martedì 14 dicembre 2021

Proposta



Che dite raga, andiamo? (Purtroppo non è uno scherzo. Penso solo a quell’idiota del celebrante!)

Così va l’immondo!



Così va l’immondo: da sempre destrorso, anche quando si camuffava da segretario del PD, ora che l’ha sfangata grazie ai tangento-cazzari-fascisti è pronto a votare il pagatore seriale di tangenti alla mafia, nonché ras della famigerata Era del Puttanesimo.

Carlo rispondi!

 

Sempre lui, oramai ovunque, con quella faccia un po' così che abbiamo noi, che avete voi quando s'incontra un bislacco figuro attanagliato da pensieri immondi com'è Carlo Bonomi, che anche ieri ha sproloquiato tra i "suoi", gli amici di Confindustria. Ha attaccato il reddito di cittadinanza, asserendo di non aver mai visto qualcuno dei "suoi" attingere dagli elenchi di coloro che, in attesa di un lavoro, percepiscono dallo stato un reddito che lo trattenga nel recinto della dignità.
Imperterrito continuo pervicacemente a domandare alcune "cosucce" allo squalo Bonomi:
1) Secondo lei a quale categoria appartengono i ribaldi che costantemente eludono il pagamento delle tasse per un importo annuale di cento miliardi?
2) Che ne pensa dei contratti capestro, instabili più della sua visione della vita sociale, a 6 euro l'ora?
3) Che ne pensa del capolarato?
4) Ritiene che in Italia vi sia un'equa distribuzione delle risorse?
5) Sono ancora concepibili in Italia i rischi d'impresa?
Bonomi non solo non risponde ma continua a dileggiarsi in quell'ambito di sfottò alimentanti lo scontro sociale che lo rendono meno simpatico di un haredi.

Ttt..ravaglio!

 

Tutta la verità
di Marco Travaglio
Ecco il discorso che Draghi non ha (ancora) tenuto.
“Care italiane e cari italiani, abbiamo sbagliato totalmente la comunicazione sul Covid e sui vaccini, un po’ perché disorientati dai continui stop&go della scienza, un po’ perché dire la verità avrebbe scoraggiato molti di voi dal vaccinarvi. Me ne scuso e prometto di non farlo più. Le bugie hanno le gambe corte, smentite ogni giorno dai dati che aumentano la sfiducia nelle autorità e portano acqua al mulino No Vax. La verità è che i vaccini ‘durano’ molto meno del previsto e non immunizzano dal rischio di contagiarsi e contagiare. Quindi abbiamo sbagliato a fissare in 12 mesi la durata del Green Pass e in 9 quella del Super Green Pass: secondo l’Iss, dopo 5 mesi dalla seconda dose ‘l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia scende dal 74 al 39%’. In più ci siamo scordati di rendere revocabile la carta verde, lasciando i vaccinati contagiati liberi di infettare col lasciapassare. Io per primo ho sbagliato a promettere ‘un Natale normale per i vaccinati’, creando l’equazione antiscientifica ‘vaccinato uguale immune’ e l’illusione controproducente di ‘zone protette’ col Super Green Pass, che non protegge nessuno, anzi induce chi lo possiede a trascurare distanze, mascherine e tamponi. Quindi aboliremo il Super Green Pass e il Green Pass per lavorare, inutilmente discriminatori e dannosi. Abbiamo diviso l’Italia in buoni e cattivi, mettendo i vaccinati contro i No Vax (per non parlare dei bimbi), additati come untori e unica causa di un contagio che invece è figlio di molti fattori: i No Vax, i vaccinati “scoperti”, i ritardi sulla terza dose, l’inerzia sulle distanze e l’aerazione in scuole, bus, metro e treni regionali, l’abbandono del tracciamento e la folle revoca dello smart working negli uffici pubblici.
Unici al mondo col Green Pass per lavorare, non siamo affatto i primi della classe: almeno 13 Paesi hanno Rt e decessi più bassi dei nostri. E anche in quelli con più vaccinati di noi la pandemia avanza a prescindere. Quindi diffidate dei fanatici No Vax e Sì Vax e leggete i dati dell’Iss: dal 22 ottobre al 21 novembre (senza Omicron) i ricoverati nei reparti ordinari sono stati 4.402 non vaccinati e 4.532 vaccinati (1.616 da meno di 5 mesi e 2.916 da più di 5 mesi) e, nelle terapie intensive, rispettivamente 618 e 348. Con l’85% di copertura, la percentuale dei No Vax è molto più alta, ma pure quella dei vaccinati in ospedale è spaventosa rispetto all’illusione che abbiamo avallato. Quindi continuate a vaccinarvi, ma respingete la retorica dell’altruismo: quello è un atto di sano egoismo, perché l’unica certezza che dà è abbattere il rischio di Covid in forma gravissima o mortale. Di più non possiamo garantire: di bugie ve ne abbiamo già raccontate troppe”.

Una grande amaca!

