venerdì 6 settembre 2024

L'INTERVISTA!!!!

 

Sono esattamente le ore 5:45 dell'8 settembre 2024

Vorrei sapere quale altro blog cura così i proprio lettori.... questa infatti è l'intervista pubblicata oggi da La Stampa alla signora Boccia.

Altro che scoop! Gustatevela e fatevene un'opinione.. pensando con tenerezza a quell'ometto!


Maria Rosaria Boccia
"Sangiuliano è sotto ricatto noi insieme anche ai concerti pagava sempre il ministero Sessismo contro di me"

di Federico Monga


Dottoressa Maria Rosaria Boccia qual è la sua professione?

«Imprenditrice da 20 anni nel settore del wedding».

Lei però ormai è nota a tutti come organizzatrice di eventi ed esperta di comunicazione. Ha avuto altri incarichi nel pubblico?
«In Parlamento sono state ideatrice di due intergruppi».
Come si è avvicinata al Parlamento e alla politica?

«Mi sono avvicinata per una vicenda personale. Sentivo il bisogno di divulgare agli italiani i benefici della dieta mediterranea e della corretta alimentazione».

In che settori è specializzata?

«Moda e comunicazione in generale».

Come vi siete conosciuti e quando con il ministro della Cultura Gennaro San Giuliano?

«Ci siamo conosciuti nell'agosto del 2023 a Pompei alla presentazione della candidatura della cucina italiana patrimonio dell'Unesco, attraverso conoscenze comuni».

Il ministro sostiene di averla conosciuta nel maggio di quest'anno.

«Da maggio di quest'anno ci siamo frequentati lavorativamente molto più spesso».

Dove siete stati con il ministro in questo periodo?

«Il ministro è venuto più di cinque volte a Pompei. Poi siamo stati ad Ercolano, a Polignano a Mare, a Riva Ligure, a Taormina, a Sanremo e a Milano all'Accademia di Brera».

Lei che ruolo aveva durante questi viaggi con il ministro?

«Consigliere grande eventi».

Le date in questa storia sono importanti. Il famoso contratto sarebbe dovuto entrare in vigore da inizio agosto però.

«Sì, ma il ministro mi ha detto che questi viaggi mi servivano per conoscere la realtà del ministero in attesa che venisse formalizzata la nomina».

Il ministro ha mostrato le ricevute bancarie di pagamento per i suoi viaggi e i suoi hotel. Lo sapeva che pagava per lei?

«Io ho sempre saputo che le trasferte venivano pagate dal ministero».

Come lo dimostra?

«Io comunicavo solo ed esclusivamente, anche per le trasferte, con il capo segreteria».

Veniamo al 3 giugno di quest'anno. Qual era il motivo del sopralluogo? Il ministro sostiene che non era il G7 della Cultura.

«Il ministro era stato invitato più volte dal direttore del Parco per verificare nuove scoperte ma non aveva mai accolto l'invito. Poi è venuto in visita privata a Pompei e, dopo aver pranzato, siamo andati agli Scavi e abbiamo fatto anche il sopralluogo per il G7, come certifica la mail pubblicata da Dagospia, inviata dal direttore del parco anche a me. Zurchtrieghel in tal senso è stato sollecitato più volte da Sangiuliano».

In questa mail del 5 giugno sono contenute informazioni riservate?

«Sì, erano contenuti il percorso principale, i due percorsi alternativi per i ministri che partecipano al G7 e il dettaglio dell'organizzazione».

Chi le ha detto che poteva diventare consulente del G7?

«Il ministro».

Il ministro dice che il contratto non è stato controfirmato?

«Io ho visto il decreto firmato dal ministro e io personalmente ho firmato il mio contratto che è stato controfirmato dal capo di gabinetto in presenza del ministro».

Perché secondo lei questo contratto non è andato a buon fine?

«Questo lo deve chiedere sempre al ministro perché l'istituzione è lui».

La consulenza per il G7 era gratuita?

«Certo».

Come la presentava il ministro nelle vostre missioni?

«Consigliera grandi eventi».

Al ministero con chi si relazionava?

«Col ministro, con il capo gabinetto e con alcuni dipendenti».

Ha le prove?

«Certo, ho documenti che certificano la mia presenza».

Ha avuto accesso a informazioni riservate?

«Io ho avuto accesso semplicemente a tutta l'organizzazione del G7».

Non solo catering e concerti?

«Io coordino gli eventi».

Mercoledì sera il ministro in televisione ha detto che avete avuto una relazione privata. Voleva dire una relazione sentimentale?

«Anche questo dovrebbe chiarirlo lui. C'è stata molta confusione fin dall'inizio nella comunicazione di questa sfera».

Nell'intervista al Tg1, il ministro ha detto che al massimo possono esserci chat private come avviene tra persone che hanno una relazione personale. Lei conferma di aver conservato queste chat?

