lunedì 11 luglio 2022

Parla il Tronchetto!



Parla, parla, credendosi un manager, un luminare finanziario; invece di starsene al largo, da noi, con la sua barchetta, questo, a suo dire, saccente economista, trova il coraggio ancora di dir la sua, dimenticandosi che quando accalappiò Telecom nel 2001 la stessa aveva 22 miliardi di indebitamento e nel 2006, quando la lasciò, 37 miliardi. Parla come se ci fossimo dimenticati della svendita, o meglio, la spolpatura di parte degli immobili di Telecom, acquistati a prezzo medio basso anche da Atlantic2 Berenice, fondo partecipato anche da Pirelli Real Estate, sempre roba sua, e Telecom dopo la svendita trasformatasi in inquilino degli stessi locali con affitti al 8-9%. Parla, lui parla, volendo illuminare la crisi economica. Mi aspetto a breve Olindo e Rosa ammaestrarci in merito alle regole di buon vicinato!

Il Pazzo in feluca



Se ci fosse un ordine mondiale di moralità, questi due sarebbero dentro ad una casa di cura in Tso. Invece stanno preparando il ritorno, visto che il semi dormiente Joe gli sta lasciando un’autostrada. La diversamente abile Sarah ripete ad intervalli regolari la volontà di trivellare. Il Napoleone Biondo invece ha dichiarato che è un bene che le acque s’innalzino: avremo più case con vista mare! Lo ha detto davvero. Poi lo hanno sedato mettendogli in testa la feluca di cui va pazzo…

Amici di amici



Se ci fosse stata ancora lei, oggi saremmo invasi dalle vomitate dei pennivendoli peripatetici, dai video degli amici degli amici, dai servizi nei tg declamanti la sua inettitudine, l‘insipida inesperienza, la pochezza politica. Ma invece con Gualtiè i cinghiali son divenuti simpatici, la rumenta ai bordi delle strade del centro della capitale quasi un abbellimento decorativo, gli incendi una casualità. Virginia aveva iniziato l’iter per togliere da quella zona gli sfasciacarrozze, ma fu bloccata, come in tante altre iniziative, dal famigerato mondo “degli amici degli amici.”
Penoso è uno stato che ha come capitale un penoso mondo d’amici.

domenica 10 luglio 2022

Eccoli!


Mi domandavo dove fossero, visto che il loro posto, con lettoni farciti da materassini, era desolatamente vuoto; poi alle 13, orario rigorosamente imposto per evitare di far figura da plebei, come d’incanto ecco arrivare i benestanti romani, con i loro incarichi sapientemente celati dietro alle abnormi supercazzole burocratiche in grado di moltiplicare stipendi da favola per probabili boiardi di tale risma: gli uomini in pantaloncino, mocassini, camicia di cotone leggero a maniche lunghe, sigaro e cappello di paglia; le signore in mise sgargianti, con larghi cappelli e tutte indaffarate ai falsissimi saluti d’ordinanza, preconio per la cena ove si narreranno gesta e luoghi delle prime vacanze estive, e i progetti per le future in posti inaccessibili ai più. Il vento intanto sparge nell’aria un inconfondibile profumo di casta, di cui siamo ineguagliabili produttori.

A Mariooo!



Probabilmente il suo dio, una bofonchiante divinità insufflante in Mario abnormi concetti ad minchiam, gli sarà apparso dopo una storica raviolata, esortandolo a proseguire nella strada a lui più consona, l’esaltazione dell’essenza dell’imbecillita, di cui il ciccione è profeta. Dopo aver preso zero voti a Ventotene, il giocatore incallito di poker prestato alla cazzata, ha deciso di unirsi con il nero perdi sempre (cit.) in un nuovo partito di extra destra, “Alternativa per l’Italia”, ponendosi a destra della Caciottara, pronto a battagliare per ottenere il divieto di aborto e di divorzio, cosa questa esplicitamente richiesta dal dio di adinolfi per confermare l’idiozia del duo catto-nero, entrambi divorziati. Non resta che attendere l’ennesima figura di merda di Mario. E del suo dio.

Ombrellone e Superenalotto


“Vuolsì così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”

Già, non mi faccio domande anche se un rigurgito mi pervade allorché ripenso a ciò che mi è successo ieri nella spiaggia Torba di Capalbio, con tutti gli ombrelloni aperti, saranno stati ducento, e solo il mio, a causa dell’improvviso sbuffo di Eolo, alzatosi in aere e fischiato in mare con pantaloncini e maglietta a mollo, tra l’ilarità generale, alcuni mi hanno pure chiesto il bis sospettando che facessi parte di una rinomata squadra di saltimbanchi, ed io, impegnato a raccattare il tutto avvolto da un abnorme stimolo preparatorio sfornante, da lì a poco, un enorme bestemmione da competizione (cit.) - tra l’altro son convinto che non sarebbe contato molto, viste le circostanze, nel giudizio finale che ha da venì - mi sono ricordato dei versi danteschi, ritrovando pace e serenità, scrutando però il cielo quasi con tremore, ansimando per l’ipotetico arrivo di un fulmine vagabondo che probabilmente mi avrebbe da lì a poco incenerito, tra il corale applauso degli astanti, testimoni di un numero circense irripetibile, e quindi non ho domandato nulla al fato, a volte, dicono, preparatorio di eventi unici ribaltanti i il destino, come ad esempio, lo dico sommessamente, la scelta di chi, prima o poi, agguanterà gli attuali 236milioni e spicci del Superenalotto, che continuo a giocare solo perché ricordo esattamente le due misere colonne, e non sia mai che l’evento dell’ombrellone non diventi precursore del vedere uscire la colonna vincente senza giocarla, che mi porta appunto ad alzar la mano, perorando l’avvento di una specie strana di contrappasso, sognando di udir il pensiero del fato “chi faccio vincere, chi faccio vincere.. ah si quello dell’ombrellone in acqua che mi ha tanto fatto sbellicare!”

