sabato 24 febbraio 2024

L'Amaca

 

Imbavagliare i morti
di Michele Serra
Per definire ripugnante il sequestro di Stato del cadavere di Navalny non serve scomodare l’etica, basterebbe l’ordinario rispetto del dolore dei familiari, comprensibile anche dal più bieco degli sbirri.
La sola giustificazione logica di un simile, sadico oltraggio è che i carcerieri di Navalny vogliano impedire che un’autopsia stabilisca le cause della morte. Imbavagliare i vivi, imbavagliare anche i morti. In termini criminologici: occultamento di cadavere.
Ammesso che sia interessante saperlo, non sono un difensore a priori di quel coacervo, in realtà molto vago e difforme, che chiamiamo Occidente. Ne considero i limiti e le ipocrisie. La crapula consumista, la perdita di senso. L’imperialismo economico. Per la serie: ognuno guardi alle sue piaghe, e tra le sue pieghe.
Ma una porcheria del genere, donne alle porte di una galera per chiedere di riavere, almeno da morto, il loro figlio e marito, e la porta non si apre, dà la misura dell’oltranza disumana di un regime che può piacere solo ai perversi, o ai servi, o ai fascisti, o agli stalinisti, o a chi non si è mai posto nemmeno mezza domanda (non sulla politica: sulla vita) e non si è mai dato nemmeno mezza risposta.
Nelle nostre vecchie e marce democrazie, davanti a quel carcere ci sarebbero centinaia di telecamere, e migliaia di persone a gridare “aprite!”, e un Parlamento in fiamme che discute e litiga.
Noi siamo pieni di misteri e di soprusi, anche di bombe e di mafia, di bugie e di sangue: non abbiamo mai saputo come rimediare ai nostri orrori ma almeno possiamo saperli, e possiamo dirli. Chi tifa per Putin tifa per una vita muta.

Hai ragione Fabrizio!




Scintilla



Ho avuto l’onore e la fortuna d’assaggiarlo a casa di amici ieri sera, introvabile, indescrivibile, potente, torbato, prima che s’estinguesse m’ha arroccato la grotta in favella, sublimando papille ed olfatto, pretendendo, esigendo tabacco per scoccare scintille di tripudio, tra la ola dei sensi e la torcida neuronica appagante l’inevitabile sforzo gastrico ed epatico. Lunga vita al whiskey regale di casati come questo!



Vamos!

 


venerdì 23 febbraio 2024

Domandina




Spiegazione veloce




La politica mestierante

 


Assistiamo impotenti all'ennesima commedia all'italiana, il regno della politica come mestiere, feudo di chi, dal consigliere comunale alle più alte cariche, altera incommensurabilmente l'idea filosofica della Politica, l'intrinseco servizio alla comunità che ne scaturirebbe se fosse normodotato il pensiero che il dedicarsi agli altri, qualsiasi colore s'indossi, non sia per sempre. Ed invece apriti cielo! Paleozoici energumeni sbraitanti alla luna, in cerca di una riconferma che manleverebbe loro dal ricercare il solito ed usuale anfratto in qualche partecipata per il dolce scazzeggio attendente la smagliante pensione.

Due mandati, dieci anni. Sono sufficienti per far politica al riparo dai pericoli sparsi ovunque, degeneranti la propria dignità? Si, bastano ed avanzano, come il Movimento 5 Stelle da sempre attua al suo interno, tra la derisione generale dei mestieranti. 

Un presidente di regione dispone di tempo congruo per materializzare i suoi progetti nei due mandati? Altroché! 

E allora? Fermo restando che, personalmente, agogno la scadenza del doppio mandato totiano in Liguria come una liberazione, è eclatante la ritrosia del Cazzaro in merito al termine del governatorato veneto di Zaia, che lo trasformerà in un suo avversario della poltrona di segretario della Lega. 

Ed infine Bonaccini: Bonaccini prova per qualche istante a fare il politico con parvenza di sinistra! Prova a staccarti dai tuoi colleghi pachidermi che nella politica vedono solo un mestiere, molto ben remunerato. Provaci e vedrai che comprenderai di esserti anche tu trasformato, in peggio. 

Nota per il grande pensatore leghista  Calderoli che ha minacciato di estendere il limite dei due mandati ai parlamentari: ma ben venga questa novità, che trasformerebbe l'intero parlamento in un opificio di idee e miniera di iniziative, mentre ora, pensando a Fassino, Casini ed egli stesso, appare come un coacervo di pensionati imbolsiti, storditi dal bisso ed incapaci di comprendere una vita lontana dalla ribalta.