lunedì 9 novembre 2020

Grandissimo Chicco!


Il ruolo a loro dire nefasto delle Ong è parte fondamentale della narrazione politica e mediatica di Matteo Salvini e Giorgia Meloni: basta scorrere i loro profili social per averne chiara conferma. Anche da Forza Italia sono spesso prese di mira con durezza (un mese e mezzo fa Maurizio Gasparri arrivò a chiedere l'arresto dei loro capi). Ora dalla Regione Piemonte, retta proprio dalle tre forze del centrodestra, arriva un appello proprio alle Ong perché mandino i loro medici negli ospedali piemontesi per far fronte all'ondata di contagi e ricoveri. Consiglierei alle Organizzazioni non governative di chiedere un solo gesto simbolico in cambio: una sottoscrizione di un euro dai partiti della giunta regionale a favore di Emergency, Medici senza Frontiere e Save the Children, firmata Salvini, Meloni e Gasparri. Causale: grazie

Enrico Mentana

Mattutino


S’aggrotteranno, si meraviglieranno, s’indigneranno tra una ventina d’anni gli storici allorché, minuziosamente, dovranno tentare di capire come fu possibile che un energumeno biondastro di tale bassezza, riuscì a governare per un mandato la nazione più potente del pianeta. E scopriranno probabilmente che solo grazie alla pandemia, da lui ritenuta un banale raffreddore, gli fu negato di rivincere le elezioni. Ma il danno sociale più eclatante del biondastro, avrà tempi più lunghi per essere metabolizzato culturalmente: lo sdoganamento dell’ignoranza, del potere asservito alla ricchezza, alla legge del vincente incolto, imbelle, spudoratamente ballista e alla relativa miniaturizzazione dei concetti basilari una sana democrazia.
Certo i segnali di questa metamorfosi furono già avvertiti nelle nostre lande durante l’Era del Puttanesimo e della seguente e similare Era del Ballismo, ma erano episodi controllabili, segnali di fumo che avrebbero potuto allertare le menti lucide ma oramai intorpidite dalle troppe verticali di Krug. L’eclatante danno alla ragione portato dal Riccastro biondo è un grave ferimento alle basilari regole della coabitazione sociale, sfociante nei terrapiattisti, nei suprematisti, e nella becera forma di razzismo subdolo, scatenante quel pensiero comune in grado di arretrare le conquiste sociali di decenni di lotta. Sparendo il cowboy, confido che si squagli al sole anche lo gnomo di casa nostra, instabile psichicamente ma ancora in grado di arrecare danni alla collettività.

domenica 8 novembre 2020

Cit.


“Altra rivelazione della vecchiaia: la vita ha epoche d’oro solo nello specchietto retrovisore. Davanti, oltre il parabrezza, ci sono sempre il panico e il caos: tutto ti arriva incontro troppo in fretta.”

(La lista degli stronzi - John Niven)

In effetti...




Meravigliati

 



Consolazione

 



Amaca

 Il bugiardo sbugiardato

di Michele Serra
Il giornalista che, dallo studio, riprende la linea mente il presidente del suo Paese sta parlando in diretta, e spiega di sentirsi obbligato a farlo perché “sta dicendo il falso”, e gli leva la parola di fronte a milioni di americani e, in pochi minuti, di fronte al mondo, beh, è una cosa mai vista e mai sentita prima, ed è una pagina storica. Tornano in mente le decine, centinaia, migliaia di volte che sentendo pronunciare in televisione un balla sfrontata, insopportabile, ci siamo domandati perché mai il conduttore non intervenisse, facendo la figura, triste, del reggimicrofono.
Le opinioni non si censurano, ma le menzogne sì. E tra un’opinione e una menzogna non è impossibile stabilire la differenza. Se uno dice “non mi piace il giovedì”, ovviamente è liberissimo di farlo. Ma se uno, di giovedì, dice “oggi è lunedì”, no, non è libero di farlo, quantomeno in uno spazio pubblico. Gli deve essere detto: guardi che si sbaglia, oggi è proprio giovedì. Che a lei piaccia o no: questo è un giovedì.
Donald Trump è un bugiardo seriale, un bugiardo conclamato e fino a qui è stato un bugiardo impunito. Ha potuto mentire con una certa libertà, salvo qualche tardivo oscuramento dai gestori dei social, imbattibili nella chiusura delle stalle dopo che i buoi sono scappati. Il giornalista che gli leva la parola perché quella parola è infetta, veleno per la verità e dunque veleno per la libertà, porta sollievo a chi stava perdendo ogni speranza che il dibattito pubblico potesse recuperare un poco di dignità e un poco di credibilità. Oggi è domenica, ragazzi. Ed è domenica per tutti.