martedì 12 luglio 2022

Per il gas…


Ditelo a Draghi. Brogli e omicidi: pure in Mozambico c’è un gran bel dittatore

di Alessandro Orsini

Il presidente Sergio Mattarella, in visita in Mozambico, ha appena stretto fraternamente la mano del suo omologo, Filipe Nyusi, da cui il governo Draghi spera di ottenere una parte del gas che non può comprare dalla Russia. Sabato scorso abbiamo scritto che il Mozambico è una dittatura e i nostri migliori lettori hanno chiesto le prove a sostegno di tale affermazione. Il Mozambico è una dittatura oppure no? Ciò che è accaduto durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2019 desta impressione. L’elenco delle violenze contro gli oppositori e dei brogli elettorali richiederebbe una monografia di 500 pagine. In questa sede, ci limitiamo all’essenziale per accontentare i nostri lettori e fornire a Draghi una serie di fatti documentati su cui riflettere. Le violenze in Mozambico sono state bestiali. Giornalisti, difensori dei diritti umani e osservatori elettorali, sono stati uccisi in pieno giorno oppure rapiti e massacrati di botte fino a spezzare gambe e braccia. È il caso di Ericino de Salema, giornalista e commentatore politico, aggredito già il 27 marzo 2018 da tre uomini non identificati davanti alla sede del sindacato nazionale dei giornalisti a Maputo. Salema è stato percosso con un Ak-47, un fucile d’assalto, rapito e infine abbandonato privo di coscienza sul raccordo stradale di Maputo, gambe e braccia spezzate.
Il 7 ottobre 2019, Anastacio Matavel, una delle figure più nobili del Mozambico, osservatore elettorale e noto difensore dei diritti umani, è stato assassinato mentre guidava la sua auto nella città di Xai-Xai, nella provincia di Gaza, con 13 proiettili esplosi da sei poliziotti, la cui identità è nota per puro caso essendosi schiantati contro un’altra auto mentre scappavano come volgari assassini. In un articolo del 18 giugno 2020, intitolato “Mozambique police jailed for killing election observer”, la BBC non usa mezzi termini: “Attivisti, giornalisti e membri dell’opposizione vengono regolarmente uccisi e rapiti in Mozambico. Tuttavia, questi casi raramente finiscono in tribunale”. È giusto che Mattarella si rechi a Maputo nel tentativo di salvare l’economia italiana dalle sanzioni che l’Italia stessa ha applicato contro la Russia? Lasciamo la risposta ai lettori. A noi non interessa giudicare Mattarella, bensì denunciare il gioco di Draghi: “Dittatore se ci pare”. Denunciare tale gioco è un dovere delle Università nelle società libere essendo una delle tecniche con cui i governi manipolano l’opinione pubblica contro la libertà dei popoli. Pochi mesi fa, Draghi blandiva Putin ed etichettava Erdogan come “dittatore”. Oggi Draghi blandisce Erdogan, che stringe affettuosamente in Turchia, e insolentisce Putin. Durante i funerali, i leader religiosi hanno detto che l’omicidio di Matavel è figlio dello “spirito della tirannide”. Evidentemente, la parte più libera del Mozambico concepisce il proprio governo come una tirannia. Le nefandezze che raccontiamo sono note al governo Draghi giacché l’Unione Europea ha avuto una propria missione sul voto in Mozambico insediatasi il 31 agosto 2019 – giorno d’inizio della campagna elettorale che ha opposto Filipe Nyusi del Frelimo a Ossufo Momade del Renamo – con ben 170 osservatori europei inviati nel giorno delle elezioni. Quella stessa missione europea (EOM) ha condannato l’omicidio di Matavel e ha steso un report sui brogli, pubblicato l’8 novembre 2019, che fa balzare dalla sedia. Da quei brogli, ammazzamenti e spaccamenti di ossa vari, è uscito vincitore Nyusi. In base alla classifica di Draghi, abbiamo oggi due dittatori buoni, Erdogan e Nyusi, e un dittatore cattivo, Putin. La classifica è facile alle variazioni. Non faremo mancare aggiornamenti tempestivi.

