martedì 25 maggio 2021

Si riparte!

 


Mentre il budinone con i soldi attorno alla propria immensa panza continua a dettar legge per i propri porci comodi, leggasi pure "Procuratore delle mie gonadi", quest'aria di festa multistellare per il ritorno alla casa della CoppaconleOrecchie è infastidita dall'inaudita ed improvvida gesta dirigenziale di far arrivare a scadenza di contratto il Portierone a volte Donna ed altre Paper Rumma, senza minimamente ricorrere a rinnovi lampo in grado di lenire la partenza col fresco contante.
Ma l'arrivo di Mike - che ho sempre preferito al Paper sia per continuità che per saracinesca abbassata - ridesta antichi bollori mai affievoliti dal tempo. L'appuntamento con la storia, caro Mike, ha già sede, San Pietroburgo, e data: 28 maggio 2022. Ventottomaggio... ventottomaggio... stesso giorno della Madre di tutte le imprese, anno 2003, il rigore di Sheva.... contro quei poveretti oggi osannanti coppette più innocue di un ragionamento della triade. Non disfare le valige Mike che San Pietroburgo è vicina!

L'Unico Travagliato

 

C’è un’aria
di Marco Travaglio
In quest’arietta da regimetto, non nuova peraltro nel Paese con l’intellighenzia più serva del mondo, sta passando l’idea che i partiti debbano stare a cuccia e lasciar fare tutto a Draghi, il nostro Ronaldo (che peraltro ha appena trascinato la Juve al minimo storico del decennio). Ogni proposta è bollata come un fastidioso disturbo al Manovratore, ogni protesta come un sabotaggio delle magnifiche sorti e progressive dei Migliori e dai giornaloni si levano moniti contro i partiti che “piantano bandierine”. Prima che la sindrome di Stoccolma renda le forze politiche ancor più paralizzate e afasiche di quanto già non siano, è il caso di ricordare a lorsignori alcuni fondamentali della democrazia parlamentare: Draghi e i suoi tre o quattro “tecnici” non hanno mai preso un voto, diversamente dai partiti. E alle prossime elezioni, verosimilmente, Draghi siederà sul Colle o su qualche altra poltrona oppure a casa, mentre a chiedere i voti agli elettori saranno i partiti. Il governo esiste in quanto e finché il Parlamento gli dà la fiducia. Ciascun partito è liberissimo di votarla o di negarla in base a quello che il governo fa. E non c’è “Europa”, o suo improvvisato portavoce, che possa dire ai rappresentanti del popolo cosa devono fare.
Semmai è Draghi che dovrebbe pensarci mille volte prima di mettere le mani sulla Rai e sulle altre partecipate di Stato senza consultarli. Quanto ai miliardi del Recovery, peraltro procacciati dal governo precedente, arriveranno in base al Piano presentato alla Ue (per il 95% copiato da quello di Conte e per il 5% modificato in peggio) e alle riforme promesse su giustizia, lavoro, ambiente, burocrazia. Ma non le decide l’Europa e nemmeno il governo: le decide il Parlamento, libero di votarle o bocciarle o modificarle in base ai programmi e alle aspettative degli elettori dei vari partiti. Se i 5Stelle vogliono il salario minimo e il sorteggio dei togati del Csm e non vogliono la prescrizione, la separazione delle carriere, l’azione penale discrezionale, l’abolizione del codice degli appalti e altre deregulation foriere di stragi tipo Morandi e Mottarone, nessuno può obbligarli a votare l’opposto in nome di presunte urgenze europee o esigenze di unità nazionale. Lo stesso vale per Pd e Lega&FI sulla tassa di successione. I partiti non solo possono, ma devono “piantare bandierine”, cioè combattere le battaglie promesse agli elettori, anche a costo di disturbare i manovratori senza elettori. Se troveranno buoni compromessi per le famose “riforme”, bene. Sennò si saluteranno, manderanno Draghi al Quirinale o dove vuole lui, e torneremo a votare per chi pare a noi. Non alla fantomatica “Europa”, che fra l’altro non ha fra i suoi compiti quello di insegnarci a votare.

