giovedì 1 febbraio 2018

E' capitato, capita, capiterà


Di norma sono due, massimo tre giornate all'anno. Oggi è una di queste: mi sono alzato con una voglia smisurata di mandare a quel paese tutti, ma proprio tutti, coloro che si frapponevano tra me e il destino giornaliero, un inizio sotto i peggiori auspici. 
Sarà stato sicuramente colpa del sogno di stanotte, un'incredibile idiozia soporifera: ho trascorso almeno due ore a prendere a scappellotti tutti coloro che mi passavano vicini, seguendo un tempo musicale paragonabile ai canti dei tirolesi, in crescendo! 
Se sommiamo a questo un raffreddore infimo, da scaricatore di un porto al circolo polare artico, il gioco è fatto! Irritato come Sgarbi accortosi che qualcuno ha preso appunti su una tela del Perugino, ho fatto una fatica immensa a non sfanculare chicchessia mi rivolgesse la parola al bar, in ufficio, per strada.
Si ce l'avevo con il mondo intero! Ho criticato discorsi, ragionamenti peggio di una zitellona ammessa alla corte inglese; mi sono girate le palle ogni qualvolta ho letto di politica, delle gesta del Bomba, di suo Zio Pregiudicato. Non ne posso più di vedere certe fregnacce!  
Credo che se centrassi il 6 al Superenalotto avrei lo stesso qualcosa da ridire, riuscendo a fare un microscopico sorriso, e niente più.
Passerà, almeno spero. E' capitato, capita e capiterà!  

Travaglio



Casualità



mercoledì 31 gennaio 2018

Differenze


Raffreddore? Forte, dannato raffreddore? Nessun problema! Google sa tutto e allora: tisana allo zenzero con una fetta di limone. Preparazione: acqua calda, un cucchiaino di zenzero in polvere e appunto fetta di limone. Cinque minuti d’infusione dopodiché filtrare in una tazza ed il gioco è fatto. Almeno così sembra. Perché la differenza tra cucchiaino e cucchiaio a volte è fondamentale. E se si sbaglia ad esempio a buttare un cucchiaio di zenzero invece del cucchiaino beh! Può capitare che le labbra si gonfino e il malcapitato possa sentirsi come Louis Satchmo Armstrong dopo aver cantato e suonato Hello Dolly! 
.....
“Hello Dolly
This is Miss Dolly
It’s so nice to have you back where you belong...”

I soliti fondelli


La voglia di fregarsene è un crescendo simile a quelli di Ludwig; pensare ad altro, distrarsi, lasciar tutto a navigar senza comandante. Hanno fatto le liste elettorali, hanno deciso per noi, senza paura di venir sfanculati. Possono far tutto, si sentono al solito i signori della nostra socialità. Stanno emergendo impresentabili ovunque, al sud la situazione è tanto grave da richiedere un intervento Onu. 
Collusioni incredibili, gentaglia riverniciatasi e pronta a immergersi nuovamente negli sfrontati affarismi. 
Il bacino di voti è dannatamente viziato da privilegi ed impunità: chi volete che votino gentaglia evadente tasse da lustri? Quale sarà il loro riferimento se non il solito? E la percentuale di voti sicuri? Alta, purtroppo alta, visto che tanti, un buon 30% degli italiani è rassegnato e non partecipa al voto con un ragionamento che aiuta i ribaldi: di politica non me ne voglio interessare, dicono. Peccato che la loro assenza agevolerà tutti coloro che campano a sbafo eludendo un centinaio di miliardi di balzelli che ricadono su chi le tasse le paga con prelievo alla fonte. 
Quindi? 
Credo che la nausea debba arrivare ovunque, chiunque sia permeato di sani principi debba disgustarsi davanti a questa invereconda messa in scena. 
Gli avi ci guardano, osservano il decadimento senza fondo della politica italiana che riassumo:
Hanno fatto una legge creante una situazione di stallo, un immobilismo pericoloso che, come da copione, sarà risolto con la classica "mano sul cuore per il bene del paese." E la soluzione sarà il matrimonio tra il Pregiudicato e il Bomba, alla faccia di Salvini che si troverà nel bivio senza soluzione: abbandonare e andare all'opposizione o convivere con il PD. 
Siamo ad un mese dalla catastrofe: un pregiudicato, un Delinquente Naturale (cit. Sentenza Corte di Cassazione nr 35279/13 del 01/08/2013) sta ritornando in auge, tra l'indifferenza generale, pronto a ritessere trame, lucri e quant'altro per i suoi possedimenti. E ci tornerà forte del consenso popolare, obnubilato nella mente e nel cuore dalle cialtronerie che le sue televisioni spargono nel paese, e dalle palle faraoniche delle promesse improponibili che continua a sparare durante le servili interviste e che nessuno, nessuno, smaschera. 
Se la coalizione di destra arriverà al 40%, e gli manca poco, il problema non si porrà. Governeranno loro, assestando la spallata finale alla nazione. Viceversa, nel caso la maggioranza non venga raggiunta, ecco arrivare in soccorso il nipotino egoriferito che ha composto una lista elettorale di validi scudieri fedelissimi, pronti a rimpicciolirsi culturalmente per il più becero degli accordi. I segnali ci sono già tutti: Casini candidato a Bologna per la compagine di sinistra dopo aver confezionato una soap opera in Commissione Banche, un batuffolo di cipria leggero, pacioso, senza colpevoli, senza perdenti. L'unico che ha pagato, non essendo ricandidato, è il senatore Andrea Augello che durante l'inchiesta parlamentare ha svolto il suo lavoro con dovizia e serietà, attributi che non si addicono ad una carnevalata di quello stampo. 
La candidatura PD di Cosimo Ferri, magistrato vicino alla destra, sottosegretario nei governi Letta, Bomba e Gentiloni, messo lì a controllare, per evitare leggi pericolose per il Condannato. 
Tutto è pronto, anche Formigoni, Lupi e tutta la ciurma. 
A noi non resta che il dilemma: mi disinteresso o lotto per evitare questa disfatta morale? 
Non ho dubbi: nel mio piccolo continuerò ad attaccarmi come un gatto ai loro genitali. Costi quel che costi!  
  

