mercoledì 19 agosto 2020

Travaglio


mercoledì 19/08/2020
Draghi di Nazareth

di Marco Travaglio

Essendo, comunque la si pensi, un personaggio di alta qualità, Mario Draghi ha il suo bel daffare a schivare il pressing dei cortigiani che lo vorrebbero presidente del Consiglio e/o della Repubblica, ministro, supercommissario a qualsiasi cosa, ma anche presentatore del festival di Sanremo e di Temptation Island. Ieri mattina, per dire, non aveva ancora parlato al Meeting di Rimini e già i giornaloni, pur non avendo la più pallida idea di ciò che avrebbe detto, si avventuravano in tumide esegesi del suo pensiero, tanto ignoto quanto messianico e salvifico. Il Messaggero, in orgasmo, titolava: “Draghi apre il Meeting: in campo se il governo va in stallo sui fondi Ue”, “Atteso un discorso ‘programmatico’ dall’ex presidente della Bce, che aveva già avvisato: bisognerà convivere con il debito” (ammazza che volpe). E la Repubblica, in estasi mistica: “Il Meeting di Rimini nel segno di Draghi: ‘Può indicarci la via’”, “Vittadini: ‘Ha una visione’” (come i tre pastorelli di Fatima; e pare che senta pure le voci, tipo Giovanna d’Arco).

Poi Supermario ha parlato e non ha detto assolutamente nulla, anche se l’ha detto benissimo. Si capiva che lo faceva apposta, onde evitare che qualcuno gli affibbiasse discorsi programmatici, autocandidature di qua e di là, indicazioni viarie, visioni, apparizioni, divinazioni, annunciazioni, poteri paranormali, sedute spiritiche, messaggi medianici. Anzi, per dirla tutta aveva l’aria di prendere per i fondelli i seguaci non richiesti, pronunciando ostentatamente una serie di banalità come Peter Sellers nei panni del giardiniere Chance in Oltre il giardino. “Fintantoché le radici non sono recise, va tutto bene, e andrà tutto bene, nel giardino”, “Prima vengono la primavera e l’estate, e poi abbiamo l’autunno e l’inverno. Ma poi torna la primavera e l’estate”, diceva Chance: e tutti arrotavano la bocca a cul di gallina per la profondità delle metafore politico-economiche. Ieri Draghi l’ha imitato alla perfezione. “Sono tempi di incertezza, di ansia e di riflessione. Ma non siamo soli e la strada si ritrova certamente”: accipicchia. “Come diceva Keynes, quando i fatti cambiano, io cambio le mie idee”: perbacco. “I sussidi sono una prima forma di vicinanza della società a chi è più colpito, ma servono a ripartire, non resteranno per sempre”: perdincibacco. “Ai giovani bisogna dare di più”: di Ruggeri-Morandi-Tozzi. “Non dobbiamo privarli del loro futuro”: ma non mi dire. “Nel secondo trimestre 2020 l’economia si è contratta a un tasso paragonabile a quello registrato nella seconda guerra mondiale”: ma va? “Investire nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione e nella ricerca”: apperò.