 

L’amaca
Patriota? Robe da pazzi
di Michele Serra
Più che alle saghe fantasy e ai voli alati, il buffo marchio Atreju fa pensare, in bocca romana, a un richiamo da vicolo: “‘ a Treiuuu, ma ‘ndo stai?”.
Che Enrico Letta abbia sbagliato ad andarci, sia pure con una presumibile intenzione di fair-play politico, è confermato dalla stessa padrona di casa: appena il tempo di smontare il palco e riporre il sor Atreju in magazzino fino al prossimo meeting, ed ecco che, per Meloni, l’ex gradito ospite Letta diventa «procacciatore di interessi del governo francese», «Casalino di Macron» e insomma servo dello straniero e traditore della patria.
Mentre la patria stessa agogna, con Meloni, a portare al Quirinale un patriota vero: per esempio Berlusconi, tutt’altro che un candidato di bandiera.
Che cosa intenda Meloni per «patriota» è facile da capire: intende nemico dell’Europa e amico suo. Ma sentire applicare l’etichetta di «patriota» a Berlusconi, in costante conflitto con le leggi italiane, con la sua appiccicosa storia d’affari e di rapporti con figuri mafiosi, e soprattutto con la sua ineguagliata capacità di spaccare il Paese in due metà inconciliabili (solo il Mascellone seppe fare di peggio) è veramente troppo.
L’uomo che voleva nominare Cesare Previti ministro della Giustizia, stoppato in extremis da quel galantuomo di Scalfaro (lui sì, un patriota), se salisse al Quirinale presiederebbe il Consiglio Superiore della Magistratura. Basta questo, ed è tutt’altro che un dettaglio, a rendere assurdo, e anche offensivo, ogni appoggio, patriottico o meno, alla candidatura di Berlusconi.
A’ Treiu, ma che stai a ddi’?

lunedì 13 dicembre 2021

Imperscrutabilmente

 Immersi e mai riemersi nel quotidiano, affrontiamo l'ennesima fatica natalizia, storditi dal pandemico, nella giostra che chissà ancora per quanto ci permetterà di poterla utilizzare, dai diciamocelo soprattutto per smitizzare la signora con la falce, in questa breve ed intensa, non per gli stolti come me che hanno buttato via un sacco di tempo in puerili inezie, vita concessaci per fato o progetto altolocato. 

Spiace assistere al deflagrante imbarbarimento collettivo, m'accorgo infatti di abbracciare sempre più la misantropia, condito malsanamente di egoismo destabilizzante la civile convivenza: chi ha di più infatti, ne cerca ancora per aumentare il già smisurato forziere, il 10% possiede più della metà delle ricchezze planetarie, e nessuno obbietta nulla al proposito, ed inoltre, è oramai disco rotto ma lo continuo a dire, annualmente pochi sottraggono qualcosa come cento miliardi, utili per i fabbisogni di spesa, infischiandosene degli altri e nessuna coalizione da trent'anni a questa parte ha mai intrapreso una sana lotta contro la barbarie dell'evasione fiscale. Questo Natale 2021 arriva sotto i nefasti auspici dell'aumento pandemico, provocato da quei sei milioni di imbecilli che preferiscono mandare avanti gli altri piuttosto che affrontare la vaccinazione. 

I lavoratori sono sempre più sfruttati, Carlo Bonomi leader di Confindustria continua a sparar cazzate, assetato di fondi e denari com'è. Ovunque fioriscono i nauseabondi piagnistei di chi vorrebbe continuare in eterno a gozzovigliare sugli altri. Ci stordiscono con informazioni alla carta, dimenticando che un buon 60% di ristoratori, proprietari di bar e latifondisti affittanti loculi in chiave turistica, evadono sistematicamente le tasse. E' sempre più eclatante la disfida tra furbi e coglioni, tanto che qualcuno vorrebbe addirittura portare al Quirinale un pregiudicato evasore fiscale. 

Barbarie è depenalizzare i reati finanziari, in galera non ci va più nessuno, chi paga le tasse alla fonte, si sente inadeguato e coglione. 

La malavita organizzata ha esteso i suo gangli ovunque, nel mondo del lavoro s'assiste quotidianamente a forme evolute di schiavismo con paghe in nero di pochi euro all'ora. 

Le grandi firme di moda introitano enormi guadagni sulla pelle di chi schiavizzato in ambienti malsani, viene dilaniato nel fisico e nella mente da tempistiche che neppure i più malfamati orchi imporrebbero. 

Abbiamo fatto passare, tramutandoli in pensiero comune, storture inaudite dequalificanti la Costituzione, vedasi conflitti d'interesse, pagamenti di tangenti alla mafia, caporalato e subappalti a catena alla cui fine impongono all'ultima ruota del carro di lavorare dimenticando le più elementari nozioni di sicurezza, provocando stragi silenziose oramai anch'esse entrate nella normalità delle cose. 

Per il resto stiamo correndo per accaparrarci  i soliti ninnoli, oramai sorpassati e stantii. Questo in fin dei conti è quanto passa la cervice a dodici giorni esatti dalla madre di tutte le festività.        

Santa Lucia


Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
E un cuore che non basta agli occhi
E per la tranquillità di chi va per mare
E per ogni lacrima sul tuo vestito
Per chi non ha capito
Santa Lucia per chi beve di notte
E di notte muore e di notte legge
E cade sul suo ultimo metro
Per gli amici che vanno e ritornano indietro
E hanno perduto l'anima e le ali
Per chi vive all'incrocio dei venti
Ed è bruciato vivo
Per le persone facili che non hanno dubbi mai
Per la nostra corona di stelle e di spine
E la nostra paura del buio e della fantasia
Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
E un ragazzino al secondo piano che canta, ride
E stona perché vada lontano
Fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe
Anche la solitudine

(F. De Gregori)