venerdì 13 maggio 2022

Piccolezze infime




Mentre siamo assorti ed impegnati a vedere esseri umani che si scannano per motivi folli, questa rappresentazione fotografica ci riporta alla nostra inutile ed insignificante piccolezza: l’Universo visibile, ovvero quella porzione di spazio che le nostre miserrime cervici riescono a concepire; inizialmente, dal Big Bang avvenuto 13 miliardi di anni fa, si pensava che se arrivasse una luce di quei tempi avremmo potuto capire la grandezza dell’infinito; ma non è così perché l’universo si sta espandendo a velocità folle ed ora si stima che la porzione dello spazio che riusciamo a intravedere sia di 93 miliardi di anni luce! 93 miliardi di anni alla velocità della luce, 300mila km al secondo. Una dimensione non concepibile, non comprensibile e pur sempre una porzione dell'infinità stellare. Potessimo tutti comprendere la quasi ridicola piccolezza di noi tutti, i nostri 70/80 anni di esistenza paragonati ai 93 miliardi di anni luce di una porzione di ciò che ci ospita! Quanti grilli per la testa scomparirebbero, quante idiozie si dissolverebbero, ad iniziare dalle guerre per predominare sull’altro o per un pezzo di crosta di questo pianeta, un micro granellino blu disperso nell’immensità infinita di uno spazio regolato da meccanismi sofisticati, immani, precisi, indefettibili, ingranaggi confluenti in uno spettacolare identikit della Bellezza creatrice, capace di formare dalla polvere delle stelle organismi pensanti quali siamo noi, al netto dell’idiozia che c’attanaglia. 

Da sbellico!


Dialoghi

 




L'Amaca

 

La temperatura del mondo
DI MICHELE SERRA
Secondo i sondaggi meno di un finlandese su tre, prima dell’invasione dell’Ucraina, era favorevole all’ingresso nella Nato. Ora tre finlandesi su quattro sono invece favorevoli. È come se l’opinione pubblicadi quel Paese fosse stata ribaltata da un’esplosione.
Si è molto parlato della brutalità di Putin, meno della sua stupidità. I prepotenti sono spesso stupidi, e riuscire a trasformare Paesi di forte tradizione neutralista in Paesi spaventati, e dunque ostili, è una innegabile prova di stupidità politica. Detto questo, non c’è molto da festeggiare. In tutte le persone di buona volontà rimane il dubbio, molto forte e del tutto ragionevole, che sacrificare il concetto stesso di neutralismo alla logica del momento non sia una buona notizia. Che la radicalizzazione e l’estensione del bipolarismo Nato-Russia sia un peggioramento, non un miglioramento. Un passo indietro, non un passo avanti.
Bipolarismo, per altro, è anche il nome di una patologia: che non indica equilibrio, bensì il suo contrario.
Nel concetto stesso di neutralità c’è una promessa di non belligeranza e di equidistanza che non può non essere messa nel conto, se si vuole levare terreno alla guerra, aggiungere spazio alle speranze di un mondo più pacifico.
Sarà banale dirlo, ma il numero dei Paesi neutrali è un oggettivo termometro della temperatura del mondo: meno sono, più alta è la febbre, più alto il rischio di guerra.
C’è un evidente affanno del pacifismo, in questo momento, e una facile derisione della sua impotenza. La guerra schiaccia ogni prospettiva sul presente, sull’emergenza umanitaria, sulle cose da fare qui e adesso. Ma i conti si fanno in tempi lunghi. Il neutralismo, prima o poi, ci mancherà, così come ci manca la pace.

Nelle loro mani

 


Chissà che effetto avrà creato nel cranio di un psicolabile aggressivo qual è Putin la decisione di Svezia e Finlandia di aderire alla Nato! Mai scelta fu più improvvida nella recente storia dell'umanità, e tutto questo è stato fomentato da un pazzo come quello in foto. 

L'inviato delle banche prestato alla politica nostrana è volato ad ossequiare un anziano soporifero che il fato ha deciso di innalzare ad uomo più potente del pianeta, snobbando senza alcuna ritrosia il parlamento, al momento trasformato solo in un'enclave di agiati dediti al fancazzismo più becero. Viene da dire la canonica frase "se l'avesse fatto lui!" riferendosi al precendete Premier ancora oggi una delle delle poche persone perbene nel panorama politico italiano. 

L'Europa non conta nulla, prova ne è che a dirimere l'intricatissima questione bellica vi siano il biondastro di cui sopra, e il despota turco dedito all'annientamento del popolo curdo. 

Allargare la Nato includendo nella lunga lista dei paesi dediti alla dilapidazione di ingentissime quantità di denari sottratti alla sanità - Marietto fatti un giro nei Pronto Soccorso della penisola, please! - alla lotta contro le disparità sociali, alla cultura, per il diabolico ed ossessivo acquisto di armamenti, stati confinanti per milletrecento chilometri con la Russia come la Finlandia, equivale a provocare oltremodo il killer russo, beatificato da tanti in anni passati che lo vedevano come uno statista, provocandolo oltre l'immaginabile, sino probabilmente ad indurlo ad aprire la valigetta dell'Armageddon.

L'unica persona ancora sana di mente in questo mercimonio di vite ed armamenti, risulta essere Papa Francesco, il quale giustamente ha definito pazzia l'aumento delle spese militari. Ma molti non l'avranno potuto sentire, visto che è stato censurato persino dal TG1. Fossi in lui le prossime Mese in diretta le farei trasmettere da canali tipo Odeon TV. Così, tanto per far capire a molti di quanta idiozia sia pregno attualmente il pianeta.  

giovedì 12 maggio 2022

Stranezze editoriali



Ma guarda la Repubblica che pubblica un articolo di un noto torinista, che si scaglia contro le decisioni arbitrali, sembra appartenere al gruppo Gedi, di proprietà… mumble mumble … di proprietà… degli…Agn… ma no! Ci mancherebbe…

Mah!


Boh, sarà! Ma me pae ‘na Macina del Mulino Gianco sfocà…