martedì 28 giugno 2022

Ma parla ancora?


Ma guarda questa, a detta di molti, incapace che addirittura a Natale addobbò Roma con Splelacchio! Come fa ancora a parlare ora che nella Capitale non c’è più nessun problema, che tutto fila liscio come l’olio, che la monnezza finalmente è scomparsa…

di Virginia Raggi

Ieri, come tanti di voi, ho visto su Rai3 l'inchiesta di Report “Il sacco di Roma”: un'indagine giornalistica, realizzata da Daniele Autieri, che ha portato alla luce cosa c’è dietro la gestione dei rifiuti nel Lazio e a Roma. Mi è venuto un nodo allo stomaco perché finalmente, seppur in ritardo, inizia ad emergere la verità. 
Sono stata massacrata pubblicamente per cinque lunghi anni e ho ricevuto ogni tipo di accusa solo perché mi opponevo ad un “modello” di gestione dei rifiuti della Regione Lazio. Per anni abbiamo combattuto una guerra contro il malaffare e la criminalità organizzata che tiene sotto scacco la gestione dei rifiuti della Capitale degli italiani.
Mi preme, però, una precisazione nella ricostruzione degli avvenimenti. Come Giunta, abbiamo sempre puntato sulla differenziata. Non tutti sanno, ad esempio, che nel2018 eravamo riusciti a portare in due anni la differenziata al 70% in due Municipi coinvolgendo 500 mila abitanti (equivalenti e due medie città italiane). Con questi numeri avremmo realizzato il nostro programma, e Roma sarebbe stata libera dai rifiuti in strada. Ma, probabilmente, a qualcuno non andava bene...

I roghi criminali dell'impianto di trattamento dei rifiuti al Salario di fine 2018 (e da allora chiuso) e quello dell'impianto superstite di Rocca Cencia ad inizio 2019, ci hanno costretto a tornare indietro. Il personale che gestiva il “porta a porta” nei due municipi è stato dirottato per la gestione dell'emergenza nel resto della città ed abbiamo dovuto “annullare” il programma per la differenziata. 
I due roghi e quello di migliaia di cassonetti hanno inciso non solo sullo smaltimento dei rifiuti ma sulla vita democratica di Roma e dei suoi cittadini.
La gestione dei rifiuti romana ha tanti protagonisti, ognuno con i propri interessi e le proprie simpatie politiche. E i cittadini che purtroppo si ritrovano ad essere vittime inconsapevoli di una narrazione strumentale e incompleta. Ricordo ancora che quando gli impianti andavano in fiamme, sui giornali a me veniva imputata la responsabilità per i mancati controlli, salvo dimenticare che “casualmente” le telecamere degli impianti di vigilanza erano state manomesse. 

Dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013 non sono mai state fornite valide alternative dalla Regione Lazio. A questo si aggiunge la chiusura di diverse discariche e impianti della Regione. Intanto c'è stata un'indagine della Procura che ha portato agli arresti della responsabile della direzione Rifiuti della Regione Lazio, per ipotesi di corruzione. 
Negli anni abbiamo anche chiesto il commissariamento della Regione Lazio sui rifiuti (d'altronde lo è già per la provincia di Latina) per poterci liberare da vincoli a questo punto evidentemente non solo giuridici. 
Questi sono i fatti.
L’inchiesta di Report ha reso pubbliche le innumerevoli richieste di aiuto che, come Giunta, avevamo rivolto alla Regione Lazio e al commissario degli impianti di trattamento dei rifiuti a Malagrotta. Poche risposte, tardive e precarie.
Sono stata attaccata per anni ma la verità sta finalmente venendo fuori. Volevo soltanto difendere la mia città dalla mala gestione che per decenni ha privato Roma e i suoi cittadini di un normale sistema di gestione del ciclo dei rifiuti. Eppure non si è alzata alcuna voce a difesa di Roma e della sua amministrazione. Intanto, noi abbiamo rimesso in regola i conti dell’Ama, la società che raccoglie i rifiuti in città: abbiamo trovato un buco per 250 milioni di euro nelle precedenti gestioni a partire dal 2003. Anche in questo caso silenzio. 

