domenica 1 settembre 2024

Selvaggiamente

 

Nuovi scavi a Pompei: trovati Sangiuliano, Rosaria e l’egemonia culturale di Martufello
DI SELVAGGIA LUCARELLI
Una buona notizia: il ministro Gennaro Sangiuliano non sa dove sia Times Square, ma sa perfettamente dov’è Pompei. Il 3 giugno è al Comune di Pompei, l’11 giugno visita gli “scavi della legalità” a Pompei, il 23 luglio il sindaco di Pompei gli consegna direttamente le chiavi della città così quando ha voglia di andare nemmeno si deve far aprire. Con lui – se ne parla da giorni – c’è sempre questa figura bionda, un misto tra una annunciatrice Rai anni Novanta e Barbie Vesuviana: Maria Rosaria Boccia, incidentalmente di Pompei, una specie di ombra dietro Sangiuliano, sebbene l’ombra sia almeno 30 centimetri più alta del ministro Genny, in questo caso.
Quando viene fuori che da mesi Maria Rosaria lo segue a ogni evento e lei si attribuisce una nomina a consigliera per i grandi eventi, lo staff del ministro nega tutto. Genny, sentendosi nell’epicentro di uno scazzo coniugale del sesto grado della scala Mercalli, tenta la fuga da Pompei. Ma è troppo tardi. Piovono lapilli mediatici sul caso “Genny e Barbie vesuviana” e si scopre che la pagina Instagram di Barbie è piena zeppa di immagini di loro due sempre insieme in giro per eventi, inseparabili, congiunti, inscindibili come i due pompeiani carbonizzati nell’ultimo abbraccio. Lei è col ministro perfino al “Festival del Libro possibile”, nel senso di “possibile che Sangiuliano l’abbia letto”. Nessuno ha capito ancora bene perché e per cosa lei lo accompagni, si sa solo che li ha fatti incontrare il parlamentare di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano, quello che aveva accompagnato Giorgia Meloni proprio in visita a Pompei.
Il filo conduttore, trattandosi di Sangiuliano, è sempre, inevitabilmente la cultura, fateci caso: Cangiano aveva conosciuto la sua fidanzata (ora ex) Valeria Marini grazie a Dani. Cioè Daniela Santanchè. E sempre Gimmi Cangiano era quello che aveva portato a Montecitorio Martufello e Pamela Prati col benestare di Sangiuliano. Insomma, grazie a Genny, Gimmi, Dani, Barbie Vesuviana e Martufello la conquista dell’egemonia culturale della destra ha la strada spianata. E che nella storia torni sempre l’antica città rasa al suolo dal Vesuvio non è un caso. Questa vicenda è come Pompei: più scavi e più trovi roba.

Micron

 