«Io confermo che il ministro è un po' confuso. Perché il giorno prima ha detto che nelle nostre chat potevano esserci solo delle foto carine, non compromettenti e qualche cuoricino o qualche emoticon carina. Ma un conto è dire quello che ha detto il giorno prima ovvero che ci sono delle chat blande, un altro è dire che ci sono delle chat con una persona con cui hai una relazione. Con una persona con la quale ho una relazione non mi scambio solo delle foto innocenti ed emoticon. Parliamo della nostra vita personale quotidiana. Semmai posso scambiarmi anche qualche messaggio più piccante».

Lo sa che pubblicare questi messaggi è un reato?

«A me questa cosa fa sorridere. Perché tutto quello che io faccio semplicemente per divulgare la verità è un reato, mentre tutte le omissioni e le verità distorte che dicono lui e i suoi collaboratori non sono un reato».

Quante volte è stata al ministero e con quale compito?

«Forse più di 20 volte sempre con il ruolo di consigliera».

Si è parlato anche di viaggi sull'auto di tutela del ministro. È
andata anche da sola?

«Sono sempre stata con il ministro anche in lunghe trasferte».

Il ministro sostiene solo passaggi alla stazione o all'aeroporto.

«Le volte che siamo stati agli Scavi di Pompei sono venuti a prendermi sotto casa e mi hanno riaccompagnato. Poi quando è venuto ad Ercolano, io avevo proposto di recarmi privatamente agli Scavi ma lui ha insistito per venirmi a prendere. Poi siamo andati a Polignano a Mare, a Riva Ligure, a Taormina».

Erano sempre missioni legate all'attività del ministro?

«No, abbiamo fatto anche trasferimenti personali. Siamo andati al concerto dei Coldplay, al concerto de Il Volo. Da Roma, siamo arrivati in macchina fino a Pompei. Siamo andati a eventi miei personali e privati, dove lui ha voluto presenziare. Un evento alla base dell'Aeronautica a Roma e un altro a Roma».

Come può documentare questi viaggi?

«Ci sono foto, video e chat con le persone che ci stavano aspettando. Ad esempio al concerto de Il Volo c'era il capo segreteria che ci attendeva con un amico».

Lei ha avuto contatti con deputati e senatori ben prima del ministro Sangiuliano, come dimostrano le foto sui suoi profili social.

«Sì, consulenze per gli intergruppi parlamentari».

Consulenze formalizzate?

«No, in questi casi non ci sono contratti. Io sono l'ideatrice degli intergruppi e il deputato accoglie la presidenza. Sempre a titolo gratuito».

Perché lavora tanto gratis?

«Per passione e perché ovviamente questi incarichi arricchiscono il curriculum».

Che effetto le ha fatto vedere il ministro della Cultura ieri sera in televisione?

«Mi ha fatto sorridere».

Sempre dai suoi social, fino ad ora unica fonte delle sue versioni. Lei ha scritto di essere rimasta molto indispettita dalla premier Giorgia Meloni perché su Rete4 l'ha definita "questa persona".

«Chi si richiama i valori dell'essere donna ha il diritto e il dovere di difendere la propria dignità come ha fatto l'altra persona (Meloni ndr) quando ha interrotto una relazione profonda tramite un post sui social, dopo che il compagno (Giambruno ndr) aveva violato un sentimento d'amore. Mi chiedo perché io vengo trattata con arroganza, additata senza nome e cognome. I comportamenti sessisti vanno sempre denunciati, come ha fatto lei anche utilizzando i social perché una donna deve proteggere la propria dignità indipendentemente dal ruolo che ricopre. Non si può rivendicare la dignità di una donna, offesa nei sentimenti, a fasi alterne. Inoltre non si può dirsi cristiani senza praticare il perdono. Io mi limito a difendermi da un comportamento sessista».

Alcuni politici di centrodestra sostengono che lei sia stata manovrata da qualcuno per tendere una trappola al ministro.

«Hanno molta fantasia».

Perché ha registrato tutto da un certo punto in poi?

«Perché il ministro mi ha detto una frase che mi ha colpito molto. Ha detto: "Io sono il ministro, io sono un uomo, io rappresento l'istituzione e in futuro nessuno crederà a tutto quello che tu dirai"».

Quando ha detto questa frase?

«A fine luglio».

Perché ha fatto quel filmato con gli occhiali in Parlamento?

«In quel momento la nostra frequentazione non era assidua ma era una semplice conoscenza. Come si può vedere dai miei profili social, avevo appena comprato quegli occhiali e volevo provarli. È tutto legale. Perché quando si inizia una registrazione si accendono dei led ai lati».

Però lei lo sa che per registrare in Parlamento bisogna essere autorizzati?

«E allora dobbiamo mandare sotto processo centinaia di italiani perché tutti quando vanno in Parlamento fanno foto e video con gli smartphone».