Ora cosa si può fare? E' questa la domanda che si fanno tutti i cittadini. Grazie all'ordine che avevo riportato nei conti di Ama e del Comune, avevamo messo da parte un tesoretto di centinaia di milioni di euro e messo nero su bianco un piano da 340 milioni di euro con i quali Ama può ancora divenire proprietaria di impianti moderni di gestione dei rifiuti. Avevamo iniziato a comprare camion nuovi (quelli che finalmente si vedono in strada), assunto nuovi lavoratori e progettato la realizzazione di nuovi impianti. 
Vedere la città ridotta così mi fa male. 
I programmi ci sono. Si tratta soltanto di realizzarli e non tornare indietro.

Ecco il link all’inchiesta di Report: https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Il-sacco-di-Roma-8aa89612-34ad-49b2-b436-da6088be6fd2.html

Contro la logica

 


Contro ogni logica la decisione del Grillo Appannato di continuare a sostenere l'Inviato delle Banche, contro ogni logica perché l'occasione sarebbe stata ottima, visto l'abbandono dello Scellerato Luigino folgorato sulla via del Damascato. Continuare a sostenere l'attuale governo invece costituisce una subdola forma auto distruttiva, soprattutto perché nel prossimo anno vi saranno le elezioni. E il popolo dei 5 Stelle, me compreso, non si è mai vaccinato contro quella infima forma di governo chiamata Accozzaglia, contenente tra l'altro personaggi oltremodo scomodi, vedasi il Guappo, il Cazzaro (con cui sciaguratamente abbiamo governato per il volere di O' Ministro) e l'Ebetino. 

Se il Movimento volesse tentare un recupero di gradimento, la possibilità starebbe unicamente nel lasciare l'attuale compagine governativa, mettendosi all'opposizione, per rispolverare gli antichi pregi, oramai oscurati dai troppi difetti, per i quali ottennero alle ultime politiche il 33%, tra cui spicca quella forma di onestà che in molti han cercato di annacquare, senza riuscirci. 

La cartina tornasole, la prova del nove è sotto gli occhi di tutti: un godimento generalizzato di giornaloni, media, ruminatori di politichese difronte alla debacle pentastellata alle ultime amministrative, una delizia per lo scampato pericolo, ovverossia quel freno intravisto ai tempi d'oro dell'entrata nell'emiciclo, vero nemico della politica come mestiere che molti, moltissimi, hanno abbracciato tra agii e bissi, non ultima la conversione dello Scellerato Luigino. 

Bene ha fatto il Grillo Appannato a confermare lo stop dopo due mandati, una regola urticante solo a nominarla per moltissimi, vedasi i Casini, i Cazzari, le Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare; il top sarebbe stato l'annuncio dell'uscita dalla maggioranza sulle note del versetto "lascia che i morti seppelliscano i morti", che tra l'altro avrebbe agevolato il rientro del grande Dibba, un innesco gigantesco per la risalita nei sondaggi. 

Ma il Grillo Appannato non ha appoggiato questa possibilità. Fossi nella Persona per bene ed ex premier, trarrei le giuste considerazioni, salutando affettuosamente tutti per tornare alla coltivazione dei codicilli, ed assistendo al prossimo gran finale, tipo Titanic, dell'arrivo in tolda della sbraitante Caciottara con i suoi piccoli e rumorosi nostalgici, intenti a giocare col nero perdi sempre (cit.)          

Per vostra opinione

 

