venerdì 11 marzo 2022

Non ci posso credere!!



I Ragazzi ritornano? Dicono “non ti senti bussare?” E quella lingua su Milano… ovunque presente!!❤️❤️❤️

Appunti sul malvagio anno

 

Che dire? La distribuzione delle calamità è leggermente tendente al parossismo, guerra, Covid che sta rialzando la testa, siccità, crisi energetica, la benzina oltre i due euro, il clima. Che fare dunque se non appuntarsi dei commenti per diradare l'aria insalubre offuscante le nostre cervici? 

Bene: il processo utilissimo che oramai faccio mio è quello che mi porta a distaccarmi dalla realtà in cerca di risposte globali. 

Esempi? Partiamo dalla guerra: i cinesi non dicono falsità, almeno in questa occasione, accusando gli Stati Uniti e la Nato di aver responsabilità sul merdaio scatenato dall'ex Kgb, che da sempre è un ex-Kgb, anche quando molti lo idolatravano, Cazzaro e Puttaniere in primis, come il nuovo statista granitico capace di portare ventate di freschezza sul panorama mondiale... col Kaz..Kgb! E' da sempre un responsabile di eccidi, di liberticidi, di oppressioni, di infangamento delle regole umanitarie governanti il pianeta. E anche se fu donatore del lettone al Pregiudicato, se il suo aspetto ridanciano esteriore lo faceva apparire come un vincente, sarebbe stato molto utile aver chiesto informazioni a tutti coloro che furono avvelenati, incatenati solo per aver manifestato opposizione alla dittatura tutt'ora in corso. 

E gli oligarchi? Scimmie ammaestrate che si sono pappate tutte le risorse statali in mano a quei finti compagni che per decenni deturparono il mondo dietro alla famigerata bandiera rossa, infangante il vero senso del comunismo. Talmente ricchi e sfrontati da deturpare il pianeta, ma anche lì! Gli abbiamo osannati, riservandogli aree pubbliche di inestimabile valore; si è insinuato in noi il batterio levigante il disprezzo per quell'opulenza portatrice di divaricazioni sociali inaudite. Questi riccastri hanno ingurgitato risorse e baie che dovrebbero essere di tutti; con le loro navi camuffate da yatch sono stati agevolati a tiranneggiare epulonamente davanti alla nostra flaccida e placida indifferenza. 

Ritengo infatti che non dovrebbe essere concesso a nessuno di issarsi a dio onnipotente grazie a ruberie colossali! 

Ed invece ora piangono gli esclusivi hotels, già frignanti in tempi pandemici, e i loro latrati sono condivisi dai proprietari degli stabilimenti balneari già scossi dalla prospettiva di mettere il demanio, che significa terra di tutti, a gara per concessioni che in ogni altro luogo rispettano le regole democratiche europee. Già le regole! Quelle cosucce provocanti eczemi a chi crede di essere signore e duca su queste lande, senza opprimenti arzigogolamenti limitanti il diritto naturale a sopprimere gli altri, scaturente dal signore di questi tempi: il portafogli pregno di denari! 

Crisi energetica: lo dico in poche parole. Abbiamo passato decine di anni a seguire le gesta di un signorotto lombardo dedito all'evasione e alla soppressione della libertà mediatica, senza che nessuno, di destra, di centro, di sinistra, che poi si è rivelata anch'essa destra, si fosse degnato di guardare oltre la siepe per cercare nuove forme di energia, che in una penisola come la nostra con vento e mare a gò gò, ammesso che la lungimiranza della politica - ahahahah politica, la nostra politica! Mi scompiscio pensando alla nostra politica -  avesse traguardato obbiettivi di sinergia atti a ridurre la dipendenza dagli altri, come il 40% di gas comprato dall'ex Kgb insegna. E invece non abbiamo fatto un kazzo in materia, scusate il francesismo, anzi: abbiamo ostacolato le fonti pulite - sapete ad esempio che per installare una pala eolica occorre aspettare quasi nove anni per la burocrazia che ci ruota attorno?  - come se carbone, gas e petrolio arricchissero qualcuno... come se.. 

Aumentando il costo dei carburanti va in difficoltà il trasporto merci. Graziealkazzo! E' da vent'anni che prediligiamo - chissà perché - il trasporto delle merci su ruote! Il 95% delle merci viene trasportato su camion, non so se mi spiego! Hanno sviato le buone proposte, tra cui raddoppi di linea ferroviaria - faccio un esempio su tutti che ogni tanto vivo in prima persona: da La Spezia a Parma, cento km, in treno ci si mette due ore e venti, lo stesso tempo, più o meno, che si impiegava nel 1950 e forse anche prima. E questo per la mancanza del raddoppio della linea. Senza guardare poi al meridione dove ci sono ancora le littorine a gasolio, con ponti crollati, in Sicilia, e mai più ricostruiti. Ma se ascoltiamo il regime cleptotecnofinanziario che ci governa, risultiamo all'avanguardia, nel futuro, perché voliamo a trecento km/h con i FrecciaRossa e in tre ore e venti copriamo il tratto Roma Milano, il cui costo linea al chilometro risulta essere tre volte di quello francese e circa cinque di quello tedesco... chissà perché .... chissà perché...

Termino questi appunti immerso nel dolore: per i morti della guerra, per i già dimenticati defunti della pandemia, per l'insensatezza dei politici attuali, per la voglia diabolica che riscontro in ogni dove di farsi gli affaracci propri a scapito dell'altro. 

Ci meritiamo questo, e concludo, perché abbiamo delegato troppo e mai combattuto l'aria statica che da troppo tempo deteriora, l'Italia, l'Europa, gran parte del pianeta: aria prevaricatrice, mescolata ad un servilismo sfociante nella schiavitù, a danno di molti per il bene di pochi. Oligarchici, spocchiosi, dannosi alla salute del mondo.  


  

Sempre loro!

 


Presentazione

 




giovedì 10 marzo 2022

Frivolezze



Che spettacolo Gigio! E ora dai: facce Tarzan!!

Domandina




Analisi su cui meditare

 

Putin ha imparato la lezione da noi

TUTTO PARTE DALLA NATO - L’espansione dell’Alleanza Atlantica contro il suo stesso Trattato è la principale causa dello scontro. Il finto idealismo dei ‘liberal’ spinge gli Usa all’avventura. Abbiamo fatto lo stesso in Serbia

DI FABIO MINI

Nel 1997 la Nato invita nell’Alleanza Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria. Così si forma la prima linea dell’espansione a Est. Nel 2002 su proposta britannica vengono invitate altre sette nazioni (Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria e Romania), completando l’accerchiamento della Russia a Nord e Sud-est.

Nel 2008 Mosca impedisce l’adesione della Georgia e nel 2014 si oppone con forza a quella dell’Ucraina. Nel 2008 si tappano i “buchi” di Albania e Croazia, nel 2015 e nel 2018 quelli del Montenegro e della Macedonia del Nord. