mercoledì 2 giugno 2021

Robecchi ed il Cazzaro mistico

 

Benedetto Salvini. Non andare in giro a pregare per conto mio o a mio nome
di Alessandro Robecchi
Seguo con particolare interesse le avventure di don Matteo, inteso come Salvini, pellegrino in perenne trance mistica, che l’altro giorno, dal Portogallo, ha provveduto a pregare per gli italiani, tribù di cui, ahimé, faccio parte. Con un suo piccolo video twittato per le masse, voleva dirci che ha voluto immergersi nella serenità di quel posto (in realtà nel video si vede un immenso parcheggio deserto, tipo Ikea quando è chiusa), che pensa tanto a noi, e che ci affida alla Madonna di Fatima. Lui, i figli, la compagna, e poi tutti noi, compresi voi che leggete.
Recidivo. L’aveva già fatto con la Madonna di Medjugorje, e poi aveva sventolato il rosario affidandoci al Sacro Cuore di Maria, e poi ancora si era fatto ritrarre con immagini sacre, Madonne, croci, rosari, ed è forse per mia distrazione che non l’ho mai visto con un aspersorio, o vestito da vescovo, starò più attento.
Si dirà che Salvini non era lì, a Fatima, soltanto per immergersi nella serenità, ma anche per parlare con un tale André Ventura, che di mestiere fa il sovranista in Portogallo. Ma questi sono dettagli per feticisti della politica, mentre quello che rimbalza sui media con più tenacia è l’ennesima testimonianza di fede sincera nell’uso strumentale della fede. Naturalmente (credo che andrò da un notaio, o da un avvocato), diffido chiunque ad “affidarmi” a qualunque tipo di culto o divinità, mi affido da solo, grazie, e se devo scegliere qualcosa di mistico me lo scelgo da me. Quindi pregherei Salvini di non andare di qui e di là a pregare per conto mio, o a mio nome, o anche solo per procurarmi un qualche vantaggio.
Non voglio indagare su come e quando Salvini sia caduto preda delle sue crisi mistiche, ma risulta piuttosto evidente che il fervore della nostra Giovanna d’Arco dei salami sia una ormai conclamata ed evidente mossa politica. Identità, no immigrazione, che significa no Islam, un po’ di Vandea, molto tradizionalismo da osteria, tutte cose abbastanza evidenti, che fanno della devozione salviniana una specie di foglia di fico trasparente. Brutto spettacolo.
Ma venendo alla sostanza, sarebbe interessante sapere quanti consensi è in grado di spostare questa narrazione da chierichetto. Cioè: davvero Salvini pensa che presentarsi col rosario gli aumenti i consensi? Fare il testimonial è una cosa seria, che necessita alcune accortezze. Per esempio suona stonato che prenda un aereo e vada ad affidarci tutti quanti a questa o quella Madonna in giro per l’Europa, se poi la sua foto più famosa è quella in cui sbircia il décolleté di una cubista, ebbro di mojito e pieni poteri. E non si parla qui di moralismi o di facili perbenismi, ma proprio di marketing e posizionamenti. L’iperesposizione di Salvini – con il solito suicidio assistito dell’apparire “simpatico” – lo ha reso una macchietta, popolare, sì, ma sempre una caricatura. Motivo per cui ogni volta che compare, con o senza rosario, con o senza video, con o senza alimenti a portata di mano, la prima reazione è l’ilarità. Anche per questo motivo, la destra meloniana guadagna terreno e punta alla leadership della destra. Non che dalle parti di Giorgia manchi la propaganda banalotta dell’identità nostalgica e balilla, ma lei è abbastanza abile da tenerla (per ora?) sottotraccia. Insomma, il fatto che non la vedremo baciare salami basta a molti, a destra, per farne un leader più credibile di don Matteo, da Fatima, o da Medjugorje o da dove altro gli capiterà di affidarci – senza che nessuno glielo abbia chiesto – alle cure di qualche santo.

martedì 1 giugno 2021

Attendendo


Appreso che il Cazzaro, reduce da Fatima, ha distribuito un rosario a tutti i componenti del centro destra, assicurando loro il ricordo nella preghiera, ho spalancato le finestre in attesa dell’inevitabile, ineludibile, squassante, sacrosanto urlo celestiale: “ma va a ciapà i ratt!!”
Prosit!