Aiuto “Draghessori”. Quei professori universitari al servizio di Draghi e Nato
di Alessandro Orsini
Scoppiata la guerra, l’Italia è caduta sotto la propaganda della Nato e un esercito di professori universitari ha messo il proprio sapere al servizio di Mario Draghi per creare un largo consenso intorno alle sue politiche di guerra in Ucraina. L’università rappresenta la vetta del sapere ed è comprensibile che il governo Draghi investa soprattutto nei suoi docenti per manipolare l’opinione pubblica o “draghessori” come proponiamo di chiamarli per comodità espositiva. Per comprendere la funzione dei draghessori, occorre sapere quale sia l’obiettivo che Draghi intende perseguire.
L’obiettivo è alimentare la guerra in Ucraina attraverso l’invio illimitato di armi facendo credere agli italiani di volere la pace. Il compito dei draghessori non è facile giacché devono capovolgere la realtà. Devono convincere gli italiani che il governo Draghi, che è un governo di guerra, sia un governo di pace. Tra tutti, spicca Sergio Fabbrini, draghessore di Scienza politica alla Luiss, il quale assicura che l’Italia deve aderire a tutte le decisioni prese dalla Nato in Ucraina. Chiunque proponga una politica di pace – dice il draghessor Fabbrini – è soltanto un “bambino”, un “anti-americano” e “un anti-europeo”. In base a questa tesi assurda, se la Nato ci spingesse verso la guerra nucleare contro la Russia, l’Italia dovrebbe eseguire gli ordini senza fiatare. Il draghessor Fabbrini arriva addirittura ad affermare che ormai nessun Paese dell’Unione europea ragiona secondo i propri interessi nazionali giacché, nelle sue parole testuali, “il nostro ombelico è collocato nella Nato e nell’Unione europea”. Questa affermazione è talmente ideologica da non richiedere confutazioni. Ci limitiamo a notare che l’Olanda ha appena respinto la richiesta di Draghi di porre un tetto al prezzo del gas per tutelare i propri interessi nazionali in barba a quelli dell’Italia. L’Olanda è un produttore di gas, il cui prezzo non ha interesse (nazionale) a limitare. Il draghessor Fabbrini, un amico di Paolo Gentiloni, a cui ha chiesto di scrivere la prefazione al suo ultimo libro per fare sfoggio dei suoi potenti amici, non sa che cosa sia accaduto in Libia. Il 4 aprile 2019, la Francia ha appoggiato l’assedio del generale Haftar contro la città di Tripoli difesa dall’Italia. L’Italia e la Francia fanno parte dell’Unione europea e della Nato, eppure si sono contrapposte in Libia per difendere i propri interessi nazionali e contemplarsi l’ombelico nazionale. Il problema di certe università private è proprio questo: si dichiarano “libere”, ma poi scopri che non hanno un solo professore che critichi il governo Draghi per le sue politiche di morte in Ucraina. Se poi queste università “libere” cercano di reprimere i professori che criticano il governo Draghi, censurandoli o etichettandoli come “anti-europei” e “anti-americani” dalle colonne del Sole 24 Ore, diventa chiaro che abusano della parola “libertà”.
Queste università dovrebbero chiamarsi “università libere di difendere il pensiero unico e di essere sempre d’accordo con il governo in carica”. Non è certamente questo asservimento intellettuale che i professori universitari dovrebbero insegnare agli studenti nella società libera teorizzata da Popper.
In conclusione, la tesi del draghessor Fabbrini è che chiunque si opponga alle politiche della Nato in Ucraina è automaticamente anti-americano e anti-europeo. Ma questa è pura ideologia giacché un italiano può volere bene agli Stati Uniti e criticare le politiche di Biden in Ucraina, così come può volere bene agli americani e opporsi alle politiche di Trump verso i palestinesi, inclusa l’uccisione del generale Soleimani. Un’Italia di draghessori è un’Italia povera di idee e ricca di disinformazione.

Ogni tanto fa bene

 


