lunedì 9 marzo 2015

Tessoro



L'esercito di Gollum che sta spasimando per trovare degno nascondiglio al proprio "tessoro" rende atipica questa domenica di marzo.
Ora che alla Svizzera, Monaco e Liechtenstain si sia aggiunto la Città del Vaticano, fa aumentare vertiginosamente l'ansia in questi poveri ricchi preoccupati di evitare il fisco pur continuando a camminare accanto a noi tra viali illuminati, in parchi curati e su strade asfaltate. 
I Gollum sbavano dannatamente consultando altri lidi canaglia ove poter deporre i frutti dei loro misfatti. 
Resta un mistero come la stragrande maggioranza degli europei abbia potuto accettare silenziosamente tale sopruso, restando prona e supina davanti a codesto eclatante ratto. 
Tanto più pazzesco è stato aver acclarato che tra le nazioni bande bassotti vi fosse anche il luogo deputato ad essere chiamato Santo, perché accogliente il Vicario di Cristo in terra, i suppose. 
Ultimo consiglio quelli di alzare il volume della musica per non sentire i rombi di bolidi ipertecnologici dei tanti Gollum alla ricerca di un rifugio per il proprio effimero tessssorrro!

sabato 7 marzo 2015

venerdì 6 marzo 2015

Differenze


"La Grande Politica è quella delle risoluzioni audaci"
(Camillo Benso Conte di Cavour)

"Nessuno si può illudere di potere impedire che le classi popolari conquistino la loro parte di influenza economica e di influenza politica." 
(Giovanni Giolitti )

"La patonza deve girare"
(Silvio Berlusconi al telefono con tal Gianpaolo Tarantini che ai due sopra elencati Presidenti del Consiglio non avrebbe avuto possibilità neanche di pulire i merdarelli dei bagni)

Samba!


Gli anziani di Cesano Boscone fotografati oggi nell'ultima giornata di servizi sociali del Condannato.


mercoledì 4 marzo 2015

Driinn!!!


Torpore, torpore, torpore!
Sentimento fuoriuscente da stato d'animo particolare, dettato da età e da altro.
E' ora di cambiare! 
A volte guardo l'eta anagrafica e non realizzo ancora che... il tempo passa! Cavolo, se passa. 
Talenti sprecati, occasioni rifiutate, insabbiatura di problematiche sempre attiva. 
Gran spreco, mi dico in questi giorni. 
Faccio i conti con il ticchettio dell'orologio: tra sette natali avrò sessant'anni. 
Desolato ed intorpidito mi guardo indietro, alla faccia di chi consiglia, intascando denari, ad andare avanti.
No! 
Voglio avere il coraggio di voltarmi indietro! 
Scorro con la memoria e affiorano come fiori in un lago memorie oramai scolorite: le corse in allegria, il pallone, le scampagnate, il solleone, il profumo del banco di scuola, gli intarsi sulla sua fòrmica verde, la campanella, i diari, le penne sempre mangiate, il fiocco azzurro elementare, le feste viste come un diritto acquisito, la prima messa servita da chierichetto con lo sfavillio delle candele, la gara per fare le ampolline o il piattino, la linea Maginot che correva lungo la verticale di centro della Chiesa e che potevamo oltrepassare solo mediante il lasciapassare di una perfetta e spettacolare genuflessione. 
Le prime confessioni, la paura di masticare l'Ostia per non arrecare dolore a Gesù, l'odore dell'incenso, le veglie trascorse nascosti a dormire in sacrestia, l'uscita dalla Chiesa per far festa con gli altri, i campi estivi a La Verna con l'ansia di non buscare un malanno nei giorni precedenti, il ritorno a casa trasformato in fra' Masseo e il denigro della vita normale, i cinema domenicali con il gelato annesso, il profumo della primavera nei prati della microscopica collinetta ora trasformata in parcheggio, il mese in campagna tanto vicino ora quanto parea dall'altra parte della Luna allora, i giochi con le biglie nelle vie cittadine allora intonse da tanti guai di oggi, le prime uscite alla sera per partite in notturna, le bevute di coca-cola a garganella post disfida, i sogni nel cassetto mai realizzati ed ancora presenti, gli occhi magnetizzati dai primi sguardi femminili, i grandi di allora che ora sarebbero piccoli, i dileggi e le torture innervosenti recati ad amici trasformati in santi in pazienza, le rincorse per abbracciare il mare, la solitudine scapestrata di momenti lontani da lontananza, le dormite colossali placide del bimbo nel marsupio di casa, la scoperta della giovinezza rovinata dall'apatia della vecchiaia, il sole che baciava i giorni sereni della serenità, la timidezza che ha bloccato troppe occasioni, il meglio che è già passato, il dissipare continuo di vita preferendo la glaciazione, gli sbagli tanto numerosi da essere multipli dei grani del lido, l'inafferrabile maturità mai raggiunta, il soliloquio con l'ingombrante altro inquilino in me stesso, sempre contestante, criticante e mai appagato. 
Tutto ha influito nel generare questo torpore. 
Torpore. 
Mi devo necessariamente svegliare. 
E scacciare ansie e paure oramai senili.
Driiiinnn!!!