sabato 27 aprile 2019

Punti di vista



Paraculi travagliati


sabato 27/04/2019
Paradossi&paraculi

di Marco Travaglio

Amanti dei paradossi come siamo, assistiamo con sincero spasso al cabaret dei giallo-verdi e dei loro presunti oppositori. I 5Stelle fanno entrare nel governo il sottosegretario Armando Siri che ha patteggiato 1 anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di beni al fisco, poi chiedono la sua cacciata quando viene indagato per corruzione. Il Pd strilla un giorno sì e l’altro pure contro l’“occupazione” giallo-verde della Rai, poi però l’Agcom richiama Viale Mazzini a un maggiore equilibrio perché dà troppo spazio al Pd e troppo poco ai 5Stelle. Le sinistre tutte tuonano contro il governo razzista e xenofobo che respinge, anzi stermina i migranti, mica come la Francia dell’accogliente Macron e le altre democrazie progressiste europee: poi Eurostat certifica che nel 2018, primo anno del regime razzista e xenofobo, l’Italia ha superato la Francia per il numero di profughi accolti con diritto d’asilo (47.885 a 41.440) e ha fatto meglio di tutti gli altri 27 Stati membri della Ue, tranne la Germania (139.600). Ma il recordman mondiale dei paradossi rimane Salvini. Ieri si è saputo che due pentiti del clan Rom di Latina hanno raccontato ai pm di aver “fatto campagna elettorale per la Lega” e “affisso manifesti della lista ‘Noi con Salvini’”. Altro che xenofobia: se tutto fosse confermato, si tratterebbe di un mirabile caso di integrazione. Manca soltanto che, alle prossime elezioni, la Lega si apparenti con una lista “Rom con Salvini”. Un paradosso che fa il paio con quello dei soi disant “sovranisti” ministri leghisti che disertano il 25 Aprile, festa “sovranista” quant’altre mai (la liberazione dell’Italia dall’occupazione degli odiati tedeschi).

Ma c’è di più e di meglio. Da quando aveva smesso di insultare i meridionali e i romani, cancellando il “Nord” dal logo e la “Padania” dal vocabolario, ci eravamo fatti l’idea che Salvini volesse accreditare la sua nuova Lega nazionale e nazionalista. E, visti gli attacchi quotidiani alla Raggi, volesse partire dalla conquista di Roma. Ora però si scopre che lo stop da lui imposto l’altro giorno, in Consiglio dei ministri, alla norma Taglia-debiti della Capitale e assurdamente subìto dai 5Stelle manderà Roma in default dal 2022. Occhio alle date: il mandato di Virginia Raggi scade nel 2021 e, nei piani di Salvini, da allora Roma dovrebbe avere un sindaco leghista. Non sappiamo chi sarà il fortunato vincitore, ma sappiamo già che cosa gli toccherà in sorte appena insediato in Campidoglio: la bancarotta della sua città a causa delle scelte scellerate del suo leader.

