mercoledì 15 aprile 2015

Vicini a Salvatore



Sono vicino in cuore e preghiera a Salvatore Mellone, seminarista di Barletta, malato terminale che oggi riceverà presso la sua abitazione il Diaconato e domani sarà consacrato sacerdote dal Vescovo, Mons. Picchierri, il quale ha inviato a tutta la propria diocesi, la seguente lettera:

«Col cuore profondamente commosso e lancinato comunico che il seminarista Salvatore Mellone, della Parrocchia del SS. Crocifisso di Barletta, alunno del Seminario regionale di Molfetta, per una grave malattia è in uno stadio terminale. Mi ha manifestato il suo vivissimo desiderio di poter coronare il suo cammino vocazionale con l'ordinazione presbiterale; anche un solo giorno da presbitero sarebbe per lui la realizzazione del progetto di Dio sulla sua persona. Salvatore, anche nella malattia, ha vissuto intensamente la sua preparazione al sacerdozio, per cui ritengo opportuno, nell'esercizio dei miei diritti e doveri di arcivescovo, di ordinarlo presbitero, per dare gloria alla SS. Trinità e per l'edificazione del nostro presbiterio e del popolo di Dio. Ho consultato previamente la Congregazione del Clero che ha confermato il mio proposito di procedere all'ordinazione presbiterale; anche il Rettore del Seminario Regionale di Molfetta ha dato il suo parere favorevole in merito; e i presbiteri diocesani che ho potuto sentire mi hanno confortato con il loro beneplacito. Salvatore riceverà i ministeri del Lettorato e dell'Accolitato il 14 del c.m. ore 16,00, l'ordine sacro del Diaconato il giorno successivo e il 16 aprile il Presbiterato sempre alle ore 16,00, nel corso di celebrazioni eucaristiche nella propria abitazione. Grati al Signore per questa testimonianza di fede e di amore, vissuta da Salvatore nella sofferenza unita al sacrificio redentore di Gesù Cristo sommo sacerdote, vi invito ad unirvi alla mia preghiera per il neo ordinando, accettando il misterioso disegno di Dio a noi non sempre comprensibile".

Don Salvatore ti siamo vicini. 
Grazie per questo dono!

Ehhh si!



Lingue volanti


Sempre più contento di aver smesso di leggere Repubblica! 

Intervenendo alla presentazione del libro di Santa Boldrini Dè Vo' Altri, nobile benefattrice a 240.000 mila euroni annui De' Nostri, il fondatore del giornale un tempo di sinistra Eugenio Scalfari ha commentato il libro della Santa Boldrini in questo modo:

"Dice cose molto simili a Papa Francesco"

Slurp, slurp!!!

martedì 14 aprile 2015

Qualcosa ... si muove...



Canzoncina


Per fare un tavolo ci vuole il legno...


Per fare il legno ci vuole l'albero...


Per fare l'albero ci vuole il seme...


Per fare il seme ci vuole il frutto...


Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole un fiore
e non un megastore aperto a tutte l'oreee!!!


La Differenza


Guardateli. 
Ammirateli in tutto il loro splendore...



Sono il principe Abdul Malik, 31 anni e figlio del sultano del Brunei, e la neo signora Dayangku Raabi'atul 'Adawiyyah Pengiran Haji Bolkiah (Day per gli amici e per chi, onde evitare problemi alle ghiandole salivari, la volesse chiamare) di anni 22.
Notate alle caviglie della ragazza quelle che in apparenza sembrano manette ed in realtà sono due lingottini a forma di anello per abbellirne la figura.

Si sono sposati nel palazzo Reale, 1788 stanze e .... 257 bagni!!!
Duecentocinquantasette bagni! Il padre Sultano avrà voluto ovviare alla problematica di trovare occupato mentre il livello della defecatio sale a livelli intrattenibili, oppure la necessità di farla in luoghi diversi per trovare la giusta ispirazione. 


  
Eccolo il gruppetto al gran completo! 
Abiti d'oro, scarpe con diamanti addirittura il bouquet composto non da fiori, ma da diamanti! 
Pare che la sposa quando l'ha lanciato abbia provocato una decina di feriti tra le damigelle presenti! 
E naturalmente la neo beneamata sposa Dayangku Raabi'atul 'Adawiyyah Pengiran Haji Bolkiah (sempre Day per tutti, visto che a pronunciarne il nome completo pare si provochino slogature alla lingua) si è pure cambiata di abito:



Se per assurdo fossero chincaglierie, sarebbero già onerose approvvigionarsele. 
Ma quelle non sono specchietti per allodole! 
Sono pietre preziose vere!! 
Dal valore inestimabili, grosse come noci e probabilmente munite di controindicazioni che avvertono la portatrice che un uso prolungato delle stesse potrebbe arrecare danni permanenti alla colonna vertebrale! 

