mercoledì 6 febbraio 2013

Sarzana, Italia


Mette allegria macabra leggere le notizie su Sarzana pubblicate oggi dal Secolo XIX.

Trent'anni fa iniziò la costruzione dell'Ospedale nuovo che doveva in breve diventare un centro di cura per tutta la zona. Quando fu inaugurato ci si accorse di averlo costruito troppo grande per il bacino di utenza. A quel tempo si credeva che Sarzana dovesse sopravanzare La Spezia come  importanza e c'era anche chi ipotizzava che questo ospedale potesse servire sia al capoluogo che ala stessa cittadina sarzanese.

Dopo un paio d'anni dalla sua inaugurazione, venne ridimensionato, accogliendo dentro la struttura il Don Gnocchi, famoso centro di riabilitazione.

Adesso si scopre dai giornali che, causa la forte richiesta di ricoveri dovuta all'epidemia influenzale, non vi sono più posti letto disponibili ed alcuni degenti sono stati fatti accomodare... in poltrona!!!!

Mai un'inchiesta fu fatta sulla costruzione di questa mastodontica struttura.

Silenzi rossi in tutta la vallata.

Chi era sindaco a quei tempi è ancora sulla cresta dell'onda,  anzi vi è un famoso personaggio che lasciato il parlamento si è "tuffato" letteralmente nel mare spezzino!!

E sta cementando tutto per farne un sempre più enorme porto con migliaia di containers! 

A questo signore chiediamo .. invece di pensare al waterfront di fare un bel dietrofront... e di sparire nelle nebbie del rosso non più candido!

lunedì 28 gennaio 2013

Normalità



Film e realtà, scorrere del tempo e disillusioni, ma soprattutto normalità.

Normalità.

Ciò che è strano, profondamente sbagliato se non combattuto diventa normalità e di conseguenza giusto.

Sentite cosa mi è successo: sembra un film a volte la vita: vai a Parma in stazione stai per salire sul treno che ti porta a casa ed i tuoi occhi ne incrociano altri due. 
In questi casi non conta cosa vi sia attorno ai bulbi oculari. 

Non ti vedi da trent’anni? 
Lo sguardo va oltre l’esteriorità. 

Vedo una persona, ne assaporo lo sguardo, il cervello consulta l’archivio e sentenzia: “questo lo conosci”.

Già.

Ma lui mi riconoscerà?  
Lui è seduto al finestrino del treno in attesa di partire. Mi guarda. L’attimo che precede un sorriso è eterno. 
Salgo e ci abbracciamo.

“Come stai? E’ una vita che non ci vediamo! “

Lui, che non chiamerò per nome per non farlo riconoscere, mi snocciola una serie di date, di momenti, di ricordi. 

Lo guardo meglio, occupando il posto difronte a lui.

E’ molto cambiato.

Impomatato, vestito molto elegante è agli antipodi dal ricordo che avevo di lui.
Valigia in pelle, cravatta cose che un tempo detestava.
Mi dice di essere diventato un pezzo grosso di un’azienda famosa che non citerò, perché rispetto la sua privacy.

Il treno parte.

Mi dice di abitare a Milano, in centro, di frequentare il top dei ritrovi meneghini, di essere celibe ma di aver avuto un sacco di donne.

Lo lascio parlare ed intanto lo osservo.

Sembra non essere più lui.

Parla senza freni, mi ricorda persone e personaggi già andati in sopralluogo oltre la vita.

Mi chiede di me. 

Gli parlo di me. 

Liquido tutto in pochissimi metri di rotaia, forse perché non ho paura della normalità.

Ma adesso arriva il bello. Mi dice “dobbiamo festeggiare l’incontro! Offro io!”.
In treno, su un regionale, che tirerà fuori? Una bottiglia?

No, tira fuori una cosuccia dorata, di quelle che servono per portarsi dietro le medicine.

“La festa è festa se c’è la bamba!” sentenzia.

La bamba?

Cazzo, ma non sarà mica che… si è proprio "lei" oramai entrata nella normalità! Il mondo non gira più senza di lei, dicono i suoi adepti. 

