Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 26 aprile 2022
Booooom!!!
Elezioni per procura
di Marco Travaglio
Dopo i matrimoni per procura, abbiamo inventato le guerre per procura (gli ucraini ci mettono i morti e noi le armi, marciando intrepidi sul sofà). Ora, a grande richiesta, le elezioni per procura: quelle dei partiti che non riescono a vincere le elezioni in Italia, ma in compenso vanno fortissimo all’estero perché lì non li conoscono. Prendete il Pd: nei primi 15 anni di vita (si fa per dire) le ha perse tutte, anche se ha governato per 10. Ora tripudia perché in Francia la Le Pen ha preso solo il 41%, cioè il doppio del Pd nei sondaggi (per i voti veri vedremo), e le Presidenziali le ha rivinte Macron (che nell’Ue non sta col Pd nel Pse, ma nei centristi di Renew Europe). Era già accaduto due anni fa, quando Biden batté Trump e Renzi disse che aveva vinto lui (col 2%) perché l’aveva incrociato un paio di volte. Un po’ come Salvini con Trump per una photo opportunity che quello manco ricordava (cazzaro più, cazzaro meno). Ora il Matteo minore delira di “macronismo all’italiana per un polo riformista” con “Letta e Berlusconi” e lui modestamente lo nacque perché “le nostre traiettorie (sua e di Macron, ndr) si sono passate il testimone” (Macron al 58,5, lui sempre al 2). E quell’altro genio della Tinagli, la vicesegretaria Pd di destra (quello di sinistra è Provenzano), dice che con Macron “siamo più forti anche noi” (inchiodati da sei anni al 18-20%, e Macron c’è da cinque) e “ora stop ai populismi” (cioè alla maggioranza dei francesi, che sceglie Le Pen, Mélenchon e Zemmour, e degli italiani, che vota 5Stelle, Lega e FdI).
Ma attenzione: sempre più difficile! Abbiamo anche il 25 Aprile per procura. Politicanti che se ne infischiano allegramente della Liberazione dal nazifascismo nel 1945 (merito di Usa, Urss, Gran Bretagna e partigiani) e la usano come l’Isola dei Famosi per farsi notare e regolare i loro conticini domestici. Cretini che contestano la Brigata ebraica, vera protagonista della Resistenza. Dementi che sfilano con le bandiere della Nato, fondata nel 1949 contro una delle potenze liberatrici (l’Urss). Smemorati che paragonano la Resistenza italiana a quella ucraina. Somari che inneggiano alla Costituzione nata dalla Resistenza mentre la calpestano inviando armi in Ucraina (anche a milizie filonaziste). Tartufi di Stampubblica che si stracciano le vesti per un ex-senatore M5S che sporca con la Z la Liberazione, ma per anni non dissero una parola quando Rep pubblicava l’inserto di propaganda putiniana Russia Today in cambio di rubli sonanti. E Mattarella che “il mattino che gli ucraini sono stati svegliati dalle bombe russe ho pensato a Bella ciao”. Se ci pensava nel 1999, quand’era vicepremier, magari evitavamo di bombardare Belgrado.
Commovente
lunedì 25 aprile 2022
Ekkelallà!
Un saluto
Alcuni giorni fa è mancato Jacques Perrin, storico "Salvatore" adulto nello stupendo "Nuovo Cinema Paradiso."
La scena in cui rivede gli spezzoni censurati di moltissimi film d'epoca mi farebbe zampillare gli occhi anche se avessi in tasca la schedina vincente del Superenalotto.
Riposa in pace "Salvatore"!
Per la dignità
Ieri La Nazione, quindi non propriamente un giornale di estrema sinistra, pubblicava un articolo in cui Rino Tortorelli, del "Manifesto per la Sanità" preannunciava ciò che diverrà il nostro servizio sanitario a seguito dell'entrata del privato nella costruzione del nuovo ospedale, scelta questa improvvida e cogitata da Yoghi, l'attuale presidente della regione Liguria.
