domenica 29 maggio 2016

Sgomento


Passa inosservata perché l'assuefazione ha raggiunto tali livelli che potremmo non indignarci nemmeno se Confindustria decidesse di schierarsi apertamente per il Si, dopo aver scritto al Bomba la legge capestro del Jobs Act (vedere la lotta in Francia che ha spento persino le Centrali nucleari per protesta). Ha aderito ieri? E allora non protesteremmo neppure se un candidato a sindaco di una grande città di fosse dimenticato di comunicare la proprietà di una casa in montagna. Ah... L'ha già fatto Sala a Milano? E nessuno l'ha preso a calci? Ma Sala è quello che ha gestito la grande sagra Expo, chiusa in deficit, dove la gente faceva tre ore di coda per mangiare sushi a prezzi folli e i cui spazi ancora non sono stati destinati ad altro? Ah, è lui?
Ci saranno vecchi compagni, quelli di una volta che facevano le ferie davanti ad un padellone alle feste dell'Unità, che si saranno incazzati per come la Fatina si è permessa di tirare in mezzo l'Anpi ed i partigiani (mi ci sono iscritto venerdi scorso tessera 045936) il cui direttivo si è espresso ufficialmente per il No. Dai! Sicuramente sarà così. L'Anpi che dice no viene criticata e Confindustria che approva, applaudita? Dal Governo che dovrebbe essere neutrale? 
E nessuno di quelli che faceva girotondi manifesta disappunto? Daii! 
Ma allora ecco perché è passata inosservata! Assuefazione a livelli record! Tutto è chiaro! Mi sono indignato molto. In solitudine. Su cosa? Che un ministro degli Interni e il suo partito, chiamiamolo così per capirci anche se NCD è un anfratto di inquisiti doc, abbia bloccato una riforma sulla prescrizione, che l'avrebbe riportata nella decenza della legalità, aumentando nel contempo anche le pene per la corruzione. E il ministro degli interni ha trovato solidarietà nell'altro meandro di inquisiti, l'Ala retto da un plurindagato ora facente parte della maggioranza e questi han fatto la voce grossa, intimorendo i discendenti del partito di Enrico Berlinguer, senza che nessuno abbia manifestato rigurgiti di nausea, di furibonda protesta, di inquietudine. 
Nessuno. Tutti assuefatti. E l'assuefazione è anticamera per una dittatura. 
Per questo ci sentiamo soli.

sabato 28 maggio 2016

Dalla mostra


Mostra fotografica Croce- 1958 ragazzo in bicicletta
Come si nota il ragazzo avrà si il radiolone anziché le cuffiette, ma trasporta tesori immutabili nel tempo

 

Sorpresa


Dote innata riservata a pochi. Intuito quasi sovrannaturale. Soffiata angelica. Come infilarsi a Piacenza in una mostra fotografica e scoprire annessa la presentazione di due rum, uno colombiano ed uno di Panama con naturalmente sovrabbondanza di cioccolato! Quanto vi stimo numi celesti!

 

Un saluto


Standing ovation per un grandissimo artista che ci lascia dopo un'interminabile carriera che ha dato lustro all'Italia. 
Riposa in pace Giorgio!

 