Non da Paese serio


Leggete la confessione qui sotto di Chiodo e rendetevi conto cosa significhi non essere una nazione seria, invischiata in sottoboschi mefitici. Con tanti martiri intorno che hanno dato la vita per donarci un futuro migliore. Vanamente.

(Confessione di Vincenzo Chiodo, uno dei killer del piccolo Giuseppe di Matteo che eseguì gli ordini di Brusca.)

"Io ho detto al bambino di mettersi in un angolo, cioè vicino al letto, quasi ai piedi del letto, con le braccia alzate e con la faccia al muro. Allora il bambino, per come io ho detto, si è messo faccia al muro. Io ci sono andato da dietro e ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l’ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si è messo sopra le braccia inchiodandolo in questa maniera (incrocia le braccia) e Monticciolo si è messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva. Nel momento della aggressione che io ho buttato il bambino e Monticciolo si stava già avviando per tenere le gambe, gli dice ‘mi dispiace’ rivolto al bambino ‘tuo papà ha fatto il cornuto’ (…) il bambino non ha capito niente, perché non se l’aspettava, non si aspettava niente e poi il bambino ormai non era… come voglio dire, non aveva la reazione di un bambino, sembrava molle… anche se non ci mancava mangiare, non ci mancava niente, ma sicuramente la mancanza di libertà, il bambino diciamo era molto molle, era tenero, sembrava fatto di burro… cioè questo, il bambino penso non ha capito niente. 'Sto morendo', penso non l’abbia neanche capito. Il bambino ha fatto solo uno sbalzo di reazione, uno solo e lento, ha fatto solo questo e non si è mosso più, solo gli occhi, cioè girava gli occhi. (…) io ho spogliato il bambino (...) abbiamo versato l’acido nel fusto e abbiamo preso il bambino. Io ho preso il bambino. Io l’ho preso per i piedi e Monticciolo e Brusca l’hanno preso per un braccio l’uno così l’abbiamo messo nell’acido e ce ne siamo andati sopra. (…) io ci sono andato giù, sono andato a vedere lì e del bambino c’era solo un pezzo di gamba e una parte della schiena, perché io ho cercato di mescolare e ho visto che c’era solo un pezzo di gamba… e una parte… però era un attimo perché sono andato… uscito perché lì dentro la puzza dell’acido era… cioè si soffocava lì dentro. Poi siamo andati tutti a dormire". 

Giovanni Brusca... oggi libero, lo hanno liberato, anche se sei un collaboratore di giustizia... non sei una persona per bene, dovevano buttare le chiavi... ho voglia di andare a vomitare!

Con vergogna

 


Probabilmente ho messo in soffitta, all'occorrenza, i precetti del perdono cristiano, ma di fronte a questa scarcerazione sento un forte impulso ad invocare la giustizia del West, trovandomi di fronte non ad un uomo, bensì ad un animale, un bastardo capace di sciogliere nell'acido un bimbo, di far detonare un'enorme bomba assassinante scorta, moglie e un eroe. Non credo minimamente al suo pentimento, né alla voglia di spifferar segreti per aiutarci a sconfiggere la sua "casa madre". 

Liberare questo nano dell'umanità è sacrilegio nei confronti di chi ha lottato a prezzo della vita per tutti noi che, inconsapevolmente, siamo parte silente di un ingranaggio mefitico, miscelante cosa nostra e politica.