“Affrontare insieme le sfide che ci pone la ricostruzione”, da cui “l’Europa può uscire rafforzata”, ma solo se non dimentica che “la responsabilità si accompagna e dà legittimità alla solidarietà. Perciò questo passo avanti dovrà essere cementato dalla credibilità delle politiche economiche a livello europeo e nazionale”, anche perché – beninteso – “la situazione di oggi richiede un impegno speciale”: mecojoni. Circonfuso da cotanta studiata vaghezza, Supermario se è ripartito da Rimini supersoddisfatto, convinto di aver messo tutti nel sacco. Tiè. Ma, subito dopo, la cascata di bava e saliva tracimante dalle agenzie di stampa e dai social eccellenti (“Ascoltare Draghi”, “Agenda Draghi”, “Io sto con Draghi”, “Mai più senza Draghi”), si incaricava di dimostrare che ogni suo sforzo era stato vano: apostoli, discepoli, agiografi e prefiche continuavano a tallonarlo con aria estatica, le mani giunte e il passo a ginocchioni, adoranti e petulanti come i seguaci di Brian di Nazareth, il personaggio dei Monty Python inopinatamente scambiato suo malgrado per il Messia. “Dicci, maestro, dicci qualcosa!”. E lui: “Andatevene via!”. “E come dobbiamo andarcene?”. “E io che ne so, lasciatemi in pace”. “Dacci un segno!”. “Ma un segno ce l’ha già dato portandoci in questo posto!”. “Ma non sono io che vi ci ho portati, ci siete venuti da soli!”. “Maestro, il tuo popolo ha camminato molte miglia per stare con te, sono stanchi e non hanno mangiato!”. “E non sarà mica colpa mia!”. “Ma non c’è cibo su questa montagna desolata!”. “Bah, ci sono dei cespugli di ginepro laggiù”. “Miracolo! Ha riempito di frutti quei cespugli che hanno generato bacche di ginepro!”. “Certo che hanno generato bacche di ginepro: sono cespugli di ginepro!”. “Non ci vedevo e ora ci vedo!” (il tizio non vede una buca e ci casca dentro). “Miracolo del Messia!”. “Mi ha pestato un piede!”. “Miracolo! Pesta un piede anche a noi, Signore e Messia!”. “Non sono il Messia”. “Sì, sì, tu sei il Messia, io me ne intendo perché ne ho seguiti parecchi”. “Io non sono il Messia, come ve lo devo dire? Lo giuro su Dio!”. “Soltanto il vero Messia nega la sua divinità!”. “Cooosa? Ma così state cercando di incastrarmi! E va bene, allora sono il Messia”. “L’ha detto! È lui! È il Messia!”. Ora, per sfuggire a quest’orda di zecche bavose e appiccicose, Supermario ha una sola via d’uscita: la stessa di Brian di Nazareth che, sfinito dagli stalker, prorompe in un liberatorio “E adesso andatevene tutti affanculo!”. E quelli, dopo un ultimo disperato tentativo (“Quale via ci consigli, o Signore?”), finalmente si disperdono. Oggi però l’esito è tutt’altro che scontato: siccome non siamo nella Palestina di duemila anni fa, ma nell’Italia del 2020, c’è pure il caso che qualcuno scambi l’eventuale vaffa di Draghi per un’autocandidatura al posto di Beppe Grillo.

lunedì 17 agosto 2020

Auguri per la guarigione!



Se giochi a paddle tennis e ti procuri una ferita in testa da 30 punti di sutura e sei assessore regionale alla sanità (dove tra l’altro hai gestito al meglio l’emergenza Covid) puoi sperare di diventare presidente del consiglio se giocando a scacchi ti lussi la clavicola. (naturalmente Giulio si scherza, l’importante è che a breve ti rimetti in forma! E non dico nulla su cosa sembra la fasciatura, ci mancherebbe!)

Resistere!



Non ci stupiamo più della lampante idiozia, del latente babbanismo imperante in molte zone del paese. Ancor più è chiaro il cretinismo dilagante in cervici come quella di questo amico fraterno del Cazzaro, ovvero dell’unità di misura infima e primordiale del decadimento neurologico responsabile dell’apatia culturale attanagliante la nazione. Leggere certe affermazioni da un lato ci incoraggia, ci sprona a non finire nella trappola costruita scientemente al fine di imbrigliarci tutti dentro la nassa di ossequioso servilismo, di narcotizzazione delle menti, architrave per quelli alla briatore per intenderci. Resistere è obbligo imprenscindibile di tutti i sani di mente! Vamos!

sabato 15 agosto 2020

Inaudito Ferragosto


La notizia si è sparsa in un battibaleno, probabilmente ad opera delle coclee: quadricipiti increduli, polmoni inebetiti, piedi piagnucolanti. Dalla sede centrale, le sinapsi confermavano la scelta ferragostana:”lo portano a camminare in montagna!” 
Sconcerto, voci di corridoio travisanti la realtà mi davano addirittura in compagnia di Messner per pianificare un prossimo ottomila. “Ma si è rincitrullito? Con tutta l’adipe che ha, con la maestosa pigrizia che l’avvolge, ma dove crede di andare?” In zona cervelletto subito sono partite immagini di amache, cuscini, biografie di Poldo, di valanghe, di sentieri sospesi nel vuoto. Ma non son servite a nulla. Andando allo strascico, quando il gruppo decide, nulla può convincere per una conversione verso i sani principi oziosi tipici della festività, neppure la veglia invocante temporali. La faccia degli scarponi, avvolti in ingarbugliate ragnatele, rende tangibile lo stupore corporeo già predisposto all’ennesimo gozzoviglio a tasso alcolico rigorosamente da scomparsa eterna di patente. Preparandomi all’ascesa medito e rimugino sui danni incontrollabili dell’attività fisica, tra le sommesse risatine dell’esausto divano, oramai sognante la giusta e salutare, per lui, rottamazione. Buon Ferragosto!