Dalla pagina Video di Fisica di Facebook

Tu, che sei fatto di atomi, vivi in una casa fatta di atomi, conosci persone fatte di atomi e possiedi oggetti fatti di atomi, potresti magari ingenuamente pensare che di questo sia fatta la materia: di atomi. Il sole che si riflette sul mare? Atomi che illuminano altri atomi. Una nevicata in montagna? Atomi che cadono su altri atomi. Ascolti il tuo disco preferito? Atomi che fanno vibrare altri atomi.
Gli atomi sono ovunque volgi il tuo sguardo, ma il tuo sguardo, perdonami, è estremamente limitato. I tuoi occhi sono fantastici, possono adattarsi a condizioni di luminosità estremamente differenti, riconoscono 10 milioni di colori diversi e hanno una risoluzione pazzesca. Sono sì super-adattati, ma solo per vedere la manciata di atomi che il Sole illumina qui sulla Terra: cibo, prede, predatori, altri esseri umani. L’universo è molto più di questo.
Gli astronomi chiamano “barionica” la materia ordinaria, perché è fatta sostanzialmente di barioni (protoni e neutroni). Nell’universo ce n’è tantissima, circa 150 MILIONI DI MILIARDI DI MILIARDI DI MILIARDI DI MILIARDI di kg. Eppure non è ancora niente.
Questa simulazione mostra una rappresentazione realistica di una porzione del nostro universo larga 500 milioni di anni luce. La materia barionica sta in quelle macchioline arancioni. Galassie, stelle, pianeti, Scarlett Johansson: quella che pensi come protagonista assoluta dell’universo non è che qualche piccolo grumo intrappolato in una gigantesca ragnatela fatta di altro. La vedi, quella intricata rete di filamenti neri? Quella è materia oscura. L’85% della materia nel cosmo è materia oscura, e di questa non sappiamo niente, non l’abbiamo nemmeno mai osservata direttamente. Sappiamo solo che esiste, e che è lei a comandare.
Se questo ti delude, sappi che senza materia oscura non esisteresti. All’epoca dell’universo primordiale fu la sua gravità a creare i pozzi gravitazionali in cui la materia barionica si sarebbe condensata negli ammassi di galassie. Gli aloni di materia oscura sono stati insomma gli “uteri” in cui le galassie poterono crescere e formarsi. Questo è importante perché non potremmo vivere in un cosmo senza galassie. Se la materia ordinaria non fosse stata confinata in galassie da quella oscura, gli elementi pesanti prodotti dalle prime stelle (carbonio, ossigeno ecc.) non avrebbero potuto essere riciclati nelle generazioni stellari successive. E senza elementi pesanti non avrebbero potuto esserci pianeti, né esseri viventi, né tu. Quella rete nera di filamenti può sembrare una trappola inquietante, ma è grazie a quella se tu esisti.
La materia oscura è anche intorno a te. Poca, ma c’è. Nell’arco della tua vita sei attraversato da circa un milligrammo di questa misteriosa sostanza. Non te ne accorgi perché non interagisce con nessuna delle particelle che compongono il tuo corpo, ma è lì. Nel caso volessi ringraziarla.

lunedì 27 giugno 2022

Eccolo!


Terzultimi

 


Solo la Romania e la Bulgaria ci separano dall'abisso, ovvero divenire il fanalino di coda in Europa per il numero di transizioni digitali pro-capite.

Ekkome mai qui in Alloccalia siamo così restii ad estrarre la carta di credito? 

In Danimarca nel 2020 ogni cittadino la estrasse 379 volte, da noi solo 62. 

Orbene chiariamoci! Ad iniziare dal sistema rapto bancario per arrivare ai rapto e protetti detentori di macchinette POS collegate al nostro conto corrente, per la "strisciata" con carta, è oramai una gara triste e sfanculante i buoni propositi per vedere chi riesca ad arrivare primo, vincendo l'oramai classico trofeo "ti sfanculo arricchendomi"; perché è chiaro oramai anche ai più assonnati che le banche governano, e chi dovrebbe agevolare i pagamenti con Pos portano voti, tanti voti. Ne consegue che in questa democrazia adulterata chi la riesce sempre a sfangare sono sempre le categorie compatte, forti, agiate, potenti, quelle che riescono sempre a fare il bello e cattivo tempo. Come ad ogni fiera per allocchi che si rispetti, tra non molto usciranno le solite ed arcinote statistiche in cui si evincerà che gli orafi guadagnerebbero meno dei loro dipendenti, molti tra i commercianti, i proprietari di bar, di gelaterie, di ristoranti in un'esigua misura tale per cui molti si domanderanno, come ad ogni uscita di dati, ma chi glielo fa fare di spaccarsi la schiena per così pochi sghei, e tutti poi a recitare la classica presa per il culo pregna d'indignazione, di lotta dura all'evasione, come da oltre trent'anni va in onda ad uso e consumo dei coglioni il cui prelievo viene fatto alla fonte, senza alcuna ombra d'inganno. 

E da luglio siate tutti pronti ad assistere alla messinscena piagnucolante di chi comincerà a miagolare con il canonico canovaccio "il Pos ci strangola, non riusciamo ad andare avanti!" 

Per la gioia degli asini raglianti, che siamo noi, oramai sedati da tempo immemore dalle cianfrusaglie mediatiche incuneatesi in cervice, capaci di farci intravedere un futuro migliore. Tra cent'anni...      

