lunedì 17 ottobre 2022

Avvisatela!



Se fosse vero che Anna Maria Bernini diventerà ministro dell’Istruzione, occorrerà informarla che i Promessi Sposi non narra la storia tra Silvio e Marta, e che L’Idiota non è la biografia di uno dei due probabili vicepresidenti.

Prepariamoci!

In due scritti c'è il preludio di ciò che dovremo subire nei prossimi anni: il primo, scritto dalla nostra sciagura nazionale e trentennale che mette nero su bianco quello che pensa della Sora Caciotta pronta a governare e a tingere di scuro il nostro avvenire. Mi son chiesto che senso avesse dover ricordarsi tutte le negatività della Giorgia; probabilmente il senno che sta lasciando il Pregiudicato, oramai entrato nella sfera rispettosa della pietà; se noi, popolino, dovessimo elencare quello che non ci piace di Al Tappone, probabilmente non basterebbe una Treccani.  

Il Caimano però non demorde, pur non deambulando continua nella sua opera deleteria per il paese e proteggente i suoi interessi. Coadiuvato dai figli di primo letto, che pare stiano trattando con la premier in pectore, fatto inaudito questo in un paese civile, il seriale pagatore di tangenti alla mafia pretende due ministeri: la Giustizia e lo Sviluppo. Il primo per proseguire nella protezione delle sue malefatte, il secondo per le sue tv che pletore di finte opposizione gli hanno da tempo immemore agevolato. Fino a quando rimarrà nel giro che conta uno così, non potremmo definirci paese democratico. 

Il secondo scritto è stato preparato tempo addietro dal Sig. Fontana, che molti riconoscono essere presidente della Camera: per due volte il diversamente cattolico ha scritto "INPIEGATO" errore da penna rossa, simile al suo modo malsano di vivere una sottospecie di fede adulterata, un latinorum divaricante, un retrogrado, insulso, elitario modus operandi che non ha nulla a che vedere con la fede cattolica professata dall'attuale Pontefice. 

Ci aspettano anni amari, tristi, popolati da infingardi della peggior specie. Non ci resta che affidarsi alla Provvidenza e a quel sano e mai dimenticato afflato di ribellione. Stiano tranquilli, dormano placidamente: non ci avranno mai!


Osho

 


domenica 16 ottobre 2022

No, non ce l'ho fatta!

 


Ho aspettato alcuni giorni, visionando tre film di Stanlio e Ollio, due di Totò, gustando la compagnia di un bonzo, tredici tisane alla passiflora, la nuova anticipazione del disco del Boss "Only the Strong Survive" dove canta, in sublimità, brani celebri, Nightshitf ne è l'esempio, ho riletto la vita di Piergiorgio Frassati, ho fatto un corso di yoga, rivisto i gol di Van Basten, ma non è servito a nulla, non riesco a non entrare nella trivialità per commentare l'elezione a presidente della Camera, e non lo sarà mai per me - quel posto è vacante, vuoto, non pervenuto - del signor Fontana - non ne riconosco neppure l'elezione a deputato tanto mi ribrezza il suo aspetto - un coacervo di tutte quelle nefandezze che avrebbero fatto sbuffare a mo' di vaporetto, la pipa di Sandro Pertini.

Credo che l'elezione del sig Fontana sia avvenuta nei modi classici di chi vuol presentare il peggio, sperando che il rimanente acquisisca miglioramenti d'immagine, altrimenti impossibili.

Il passato del signor Fontana, che disprezzo come persona, sembra un copione di film dell'orrore scritto da uno sceneggiatore perennemente alticcio in preda a stralunati problemi psichici; la sua permanenza in ambienti che andrebbero spazzati via dalla ragione e dalla decenza, ammesso che ancora esistano, oggetto di studio; le sue affermazioni - necessitanti un kit comprensivo di pannolone e rotolo a quattro veli, soccorrenti alla subitanea risposta del corpo all'eclatante imbecillità fuoriuscente da quella faccia palesemente evidenziante le caratteristiche di un esaltato, frustato, socialmente inutile - fascicolate per una futura battaglia processuale al fine di depotenziarlo socialmente.

E al signor Fontana non posso che indirizzare, dal profondo del cuore, il mio più sentito - lo so che sbaglio, ho guardato persino "un sottomarino tutto rosa" per cercare di evitare tutto ciò, senza riuscirci - sincero, indefesso, immarcescibile, spontaneo, turgido, floreale, poderoso (non farlo.. dai non farlo.. è pur sempre un'istituzione... leggiti i Sonetti del Poverello dai! ...non scendere al suo livello, pensa al paese, all'Europa... lo avete avuto nel governo di Conte, sì è vero che lo aveva portato quell'altro imbecille, però faceva parte del governo che sostenevi... non fare come il finale di Seven dai!... passeresti nel torto, non si offendono le persone mai! a meno che non siano ricchissime, potenti, di Arcore e tengano per le palle una nazione da trent'anni... pensa ai grandi della storia che si sedettero su quella poltrona: la Nilde! dai torna in te!)
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....ma va a caghér pirla! (vaffanculo suonava male, è pur sempre domenica)
P.S.: per la seconda carica, per me anch'essa vacante - povero Sergio come farà a far tutto da solo? - il signor Gasparri si auto definisce scurrilmente da solo, essendo un fascista impenitente!