Con gli occhiali ha registrato anche riunioni al Ministero?

«Non ho mai utilizzato gli occhiali in presenza del ministro».

Mi racconta la cerimonia di Pompei e la chiave d'oro?

«Al ministro faceva piacere ricevere la chiave d'oro. Ma per lui era un percorso un po'complicato perché il sindaco di Pompei è del Pd. Quindi io ho curato questa intermediazione e in pochissimo tempo ho fatto sì che il ministro ricevesse la chiave».

Vale molto quella chiave.

«Il ministro ha saputo fin dall'inizio che non era una patacca».

Ma ha detto che è conservata al ministero ed è protocollata come tutti i regali.

«Ce la fa vedere il ministro questa chiave protocollata nelle stanze del ministero? » .

Lo chiederemo al ministro. Veniamo all'ultimo post. Lei denuncia:
"Mi chiamano ricattatrice ma i veri ricattatori stanno nei palazzi del potere". A chi si riferisce?

«Io ho ascoltato conversazioni e letto messaggi di persone che a mio avviso hanno ricattato il ministro».

Mi dica chi sono?

«Lo dovrebbe sempre dire lui. Posso dire che ci sono direttori di settimanali».

Il ministro quindi è sotto ricatto?

«Secondo me sì».

Ma sotto ricatto della politica?

«Questo dovreste sempre chiederlo a lui».

Lei ha altre registrazioni, altri audio, altri video?

«Io ho semplicemente dei documenti per certificare la verità di una donna che diversamente non sarebbe stata creduta».

Lei ha anche documenti riservati?

«Io ho i documenti che la segreteria e il gabinetto del ministro mi hanno fornito».

Mi dica se ci sono file che coinvolgono altri politici, ministri, la premier Meloni?

«Io ero a stretto contatto con il ministro. Quindi ho ascoltato telefonate e ho letto messaggi».

Lei non teme di aver commesso qualche reato?

«Assolutamente no. Forse il reato lo commette chi dice bugie. Io ho sempre e solo detto la verità».

Lei si sente tradita?

«Io mi sento tradita dalle persone a cui voglio bene. Sicuramente dal ministro Sangiuliano mi sento non rispettata».

Potrete riconciliarvi?

«Io sono sempre aperta alle persone per bene. Quindi se lui si pente delle bugie che ha detto e mi chiede scusa con gli stessi mezzi che ha usato per farmi passare per quella che non sono di certo lo perdono. Sono una persona cristiana che crede nei valori».

giovedì 5 settembre 2024

Disordinati di tutto il mondo!



Quando le vostre mogli, i vostri mariti, i fratelli, le sorelle blaterano sul vostro disordine, rilassatevi e siate gaudenti: questa foto mostra la scrivania di Albert Einstein poche ore dopo la sua dipartita…

Fiuuuuu!




Brioche




Differenze





Desolatamente

 