Goduria da articolo


I pistola scarichi

di Marco Travaglio 

Non ci sono parole, ma solo parolacce, per commentare i ricatti tentati da Draghi e dalle sue cheerleader per trattenere i 5Stelle. Anzitutto perché, dopo la scissione dimaiana, il governo ha la maggioranza anche senza il M5S. Ma soprattutto perché partiti e giornali governisti attaccano ogni giorno i 5Stelle, le loro riforme, il loro programma, la loro stessa esistenza: quindi non si capisce perché tengano tanto alla loro presenza al governo. Anzi, si capisce: vogliono continuare a demolire le loro leggi e proposte per poterli insultare meglio fino alle elezioni (“hanno cambiato idea su tutto, svendono le loro idee per qualche poltrona”). Ma questo è il motivo principale per cui i 5Stelle dovrebbero fuggire al più presto. Conte ha consegnato a Draghi 9 proposte che non riguardano il M5S, ma gli italiani. Se il premier pensa davvero che “il governo non esiste senza i 5Stelle”, trasformi quei 9 punti in altrettanti decreti e il governo col M5S continua. Sennò lui e i suoi reggicoda dovrebbero piantarla coi ricatti: pistole scariche che non spaventano nessuno. Draghi minaccia di salire al Quirinale se i 5Stelle non votano la fiducia in Senato sul dl Aiuti (in cui ha infilato l’inceneritore di Roma, estraneo agli Aiuti, solo per umiliarli), poi ci sale già ieri. E chissenefrega: tanto poi scende. E il governo, avendo la maggioranza anche senza di loro, resta in piedi. Salvo che sia Draghi a dimettersi e a rovesciarlo: nel qual caso, affari suoi.
I giornaloni annunciano che, se Conte esce, altri 10 o 20 deputati vanno con Di Maio: e richissenefrega. Il M5S deve recuperare voti fra i cittadini, non fra i peones che fra sei mesi spariranno nel nulla da cui vengono: gli unici guai li avrà Di Maio, dovendo garantire loro quei posti sicuri che non ha neppure per sé e i suoi cari; non certo il M5S, che più trasformisti perde, più voti guadagna. Il Pd minaccia che, se Conte molla, non si allea più con lui, ma con Di Maio. E strachissenefrega: a parte che Di Maio ha meno elettori che candidati, la prima vittima dell’ideona sarebbe il Pd che, col Rosatellum, perderebbe tutti gli uninominali; e, col proporzionale, regalerebbe al M5S l’occasione d’oro di ripresentarsi da solo contro le destre e la presunta sinistra, raccogliendo gl’incazzati dell’una e dell’altra. Ma il ricatto più esilarante è il mantra “guai a chi fa cadere il governo in un momento come questo”. Per cadere, il governo dovrebbe esistere e, dalle Quirinarie in poi, non esiste più. In un momento come questo dovrebbe fare un sacco di cose, invece non fa nulla. E la gente se n’è accorta: con una maggioranza del 90%, il consenso di Draghi è precipitato al 48%. Chi vuole evitare che la Meloni si pappi tutto il restante 52% sa cosa deve fare.

lunedì 11 luglio 2022

Rimando



Stavo per immergermi in una splendida fritturina mista e invece… dovrò rimandare… aspettando il comunicato… ma va a cagher!

Ad minchiam



Quando non sai che minchia scrivere e cerchi di valorizzare un luogo bello naturalmente, ma dove Caravaggio ci venne solo per morire e nulla più!

Meta chimera



A leggere questi dati, se non fossimo stati scientemente imbolsiti dai “Grande Fratello” e dalle varie flatulenze mediatiche, la saggezza insita in ogni umano imporrebbe di andare alla ricerca di un bel ramo di castagno, di uno zaino, acqua e provviste, per partire alla volta di Roma, senza clamore, ovattati, per farsi trovare di buon mattino davanti ai cosiddetti luoghi di potere, con appresso la lunga lista delle loro retribuzioni, anche quelle di coloro che quasi furtivamente nei meandri del burocratese agguantano cifre quattro-cinque volte le nostre. Per vedere l’effetto che fa!

Parla il Tronchetto!



Parla, parla, credendosi un manager, un luminare finanziario; invece di starsene al largo, da noi, con la sua barchetta, questo, a suo dire, saccente economista, trova il coraggio ancora di dir la sua, dimenticandosi che quando accalappiò Telecom nel 2001 la stessa aveva 22 miliardi di indebitamento e nel 2006, quando la lasciò, 37 miliardi. Parla come se ci fossimo dimenticati della svendita, o meglio, la spolpatura di parte degli immobili di Telecom, acquistati a prezzo medio basso anche da Atlantic2 Berenice, fondo partecipato anche da Pirelli Real Estate, sempre roba sua, e Telecom dopo la svendita trasformatasi in inquilino degli stessi locali con affitti al 8-9%. Parla, lui parla, volendo illuminare la crisi economica. Mi aspetto a breve Olindo e Rosa ammaestrarci in merito alle regole di buon vicinato!

Il Pazzo in feluca



Se ci fosse un ordine mondiale di moralità, questi due sarebbero dentro ad una casa di cura in Tso. Invece stanno preparando il ritorno, visto che il semi dormiente Joe gli sta lasciando un’autostrada. La diversamente abile Sarah ripete ad intervalli regolari la volontà di trivellare. Il Napoleone Biondo invece ha dichiarato che è un bene che le acque s’innalzino: avremo più case con vista mare! Lo ha detto davvero. Poi lo hanno sedato mettendogli in testa la feluca di cui va pazzo…