Ecco quindi come siamo ridotti. 
Questa è l'umanità tanto diversa, per fortuna, tanto disuguale, tanto misteriosa e soprattutto sofferente di disparità enormi ed abnormi.
D'accordo, i principi, i re, i presidenti, i nobili sono sempre esistiti ed hanno sempre, da quando l'uomo si è reso conto di poter ingurgitare ricchezze, prodotto scandali di sopravvivenza. 
Questo non vuol però dire che la Ragione, il Pensiero, il Progresso e la Coscienza non debbano infondere nelle menti e nei cuori la necessaria forza in grado di livellare l'Esistenza. 
Non si possono accettare come totem invalicabili incongruenze come questa, ove uomini e donne non sanno come spandere ricchezze e nel contempo molti, moltissimi, continuino a morire di fame. 
Ahh! Ecco il solito discorso qualunquistico! 
Ahh! Siamo alle solite!! 
Invidioso!!!
Sento già commenti di questo genere. 
Si, in effetti è una storia vecchia come il mondo! 
Si, non sto facendo nulla per ribaltare la situazione!
Si, sono un qualunquista! 

Ma la forza di spropositi come questo, sta proprio lì: la naturalezza, l'ineffabilità degli eventi, lo svolgersi di una vita di casta preordinata nei secoli che dalla sua immutabilità acquisisce forza per continuare, propagandosi come gangli dentro le coscienze del popolino. 

Serve un freno, un movimento rivoluzionario, una voglia di eguaglianza. 
Respiriamo tutti da polmoni uguali, abbiamo gli stessi occhi, nari, lingue. Siamo sul pianeta con gli stessi diritti naturali. 
Soffriamo e moriremo. 

E allora perché cazzo mi deve andare bene che uno abbia 257 bagni a disposizione e gioielli da tirar fuori dalla finestra per ingannare il tempo? 

Vamos Companeros! 
Vamos! 


Genova per lui


Se oggi passate da Genova, fermatevi a guardare per un attimo il cielo. Vedrete alzarsi e librare una miriade di palle fosforescenti, lanciate da chi per copione, interpreta da svariati mesi la figura dell'Ottimista per eccellenza: scende infatti sul capoluogo ligure il nostro Presidente del Consiglio nel giorno in cui partono i lavori per la messa in sicurezza del torrente Bisagno, descritto come micidiale e pericoloso in realtà desideroso soltanto di occupare il suo letto naturale, strappatogli da bruti e scellerati amministratori che in nome del cemento hanno edificato ove solo un coglione d.o.c. avrebbe potuto pensare di farlo.
Arriva preceduto da una lettera scritta a Genova e pubblicata sul Secolo di oggi in cui tra l'altro scrive che

"Da loro, dagli angeli del fango - che ho imparato a conoscere quando ero scout, andando a dare una mano in Umbria o a Pietrasanta, e ascoltando i racconti di Firenze, dell'Arno  - possiamo e dobbiamo soltanto imparare. Da quella determinazione, da quel sacrificio, da quel dono di sé senza attendersi niente in cambio, se non il rispetto e la riconoscenza."

"A Genova oggi proviamo a dare senso a questa lunga attesa, alla pazienza di chi, guardando le nuvole in cielo, le guarda come una minaccia, una maledizione. Le nuvole che "ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo", come cantava De Andrè.
Da oggi proviamo, invece, a restituire ai genovesi, coraggiosi e disincantati, delusi e generosi, quello sguardo alzato in alto, lassù, senza scuse, senza paura."


Commosso come dopo aver sbucciato quattro chili e mezzo di cipolle, pensando solo un attimo al fatto che chi parla rappresenti la parte politica che per decenni ha fatto finta di nulla sul tema, incurante del fatto che nel frattempo in altri luoghi crollino soffitti di scuole appena rifatti, viadotti di strade appena terminati, manti stradali di nuove opere, auspico a tutti i genovesi una giornata serena, memorabile ed a sera un pensierino rivolto al fatto che nello stretto pertugio il sigaro acceso non fa poi neanche così tanto male come si narra.