Amacamara

 

L’amaca
L’uomo delle bottiglie di plastica
di Michele Serra
Se non altro, la storia del migrante africano che approda a Gibilterra aggrappato alle bottiglie di plastica, senza scomodare la compassione e la solidarietà (per carità, tutte stronzate buoniste!) potrebbe emozionarci dal punto di vista dell’avventura e della performance: c’è fior di fatturato, sapete, attorno a queste cose.
Dunque sei o sette bottiglie di plastica vuote, legate insieme non si sa bene come. La più povera delle zattere, il più nullo dei navigli, e via in mezzo alle onde. Abbiamo già il rafting, il canoing, il river bugging, vogliamo aggiungerci, per piacere, anche il sea bottling?
È il massimo dell’avventura! Il freddo, l’acqua salata che vi entra in bocca e nel naso, la paura di annegare, le mani che scivolano sulla plastica, e all’arrivo sulla spiaggia, felici dell’approdo, un picchetto di gendarmi europei che vi sloggiano.
Sono esperienze che andrebbero vissute.
Tanto per sapere quali straordinari rischi ancora ci riserva, il mondo, quanto ingannevoli siano il tepore dei letti e la pancia piena. Potete scegliere tra varie discipline sportive: c’è “a piedi nudi nella neve in Bosnia con un bambino al collo” ( snow walking). C’è “in cento su un gommone bucato che potrebbe reggerne dieci” ( boat testing). Oltre, ovviamente, all’audace percorso indicato dall’uomo delle bottiglie di plastica, che meriterebbe, da solo, una serie sui canali dedicati alla sopravvivenza nella natura selvaggia.
Possibile che non ci sia qualche start-up, qualche giovane manager brillante, che non sappia cogliere, nella migrazione, le ricadute positive sul business? Così che il fenomeno, che tanto ci impiccia, diventi infine perfettamente sintonico con i nostri gusti e i nostri consumi?

domenica 23 maggio 2021

Meditate gente, meditate!

 


Evvvai!!

 


Montappone chi era costui?

 


Ferma tutto! Ci dev'essere sicuramente un equivoco! Montappone? Dai non scherziamo! Ho giocato bovinamente la mia schedina per mesi, che dico mesi: lustri! Ho stretto accordi personalmente col Fato, ovvero che non avrei totalmente goduto della vincita ma avrei provveduto a distribuirla come dev'essere. Ho sognato, pure ad occhi aperti, il giorno della rivincita, lo sfanculamento necessario di molte castrazioni subdole provate quotidianamente nei vari ambiti che la ritualità impone in questa società sì confatta per un allocchismo generalizzato. 

Caro amico di Montappone! Ci deve essere sicuramente un errore. Rivendico la vincita in base agli accordi presi con gli avamposti della dea, che da quando ho iniziato a leggere la Divina non ho più martoriato con le mie richieste e, soprattutto, con gli strali a lei inviati in tempi oscuri, quando la ritenevo responsabile delle molte ed irritanti situazioni in cui, a volte ci ricasco pure, sono certo di essere ripreso per un futuro programma d'intrattenimento su Discovery incentrato sulle mie disavventure. 

D'altronde il Poeta è chiaro al riguardo: 

Vostro saver non ha contasto a lei: 

questa provede, giudica, e persegue 

suo regno come il loro li altri dèi. 



Le sue permutazion non hanno triegue; 


necessità la fa esser veloce; 


sì spesso vien chi vicenda consegue.         


Quest’è colei ch’è tanto posta in croce 


pur da color che le dovrien dar lode, 


dandole biasmo a torto e mala voce;  


ma ella s’è beata e ciò non ode: 


con l’altre prime creature lieta 


volve sua spera e beata si gode."

Capito ora? Non ascolta la Fortuna e pertanto io cessai di innervosirla con le mie inusitate richieste. E non la disturbai più di tanto, convinto com'ero che avrei avuto gratitudine in cambio, a me e non a Montappone! Mi dovete quindi quei 156 milioni che mi avrebbero portato a Cuba a lenire l'arsura nella mitica Bodeguita del Medio, per poi spingermi in ogni angolo della sfera a portare felicità e benessere, tranne che a casa Cazzaro, naturalmente! Attendo quindi il relativo bonifico e, ringraziando saluto cordialmente.