domenica 9 febbraio 2014

Neo artista


E' sempre stato il mio sogno quello di diventare artista moderno. 
Entrano in ballo una serie di fattori che elencarli ingolferebbe la rete. 
Non ho basi culturali, ascolto chiunque abbia un'idea, anche cazzosa, ma resto convinto che in giro vi sia un'enorme schiera di Babbani Epuloni, una specie mai in estinzione che lucrano su tutto e tutti per poi sperperare risorse in quelle che apparentemente  sembrano Supercazzole Artistiche.

Sono andato spesso in musei di arte moderna sparsi in Europa, (quasi mai al Camec di La Spezia per via della fobia di rimanervi dentro come opera di un non meglio precisato artista cittadino con il relativo cartellino appiccicato sulle gonadi, vista l'affluenza "desertica" annuale di questo Museo) e tutte le volte davanti ad una opera, come ad quella ad Amsterdam di una serie di pacchi di giornali lasciati per terra in ordine sparso, mi viene voglia di mettermi in proprio, con ad esempio una raccolta di barattolini di yogurt vuoti lanciati alla "cazzoecampana" in una stanza vuota con attorno fustini Dixan, di cui alcuni bucati e delle bende pioventi dal soffitto a mo' di scena di Hannibal prigioniero dentro la cella posta al centro della stanza prima di scappare camuffato in poliziotto ferito (come avrà fatto a cambiarsi in fretta e furia, resta un mistero) il tutto con sottofondo di Born to Run sparato a mille.

Per poi aspettare il Babbano di turno, meravigliandomi del fatto che non conosca lo "Sciamanna" che ha esposto a Edimburgo presso Miss Yellostone, a Praga davanti al Castello e poi in casa dei duca conti di Cortina per una personale molto apprezzata anche dalla servitù dei Celestiali.

"Come dice signore? Non conosce? Ma come?  L'opera "Disordine bendante" dello Sciamanna qui esposta raffigura l'attonita attesa della Parusia, esplicitata dal detersivo sfuggente dai fustini. E il barattoli di yogurt? Non avverte, lo strazio della dipartita, lo stordimento post attacco bellico, il frusciare delle carrozze di Re Sole, il rincorrere la preda di Capitan Achab? Quanto costa? Credo che non si possa scendere sotto i 70 mila per via delle bende che scendono e che per riposizionare nella stanza dell'acquirente, necessitano di controlli laser di posizionamento tramite telecontrollo. 
La compra? Bene. Domani verrà personalmente l'artista a posizionargliela. Sa, con i tempi che corrono non si fida di nessuno. Sposti un barattolino e l'arte svanisce come la gnocca a Porto Cervo in novembre!".

Tutto questo per ridere di una notizia che ritengo f a v o l o s a !!
Al Museo d'Arte di Ravenna un foro in un muro è stato stuccato da un muratore. Come che c'entra! 
Era un dipinto di Eron, al secolo Davide Salvadei! Parete ed al centro il disegno del foro fatto dal chiodo! L'artista non si è scomposto: "Stuccandolo, in un certo senso mi ha aiutato a completare l'opera".
Number One!
Corro a prendere una trentina di yogurt, non si sa mai!
Poi li svuoto, mangiandoli tutti!
Hummmmm!

Caspita! Visto che mangio tutto questo yogurt allora posso mettere in cantiere anche un'altra opera : "Scagazzo notturno!"

Treno dei sogni

"Mi chiamo Ottazio Cimoni, detto il Pendente e son pisano". In effetti pendente è pendente, quasi fuori baricentro, secco, canuto. Si chiacchiera del più e del meno, il viaggio in treno non è lungo.

"Sa che io conosco uno famoso?" mi provoca l'Ottazio.

"Lo chiamavamo l'Immoto Ritardante. 
Pensi che cenava alla mattina con la cecina comprata dal Montino la sera precedente! E poi era un maestro dei giochi che si facevano in Piazza dei Miracoli. 
Non aveva rivali alle "Belle Statuine". Maremma maiala! Una volta lo hanno portato via quelli del comune, credendolo una statua vera! Un'altra i piccioni lo hanno sporcato ovunque! Dio bonino che artista! A furia di rimandare festeggiava il Natale a luglio!".

Ottazio, non andar oltre. Il Letta lo conosciamo tutti, oramai. E' sempre il migliore a giocare. Adesso lo sta portando via il Grullo. Maremma maiala! Anche il fiorentino sa giocar bene! A chi la spara più grossa! Un campione!

E non è un gioco!

Monitoratori Ricaricanti


sabato 8 febbraio 2014

Sabato umoristico


Due vignette.