Ri-Domandina

 




Domandina

 

Illustrissimi 5 Stelle, che ci fate in questo governo di destra?
di Andrea Scanzi
C’è una domanda, tra le tante, che mi rimbalza in testa. Una domanda che riguarda una cosa da nulla. Ovvero la politica italiana attuale. E un partito ieri movimento, ovvero i 5 Stelle. Andiamo per ordine.
1. Il Movimento 5 Stelle, dopo la prevedibilissima carognata politica di Renzi, vede cadere il Conte-2 e morire sul nascere il Conte-3.
2. A questo punto i 5 Stelle possono stare all’opposizione o dentro il governo. Fino al minuto prima Crimi ha garantito che staranno all’opposizione, quindi è ovvio che entreranno nel governo.
3. L’idea di entrare nel “governo dei migliori” non è in sé sbagliata. Può avere un senso: si entra – dicono i 5 Stelle – per vigilare dall’interno. Ok. Si tratta però di capire come il M5S entrerà nel governo Draghi.
4. Il M5S ha la maggioranza relativa a Camera e Senato. Ha il coltello dalla parte del manico. Draghi ha fatto sapere che, se i 5 Stelle non entrano, lui non accetta. I 5 Stelle hanno quindi un’occasione incredibile: dettare la linea.
5. Ed ecco il capolavoro dei 5 Stelle: l’harakiri totale. La loro non è neanche una trattativa, bensì una mitologica resa incondizionata. Spacciata poi comicamente per vittoria, perché “Draghi è grillino” (Grillo dixit) e “abbiamo ottenuto il Superministero della Transizione Ecologica!” (come fosse Antani).
6. Draghi ovviamente non è grillino, il Superministero verde ovviamente non va a un grillino e il MSS subisce un ridimensionamento brutale nel governo Draghi. Dove, nonostante i numeri in Parlamento, incide meno di Arturito nella serie La casa di carta.
7. Si dirà: “Eh, ma poi i 5 Stelle si sono fatti valere!”. Siete sicuri? Facciamo un rapido consuntivo. I 5 Stelle non stanno toccando palla sulle nuove nomine (Cdp, Fs). Il “grillino Draghi” li tratta come il Poro Schifoso. Il grillino (in realtà renziano) Cingolani, tra inceneritori e mininucleari, ha un’idea di futuro assai poco verde. Sui vitalizi sono stati sconfitti, sulla giustizia sono in minoranza, su semplificazioni e codici appalti si son sentiti poco. Eccetera.
8. Non solo: la prateria dell’opposizione (furbina) è stata interamente lasciata alla Meloni. Sempre volpi strategiche, i 5 Stelle!
9. Il M5S, giova ripeterlo, ha la maggioranza relativa a Camera e Senato. Senza i numeri dei 5 Stelle il governo non andrebbe certo lontano. Eppure il M5S non tocca palla: nessuno lo sente, nessuno lo considera. E non si capisce – in perdurante attesa di Conte – chi detti la linea. Anzi: si dubita proprio che oggi esista una linea. Ma i 5 Stelle paiono felici così. Sembra quasi che ci godano nell’esser diventati irrilevanti. Evaporanti, silenti e acquiescenti.
10. Sintesi finale: c’è più vita in un manipolo di nutrie morte che non nell’attuale M5S.
Da qui la domanda che mi assilla da un po’. Esimio Movimento 5 Stelle, che a oggi non sei più quello di prima ma che non sei neanche quello di domani, e dunque a oggi in buona sostanza non sei; esimio Movimento 5 Stelle, che te ne stai bello pasciuto al governo con Renzi, Salvini e financo il fu Psiconano; esimio Movimento 5 Stelle, che tra un’espulsione a caso e un’inversione a U sul ponte sullo Stretto perdi tempo a parlare di doppi mandati e piattaforme Rousseau. Ecco, esimi nonché illustrissimi 5 Stelle, la domanda semplice semplice che vi rivolgo è questa: ma voi, esattamente, in questo governo iperliberista di destra tecnocratica dove non contate una mazza e nessuno vi fila; ecco, voi, esattamente in questo governo, che cazzo ci state dentro a fare?