Articolo Padellaro


mercoledì 31/01/2018
CARO DIARIO ELETTORALE
La toilette dell’inciucio tra Lotito e Renzusconi

di Antonio Padellaro

Il candidato di Forza Italia, Claudio Lotito, che all’assemblea Federcalcio organizza animate riunioni nella toilette, è l’immagine cruda di ciò che si muove dietro le quinte (o forse più precisamente nei wc) di queste elezioni. Mentre ai piani superiori ferve la partita incertissima del governo, là di sotto, lontano dagli sguardi indiscreti, già si sperimentano le larghe intese per la spartizione delle stanze che contano. Per quella del calcio (tra le dieci imprese più ricche della nazione, 15 miliardi di fatturato) i giochi sembrano a buon punto. Non lasciatevi ingannare dall’annunciato commissariamento della Figc da parte del presidente del Coni Giovanni Malagò (il Richelieu dei Parioli) utile a tenere sgombre le poltrone di vertice una volta scavallato il voto del 4 marzo. Nelle formazioni del Nazareno pallonaro, la squadra più attrezzata appare quella berlusconiana, composta dal presidente della Lazio Lotito, da Cosimo Sibilia (Lega Dilettanti) e da Adriano Galliani (protesi umana dell’ex Cavaliere), tutti prossimamente attesi in Parlamento. Con i renziani corre Luca Lotti: per lui nel caso probabile dovesse lasciare l’incarico di ministro dello Sport (proprio a Galliani) l’inciucio prevede un incarico di vertice in via Allegri. Basta leggere i giornali, del resto, per rendersi conto che non c’è ancora il governo di garanzia (auspicato dal presidente Mediaset, Fedele Confalonieri proprio sulle colonne del Fatto) ma si lavora con impegno per garantire gli interessi di Renzusconi. In Viale Mazzini, neanche a dirlo, dove viene dato in arrivo alla guida di Rai Pubblicità, munito forziere del servizio pubblico, Mauro Gaia considerato molto vicino al segretario del Pd. E dove l’amichevole contraltare al Giglio spelacchiato potrebbe essere Arturo Diaconale, attuale membro del Cda, candidato forzista alla Camera nonché uomo della comunicazione della Lazio di Lotito. Che tutto o molto dunque possa incastrarsi nel risiko del potere non è certo una sorpresa o una novità in un paese geneticamente predisposto all’utile scambio di favori. Pratica per la quale sono state vivamente sconsigliate le “teste calde” (precisa richiesta giunta da Arcore ai plenipotenziari delle liste), e a cui Renzi si è subito predisposto con la blindatura dei gruppi parlamentari. Perciò se anche il Pd finisse sotto la tragica soglia del 20 % (come preconizzato da qualche sondaggio) l’importante è: primo, che il 5 marzo non vinca realmente nessuno; secondo, che gli eletti siano di obbedienza pronta, cieca e assoluta. A questo almeno si lavora nelle toilette della campagna elettorale.

E un colpo alla botte!