Sensazioni travagliate

 

Se non lo querelano, allora si deve temere che il peggio non sia ancora passato.
Ricattata senza ricattatore
di Marco Travaglio
C’è solo una cosa più divertente della rissa a destra: il lavorio dei giornaloni per minimizzare la replica lancinante di Meloni a B.. In base alla proprietà transitiva, se lei dice a lui “Non sono ricattabile”, significa che lui ricatta lei. Ma, pur di non trattarlo da manigoldo, smentendo 29 anni di scemenze sul liberale centrista moderato europeista argine antipopulista e garante antisovranista, i finti tonti parlano d’altro: di quanto gode Putin per tal Fontana (che non sa neanche chi sia) alla Camera, del duo Fontana-La Russa che “radicalizza il Pd e alimenta ulteriormente l’estremismo M5S” (Franco testuale sul Corriere) e del “centro sparito” (Sorgi sulla Stampa). Non sappiamo quali armi di ricatto stia sfoderando B., oltre ai mega-pizzini e all’astensione di FI su La Russa. Ma sappiamo che ha sempre ricattato chiunque si mettesse di traverso sulla via degli affaracci suoi.
Nel dicembre ’94 Bossi sfiducia il governo B.-1. E si ritrova addosso quelli che Montanelli (che li ha assaggiati l’anno prima) chiama “i manganelli catodici” a reti Fininvest e Rai unificate: insulti e minacce, mentre B. sforna sondaggi taroccati che danno la Lega “sotto il 5%”, “sotto il 3”, “all’1,8”, “all’1”, “sotto l’1” e recluta i suoi parlamentari per una “vera Lega” a guida Maroni. Ma c’è chi se l’è vista più brutta. Gianfranco Mascia fonda il Boicotta il Biscione e viene pestato e violentato da una squadraccia mai identificata. Edoardo Pizzotti, dirigente Publitalia, viene licenziato dopo aver rifiutato di coprire le attività illegali per nascondere le false fatture di Dell’Utri&C. e riceve telefonate minatorie e mute da Publitalia; poi è chiamato a testimoniare al processo Dell’Utri e due figuri l’avvicinano per strada: “Guarda che ti facciamo scoppiare la testa”. Contro Di Pietro, B. taglia e cuce una registrazione segreta dell’amico D’Adamo. Stefania Ariosto parla coi pm e riceve una testa di coniglio mozzata per Natale. Chiara Beria di Argentine pubblica sull’Espresso le foto di Ariosto con Previti, Squillante e B. e la sua casa in Versilia salta in aria. L’ex deputato Pri Vincenzo Garraffa dice un no di troppo a Dell’Utri e riceve la visita del boss Vincenzo Virga. Il giudice Raimondo Mesiano condanna Fininvest a risarcire De Benedetti per lo scippo Mondadori e Canale5 lo lincia per i calzini turchesi. Dino Boffo critica su Avvenire le “cene eleganti” e il Giornale gli tira fuori una vecchia condanna per molestie e un falso dossier sulla sua omosessualità. Follini si dissocia da B. e quello lo minaccia: “Mi hai rotto il cazzo”, “Se continui così, vedrai come ti tratteranno le mie tv”. Si sfila pure Fini e, oplà, ecco la casa di Montecarlo comprata dal cognato. Ora tocca a Meloni. Ma i veri problemi sono gli estremisti 5Stelle e la terribile scomparsa del centro.

L'Amaca

 

Due fascismi al prezzo di uno
DI MICHELE SERRA
Anche in rapporto alla loro età, possiamo dire che la seconda e la terza carica dello Stato rappresentano l’estrema destra nella sua forma antica e nella sua forma moderna.
L’anziano La Russa incarna ilneofascismo classico, novecentesco e mussoliniano, il giovane Fontana è alfiere del nuovo integralismo cristiano che nell’omofobia e nella xenofobia trova il suo sbocco naturale: omosessualità e immigrazione sono visti come agenti esterni che infettano il corpo sano della tradizione.
La Russa (come il suo partito) è più italiano, Fontana più americano, assomiglia ai bravi padri e madri di famiglia della piccola borghesia bianca che, negli Stati conservatori, fanno mettere al bando nelle biblioteche scolastiche i libri “che parlano di sesso e turbano i nostri ragazzi” (più di 1.600 i titoli all’indice). La puzza è la stessa della caccia alle streghe.
L’elemento religioso, nel vecchio fascismo italiano, era poco percepibile, nel nuovo fascismo internazionale è invece un ingrediente fondamentale, forse il più rilevante: da Steve Bannon al pope Cirillo ai vescovi americani che odiano l’ecumenismo di questo Papa, la fede ridiventa una spada da affondare nel corpo del nemico. Qualcosa di medievale, dunque, scalda i cuori della nuova intolleranza: non per caso non ne troverete uno solo che non stia con Putin.
La doppia elezione, dunque, è a suo modo perfetta per qualificare una legislatura fieramente e compiutamente reazionaria.
Ma — siamo alle solite — è come se nella destra italiana non esistesse altro, non una tradizione moderata, cattolica in senso laico, conservatrice in senso liberale. Forse Meloni non lo vive come un problema. Metà dell’Italia invece sì, e dunque parlare di “unità della Nazione”, per Meloni, è una pia illusione.