giovedì 31 dicembre 2020

Auguri Dialettali

 


Grande Amaca!

 

L’orgoglio dei pecoroni
di Michele Serra
Facciamola breve. Ci si vaccina perché è un dovere nei confronti della comunità. Chi non si vaccina, non importa per quale scelta o pregiudizio, non espone solo se stesso al rischio del contagio. Espone anche gli altri, che saranno costretti a pagare il prezzo di quella scelta e di quel pregiudizio. Questo è l’aspetto profondamente politico della questione, e fa temere, stante l’epoca, che a non vaccinarsi saranno in parecchi, perché la tendenza a trepidare per l’io e a fregarsene del prossimo è travolgente.
La montagna dei propri diritti rischia di rendere invisibile la collinetta del dovere.
Vite selfie portano a scelte selfie. Mettiamo in preventivo, dunque, una percentuale non piccola di non vaccinati, alcuni dei quali compatiranno sui social i vaccinati, dando loro del pecorone.
In quanto pecorone sono già in fila, nel bel mezzo del gregge, ben sapendo che il rischio zero esiste solo nella testa di Narciso (che amò solo se stesso per non correre il rischio dell’amore). Il conformismo ha le sue controindicazioni arcinote, ma è bene sottolineare anche le controindicazioni dell’anticonformismo, atteggiamento molto sopravvalutato nella mentalità nazionale.
Quelli che “non la bevono”, quelli “fuori dal coro” sono a milioni, prevedibilissimi ma convinti di essere una indomita minoranza.
L’anno appena trascorso, così duro e insolito, ci ha aiutato a capire che in certi momenti bisogna invece essere gregge, accettare le fatiche dell’uguaglianza, ammettere di essere legati a doppio filo a un destino collettivo. Per questo, soprattutto per questo vaccinarsi non è solo utile. È anche giusto.

Sondaggio

 


Così, tanto per dire, e non è neppure un sondaggio di parte, non lo ha commissionato il Fatto bensì Repubblica.
Forse il 2021 ci porterà, finalmente, più serenità di giudizio e soprattutto il ridimensionamento del Cazzaro Verde. Come sempre alla fine vincerà la ragione. Buon Anno Presidente!

mercoledì 30 dicembre 2020

Foto



Per essere a tavola con loro avrei pagato qualche dollaro in più!

Preparazione al saluto

 


La nuvoletta con ruote

 I trentasette chilometri che mi separano dal lavoro, a volte sono costellati di incontri atipici, vedasi la nuvoletta dell'impiegato del mai dimenticato Ugo Fantozzi, con l'unica differenza che sono dotate di ruote. Di questi tempi al mattino la circolazione è blanda, quasi desertica ma, in alcuni rettilinei, avvisto con crescente disappunto, delle utilitarie guidate da anomali umani, e badate bene: non mi riferisco al classico anziano munito di cappello, no! Alcuni sono di mezza età, altri giovani, con la medesima proprietà intrinseca, quella di farmi incazzare oltremodo per l'eccesso di lentezza. Li avvisti subito da lontano, sono quelli che andando a 50 Km all'ora frenano in curve ampie, quasi andassero su binari ed avessero il timore di deragliare. Non sono un velocista esasperato, ritengo però che in determinate condizioni si possa eccedere non oltre i 70 chiaramente! Ma loro invece tendono a rallentare già andando a velocità facilmente superabili da Ape o da trattori, e sembrano essere messi lì apposta per romperti gli zebedei quando invece potresti rilassarti. Ed un'altra peculiarità mi tende a far credere che esista un piano preordinato per innervosirti: una volta che la tartaruga su ruota mette la freccia per cambiare strada, facendoti rallegrare per la scelta, convincendoti pure che nella direzione da loro prescelta ci sia la meta in cui appena un attimo prima li hai invitati ad andare, quasi subito in un batter d'occhio ecco presentarsi un altro collega dei precedenti appena sfanculati; lo vedi immettersi da lontano con quel movimento proprio dei bradipi, con i tergicristalli attivati pur se la palla infuocata splenda imperterrita in cielo, con le luci posteriori che ad intermittenza s'illuminano di melenso, a causa di un'impercettibile, millimetrica, piegatura del manto asfaltato, ed in genere quelle scatole sonnecchiose con ruote emettono miasmi di pura benzina neppure lontanamente bruciata dagli oziosi lor pistoni, appisolati come sono sull'albero di camme e riscaldati dal rossore dei freni, sottoposti ad uno stress riscontrabile nel Rally di Montecarlo, pur ad un centesimo di velocità. Comprendo la loro rilassatezza, visto che per recarsi ad una cena a pochi isolati dalle loro abitazioni si mettono in marcia sul far del mattino; accetto pure il loro rilassamento, la pigrizia pregnante l'abitacolo, immagino i loro pensieri moviolati, l'apatia che si è impossessata delle loro anime, tutto rispetto, ci mancherebbe! Chiedo però a codesti placidi al volante di concentrarsi ogni tanto sul fatto certo e confermato, che dietro di loro è tutto un "va a dar via i ciapp!" 

