E allora sia! Ci siamo ridotti così! Facciamocene una ragione! Perdendo ogni speranza siamo a questo punto: vai in gondola in una dei posti più belli del mondo e sfanculi ogni beltà, ogni emozione, ogni sussurro dell’Arte per continuare a stordirti con il tuo smartphone! Venite a rapirci ancora di più, portate realtà virtuali sempre più possedenti. Siamo pronti per il salto finale. Guarderemo Venezia standocene sdraiati sul divano, dicono che sarà ancora più bello! Addio mondo noioso, addio natura invadente. Addio petali puzzolenti. Viva la tecnologia, che sopravviverà certamente a noi tutti. Una prece.
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 6 ottobre 2017
Peccato!
Bella intervista di Del Piero sulla Gazzetta di oggi. Pur essendo fuori dalla ditta nativa da più di tre anni, ha ancora dei rigurgiti. Peccato Alex! Senza sapere perché... mah!
Precisazioni
No, così non va! Come al solito, da tempi lontani.
E m'incazzo perché alla fine sembra che i contestatori di questa politica malsana siano i colpevoli di tutto.
Invece no e mi spiego: Fabrizio Micari è il candidato del PD alle prossime elezioni siciliane. Chi ha presentato nella lista?
Valeria Sudano già eletta con Cantiere Popolare dell'ex ministro Romano, amica di Totò Cuffaro, Vincenzo Vinciullo alfaniano, sembra di parlare di extra terrestri e forse è vero, entrato con il PDL del Nano, Nicola D'Agostino ex Mpa di Lombardo, ora in Sicilia Futura dell'ex ministro Cardinale, Alice Anselmo che in passato ha già cambiato 7 casacche in soli tre anni di legislatura sicula!
Ecco qui il nuovo minestrone rancido, il solito accordicchio pro affarismo.
E poi si lamentano perché le Feste dell'Unità sono deserte, si domandano perché la gente si scosta dalla politica, da questa orribile politica voluta dal Bomba.
Di sinistra la dentro non vi è più nulla. Fuori dalla spelonca ci sono personaggi alla Pisapia che pendolano seguendo le brezze, senza mostrare né dignità, né una linea ferma e precisa che possa rincuorare animi oramai in disuso. E l'MPD il partito scissionista di D'Alema e Bersani? Se in tutti questi anni avessimo contato le litigate sul nulla dei compagni e della loro intellighenzia, avremmo constatato che il loro numero è superiore alle stelle del cielo! Principi non negoziabili, ecco la ricetta! Alfano non vuole lo Ius Soli perché ciò darebbe vantaggio a la Lega? E chissenefrega! Lo Ius Soli è un provvedimento di civiltà e legittimazione democratica. Non si discute, non si rattoppa. Una forza di sinistra lo deve solo approvare, a costo di far cascare tutto. E invece, la solita maldestra manfrina, il copione oramai usato da decenni: si ritarda, si porta a fine legislatura e, quasi stupiti, si informa allocchi e affini che a fine legislatura una legge così importante non la si può approvare. E nessuno a dirgli "e perché allora non l'avete sdoganata prima, porcaccia miseria?" Lo stesso dicasi per il biotestamento; ma quello, si sa, è spauracchio per le multinazionali che lucrano sulle malattie! Infatti quanto fa incassare la cura di un poveraccio che, oramai incosciente, viene tenuto in vita artificiale abusando delle leggi della natura? Quanti orchi affamati si cibano da queste forzature vitali? E perché non possiamo scegliere di interrompere lo scempio dell'accanimento terapeutico? Per soldi, per affarismo!
Una forza di sinistra dovrebbe essere lontana anni luce da questi problemi, dovrebbe interessarsi delle reali necessità sociali che attanagliano molti: scuola, pensioni, povertà in aumento, disparità sociali, evasione fiscale da record! Ecco i campi ove un partito serio dovrebbe concentrare gli sforzi. Invece sono in ansia per le scelte di un personaggio, Alfano, che tutto è meno che un politico e pur essendo un chiaro esempio di affarismo e impreparazione, lo hanno prima incardinato al ministero degli Interni, ed ora agli Esteri! Una sfacciata e populistica scelta danneggiante il bene comune!
Vogliamo parlare dell'altro socio Verdini? Di come quella specie di combriccola che chiamano Ala, interviene a salvare la maggioranza? E della Madia di cui ancora dopo duecento giorni aspettiamo il verdetto del plagio della tesi di laurea da parte della sfortunata università che l'ha annoverata tra le sue studentesse?
E l'Etruriana con il suo babbo? Storia finita nel dimenticatoio anche quella!
Queste sono poche delle ragioni per cui la sinistra è scomparsa dalla nazione, sostituita da un circolo di assetati di potere e fama, soddisfacenti i poteri forti, Confindustria in testa, per il proseguimento di questa tecno-rapto-crazia immarcescibile, occulta e immobile da decenni.
Infine ci sono le storie dei listini, delle liste per far abboccare babbani di tutte le risme.
Anche il Puttaniere ad esempio se ne è fatta una per le prossime elezioni: Rivoluzione Italia l'ha chiamata e affiancherà Forza Italia!
Rivoluzione Italia fatta da uno che da oltre vent'anni sta succhiando risorse per sé e la sua famigliola!
Rivoluzione Italia fatta da uno che ha come amico fraterno un tizio in galera per associazione esterna mafiosa, Marcello Dell'Utri.
E il Bimbominchia imperterrito continua a tessere intese con codesta rovina della nazione senza pensare a nulla, quasi soddisfatto dell'intesa che proietta l'inciucio nel 2018, anno della morte certa della democrazia, se ciò avvenisse.