Il quale, nel 2019, credendo di fare un dispetto alla Raggi, aveva piazzato nell’ufficio del sindaco una bomba a orologeria col timer puntato al 2022. Così da far esplodere non la Raggi, ma il leghista. Non è meraviglioso? Naturalmente non è ancora detto che le cose vadano così: il no al Taglia-debito, che farà fallire la capitale d’Italia, rischia di costare molti voti all’aspirante sindaco leghista: i romani informati tutto faranno, fuorché votare per un partito che Roma l’ha prima chiamata “ladrona” e poi condannata a morte. Ad approfittarne potrà essere persino la Raggi, che col suo assessore Lemmetti e la sottosegretaria Castelli aveva escogitato una norma per salvare Roma senza gravare sugli altri cittadini. Basta chiudere la fallimentare gestione commissariale del debito capitolino (15 miliardi nel 2010, ora ridotti a 12, accumulati dalle giunte di pentapartito, di sinistra, di centrodestra e di centrosinistra dagli anni 50 al 2008) e cedendo la parte finanziaria al ministero dell’Economia perché rinegozi gli interessi (ora vicini al 6%, roba da usura), con risparmi per i romani e gli altri italiani fino a 2,5 miliardi. L’aveva confermato lo stesso ministro Tria: “La norma è a costo zero, senza alcun onere per lo Stato”. Cioè non è affatto “salva-Roma” né tantomeno “salva-Raggi”, ma un “Salva-Italia”. E fin dal 4 aprile la Lega, con una email del sottosegretario Garavaglia, aveva dato l’ok a inserirla nel dl Crescita.
Poi è esploso il caso Siri e Salvini ha deciso di prendere in ostaggio non la Raggi, ma la Capitale, per salvare il culo al sottosegretario e la faccia alla Lega: e giù sproloqui sui “debiti della Raggi” (inesistenti: sotto la sua giunta il debito si è ridotto), “altre città da salvare” (ce ne sono a centinaia, ma nessuna ha il debito commissariato, dunque non c’entrano una mazza con Roma) e naturalmente delle “buche” (le stesse che un anno fa, quando doveva leccare i piedi ai 5Stelle, Salvini disse di non vedere, anche se erano molte più di oggi). L’idea di sabotare le città governate dai 5Stelle per favorire quelle care alla Lega non è nuova: il Carroccio aveva già sabotato la candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026, cioè l’unica che avrebbe avuto un senso: Torino ha già le strutture sportive e ricettive dello stesso evento di 13 anni fa. Ma la Lega sponsorizzò Cortina e Milano, una con le montagne e l’altra senza, per giunta distanti su strada 409 km. Ora, se la strana coppia avesse la meglio, il governo dovrebbe tirar fuori mezzo miliardo (infatti le Olimpiadi non le vuole più nessuno: oltre ai nostri eroi, è rimasta solo Stoccolma). Ma Torino s’è rimboccata le maniche e, contro ogni previsione, ha battuto 40 concorrenti (pure Londra e Tokyo) e si è aggiudicata un evento molto meno costoso (78 milioni dal governo) e più lucroso: le Atp Finals di tennis, che non durano 15 giorni, ma 5 anni. E portano alla città centinaia di migliaia di turisti e centinaia di milioni di introiti. Altro che un terzo di Olimpiadi invernali. Ora si attende la contromossa di Salvini. Tipo marciare su Torino in divisa da tennista e spaccare la racchetta in testa a Chiara Appendino.

venerdì 26 aprile 2019

Ritorna!



Sul far dei settant’anni ecco la notizia che aspettavano tutti i cultori della Musica! Torna il Boss con un nuovo album, Western Stars composto da 13 inediti:

1. “Hitch Hikin’”
2. “The Wayfarer”
3. “Tucson Train”
4. “Western Stars”
5. “Sleepy Joe’s Café”
6. “Drive Fast (The Stuntman)”
7. “Chasin’ Wild Horses”
8. “Sundown”
9. “Somewhere North of Nashville”
10. “Stones”
11. “There Goes My Miracle”
12. “Hello Sunshine”
13. “Moonlight Motel”

Finalmente qualcosa che riporti la barra della navigazione al centro, all’essenzialità, al buon suono e ai testi decorosi, accerchiati come siamo da trapper, rumori e flatulenze, indegne per questa tipologia di arte. 
See ya up the road, Boss!

Ps: se volete vedere il primo video dell’album 
Cliccate qui!

Sic transit


“Ho aspettato di finire prima le celebrazioni ufficiali per il 25 aprile e poi il bellissimo pranzo a Casenuove prima di commentare quanto accaduto stamattina. Quello che vedete sotto è uno dei tabelloni elettorali che qualche burlone si è divertito per tutta la notte a riempire con falsi manifesti del PD con una foto di 5 anni fa di me insieme a Matteo Renzi.
Il burlone ha ovviamente evitato di attaccarli in Piazza della Stazione dove ci sono le telecamere e nei tabelloni davanti a casa mia, ma si è curato di fare il giro di tutti gli altri sparsi per il territorio comunale. Ovviamente sono già stati rimossi ma ci tengo a dire due cose su questo stupido scherzo.
La prima: se non avete altri argomenti per fare campagna elettorale se non parlare di me e del PD vi consiglio di ritirarvi prima del 26 maggio perché per amministrare un Comune servono idee e mi pare scarseggino.
La seconda : se pensate che quella foto mi metta in difficoltà vi sbagliate di grosso perché a differenza vostra ho sempre espresso in modo chiaro le mie idee, fatto scelte non per tornaconto ma per passione e dimostrato con i fatti cosa voglia dire rimanere coerenti con i propri valori.
E quindi miei cari burloni (attenti perché ci sono più telecamere di quelle che credete) vi auguro di trascorrere un bel 25 aprile.
Noi andiamo avanti con tranquillità e determinazione per Empoli e gli empolesi.”