Wroom Wroom! 

Marco di fine d'anno

 

Cazzari a rotelle
di Marco Travaglio
A furia di sentirlo ripetere a reti ed edicole unificate, pensavamo che in Italia il vaccino non sarebbe arrivato per colpa di quei dementi di Conte, Speranza e Arcuri, che lo promettevano a fine 2020, mentre l’avremmo visto fra uno-due anni. Invece oggi siamo a 480mila dosi. Allora dicevano: sì, ma non avremo le siringhe per colpa di quei dementi di Speranza e Arcuri. “Il mondo fa scorta di siringhe. L’Italia rischia di restare senza aghi per il vaccino” (Stampa, 9.11). “Vaccino senza siringhe: ‘Ordini da tutta Europa, ma non dall’Italia’” (Luciano Capone, Foglio, 18.11). “Vaccino anti-Covid, Italia senza siringhe? Arcuri: ‘Non so dirglielo’. Gelo in conferenza stampa” (Libero, 19.11). 
Invece sono arrivate pure le siringhe. Allora si è detto: sono quelle sbagliate, costano troppo e sono introvabili. Colpa di quel demente di Arcuri che, invece di fare scorta nella farmacia sotto casa, s’è fissato – chissà con quale tornaconto – con le “luer lock”. “Arcuri paga le siringhe a peso d’oro. Le luer lock costano 14 volte di più di quelle scelte dagli altri paesi Ue” (Mario Giordano, Verità, 10.12). “Le siringhe a rotelle e altri nonsense di Napoleone Arcuri” (Christian Rocca, Linkiesta, 11.12). “‘Niente tappi alle siringhe’: un nuovo flop di Arcuri?” (Giornale, 16.12). “Vaccino: Arcuri fa il buco con le siringhe” (Nicola Porro, 19.12). E giù battutone sulle “siringhe a rotelle”. 
E giù puntatone di Diritto e rovescio (Del Debbio), Quarta Repubblica (Porro), Non è l’Arena (Giletti) sulle “siringhe d’oro”. E giù tweet di Calenda (“Arcuri va licenziato”), Salvini (“Mancano milioni di siringhe… Visto lo ‘storico’ di Arcuri, evitiamo di dover nominare un nuovo commissario agli aghi e alle siringhe a marzo”) e interrogazioni di Lega e Fd’I.
Ora si scopre che a raccomandare le “luer lock” è il bugiardino di Pfizer, infatti tutta l’Ue ha acquistato quelle (ma non erano introvabili?), che non costano né il doppio né 14 volte quelle normali, ma pochi cent in più. Londra invece, furba lei, ha preso le standard (“luer slip”). Ora l’Aifa ha autorizzato l’estrazione di 6 dosi anziché 5 da ogni fiala Pfizer, cioè ad avere un 20% di vaccini gratis ogni cinque già acquistati, ma solo se la siringa è la famigerata “luer lock” di quel demente di Arcuri (che evita sprechi di siero residuo e consente di recuperarli per la sesta dose). 
Cosa che potranno fare l’Italia e gli altri paesi Ue e non il Regno Unito (salvo che ricompri tutte le siringhe). Risultato: le fiale Pfizer acquistate dall’Italia per 26,5 milioni di italiani vaccinati in sei mesi con 5 dosi ciascuna serviranno a vaccinarne 31,8 (5,3 in più). Con un risparmio di 63 milioni di euro che, detratti gli 1,7 milioni di costi in più per le “luer lock”, fanno 61,3 milioni pubblici guadagnati. Si attendono le scuse dei cazzari a rotelle.