La prima di Vauro apparsa sul Fatto di questa mattina.

Inarrivabile!



La seconda, nostrale sull'ennesimo fattaccio che pare coinvolga il neo padre costituente per volontà del Grullo, Denis Verdini


Buon week end!

venerdì 7 febbraio 2014

Vidi, sbigottii e mi incazzai!


A vedere le immagini del video che circola su Facebook della ragazza che picchia una coetanea per futili motivi tra l'indifferenza generale del branco divertito, c'è da rimanere allibiti nonché arrabbiati oltre misura.

Hai voglia di scomodare i soloni a pagamento che, per referenza al video, scomoderebbero la psicoanalisi, i tempi che cambiano, le leggi del branco, i giovani che si sperdono in questo mondo di merda, il degrado culturale nonché i vari "Mariodefilippi" e tutti quegli spettacoli insulsi sparati a valanga in etere da tutte le Tv commerciali (di chi ancora sono?) che hanno rimbambito, forse ad arte e scientificamente, i virgulti già spossati ed insofferenti alla bellezza della vita e alla sua normalità!

Già!

I giovani. 
Tutti lo siamo stati, tutti chi più chi meno abbiamo fatto parte del branco, delle sue regole, delle sue abitudini, in uno specifico contesto sociale, ambientale, risorse economiche, passioni, desideri, attività culturali, voglia di ricercare e soprattutto arte del divertimento. 

Non conosco Bollate, ove è avvenuto il pestaggio, ma noto dietro le spalle delle attrici palazzoni che potrebbero far pensare ad una scuola o a dei quartieri dormitori. Quello che è evidente è il senso di divertimento che aleggia tra gli spettatori adolescenti e la loro staticità. 
La poveretta che prende pugni e calci in testa è punita per una questione di cuore, di rivalità tra bestemmie e grida da giungla. S'avverte un senso di noia infinita, di sbadigli eterni rotti dal pestaggio, novità del pomeriggi plumbeo.

Ecco a mio parere il nocciolo: il divertimento di gruppo.

La scala a chiocciola che porta alla novità, ingrediente essenziale per passare ore allegre tra amici, pare sempre più inaccessibile, più dura a salire. Il motivo è che la soglia soprattutto nei giovani, si è alzata paurosamente, tagliata alla base dall'avere tutto e subito, play station e simili oggetti di culto, cellulari all'ultimo grido, tutto tritato dall'esibizionismo e dall'edonismo imperante, delitto trasmesso via etere da coloro che esistono per arricchire chi sappiamo. 
Se manca l'arte del godere degli altri, manca il sale ed il sapore della vita. Nel branco di oggi si vive per passare il tempo, per sconfiggere il deserto che obnubila mente e soprattutto cuore; gli altri sono essenzialmente comparse e tutti si ritengono attori principali. 
Non insegno nulla, non sono il maestro, non mi ritengo migliore. Osservo. 
Osservo lo spreco del tempo libero, mi duole vedere adolescenti che soffrono di essere tali, piango immaginando il rimorso che si scatenerà dentro di loro allor quando guarderanno l'orologio in ufficio o in un altro posto di lavoro, ammesso che possano averne uno, scandendo i minuti mancanti alla liberazione per poter vivere la propria esistenza. 

Sono certo che il ridimensionamento degli obiettivi, dei porti da visitare nei meriggi invernali sia la strada per gustare i forti sapori che una partita a scala 40 ti concede od un Monopoli fatto in casa di qualcuno sicuramente elargisce.
E ci metterei anche pane e marmellata ed un sano chinotto! E i pantaloni corti d'estate. E nascondino. E la piazza per la partita di pallone. E le gite in montagna. E l'allenamento. E un bel commento ad un libro letto in contemporanea, all'ombra di una birretta mangiando lupini. 
Forse sono troppo avanti, o forse...troppo indietro. 
Non mi resta che chiedere scusa a nome di tutti a quella povera ragazzina pestata nell'indifferenza generale da un terminator di chissà a quale galassia appartenente.


Via!


Il Ponte sullo Stretto, sogno dell'amico Puttaniere, si realizza questa sera nella mente dell'altro insano compare (per di più anche assassino ceceno) con la cerimonia di apertura delle Putiniadi invernali che il mastodontico egocentrismo del ribaldo ha voluto realizzare a Sochi, città vicino al mare con tonnellate di neve stipate in enormi hangar (giuro che è la verità) al fine di sfidare natura e divinità per rimanere nella storia, fatto già certo e realizzato, al pari del fratello italico condannato, non per meriti bensì per ignobili vestigia.

Progetti pulenti