Ecco il nettare della politica nostrana, incarnato in questo post della sindaca di Empoli Brenda Barnini, del PD ex iper&ultra renziana, un tempo, alla quale dei buontemponi hanno attaccato nel comune toscano molti manifesti che la ritraggono accanto al Bomba, oggi neo anonimo, per fortuna. Sic transit gloria mundi si dirà; ma dare dei burloni a chi l’accosta all’Ecoballa rignanese, un tempo oggetto di autentica devozione da parte della Barnini tanto da essere stata definita “la nuova Serracchiani” (sai che culo!) non ha prezzo. Rimanere in sella è priorità assoluta qui ad Alloccalia, noto paese de-coerenzizzato!

giovedì 25 aprile 2019

Appunto liberatorio




Mission impossible?


L'ignoranza, la sottocultura, il degrado mentale, la fede deformata dall'impossibilità a pensare umanamente per deficit culturali. La pazzia che scaturisce dalla mancanza assoluta di traguardi, obiettivi, speranze di sollevamento personale. 
Fino ad oggi pensavo che fossero questi gli ingredienti da cui fioriva la cultura di morte innescante l'idiozia che porta esseri umani a farsi esplodere in chiese, in strade, in palazzi con il seguito di nefasti e tremebondi assassini di massa. 
Fino ad oggi. Poi leggendo che uno dei kamikaze dello Sri Lanka, Inshaf Ahamed Ibrahim, di 33 anni, aveva una laurea presa in Inghilterra e un dottorato in Australia e, a completare il nefasto quadro, era ricchissimo possedendo tra l'altro una fabbrica di rame, la Colussus Copper a Wellampitlya nel nordest di Colombo, dove sono stati pure fabbricati i giubbotti esplosivi usati dai 9 bastardi, questo convincimento si è afflosciato come un pupazzo di neve a 25 gradi. 
Tra loro vi era pure Fatima che si è fatta saltare assieme ai tre figli più quello che portava in grembo, nella sua bella villa di Dematagoda, ridotta in macerie allorquando tre militari, morti anch'essi, andarono a prelevarla per portarla in galera. 
E dunque? 
Crollano le convinzioni, resta un mistero e la certezza che sia sempre più difficile, se non impossibile, prevenire questi eccidi di massa dettati dalla pazzia e da una fede insanamente alterata. 
Se anche persone agiate, istruite, capaci di discernere il vero dalle agghiaccianti favole, perseverano e seguono tali insegnamenti, vanno dietro a convincimenti pazzeschi, allora tutte le attività messe in atto per fermare le stragi, diventano come detto neve al sole. 
Siamo in preda ed in mano a scellerati che ardono di uccidere loro simili, privi di guide spirituali che riescano ad imporre la ragione, ogni fede pur essendo spirituale ha in sé un basamento di ragione, di pragmatismo, di concretezza. Se questo non accade sorge come epidemia, credenze deleterie, violente ed assassine. 
Pur riconoscendo i gravi errori del passato, e del presente, di noi cosiddetti occidentali, urge una coesione in grado di far ragionare, meditare, screditare teorie tanto imbelli da farci rimanere basiti in merito all'alto grado di aggregazione che riescono ad ottenere. Nei poveri substrati di menti malate per povertà e assenza di scopi ed ora, ahimè, pure in cervici agiate ed istruite. 
Chissà dove andremo a finire! 

Tiè!