Fetori fuori scena
di Marco Travaglio
Bisogna ringraziare il più stupido fra i politici stupidi d’Europa, Emmanuel Macron, per aver detto ciò che tutti intuiscono da anni su cos’è diventata la democrazia occidentale. Dopo aver perso tre elezioni in due mesi – Europee, primo turno e ballottaggio delle Legislative – contro il Nuovo Fronte Popolare di sinistra e il Rassemblement national di destra, il piccolo Napoleone dell’Eliseo rifiuta di incaricare la candidata della prima forza parlamentare, la progressista Lucie Castets. I voti del Front, che tanto gli piacevano quando gli servivano per limitare i danni al secondo turno con le desistenze, ora gli fanno schifo. E spiega testualmente il perché: “Se nomino la Castets, lei abrogherà la riforma delle pensioni e aumenterà il salario minimo a 1.600 euro”. Eh già: se la sinistra, cioè la forza più votata, va al governo, farà politiche di sinistra cancellando quelle macroniste di destra travestite da centro che han portato gli elettori a premiare la sinistra. Anziché ai lavoratori, ai pensionati e ai poveri, metterà le mani nelle tasche dei ricchi. E sostituirà il bellicismo macroniano col pacifismo, facendola finita con gli annunci di truppe a Kiev, gli incitamenti a usare le nostri armi per bombardare la Russia e il fischiettio sui massacri di Israele. Sulla politica sociale e ancor più su quella estera, Mélenchon e Le Pen sono molto meno distanti fra loro che da Macron.
La confessione di Micron fa scalpore in Francia. Non Italia, dove ci siamo portati avanti col lavoro: è dall’operazione Napolitano-Monti (2011) che i poteri invisibili che comandano da dietro le quinte mettendo in scena il teatrino destra-sinistra, tentano di abituarci all’idea che chi governa non deve seguire il programma per cui è stato votato, a meno che non l’abbiano scritto loro. Lo disse Draghi dalla Bce nel 2013 dopo l’irruzione dei 5Stelle in Parlamento: “Le riforme proseguiranno col pilota automatico”. Cioè con re Giorgio, che si fece rieleggere per sventare Rodotà al Colle, tener fuori dal governo i vincitori e rimandarci gli sconfitti (governo Letta Pd-FI-Centro). Idem nel 2018, quando il M5S rivinse, fu respinto da Renzi, si accordò con la Lega e Conte fu rimandato indietro da Mattarella perché i “mercati” non volevano all’Economia il prof. Savona, moderatissimo ma allergico ai piloti automatici. Il golpe bianco si ripeté nel 2021 con l’operazione Renzi-Mattarella-Draghi contro il Conte-2, anch’esso renitente al pilota automatico. Nel 2022 Letta, pur di punire Conte per leso bellicismo, condannò il Pd alla disfatta. Ora son tutti pronti a ricominciare, ove mai la Meloni – dopo il no alla Von Sturmtruppen – seguisse Crosetto&Tajani contro le eurofregole di guerra alla Russia. Cambiano i burattini, ma i burattinai sono sempre gli stessi.

sabato 31 agosto 2024

Certezza




Quel che è giusto…



Beh c’è da dire che al termine della cena non gli ha fatto pulire il locale e non l’ha neanche percosso…

Grande!




Per non dimenticare




L'Amaca

 

Razzismo e antirazzismo
DI MICHELE SERRA
Che cos’è il razzismo? Il razzismo è sottolineare l’etnia o la nazionalità di qualcuno quando fa comodo, quando rafforza i propri pregiudizi e attizza quelli altrui. E considerare irrilevante l’etnia o la nazionalità di qualcuno quando non è conveniente farlo, quando non giova alla propria causa.
Un caso di scuola è il Salvini. Prendete il suo post di ieri sull’assassino, reo confesso, della ragazza Verzeni: “Fermato Moussa Sangare, origini nordafricane e cittadinanza italiana… ”, e poi i soliti scontati bla bla sulla necessità di una “pena severa”. Provate a chiedere al Salvini se ha mai concepito un post siffatto: “Fermato Filippo Turetta, origini venete e cittadinanza italiana…”. O analogo post in occasione dell’arresto di uno dei tanti femminicidi italiani.
Credo che non capirebbe la domanda.
Oppure la riterrebbe pretestuosa, malevola, ostile, essendo invece una domanda oggettiva. Il cui senso è: o sottolinei sempre, in ogni caso, l’etnia dell’autore di un crimine, o non la sottolinei mai, perché se la sottolinei solamente nel caso il criminale sia milanista (se sei interista) o sia interista (se sei milanista) vuol dire che non ti importa un fico secco del crimine, tampoco della vittima: ti importa caricare quel crimine sulle spalle del “nemico”. Ti interessa usarlo a tuo vantaggio.
Di conseguenza: l’antirazzismo non consiste nel segnalare, con enfasi e puntiglio, i femminicidi commessi da italiani “ciento pe’ ciento”, come direbbe Abatantuono. Significa segnalare allo stesso modo e considerare ugualmente gravi tutti i crimini, chiunque li commetta.