giovedì 31 ottobre 2019

Accatastanti



Secondo tradizione centenaria, il dna è pur sempre dna, questo illuminato continua a filosofare sulla verità di famiglia, o meglio, Famiglia. La ragion d’essere di questa regale dinastia è una ed una sola: accatastare fortune immense come se il ciclo biologico non esistesse, come se “a livella” non arrivasse per far scendere tutti, proprio tutti dal treno vitale. Ogniqualvolta, da sempre, la produttività annaspa, zak! Cassa integrazione! E i ricatti occupazionali? Zak: gli donammo a costo quasi zero uno stabilimento intero nel sud! Oggi questo genio ha praticamente consegnato lo scettro automobilistico ai francesi della Pegeaut. In cambio di cosa? Cinque miliardi di cui 1,6 alla famiglia, ops! Famiglia! Che trascorrerà le vicine festività a spartirsi, allegramente ma con spirito caritatevole, le cedole azionarie. Tanto, gira voce, l’eternità è un bluff e con cifre a tanti zeri sul conto si diventa immortali. Tra l’altro occorre pure accarezzare tanti portatori di fischietto...

martedì 29 ottobre 2019

Fattura frittura?




Diciamocelo!


Cosa succede se un movimento che ha fatto dell'onestà la colonna portante del suo dna perde, catastroficamente, i suoi voti?
Semplice: non ha saputo valorizzare la sua essenza! 
Riflettiamo: a parte qualche sparuto romano esemplare, nonostante la costante attenzione degli "altri" cosa è emerso di rivoltante dai meandri dei 5 stelle? Nulla. Nulla di nulla. 
E allora? 
Se nasci per combattere una politica, chiamiamola così', becera, irriverente dei capisaldi costituzionali, se presenti il tuo essere come non compatibile con le stantie ed apparentemente inamovibili consuetudini del "do ut des" e poi ti allei con un idiota razzista e successivamente allorché costui sbrocca, stringi sodalizi con il nemico storico, cercando di attaccarti al culo la tanto vituperata poltrona, credo che sia giusto, giustissimo che gli elettori ti sfanculino! 
Tutto è stato svenduto nel Movimento per rimanere a galla, per opera di un poveretto che, visto che attorno nulla emergeva, è stato incoronato capo politico e manovratore indiscusso della speciale barca imbarcante coloro che sognavano un cambiamento. 
E' impensabile scendere a patti con chicchessia! Non si può svendere il dna! 
Ho votato M5S, ne ero fiero ma, devo essere sincero, la differenza con altri partiti si sta assottigliando sempre più. Per esempio il Pd: da quando si è liberato dal mefitico problema rignanese, mi sta attizzando sempre più! Sono nel guado dubbioso: da un lato vedo una metamorfosi pericolosa, un modellamento all'andazzo comune tipico degli specialisti della creta, dall'altro un impercettibile desiderio di tornare ai fastigi antichi, alla sorgente della lotta per abbattere privilegi e disparità sociali. 
Sono nel dubbio, attanagliato da rimorsi e rancori, piagnucolante nel vedere gettare alle ortiche tanti talenti in cambio di potere, di visibilità, di appagamento personale. 
Il Movimento deve rinascere dalle ceneri createsi dall'accerchiamento dei soloni dell'inamovibilità. Occorre staccarsi dal perverso gioco di scambio, dal concedere per essere, dallo sminuire per rimanere lassù. Nati integerrimi rischiano di trasformarsi in insignificanti gnomi politichesi. Occorre formare, informare, suggellare traguardi, evitare trappole, negare concordanze proposte solo per svilire concetti, architravi dell'essenza fondante la stessa compagine politica. 
Non serve essere al potere! Conta solo non snaturarsi. Altrimenti non vi è differenza alcuna con chi, faticosamente, cerca di ripulirsi internamente. Se continuasse questo stillicidio di certezze, ahimè, anch'io m'appropinquerei nel saltare il fosso, approdando, seppur in titubanza, nel partito coacervo d'intenti, per fortuna, orfano sghignazzante del mortal abbraccio del Bomba! 