venerdì 27 maggio 2016

Incontro


In un ristorante del centro, ecco arrivare a fianco del mio tavolo l'Invasato. Giovane, brillante già all'entrata, raggiunge al tavolo altri signori, forse evidenziando, con il suo ritardo, la scocciatura per giorni astronomici, composti solo di ventiquattro ore. 
Giacca blu, camicia celeste e cravatta in tonalità giallognola, l'Invasato credo avesse anche il padre seduto al tavolo che, da quel che doceva, sembrava un medico.
Il nostro invece ho dedotto lavori in un'azienda a Milano che, a detta sua, lo lancia nel mondo per missioni economiche importanti. 
Stupiva la sua entrata nei discorsi degli altri astanti: ogni volta che i tre nominavano una città del globo, il nostro partiva a razzo enunciandone bellezze, svelandone misteri, evidenziandone carenze organizzative. Nell'ordine ha radiografato Madrid, New York, Città del Capo, Città del Messico ed anche altre che non ricordo, forse perché offuscato da un buon rosso. Dava l'impressione però di andare un po' troppo noziosamente, quasi come se avesse trangugiato tutte le Lonely Planet in circolazione per profumarsi dinamicamente a mo' di perno dell'economia globale. Il colpo di fioretto però è scoccato allorquando ha, creando l'atmosfera con un abbassamento di voce, svelato la politica economica dei prossimi anni negli Usa, la quale essendo, a suo dire, basata per il 70% sulle industrie belliche, sarà conseguentemente armigera, scoop tanto importante ed originale da ridurre Fatima in un chiacchiericcio da bazar e facendomi sentire tronfio di eccitazione per aver vissuto tale evento live, basilare per il mondo dei prossimi lustri.
Che notizia ragazzi! L'Invasato, voglioso di presenzialismo ha continuato a sfornare idee, progetti su chef stellati, su commercio con la Bulgaria, con la Romania tanto che al dessert ho cominciato a chiamare a voce alta mio padre Piero per organizzare la prossima serie di Quark, sentendomi, grazie a lui, un Angela. 
Notavo che ogni tanto mi guardava, rammaricandosi della mia impassibilità, deleteria per uno come lui che si rigenera solo davanti a bocche aperte e stupite, simili a quelle che si farebbero vedendo Belen correrci incontro al grido di "amore miooo!"
Li ho lasciati, salutandoli, dopo aver gustato una sambuca ed uscendo ho telefonato all'agenzia, disdicendo il volo aereo per Sofia, oramai inutile dopo l'incontro con codesto ebbro di sé.

Risposta



La pesa


E quindi dopo averlo evitato, in piega meglio di Valentino, dopo aver fatto passare eternità fingendo indifferenza, amnesie, sono andato al controllo medico. Entrato, come un novizio al Moulin Rouge, ho assunto un atteggiamento simile ad un lavavetri di grattacieli, arrampicandomi per cercar di distogliere, senza successo, colei che, a breve, mi avrebbe mandato, come un manzo al mercato, in pesa. 
Già sapevo, posizionando il fermo della cinta al primo buco o, qualora desiderassi assumere postura tipica di chi sta per soffiare su una torta con decine di candeline accese, addirittura al secondo, che l'adipe s'era rigenerato alla grande, facendo scomparire la vista della bottoniera di mezza vita e rendendo la cravatta simile ad un arco! 
E mentre parlavo, adocchiavo lo strumento di tortura, di verdetto, rimanere inflessibile sullo zero. 
"Bene adesso vada sulla bilancia!" mi dice il medico. Ed io, sconsolato più di Orfini davanti alla parola decisionismo, salgo e rivedo, come ai bei tempi, la lancetta indicatrice girare a gran velocità come quella del pungiball del luna park colpito ai tempi dal braccio di ferro de noantri, fermandosi a sfiorare impercettibilmente il quintalozzo, le nefaste tre cifre, l'applauso a scena aperta dei club dei goduriosi culinari di tutto il globo. Come scoperto con una chianina in valigia ad una convention vegana, ho atteso il giudizio scoprendo il collo, che è arrivato in versione sibilo fischio, propria di quell'ammirazione deleteria di chi, al primo movimento dei tuoi bulbi, è pronto a sgusciare la spada scintillante da samurai.
Cercando di nascondermi dietro la frase alla Picierno "si, ma sono vestito!" manco fossi Tyron Lannister nel Trono di Spade, sono stato redarguito alla grande ed uscendo mi sono diretto triste e sconsolato dal mio amico ristoratore dove, tra linguette al polpo, filetto di tonno, fragole con gelato, caffè e sambuca, ho cercato di ritrovare me stesso, riuscendovici.
Hic!