sabato 19 dicembre 2020

Grazie Giustizia!



La sua colpa e condanna vox populi è stata unicamente quella di dar fastidio al sistema malavitoso “c’ho un amico di un amico” e la stragrande maggioranza dei pennivendoli peripatetici l’ha attaccata per anni in modalità “bullistica”
Ci hanno fatto guardare il dito per lungo tempo, vedasi la spazzatura per le strade, ma la luna, la luna degli enormi contratti diretti senza giuste, dignitose e democratiche gare, la luna delle assunzioni familiari, d’amicizia, d’intrallazzo, curiali, di matrice fascista, di sorgente Alemanno, ops: AlèDanno; la luna delle ingerenze, delle bancarotte, dei palazzinari onnivori alla Caltagirone, la luna delle Olimpiadi, per fortuna e grazia schivate grazie all’integerrimo suo operato, un’apoteosi per molti che avrebbero certamente colto l’occasione perché ri-ladrare, confezionando l’ennesimo baratro finanziario, vedasi i mondiali di nuoto con le vasche ancor’oggi da terminare: ebbene questa luna non solo non l’abbiamo osservata, sminuzzata, compresa, ma sono riusciti pure ad intontirci, permettendo di lasciarla sola nelle mani degli innumerevoli “ali babà” i quali, orbitandole intorno, al pari dei suoi stessi compagni di movimento, hanno agevolato l’ingangherare del giudizio  comune circa la presunta inadeguatezza all’arduo e greve incarico assegnato dal popolo a lei, Virginia Raggi sindaco di Roma oggi assolta in appello, per il rancore ed il rosicamento di molti.

In sintesi

 Riassumendo s'intravede una gran confusione e un lassismo tipico dei governi di epoche passate, da Balena Bianca per intenderci: chiusi in casa ma con due amici, si potrà andare a far la spesa, sacrosanto, e già partono le suddivisioni della lista per viaggiare da un market all'altro col fine di trascorrere la mattinata all'aria aperta; e poi quel silenzio assenso che m'infervora più d'un sermone, pur riconoscendo l'importanza della funzione: perché a Messa si? Perché si ripone fiducia nella Provvidenza o perché le corali proteste avrebbero contribuito all'affossamento definitivo?

Da fervente ed appassionato sostenitore dell'attuale compagine governativa noto un pericoloso imbolsire, un adattamento quasi squallido al menu della casa. Non vorrei che le scatolette di tonno alla fine servano per preparare i tranci dei novelli tonni soporiferi.
Sicuramente tutti, e Toti, da oggi vorranno dire prepotentemente la loro - siamo o il paese dei 60 milioni di virologi? - sparando le solite nenie al sapore di stronzate.
Non è chiaro il fine, la necessità di tutto quanto avrà il sapore del confinamento, non è stato sufficientemente chiarito l'aspetto più atroce a tutti i neo malmostosi privati delle strenne e dei tappi di prosecco: la percentuale tra tamponi e contagiati sta maledettamente risalendo, dopo di essa salirà il numero dei ricoverati, poi quelle nelle terapie intensive ed infine i decessi.
Se la scienza ha avvertito in tal senso, evidenziandone la pericolosità, non si doveva assolutamente dare un colpo al cerchio ed uno alla botte: si doveva chiudere tutto, lockdown alla Merkel senza bignè e carezze insensate ai paonazzi di bisso vestiti di turno. Ed il motivo è uno ed uno solo, trascurato da quasi tutti, me compreso: il rispetto per quelli che non ci sono più a causa del Bastardo e della nostra atroce trasandatezza sociale e partecipativa alle altrui necessità.

venerdì 18 dicembre 2020

Dal cuore



Permettimi di dirlo: sei un uomo di merda! Oh, naturalmente lo dico alla Jingle Bells!

Materializzare

 Ecco l'occasione per materializzare l'Arroganza, il bisunto degli Epuloni, la spocchia di coloro che si credono chissà chi e nella realtà sono soltanto delle pochezze respiranti! (il compendio di quanto sopra era al volante)



L'altra faccia della smerdaglia

 Occorre sempre e indomitamente cercare di spiegare fatti e notizie che media compiacenti tentano di alterare per insufflare l'idea, oramai divenuta, assurta, conglobata nelle fakeverità di presa popolare che, subdolamente, aiutano a generare l'idea dell'inefficienza dell'attuale compagine governativa. 

Ma noi procediamo sicuri a difendere, porsi a baluardo della smerdaglia peripatetica per cambi di casacche e arrivo in tolda della squallida compagine destrofascista capitanata dal capitano di 'sta ceppa con l'ausilio dell'Imbelle Rignanese.