Non ci sto a passare per rovina progetti, né da preveggente di un futuro sotto gli occhi di tutti, da fine impero.
Esigo solo di non venire più preso per i fondelli come un allocco qualsiasi!
Viva l'Italia che lavora e fatica!
E a culo tutto il resto! (cit.)
giovedì 5 ottobre 2017
Ahhh ecco perché!
Adesso capisco perché ieri sera dopo averli mangiati ho preso il caffè al bar con Jim Morrison ed un cercopiteco suo amico!
Sempre la migliore!
giovedì 05/10/2017
Così finì la Rai (e pure l’intellighenzia)
di Daniela Ranieri
Un destino comune, come una colla, o piuttosto come la corda che col masso si porta dietro il suicida, tiene insieme la diciamo intellighenzia di sinistra di oggi e la classe dirigente “democratica” a cui afferisce e a cui somiglia per attitudine morale, slancio progressista, analisi del contesto e sensibilità allo Spirito del Tempo.
Se anche volessimo fare, come ama fare il segretario del Pd, della spacconeria basata sul mero share, ci toccherebbe registrare come tutta la sinistra aristocratica televisiva che un tempo brillava dalle pagine di Repubblica per superiorità antropologica sulla masnada berlusconiana e poi, all’avvento di Renzi, lo ha apertamente sponsorizzato oppure (il che è peggio) si è adagiata in un placido conformismo, oggi va a picco esattamente come il Pd distrutto da Renzi, mentre il kitsch originale e supremo, il Berlusca appunto, riaffiora a galla con tutto il suo circo di canare, paraculi patentati e malamente.
Così avremmo buon gioco, se fossimo come il cyberbullo Matteo che twittò ilare “I talk show fanno meno ascolti di Rambo” (con tutti gli scagnozzi a fargli eco), a sottolineare che il milionario Fazio promosso alla seconda serata di Rai1 perde 300 mila spettatori e che l’amico storyteller Baricco fa il 2,15% su quella Rai3 che doveva essere rivoluzionata da Daria Bignardi e invece non si è riavuta nemmeno dopo che quest’ultima, preso atto del bel lavoro compiuto, s’è fatta da parte.
Ma siamo consapevoli della ghigliottina logica cui costringerebbe un simile basso mezzuccio. Prendiamo Baricco. Si sa come vanno a finire le cose, quando c’è di mezzo lui (ce l’ha insegnato il maestro Edmondo Berselli): noi diciamo che Baricco fa il 2,15% (più o meno quanto fa il jingle della rete) portando in Tv Furore di Steinbeck, ed ecco che gli diamo un’implicita autorizzazione a pensarsi quale profondo intellettuale-divulgatore che fa cose così sofisticate che un popolo col 40% di analfabeti funzionali non può che preferirgli il Grande Fratello Vip (ma anche la fiction su Bocelli, assai renziano). Ma il sillogismo (il popolo è scemo; Baricco è un genio; il popolo non guarda Baricco), può andare bene per le menti semplici come quella di Renzi, per il quale peraltro, quando gli fa comodo, il numero è sinonimo di Verità; noi piuttosto dobbiamo chiuderlo con un’altra evidenza: Baricco (il baricchismo) non guarda il popolo. Allora: c’era Baricco, carismatico come l’abbiamo fatto credersi per anni, coi suoi silenzi, le sue finte reticenze di divo e il suo turpiloquio chic, in piedi come un cantante, il libro in mano, la voce flautata e, sotto, una musica spaccacoglioni suonata, si fa per dire, dal cantante dei Baustelle, davanti a un pubblico, come sempre con Baricco, di donne incantate e uomini con acconciature rétro, tutti rigorosamente, intensamente, scomodamente in piedi (la cultura è scomoda o non è).
Che poi andrebbe anche bene, in fondo peggio per loro (oltre che per noi che paghiamo il canone con la bolletta della luce), se questi non fossero quelli che avevano capito tutto (“Renzi? Deve andare avanti con la stessa ferocia e determinazione con cui altre generazioni hanno fatto la guerra e costruito l’Europa”, disse Baricco, e Renzi nel suo diciamo libro: “Baricco? Una delle persone più intelligenti che conosca”), e invece portano il canale un tempo della cultura di sinistra al suo minimo storico e si trascinano dietro pure il programma molto intenso di Concita De Gregorio, altra stella del firmamento di ottimati di Repubblica (oggi più pisapian-renziano che renziano tout court), che parte con un competitivo 1,22%, ¼ delle ventennali repliche della Signora in giallo su Rete 4.
A pensar male si fa peccato e noi da peccatori associamo mentalmente l’endorsement al Sì e le lisciate alla furbata costituzionale di Renzi col premio della prima serata Rai, anche se per fare due più due aspettiamo il mega-show di Benigni, al quale il direttore generale Orfeo (imposto da Renzi) sta facendo una corte spietata che immaginiamo già come si concluderà.
Questo succede quando si epurano tutte le coscienze critiche dalla Rai (Gabanelli, Floris, Giannini) e a loro si preferiscono i cialtroni, i guru, gli yes men, le mezzecalzette, i servi.
Purtroppo venti milioni di connazionali hanno deciso che Renzi, quello di “fuori i partiti dalla Rai”, non dovesse andare #avanti ma a casa, sennò chissà come sarebbe ridotta, oggi, questa azienda piena di pubblicità che licenzia lavoratori, sfrutta precari, esternalizza servizi. Forse avremo tutti quelli che hanno votato Sì in prima serata a turno sulle tre reti, e Oscar Farinetti, socio della scuola Holden di Baricco, nella fascia che fu di Biagi e prima del maestro Manzi, ad insegnare “Le sette mosse per il coraggio” (corso vero, c’è gente che paga per seguirlo).
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