Ancora tu!



Una delle figure più dannose alla salute pubblica è quella di chi, estraniandosi dalla lotta, lasciamo stare la consequenziale rima, spera nella debacle per riemergere dal brodo primordiale in cui eventi e saggezza popolare lo hanno conficcato, certi di non rivederlo e, soprattutto, riascoltare mai più le celebri panzane da avanspettacolo che resero epica l’Era del Ballismo. Ma il nano in questione, avendo un fagocitante ego onnivoro, smania, allocca, fanfara, ciarla, sbeffeggia per assecondare lo smisurato desiderio di tornare a contare qualcosa, al fine di mettere in pressione il dirigibile che ha installato al posto del cuore. In pratica è come avere un gatto attaccato alle gonadi, un sibilo ad alta frequenza nella notte, un vicino nottambulo amante degli AC-DC, un ruttologo in biblioteca, la diarrea durante una cerimonia, il sergente Garcia compagno di cuccetta sul treno, Sgarbi vicino di tenda in un’oasi d’alta montagna, un sofferente d’aerofagia in ascensore, la D’Urso in una tv culturale, Scaramacai ad una commemorazione. Insomma: torna a Rignano!

Delucidazione




lunedì 28 ottobre 2019

Eh si!


In effetti se ti fai prendere con le mani nella marmellata, se non ti distacchi completamente dal tuo problema toscano, se stringi alleanze con uno sfiancato rappresentante un movimento che della sua identità solitaria, senza accordi con chicchessia, ne aveva fatto bandiera e che invece pur di rimanere in tolda sta sfanculando dogmi e capisaldi, se non riesci ad accettare l’idea che la democrazia esige la salutare alternanza, necessaria per abbattere mefitici gangli di potere e peripatetici che della politica ne hanno fatto mestiere, se combatti ad armi impari contro un accalappia-babbioni, che, se attaccato la butta in caciara (aveva distolto dalla ragione pure me, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) nascondendo le proprie malefatte (49milioni evaporati-traffici con signori del vento mafiosi-inghippi russi per tangentone) dietro paraventi da sapore cardinalizio dei tempi di testa a pera Ruini, vedasi sbarchi oceanici di disperati, odio razziale profuso a piene mani, fobia dell’Europa, via le tasse che anche un cavernicolo rincoglionito riconoscerebbe come sterco mediatico, se accade tutto questo la batosta ci sta, anzi: è salutare. L’Umbria caro Zinga ti ha lanciato un messaggio preciso: aprire le finestre, purificare l’ambiente, mandare a casa gli inamovibili fassiniani, cercare giovani e soprattutto ideali per sconfiggere quella vaga idea di capitalismo che beoti, nani e ballerine hanno portato dentro a quell’ambiente che un tempo rappresentava una speranza per tutti i savi di mente e di cuore.

domenica 27 ottobre 2019

Puntualizzazione



Caro presidente Emanuele Macrone,
trovo alquanto disdicevole che voi francesi, ricordo ancora che Grosso vi ha assegnato il titolo di vice campioni del mondo, state tentando di far vostro il Genio per antonomasia, Leonardo Da Vinci, non Léonard De Vinci, Leonardo Da Vinci, si Vinci: Toscana, Italia. 
Si scrive e pronuncia così caro il mio Macrone, per il rispetto al fatto che Leonardo fu ed è italiano. Come noi non abbiamo mai tentato di dire che Marcello Prusto scrisse “Alla ricerca del tempo perduto” o che Claudio Monetti dipingeva alla grande, così lei caro Macrone, assieme a tutti i francesi, rispetti la storia intitolando la mostra a Leonardo Da Vinci. E fatela finita coi bidet! Un giorno poi parleremo pure della nostra Gioconda!  Mi saluti Brigitta!