Cazzo! Cocaina!

“Fermati amico! Non ne faccio uso, ne ora ne mai!” sono le mie parole!

Mi guarda con lo stesso sguardo che aveva la mamma del piccolo, quando togliendo le coperte scopre E.T. nel film di Spielberg.
“Come non la usi?” mi domanda meravigliato e stupito che riesca a viverne senza.

“Si, mai usata! Ma di che ti meravigli, scusa!”

Lo stupore è anche mio. 
Passo per anormale, sono uno strano agli occhi suoi. Io che almeno in questo sono normale, passo da diverso.

E allora mi incazzo.

“E’ inutile che mi guardi con quella faccia stranita. Guarda che qui tra i due il diverso sei tu! E vaffanculo se non lo capisci! Prendi merda per cercare di stare nel tuo mondo di merda, popolato da merde che vorrebbero farci credere di essere nel giusto! Vaffanculo!”.

Finisce così questo incontro. 
Non ne voglio uscire da eroe, perché ognuno ha i propri peccati, le cadute, gli errori.

Non sono meglio di nessuno. 
Scrivo questo solo per proteggere la normalità da tentativi maldestri, che a volte riescono, e che la fanno apparire in modo sbagliato, quasi anomalia.

Il resto del viaggio lo faccio da solo, in un altro scompartimento. 

Spero che quel signore, nell’atto di assumere altra merda, rifletta sul fatto che forse non sta facendo una cosa normale. 

venerdì 25 gennaio 2013

Volareee!! i - oò! i - oò !


Mi chiedo perché oltre all'enorme danno che ci arrecano, ci facciano passare anche da coglioni!

D'Alema che dice che loro con le fondazioni non c'entrano nulla o Bersani che fa il distinguo tra banca e partito equivale a credere che, quello che ritengono essere il loro popolino silente e prono, stia a fissare il cielo in attesa dell'asino volante.

Come mai, ad esempio, questi signori della politica di tutti i colori, prediligono ossessivamente la poltrona della presidenza delle ASL, pozzi senza fine dei loro bagordi?

Perché sono in ansia per la nostra salute? Toh! Ecco un altro asino! Guarda come vola! Aveva ragione Fassino, che ha messo Chiamparino alla presidenza della banca torinese!

Fondazione Monte dei Paschi di Siena: 16 consiglieri eletti nella Deputazione Generale della fondazione.

Otto sono nominati dal Comune di Siena.
Cinque dalla Provincia.

Dunque a Siena quale è il colore del Comune? E la Provincia? Da tempo immemore è rosso.
Quindi la maggioranza della Fondazione MPS da chi è diretta, da chi è controllata, gestita? Chissà...

E quei due bischeri continuano a fischiettare e ad alzare gli occhi invitandoci a distogliere lo sguardo su queste banalità (per loro) dicendoci "toh! Eccone un altro! Guarda che ali! Come raglia!"

Posso anche guardare il cielo e credere agli asini, cari compagnidistàminchia, ma la voglia di mandarvi in culo per aver rovinato tutto è enorme! 

E se per caso indossate un paio di ali, forse davvero potremmo vedere due asini in cielo!

giovedì 24 gennaio 2013

Anagramma



Ecco un anagramma atipico per fotografare lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena!

Pronti? 


E' un po' forzato ma rende l'idea! 


Nasce dal pensiero che quei cognomi... hanno rovinato una città bellissima, parafrasando un detto molto popolare...

Eccolo!





Ci siete arrivati?




Allora vi dico chi sono i tre personaggi nella prima fila delle foto:

Alessandro Profumo attuale presidente del Monte dei Paschi di Siena.

Corrado Passera: ministro ed ex banchiere

Giuseppe Mussari: dimissionario Presidente ABI (Associazione Banche Italiane) ed ex Presidente del Monte dei Paschi di Siena.


Facile no? Ecco la soluzione

IL PROFUMO DI PASSERA E DI MUSSARI
HANNO RIDOTTO SIENA IN CENERI (licenza poetica)

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