Boschi flop fugge via dai volontari dem e scappa dalle cucine
FESTA DELL’UNITÀ - L’ex ministra Iv attacca il “Fatto”, poi si allontana su consiglio dello staff
DI LORENZO GIARELLI
Campovolo, Reggio Emilia, 20 e 30. Tra la via Emilia e il West si concretizza la Caporetto boschiana. Lei, Maria Elena, ha appena passato due ore a dire che alla Festa nazionale dell’Unità si sente a casa, in mezzo a “tanti amici”, e che non bisogna seguire “la linea del Fatto e di Travaglio”. Strano, perché basta un giro tra i volontari per accorgersi che il clima nei suoi confronti è ben diverso: “Questo non è il suo popolo – dice Sergio, che con la moglie Loretta condivide 56 anni di feste – Ma non lo è neanche mai stato”. E così, alla fine di un dibattito sui diritti, Boschi si allontana dal palco scortata da alcuni collaboratori e si aggira per gli stand. Quando si avvicina alle cucine, cuore del volontariato dem, una sua assistente la fulmina con lo sguardo: “Le cucine no!”. Lei acconsente: “No, no”. E l’altra: “La macchina è di là”. Dietrofront, fuga, ritirata.
Il Fatto la pizzica mentre sta uscendo dal cancello: “Onorevole, ma il giro nelle cucine?”. Boschi spalanca gli occhi e balbetta: “Nooo, eravamo lì, aspettavamo Andrea Orlando, abbiamo fatto un giro, non c’era tempo”. L’ignaro Orlando, atteso a un dibattito alle 21, finisce per accollarsi la colpa del mancato bagno di folla.
Potessero cambiare espressione, chissà allora cosa combinerebbero gli occhi di Enrico Berlinguer, la cui foto campeggia sul primo stand all’ingresso della Festa. Francis Scott Fitzgerald aveva immaginato gli occhialoni del dottor Eckleburg, silenziosi e dominanti sulle variegate disgrazie degli anni ruggenti newyorchesi. Qui, alla strapazzata memoria del leader comunista tocca l’onere di accogliere gli ospiti tutti, col gusto però di potersi godere simili imprevisti all’uscita.
L’inizio della giornata per l’ex ministra, che arriva intorno alle 18, è persino soft. In platea una cinquantina di persone applaudono il suo dibattito sui diritti civili. Le sue preoccupazioni sono due: fingere che anni di sgambetti e insulti al centrosinistra non siano mai esistiti e poi prendersela col Movimento 5 Stelle e col Fatto Quotidiano, reo di “dare la linea” a un’intera area politica contraria all’allargamento a Italia Viva del cosiddetto Campo largo. Poco più in là, tra gli organizzatori, Desy Zanoni ha le idee chiarissime: “Per me è una sopravvalutata e una arrivista. Io non avrei riaccolto i renziani: hanno spaccato il partito e fatto sì che molti di noi se ne andassero”. Loretta Sabattini cammina tra i fornelli: “Io ieri gliel’ho detto alla Serracchiani: non vi azzardate a riprendere Renzi”. E lei? “Mi ha fatto un cuoricino con le mani”. Guai però a darne conto a Boschi: “Veramente io non percepisco nessuna ostilità – minimizza coi cronisti a margine dell’evento – Non ho nulla di cui chiedere scusa. Se volete, dopo facciamo un giro tra le cucine”. Finirà come descritto. A fine dibattito, la passerella tra gli stand sfila via nell’indifferenza. Boschi ha appena indicato il nemico: “È un momento di dialogo positivo col Pd, diciamo che le cose sono più complicate coi 5 Stelle. Sentire Conte parlare dell’incoerenza di Renzi è una barzelletta: ha governato con la destra e ha firmato i decreti Salvini, non sa scegliere tra Trump e Harris”. E ancora: “Io credo abbia ragione Schlein, si deve provare a costruire un programma comune. Se poi prevarrà la linea Travaglio, la linea del Fatto Quotidiano, allora saremo noi i primi a non volerci stare. Qui c’è un giornale che ha un partito, la linea nei fatti la dà Travaglio”.
L’invettiva si esaurisce quand’è ora di cena, fedele anche l’ex ministra alla massima secondo cui pure la Storia si mette a tavola in orario. Ma l’affollato ristorante della festa dem resta tabù: Boschi si avvicina alla fila e poi, d’intesa con l’assistente, concorda l’exit strategy, fingendo stupore quando il Fatto la rincorre all’uscita: “Non avevamo più tempo, il dibattito è andato lungo”. Sarà per l’anno prossimo. Sempre che, per allora, Matteo Renzi non abbia partorito qualche altra mossa del Cavallo, magari verso Pontida o chissà quale nuovo orizzonte. Certo è che Berlinguer, almeno oggi, avrebbe di che sorridere.

L'Amaca

 

L’avanzata dei chiunque
DI MICHELE SERRA
La faccenda Sangiuliano/Boccia sembra una spy story nella parodia di Franco e Ciccio, o viceversa una commediola salace che suo malgrado minaccia di mutare in scandalo politico vero. Le chiavi di lettura possibili sono così tante che vale la pena prenderla alla larga e risalire alla fonte sicura di questo e altri incidenti: quando manca un personale politico formato, o almeno un’area affidabile di società civile alla quale attingere, i posti liberi (potere, sottopotere, vice-sottopotere) sono così numerosi che si è costretti ad aprire le porte quasi a chiunque.
Il chiunquismo, perdonate il neologismo, è l’inevitabile pegno che la destra di governo paga al suo auto-mito di emarginazione, dei “pochi ma buoni” chiusi a riccio. Meloni dispone di un nucleo ferreo e fidato, ma molto piccolo, di parenti e amici stretti, i neofascisti (quasi tutti romani) che hanno condiviso i suoi passi. Ma la falange di irriducibili, una volta al governo, deve poi poter disporre di un personale ben più vasto, capace, devoto al lavoro di Stato. Se queste forze, a destra, non ci sono (e non ci sono), una volta piazzati i pochi di qualche calibro si è poi costretti a imbarcare chiunque. Alla Rai come nei ministeri, nelle istituzioni culturali (la mostra sul Futurismo chi la sta progettando, e con quali competenze?), nel campo largo delle consulenze.
Nell’elenco degli epurati ci sono fior di professionisti, fossero o non fossero de sinistra ;nell’elenco degli imbarcati fioccano gli improvvisatori, gli avventurieri, i profittatori, le amiche, i chiunque, siano o non sianode destra .Osservazione forse ruvida e non nuova: se un certo numero di camerati avesse passato qualche ora in più in libreria e qualche ora in meno in palestra, governare sarebbe un po’ meno difficile.