"Non sanno decidere, siamo al 18 dicembre e ancora non sappiamo quali misure Conte prenderà in occasione delle Feste Natalizie!" 

Primo vaffanculo: non è che non sanno decidere, è semplicemente che hanno attaccati ai  maroni quella categoria di squallidi portatori di borracce, non tutti per fortuna, che si identificano dietro il titolo di Governatori delle regioni, un coacervo di pusillanimi intenti a guardare l'orticello votivo, non spirituale ma d'urna, dediti a contrastare misure giuste per non appuntare medaglie al petto del nemico comune con vista sulle prossime elezioni. Stanno dicendo tutto e l'opposto di tutto, senza dignità: "toti" impegnati a rigirar frittate, ad attendere dpcm per poi criticarli, senza nulla intraprendere di svantaggioso, facendosi sodali con la mandria idiota, numerosissima, anteponente il diritto allo shopping alla preservazione della vita, sfanculando i seicento morti giornalieri, dicasi seicento!

"Conte con tutti i problemi che ha, poteva evitare di fare la passerella in Libia per la liberazione dei pescatori!" 

Secondo vaffanculo: è stato necessario, basilare, fondamentale, la presenza del Premier in Libia, era il cardine richiesto dal generale, in cerca di visibilità, per liberare gli ostaggi. Conte ha anteposto alle tematiche politiche, alle vicinanze a presunti inetti governanti come il libico in questione, la liberazione di persone trattenute da cento giorni in quelle terre. Forza, alzi la mano chi non è d'accordo con tutto ciò!

Come vedete la lotta si fa dura ogni giorno di più! Ma non molliamo, non arrendetevi! Il rischio di diventare un Facci o una Chirico è tremendamente troppo alto! 

Vamos! 


Molto molto interessante


Da leggere, articolo molto interessante, che condivido pienamente 

“O ANCHE NO” - UNA TRASMISSIONE SENZA RETORICA - LA TV FA BENE
Manda al diavolo il disabile, scoprirai la vera inclusione

di Stefano Disegni

“La vita è quella cosa che ti accade quando sei occupato a farne altre” diceva John Lennon, forse non esattamente con queste parole, ora non me le ricordo bene, ma il senso era questo. Quando squillò il cellulare e una voce femminile, pacata, con pause giuste e senza inflessioni dialettali, insomma da signora molto elegante, mi salutò con “Buongiorno, sono Paola Severini Melograni, la seguo sempre sul Fatto Quotidiano, mi piace molto quello che fa, sarei felice se lei volesse collaborare con noi” pensai, nell’ordine, che aveva un cognome che pareva inventato da Villaggio, che non riuscivo a immaginare a cosa avrei dovuto collaborare, che dai modi e dal tono della voce forse si trattava di un magazine di Giardini Verticali a Milano. Ero pertanto pronto a rifiutare con grande garbo la proposta, quella voce meritava il miglior british style, spiegando che mi occupavo di fare il culo a strisce alla gente mediante satira e non ero quindi armonizzabile con riviste patinate (fermo restando che se mi pagano bene mi armonizzo subito).

Poi la donna col cognome che pareva inventato da Villaggio mi spiegò a cosa sperava volessi partecipare e pian piano capii, nell’ordine, che era qualcosa di inusuale e bellissimo, che andava a solleticare una mia esigenza di sempre, quella di fare qualcosa per il prossimo, specie per quel prossimo per il quale si fa ancora poco e che, altro che Giardini Verticali, quella elegante signora era più tosta di un portuale livornese. Mi sono ritrovato in uno studio tv a fare vignette e chiacchiere sui disabili. O meglio sul tema dell’inclusione dei disabili nel mondo di noi cosiddetti normali che se scandagli bene nelle nostre teste, siamo in molti a non scherzare quanto a disabilità e seri problemi comportamentali.

Il programma che Paola S. M. (cognome non villaggesco ma lungo e io devo risparmiare spazio) ha inventato, conduce e difende con le unghie e con i denti contro la tirannide dello share in difesa della qualità e della tv come servizio sociale (ora insieme a un satiro entusiasta) si chiama O anche no e va in onda la domenica mattina alle 9.20. “E chi ce vede? Dormono…”, ho pensato ma non l’ho detto, superficialmente. Alla faccia mia, ci vedono molti, tutti quelli che tengono a un appuntamento con un tema importante come la conoscenza di quanto in Italia viene fatto per sfatare l’immagine del povero disabile, triste ed emarginato, incapace di essere un quadro produttivo, per dirla con l’orribile linguaggio di chi riduce le persone, normali o disabili che siano, a numeri. Costi e ricavi, per capirci. Ho accettato di partecipare a O anche no perché era una sfida. Non sono mica facili le vignette a tema disabilità. Corri il rischio di finire nella gara di solidarietà svolta con gli occhi buoni per togliersi un peso dalla coscienza (non sono superiore, sono con voi, ragazzi!) invece di sfruttare l’opportunità di conoscere mondi che non conosci e da lì partire per far ridere mediante satira. Aiutare a far sapere a quelli a casa quanta gente c’è che, senza troppa pubblicità, si dà da fare per i normali con qualche problema. Una mission vitalizzante nonché buon cibo per lo spirito, specie per quelli che come me si monitorano con regolarità per essere sicuri di cosa stanno facendo e se è il caso di farlo. Così il satiro cinico ed esperienzato ha scoperto con stupore che un disabile non è uno cui fare carezze fisiche e morali per fargli sopportare meglio di “non essere come noi”, ma uno esattamente come noi con cui si può scherzare, ridere e se ci litighi mandarlo a quel paese come gli altri, down compresi e questa non è una scorrettezza grave, ma un’inclusione vera.

