lunedì 25 febbraio 2013

L'Attesa


Come vivranno questa Attesa dei risultati elettorali, i boiardi di questo famelico stato? 

Sanno che se i numeri non saranno consoni alle aspettative, la loro vita può cambiare.

In peggio.

Alcuni di loro stanno vivendo alle nostre spalle da lustri. 
Promesse ad ogni consultazione, legislature vissute per i loro affari, accordi e consociativismo, debito pubblico alle stelle, soldi e favori alle loro lobbies, accordi con strutture che invece di difendere i più deboli, stringono accordi per il bene comune, il loro.

Come trascorreranno quest'attesa Casini, Fini, Verdini, Formigoni, Franceschini, Bindi, Finocchiaro?

Alcuni di loro pregheranno, non si sa chi; forse qualche divinità dedita alla protezione di individui subdoli della loro statura morale infima.

Il popolo è alla fame, non può ancora concedere loro i privilegi che gli hanno permesso di accumulare tesori e potere per lunghi anni.  

Speriamo che tutto si evolva, che tutto cambi, che tutto crolli. 

E che questi personaggi si perdano nel buio dell'oblio, sconfortati dalla nostra gioia di non vederli più, mai più!

sabato 23 febbraio 2013

Il Segreto dell'urna


No, non lo voto! 

Non lo posso votare! 

Quando sarò nel segreto dell'urna saranno queste le voci che mi assaliranno?

Posso votare un comico e per di più antidemocratico? 

Sulla carta e dentro l'animo, no! 

E allora? 

Allora mi guardo intorno. Per me che sono stato sempre di sinistra, che soffro nel cuore la mancanza della sinistra, il segreto dell'urna sarà un Evento terribile. 
Davanti a me le voci dei miei avi, la loro indefessa religione rossa, che mi ha sempre portato a credere che le idee di sinistra fossero le migliori. 
E lo sono.
Ma gli uomini di sinistra, no! 
Un patrimonio dilapidato in tutti questi anni. 
Un'infame cultura di morte dei valori ha viaggiato con tutti questi signori del finto, simulacri di una finta opposizione, macello di libertà.
Tapparsi il naso? 
Forse.
Ma vedo un servizio, girato in Calabria: vedo la prossima e per l'ennesima volta deputata Rosy Bindi, spocchiosa come non mai, che non risponde alle domande lecite di un cronista.
Vedo Bersani triste come non mai, chiuso dentro ad un teatro, concludere una campagna elettorale di svolta, verso il baratro della fine indecorosa di una lobby appartenente a vecchie glorie di uomini loschi mascherati da pseudo uomini di sinistra. 

Vedo attorno a me il ruggito divenuto belato di un'opposizione che per venti anni ha vissuto la più malefica forma di bestialità democratica mai perpetrata sul nostro suolo: il consociativismo. 

Hanno convissuto con il Malefico Puttaniere, non lo hanno mai contrastato veramente, belavano in Parlamento leggendo un copione asfittico di una mera, bieca e soprattutto falsa opposizione. 

Si sono fatti comprare, si sono fatti dileggiare, hanno voluto ergersi a uomini di potere economico e si sono venduti la propria onestà intellettuale, il ricordo dell'Ultimo uomo di sinistra italiano Enrico Berlinguer, trasformando il partito in un'azienda dal fatturato annuo enorme e soprattutto figlio delle nostre spalle. 

E tutta questa ragnatela di ignobile farsa si è estesa da Roma alla periferia, in tutte le giunte che si sono lavate per anni la bocca dentro la parola sinistra. 

Nella mia città è da sempre risaputo che l'azienda che vende acqua  sia diventata il centro di reclutamento per coloro che dopo una vita trascorsa a raccontare favole, una volta persa la poltrona, vengono fatti accomodare con stipendi decorosissimi a temperare le punte alle matite.

Ed è proprio di questi giorni la notizia che il buco creatosi per questo uso illegittimo del potere, stia per far crollare tutto e di come questi topi di fogna stiano proponendo rimedi di alta finanza facendola pagare naturalmente ai lavoratori!

Nella mia città alle ultime elezioni, come raccontato in una serie di blog, il Consociativismo Eterno che regna nel golfo ha creato una situazione comica: il candidato donna dell'opposizione tale Chiarandini, faceva tenerezza tanto era scontata la sua sconfitta. 

Ma gli accordi sono accordi. 

Nel piccolo, come nel grande. 