L'ospedale costerà al pubblico 167 milioni più i 97 milioni del privato. L'Asl 5 per venticinque anni verserà al pribato 16,2 milioni di euro. Nel contempo, a mio parere, procederà speditamente il depauperamento della sanità pubblica, con poche assunzioni che causeranno sempre più difficoltà al personale medico e paramedico, incentivandoci così ad usufruire delle strutture private, "belle come il sole", "che ti sembra di entrare in un hotel a cinque stelle."
La manovra a tenaglia è evidenziata dall'allungamento dei tempi di attesa per una visita negli ambulatori pubblici.
Due anni fa in media, si aspettavano 128 giorni per una visita endocrinologica, 114 giorni per una diabetologica, 65 giorni per una oncologica, 58 giorni per una neurologica, 57 giorni per una gastroenterologica, 56 giorni per una visita oculistica. Tra gli accertamenti diagnostici, in media 97 giorni 'sfumano' prima di effettuare una mammografia, 75 giorni per una colonscopia, 71 giorni per una densitometria ossea, 49 giorni per una gastroscopia.
E' chiaro quindi che l'occulto accerchiamento del nostro fiore all'occhiello, il Sistema Sanitario Nazionale, procede spedito grazie ai soliti Toti che sono tra noi, vedasi ad esempio la Lombardia retta sanitariamente parlando dalla Brichetto ed avviata dal Celeste attualmente ai domiciliari.
Ma torniamo al nostro futuro nosocomio che probabilmente vedranno operante i nati nel nuovo millennio allorché saranno in pensione:
Il "Manifesto della Sanità" ci informa che la mega rata annuale da elarigre al privato,
«depaupereranno le casse di Asl 5, che non potrà garantire assunzioni e nuovi o migliori servizi, e andranno di fatto ad indebitare le future generazioni di spezzini».
«È ora che la politica tutta si opponga a queste scelte. È ora di proporre un’alternativa – ha commentato Rino Tortorelli del Manifesto -. Se consideriamo che attualmente non abbiamo il personale sufficiente a mantenere gli attuali 427 posti letto (tra Spezia e Sarzana), il futuro Felettino – per cui è prevista la realizzazione di 506 posti letto - avrà reparti vuoti e, il San Bartolomeo, rischierà di «chiudere».
La proposta del Manifesto è quella di costruire un ospedale con meno posti letto e finanziato interamente dal pubblico, agghiacciante idea per Yoghi e lo scaltro Giampedrone, i quali sembrano ansiosi di incravattarci ai privati per i prossimi 25 anni.
Anche il consigliere regionale PD Davide Natale è intervenuto sull'argomento, non si sa se per fare quello che un'opposizione dovrebbe sempre fare, anche in questi tremebondi tempi di consociativismo, o perché chiamato dalla propria coscienza a tentar di frenare il futuro scacco immondo ai danni della collettività:
"Asl 5 è chiamata a fare ciò che il suo direttore dice che non potrà fare – ha spiegato Natale -. Perché non si tiene conto di quanto affermato dal dg Cavagnaro sulla non sostenibilità del canone annuale per Asl 5? E, al contrario, si continua ad ignorare che nella legge finanziaria ci sono le risorse pubbliche per realizzare con finanziamenti interamente pubblici il nuovo Felettino?"
Resta infine un senso d'impotenza generale, un menefreghismo collettivo dinnanzi a questa scellerata pensata di Yoghi. Viviamo come se il futuro cittadino non c'interessasse, specie quello sanitario; d'accordo che ci hanno ammorbato l'aria e la storia con quell'immobilismo politico apparentemente riformista oramai ventennale, infarcito da giacche di velluto, foulard al collo, sigari e verticali sinistrorse di Krug, con quell'aria di superiorità e saccenteria in grado d'irritare chicchessia e sfociata poi nella spartizione di potere unica nel suo genere; ma almeno qualche volta il rinunciare alla canonica vasca in centro, posando lo sgabeo, andando in ciassa a dar dei cialtroni a chi se lo meriterebbe, forse ci farebbe evitare di perdere, me compreso, oltre alle conquiste sociali, pure la dignità. O no?
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