Puntata dopo puntata, in particolare dopo lo spin off di O anche no per la Giornata Internazionale per l’Inclusione dei Disabili nel Lavoro, due ore di musica, satira, riflessioni, partecipazione di grandi nomi e messaggio del presidente Mattarella, svignettato dal sottoscritto, speriamo bene, le quote di pessimismo decrescono constatando la voglia diffusa di dare una mano e l’esistenza di un’Italia intelligente, non siamo egoisti come vorrebbe qualche untore di intolleranze. Non ultima incoraggia la presenza della Rai facente finalmente funzione di servizio sociale, informando e divertendo, guarda le performance dei Ladri di Carrozzelle e del loro batterista e vedrai se sbaglio. Niente male, questa Paola S.M. Riesce perfino a suscitare interesse senza spararsi 6000 watt di luce in faccia come va di moda tra le teleconduttrici.

Daje!


Maalox Day

di Marco Travaglio

E niente, è andata così. Doveva essere il D-Day dello Statista di Rignano, che ci lavorava da giorni a suon di credibili ultimatum, autorevoli broncetti della Boschi e probabili euromissioni della ministra bracciante, fino al papello con 20 richieste di riscatto per il rilascio del governo. Invece a guastargli la festa è arrivato il blitz di quegli incapaci di Conte e Di Maio per liberare i 18 pescatori in Libia, dopo lunghe trattative di quegli inetti dei servizi segreti da loro mal scelti e peggio guidati che bisognava al più presto affidare a Rosato (molto apprezzato da Le Carré) o a un altro James Bond. Colonna sonora: denti che rosicchiano fegati e cappelli alla Rockerduck. L’Innominabile, che passa la vita a fare polemiche soprattutto con i presunti alleati, invita gli altri a “non fare polemiche”. Rosato e gli altri italomorenti esaltano i servizi segreti per non nominare il premier e il ministro degli Esteri: se non liberano i pescatori è colpa loro, se li liberano è merito della Bellanova. La Fusani al seguito secerne bile su Twitter: “La domanda del giorno è: cosa Conte e Di Maio hanno dato o promesso al generale Haftar?” (chiedilo a Pio Pompa). Il Cazzaro Verde dice che “certe cose prima si fanno e poi si annunciano”, tipo quand’era ministro dell’Interno e annunciava gli arresti a Torino di 15 mafiosi nigeriani prima che li prendessero, così qualcuno se la dava a gambe. Gli stessi che accusavano il governo di non andare in Libia a riprenderli, ora che è andato in Libia a riprenderli tuonano contro la “passerella mediatica”, domandano perché ci han messo tanto e perché ci sono andati proprio Conte e Di Maio (dovevano mandarci la Bellanova, ma aveva pilates). Manca poco che si dica che i pescatori li hanno rapiti loro.

Ma le brutte notizie non sono finite. Pare che i primi vaccini arriveranno e verranno somministrati entro fine anno, come Conte e Speranza avevano annunciato fin da giugno, tra i fischi dei soliti “esperti”, che prevedevano tempi biblici di anni. Ancora a ottobre il Corriere intimava a Conte di scusarsi per “l’imperdonabile errore” di annunciare “un vaccino che non arriverà a dicembre, ma non prima dell’autunno 2021”. Ora si attendono le scuse del Corriere (buona questa).

E non basta. Il partito Covid Governo Ladro aveva appena finito di ricordarci che siamo i peggiori del mondo e moriremo tutti, poi s’è scoperto che: in Germania la curva dei contagi non fa che risalire da due settimane mentre la nostra non fa che scendere; la Spagna s’è scordata 30mila morti; il modello svedese del liberi tutti contro la dittatura sanitaria dei Dpcm è stato dichiarato ufficialmente fallito dal re.

Secondo voi, da zero a cento, quanto rosicano?