delle liste d’attesa”.

Strafalcioni in Val di Tara

 

Il magico mondo di Valditara, dove l’italiano è per stranieri
DI DANIELA RANIERI
Nel mondo pedagogico ideale disegnato dai buffi ministri del governo Meloni, dietro la lavagna stanno: i migranti (“irresponsabili” che fanno morire i figli); i magistrati (psicopatici fino a prova contraria); gli studenti (da punire e umiliare secondo i precetti emanati dal ministro Valditara insieme con Bruno Vespa e Maria Latella durante una cena-trasmissione Sky); i giovani di Ultima Generazione (puniti col carcere), i poveri ex percettori di Rdc. Liberi per i corridoi, invece, ogni sorta di mascalzoni, evasori, spalloni, bancarottieri (talvolta per ciò fatti ministri). In cattedra, in virtù del “merito” che è lo stemma del governo, i più ignoranti, quelli che non sanno di non sapere (nel Vangelo sono i farisei, i più duri da educare).
Da un tweet di Valditara: “Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione…”. Alt! La forma vacilla: “assimilarsi” richiede la preposizione “a”, non “su”; “iscritto” si usa quando qualcuno si iscrive a un corso o è inserito in un elenco, il ministro voleva dire “inscritti”. Avanti: “ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani”: ma manco per niente, non c’è scritto nella Costituzione che gli stranieri debbano assimilarsi ai valori inscritti in essa mediante acquisizione per contatto, ma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Ancora: “se studieranno in modo potenziato l’italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l’arte, la musica italiana”: avete sentito la sgommata prima dell’incidente? Tutti verbi al futuro (“sarà”, “studieranno”), poi un congiuntivo immotivato (“si insegni”), errore tipico dei malparlanti; poi di nuovo futuri: “se i genitori saranno coinvolti… nell’apprendimento della lingua e della cultura italiana”. E gliela insegna Valditara, con questa proprietà di linguaggio (sarà l’italiano potenziato che si impara nelle scuole di purissima razza milanese). Voi direte: vabbè, è un leghista. Ma amministra l’Istruzione (e il Merito)! Come s’usa tra politici insipienti, ora Valditara darà la colpa a qualche social media manager che gli cura l’account (uno straniero?) o dirà che ha dettato il post al telefono, e ci scriverà minacciando querele e punizioni.. A proposito: ma poi l’ha imparata la differenza tra “umiltà” e “umiliazione”?

I rancorosi

 



La rancorosa vaga idea di quel riformismo anomalo incentrato sulla poltrona incollata al culo, ha il suo massimo esempio nel pensiero di Giani qui riportato: Tarquinio, ex direttore di Avvenire, non si può candidare perché porterebbe via un posto al Nardella di tutti loro, quello che ha trasformato Firenze in un luna park, ma sopratutto ha delle idee balzane sull’Ucraina, le stesse del Romano Pontefice. Questo PD obsoleto ed informe non si discosta molto dal becero pensiero della Ducetta. Vamos Elly!

venerdì 29 marzo 2024

Legata all'Orban

 

Legata mani e piedi come vuole Orban solo per aver percosso dei neo nazisti!

Che sarebbe opera di per sé meritoria - ricordate i Blues Brothers?- se non fosse che l'amichetto della Ducetta è quanto di peggiore ci possa essere. 

E il governo silente ed immobile permette questa abissale vergogna! 

Bleah!  

Fatti non foste....

 


Val di Tara

 


Sempre colpa sua!

 

Ha stato Conte
di Marco Travaglio
Sta uscendo a puntate la nuova stagione della fortunata serie “Ha stato Conte”. Il quale lasciò Palazzo Chigi il 13 febbraio 2021 (1.130 giorni fa). Ma tutto ciò che accade di brutto nell’orbe terracqueo è sempre colpa sua. Invece le cose belle, tipo i 209 miliardi di Pnrr strappati in Europa nel 2020, mai: Sambuca Molinari e Severgnini scrivono che quei soldi li ha ottenuti SuperMario un anno prima di arrivare (con la sola forza del pensiero). Poi però Draghi e Meloni non riescono a spenderli e tutti tornano a scrivere che, sì, li ha ottenuti Conte, ma ne ha presi “troppi”. La puntata sul Superbonus è ancor più avvincente: varato il 19.5.2020, il 110% fu gestito per 8 mesi da Conte, per 17 da Draghi e per 17 dalla Meloni. Giorgetti l’ha seguito per 37 mesi, da ministro dello Sviluppo con Draghi e dell’Economia con la Meloni. E ora, tomo tomo cacchio cacchio, annuncia “norme per monitorare” il Superbonus “scriteriato e devastante per la finanza pubblica” e i nuovi bonus edilizi creati da lui, di cui ignora l’impatto dopo che il suo ministero ha sbagliato le stime di 60 miliardi. Ma la colpa è sempre di Conte, che aveva varato il 110% come misura provvisoria per rilanciare l’economia post-Covid (il più alto rimbalzo del Pil dell’intera Ue) e poi ricalibrarlo con un decalage negli anni seguenti, ma non poté farlo perché fu rovesciato e rimpiazzato da Draghi (che sul Superbonus pasticciò a lungo, ma senza mai denunciare alcun buco scriteriato e devastante) e da Giorgetti. Che ora finge di aver passato gli ultimi 37 mesi sulla luna: anche quando la sua Lega, FdI e FI promettevano di “mantenere e ampliare” il 100%; quando Giorgetta&Giorgetti s’inchinavano al Pacco di Stabilità franco-tedesco scriteriato e devastante che ci fregherà dai 13 ai 14 miliardi all’anno; e quando lasciavano alle banche miliardi di extraprofitti per non fare la bua a Mediolanum.
Ma la puntata più spassosa della serie è quella sui papaveri putiniani insigniti da Mattarella delle massime onorificenze repubblicane. Il radicale Giulio Manfredi ricorda a Francesco Merlo su Repubblica che nel 2017 il portavoce di Putin, Peskov, divenne Commendatore al merito: lo decorò personalmente Mattarella durante una visita di Stato a Mosca. Ma Merlo, dopo accurate indagini, scopre il vero colpevole: sono “le vergognose onorificenze elargite dai governi Conte-1 e Conte-2” e “ritirarle è difficile perché l’Italia filorussa è più forte e spavalda”. Quindi Conte, salito a Palazzo Chigi per la prima volta il 1°.6.2018, decorava putiniani a manetta già nel 2017, scavalcando l’allora premier Gentiloni e subornando il povero Mattarella, incapace d’intendere e volere. Ora Merlo è richiestissimo per la nuova serie “Balle spaziali”.