sabato 4 marzo 2023

Chapeau



La grande preside Savino in corteo antifascista a Firenze. Grande donna!

A volte il destino…



Come in tutte le grandi cose, la casualità la fa da padrona: se nel 1986 non si fosse rotta la sua barca “Catarro”, Lucio non si sarebbe fermato all’Hotel Excelsior Vittoria, dove gli dissero tra l’altro che c‘era la camera ove un tempo soggiornò per sei mesi Caruso; Lucio vi rimase due giorni interi, senza mai uscire, regalandoci appunto “Caruso”.

Sempre con noi!




Già!

 


Di quei tempi bui

 


Bang Bang!

 


Speranze travagliate

 

Lo stagno e il mare
di Marco Travaglio
Dopo avere sbagliato tutte le analisi e aver incassato smentite da tutte le elezioni, i cosiddetti esperti di politica perseverano con una coazione a ripetere davvero encomiabile. Sembra ieri che in campagna elettorale suggerivano a Letta di scaricare i 5Stelle del defunto Conte in nome della popolarissima Agenda Draghi e di imbarcare Calenda, Di Maio, Bonino e altri noti frequentatori di se stessi. E si stupivano perché i poveri affollavano le piazze di Conte che li aveva sfamati col Rdc anziché votare tutti gli altri che volevano abolirlo. Poi, la sera delle elezioni, tutti a cazziare Letta per avere scaricato Conte, l’unico coi voti, ed essersi alleato con gli ex voto. E, dopo una settimana, tutti a ripetere: guai se il Pd riparla con Conte, che “lancia un’opa” sul Nazareno per egemonizzarlo fingendosi di sinistra col maglione dolcevita e andando financo due giorni a Cortina. Alle primarie del Pd si candidò Elly Schlein per riportare (anzi, portare) il Pd a sinistra, ma tutti gli esperti decisero che avrebbe vinto di sicuro Bonaccini, viste le moltitudini di elettori che vagano per l’Italia invocando il nome di Renzi e ultimamente anche di Calenda.
E sarebbe stato molto meglio così: guai se il Pd fosse ricaduto nel tragico errore dell’alleanza col M5S, che gli aveva fatto recuperare consensi durante il Conte-2. Infatti il Pd schifò i 5Stelle e si fece scegliere il candidato nel Lazio da Calenda: il vincente D’Amato, poi inspiegabilmente sconfitto da tal Rocca. Ora che la Schlein ha vinto, chi puntava su Bonaccini dispensa altre perle di saggezza: tipo che Conte ha mandato centinaia di migliaia di grillini a votare Schlein; e tipo che lo stesso Conte, ottenuto il risultato sperato, è caduto in depressione, o forse è proprio rimorto, perché la Schlein gli ruba la titolarità e i voti della sinistra (infatti non si capisce perché non abbia sguinzagliato le sue truppe a votare Bonaccini). Noi, che esperti non siamo, vediamo un altro film. In Italia il 36% degli elettori non vota alle Politiche e il 60% non vota alle Regionali e la gran parte è di area M5S e Pd. La destra rappresenta un italiano su quattro e sgoverna contro gli altri tre che non la votano o non votano proprio. E una parte di quegli altri tre non vede l’ora che appaia all’orizzonte un progetto di governo alternativo: il patto giallo-rosa che Letta ha condannato alla damnatio memoriae. Con la Schlein la sinistra farà la sinistra e con Conte i 5Stelle faranno i 5Stelle (non un partito di sinistra, ma un movimento trasversale di radicalismo civico, ambientalista, legalitario, pacifista, anti-casta e progressista). Anziché rubarsi i voti beccheggiando nello stesso stagno, tenteranno di pescarli nel mare aperto dell’astensionismo. E potrebbero persino riuscirci.