Nel regno dei Coglioni

 

di Andrea Scanzi 

Come ho fatto finora a non conoscere tali “sorelle Enardu”? Reato gravissimo. Siamo a livelli enormi. Mi dicono che una delle due abbia fatto “Uomini e donne” e “Il grande fratello”, e nonostante questo sia a piede libero. Già questo conferma che paese straordinariariamente tollerante sia il nostro. 

Pare anche che una delle due sia “ex di Pago”, che non so chi sia. Di Pago conosco solo il succo di frutta. Fatto sta che Serena (quella convinta d’essere famosa) ed Elga, si trovavano in Sardegna. Festeggiavano Viviana, la loro personal trainer. Bello. E come hanno festeggiato? Con una torta con la bandierina nazista. Wow, che stile! Che ironia! Che democrazia!

Osservate il livello elevatissimo di intelligenza, acume e grazia che trasuda da questa foto. Siamo dalle parti di Heidegger. Neuroni come se piovessero. Poi domandatevi: dove volete che vada, un paese che eleva a “vip” simili incommensurabili gigli in fior?

Siamo oltre la catastrofe. Condoglianze.

(La svastica, ragazzi. La SVASTICA. Roba da ergastolo. E questi ridono)

Molto cool!

 

L’insostenibile imbecillità degli anglicismi


di Giorgio Comaschi 


Dialoghi in un’estate del 2020. «Hai mai avuto esperienze positive di car-wrappling a Milano? Fammelo sapere, intanto vado a farmi una bella shower, mentre aspetto la call di un mio facility operation manager che mi deve schedulare il planning. Semmai dopo ci sentiamo in una conference-call. Intanto mia moglie è impegnata in alcune faciity-soft in giardino anche perché lei è veramente brava ultimamente nel problem solving. La faccio spesso lavorare con me perché ha molte skills fra cui la capacità di gestione di subcontractors e di budget. Stasera usciamo insieme alla crew per una serata friendly e molto trendy in una splendida location. A me del resto piace la semplicità, l’essere easy ed essere sempre clear quando mi esprimo. Mia figlia sta crescendo bene, è la make-up artist di una start-up che si occupa del fashion. Nascono brand importanti nel suo ambient. Ha un fidanzato molto cool che lavora full-time come brand ambassador di una ditta che produceva all’estero ma che adesso ha fatto reshoring…». Scusa ma cosa stai dicendo? Non ho capito niente. «Guarda non ho capito assolutamente neanch’io quello che ho detto. Ho usato tutti quei termini perché fa molto figo e pensavo che tu mi apprezzassi e pensassi che sono uno avanti. Del resto in Italia adesso tutti parlano così. Se non dici una parola in inglese almeno ogni tre parole in italiano sei fuori. O se non ne inventi qualcuna come il nostro governo che usa, per esempio, smart-working come se significasse lavoro da casa e invece vuol dire un’altra cosa. Ma dove vivi scusa? Secondo me hai bisogno di farti un bel cooling break. E non pensare che si dica pausa rinfrescante. Il termine pausa rinfrescante la usano solo i poveretti, come te». Sai che forse hai ragione. Di dove sei tu, per curiosità? «Sono di Abbiategrasso. Ma ultimamente la chiamo “Have fat”. Non è più carino?» Sì, decisamente sì. Ho capito…adesso è molto più chiaro. Siamo degli imbecilli. «Esatto! Anzi: right!»

venerdì 14 agosto 2020

Dagli ai paria!


Gran parte dei 60milioni di virologi italiani han decretato la fine della pandemia, alcuni mettendone pure in dubbio l’esistenza; molti biascicanti sé stessi dall’alto dei propri corpi scolpiti e disegnati coreograficamente con aquile e tigri, tra polpacci inneggianti alla forza, rigorosamente in celtico, dovendo sottostare alla perenne esposizione delle chincaglierie del casato quale unico e fondamentale florilegio per quell’innesco alimentante il proprio ego impomatato, han deciso di trascorrere vacanze all’estero, frullandosene dei pericoli, inesistenti come i loro simboli epici sgarbeschi, cazzari, zangrillanti e tenorili han loro garantito, sbeffeggiando quella ragione che sta alle loro cervici come Spinoza ad Annalisa Chirico, confermando che su queste lande vige oramai solo ed esclusivamente il dogma del “schiaccia e prevali pervicacemente sui paria”, ed è proprio per questo che probabilmente Covid ha avuto ed avrà sempre un occhio di riguardo, nella remota ipotesi che esista, sia chiaro, per questo stivale tendente al Facci-pensiero, ops! Questo si che non può esistere!