E questa sinistra si è accordata tacitamente con il Nano per vent'anni, spartendosi le nostre ricchezze, mangiandosele, portandoci alla situazione attuale. 

Per questo nel segreto dell'urna mi porrò la Domanda.

E mi risponderò.

Meglio sei mesi di ingovernabilità, di caos ma soprattutto .... di pulizia!!!!

Giuseppe Grillo da Genova, di professione comico!

Hai il mio voto!

giovedì 14 febbraio 2013

Memento





Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Ieri nel mercoledì delle Ceneri, questa frase ci ha indotto a pensare che alla fine, come sempre, passerà la scena di questo mondo, del nostro mondo personale, del nostro ego immenso, della nostra incuranza alle grida dei fratelli in difficoltà. Ricordami sempre che tornerò polvere, della mia nullità, del mio effimero, del mio vagabondare nel mondo facendo finta che nulla cambierà, che tutto resterà immoto ed immobile.

Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Ed invece c'è chi corre ancora sulle scale scivolose del proprio appagamento personale: corrono i Signori Cardinali, corrono per cercare di non voler sentire quello che il Dimissionario ieri ha detto loro: "Divisioni deturpano la Chiesa".

Ah!!!! 

Era necessario che il Vicario di Cristo scrollasse la propria divinità, che evidenziasse la funzione per dirsi e dirci che nulla è importante nella Fede se non la Fede stessa.
Devo essere sincero: questo Papa non mi è mai stato simpatico, l'ho sempre visto volare alto, a volte sono arrivato a contestarlo come nella vicenda dei seguaci del vescovo Lefebvre. 
Ma da quando ha annunciato le proprie Dimissioni, ho capito che sarà uno enorme spartiacque tra il Cavillo Curiale e il Discorso della Montagna, tra le disfide interne per accaparrarsi le calze paonazze e il sale della terra, tra gli intrighi che nemmeno Dan Brown è riuscito ad immaginare ed il Sudario ripiegato. 

Non è un caso che le Dimissioni siano state annunciate alla vigilia del Mercoledì delle Ceneri! 

Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Un fiume di cenere è entrato dove la porpora regna sovrana! 

Il Segno del Papa che lascia provoca un terremoto inaudito dentro le Sacre Mura! 
Corrono, si affrettano i componenti il Sacro Collegio. Sanno che il momento è Unico, il richiamo divino! Corrono per tessere e tramare, per delineare accordi, per capire ancora una volta se dentro la Cappella Sistina sarà l'umanità a prevalere oppure il Soffio divino dello Spirito a suggerire l'uomo che dovrà svoltare, convertire, raddrizzare la via stretta della Chiesa. 

Le Dimissioni oltre ad annunciare al mondo l'umanità del papato, hanno un enorme effetto sulla Curia Romana: azzerano tutte le cariche. Tornano vuoti i dicasteri zeppi di intrighi e dicerie. 
Il Camerlengo si occuperà di gestire la Sede Vacante.

Già!

E chi è il Camerlengo? 
Lui, da sempre nostro obbiettivo primario, dovuto alla sensazione strana del trovarlo sempre vicino o dentro situazioni imbarazzanti: Tarcisio Bertone, potentissimo Cardinale Segretario di Stato, apparentemente allergico alla cenere. 

Chiedo scusa per questo giudizio. So che non dobbiamo giudicare, ma lo vedo correre come non mai in questi giorni. 

Il motivo?

Prima che il Dimissionario renda efficaci le proprie dimissioni e conseguentemente le cariche si azzerino, il Cardinal Bertone annuncerà il nuovo Presidente dello IOR che sta alla cenere come io al nuoto sincronizzato! 
Lo vuole nominare lui, prima che non lo possa più fare, forse per bontà, per zelo..... ma forse perché essendo molto probabilmente straniero e anche (forse) americano, il nostro porporato vuole giocarsi la carta dei voti del conclave, per due motivi: essere l'ago della bilancia e come alle riunioni di condominio portare tante deleghe, oppure.... e Dio ce ne scampi.... aspirare al Soglio!!! Brrrrr! Meglio  non pensarci!!

Ecco quindi la corsa più strana, squallida, spiritualmente inspiegabile all'interno di quelle mura! 
Mammona che cerca di imporsi prima che tutto ritorni cenere, che tutto ritorni in una sfera spirituale, dal sapore antico. 

Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Ma se si tratta di IOR, allora forse fate bene a far finta di nulla, come sempre!