Promossi e bocciati

 

Le bufale di Briatore sulla sua “pizza pazza” che costa come il Beluga

di Silvia Truzzi 

BOCCIATI

Una pizza in compagnia. Come forse saprete, per giustificare l’esorbitante prezzo delle sue “pazze pizze” (Margherita a 15 euro, Pata Negra a 65), Flavio Briatore ha sostenuto che la sua Crazy pizza è cara perché di qualità. Con il consueto italiano rivedibile, l’imprenditore ha risposto all’inevitabile polemica social: “Come fanno a vendere una pizza a 4 e 5 euro? Cosa mettono dentro queste pizze? Se devi pagare stipendi, tasse, bollette e affitti i casi sono due: o vendi 50mila pizze al giorno o è impossibile. C’è qualcosa che mi sfugge. Questi prezzi si giustificano con i costi delle materie prime di qualità, oltre che per le tasse e il costo dei dipendenti. Siamo partiti da un ragionamento molto semplice: dobbiamo usare i migliori ingredienti possibili e immaginabili disponibili sul mercato. Crazy Pizza non ha lievito, per cui non fermenta a differenza di questi miei amici pizzaioli che dicono che è troppo sottile. E ti danno una mattonata di pizza con all’interno un laghetto di pomodoro ed è finita qui”. La città della pizza ha risposto alle bufale con una affollatissima manifestazione davanti alla storica pizzeria Sorbillo ai Tribunali. A Napoli si dice: ”A lira fa ‘o ricco, a crianza fa o signore”. Flavio evidentemente non lo nacque.

Forza Iva. In occasione dell’uscita della sua ultima fatica letteraria, Iva Zanicchi, artista ed ex europarlamentare berlusconiana, ha concesso una lunga intervista a Fanpage.it. Nel corso della quale si lamenta di non essere mai stata invitata al Concertone (“Ho vissuto la guerra, sono stata messa al muro dai tedeschi. Ho il diritto di cantare al Primo maggio e parlare di libertà. Purtroppo non è stato possibile e ci ho sofferto”). Eh già, chissà come mai, un vero mistero. Poi l’82enne aquila di Ligonchio è tornata a parlare di sesso, per la milionesima volta: “Trovo scandaloso che la gente pensi che a una certa età non si possa più fare sesso”. Va bene “Zingara”, ma c’è proprio bisogno di urlarlo a microfoni unificati ogni cinque minuti?

NON CLASSIFICATI

Poco da stare allegri. Massimiliano Allegri ha denunciato la ex compagna, accusandola di aver destinato parte della somma mensile destinata al mantenimento del figlio ad altro scopo. Un anno fa aveva chiesto al Tribunale di Torino la riduzione della somma da versare per il figlio (da 10 e 5 mila euro mensili), facendo presente di essere “disoccupato” da due anni, dopo l’esonero della Juventus, sostenendo che la sua situazione economica fosse cambiata: il ricorso era stato respinto. Anche Piero Chiambretti ha avviato un contenzioso (sempre davanti al tribunale di Torino) con l’ex compagna per chiedere al giudice di modificare le condizioni di mantenimento della figlia. Anche i ricchi piangono?

Amagni. Dopo l’addio definitivo di Fiorello, Ama si consola con Chiara Ferragni: sarà lei la co-conduttrice della prima e dell’ultima serata del Festival di Sanremo. Il post di ringraziamento di Chiara Ferragni su Instagram (27 milioni di follower!) è stato inondato di like, tra cui un cuoricino messo da Amadeus e dalla moglie Giovanna Civitillo, che gestiscono un account in comune. L’account in comune, e sono subito gli anni Cinquanta.

PROMOSSI

L’insulto non si addice ad Elettra. Durante un dj set a Riccione Elettra Lamborghini è stata insultata da un avventore, che ha ben pensato di darle della troia. Dopo un momento di tentennamento, lei ha risposto: “C’è uno di questi sfigati qua davanti che ha detto una parolina che non doveva dire. Se avete le palle, prendete e andate via”. Poi su Instagram ha scritto: “Non siete autorizzati a fare quello che vi pare. Indipendentemente da come sono vestita. E’ una questione di rispetto”. Brava Elettra: ogni volta che si vuole insultare un donna, si va a parare lì.