sabato 9 luglio 2022

Daniela!


Che seccatura: Draghi perde la scommessa contro il Covid

di Daniela Ranieri

Era un rischio ragionato, rassicurò Draghi; noi dovevamo solo stare tranquilli e darci all’allegria dello shopping e degli aperitivi. Era aprile di un anno fa: la galoppata riaperturista-wagneriana poteva avere inizio. Non abbiamo messo la “resilienza” pure nel piano economico per far ripartire le imprese (coi soldi ottenuti da Conte, ma gestiti dal più oculato e responsabile Draghi)? Era una scommessa del governo dei Migliori, gente abituata a far di conto, a giocare in Borsa, a rischiare con destrezza (se non del proprio, certo dell’altrui): vi pare che ci avrebbe messo nei guai?
Il fatto che oggi i contagi siano cento (100!) volte quelli dell’anno scorso, i morti 94 al giorno, mentre un anno fa di questo periodo erano sotto i 20 e nel 2020 una decina, dovrebbe indurre alla conclusione che Draghi la scommessa l’ha persa. Mannaggia, una bella seccatura per lui, oltre che per i 52.498 morti da metà aprile 2021 a oggi. Cos’è successo? Semplice: per onorare il dio del Pil, il governo tecnico (dunque razionale, netto, pragmatico) ha diffuso per un anno via propaganda e via decreti una sorta di pensiero magico secondo il quale il coronavirus che provoca la Covid avrebbe prima o poi capito con chi aveva a che fare e si sarebbe estinto da solo. Già lo aveva mezzo accoppato il generale Figliuolo, con la sua “spallata” vaccinale, il suo “fuoco alle polveri”, il suo “cambio di passo” e altre amenità, prima di levare le tende a immunità di gregge raggiunta (annunciata da Fazio dal generale in mimetica, nel caso dovesse sventare una recidiva della prima ondata da Codogno). Su una popolazione comprensibilmente sfibrata dalle chiusure e dalla paura, l’autorevole via libera di Draghi – il presidente del Consiglio buono, il Giovanni XXIII dei banchieri – ha agito come un balsamo: finalmente comandava qualcuno in grado di liberarci dalla pandemia e dall’allarmismo di quell’ipocondriaco di Conte. Peraltro il Green Pass (specie nella sua versione Super, Premium e Deluxe) ci avrebbe dato la certezza di “trovarci tra persone non contagiose”, come garantì lo stesso Draghi (che poi s’è preso il Covid, quindi o non aveva il Green Pass o aveva detto una scemenza). Il proselitismo dei virologi ottimisti (quelli che col caldo il virus sarebbe sparito e l’ansia uccide più del virus, etc.) ha fatto il resto.
E come mai, allora, leggiamo sul Corriere di ieri, “il ministero della Salute ha invitato le Regioni ad aumentare le disponibilità di posti letto sia in area medica sia in terapia intensiva”? Sarà che ora si corre ai ripari, dopo che il governo ha tirato i remi in barca senza fare più niente, avendo puntato tutto su un vaccino che dura 4 mesi? Sarà che Brunetta ha eliminato lo smartworking per i lavoratori pubblici? Sarà che, la buttiamo lì, la mascherina protegge più del vaccino?
Ricordiamo che nella primavera di quest’anno il governo ha deliberato: via lo stato di emergenza e via pure il Cts, questo obsoleto comitato pieno di menagramo; basta star lì a compulsare bollettini e terapie intensive. E coi primi caldi, per corroborare l’euforia dello scampato pericolo, il capolavoro: via l’obbligo delle mascherine al chiuso. Per completare l’opera, coi contagi già in risalita, via la mordacchia per turisti e vacanzieri: i Migliori hanno tolto l’obbligo anche sugli aeromobili, dove lo spazio è chiuso, piccolo, pressurizzato e pieno di persone provenienti da tutti i Paesi del mondo. Cosa poteva andare storto? Fare di ogni aereo che sorvola i nostri cieli un’incubatrice di varianti è stata una pensata non da poco, per le illuminate menti che compongono l’esecutivo (va detto che il ministro Speranza è sempre stato contrario al laissez-faire virale: ma se non è d’accordo con questi metodi da biscazzieri amorali perché non si dimette?). Da ciò si ricava un insegnamento prezioso: il virus non scompare. Tutt’altro: si adatta alla nostra stupidità.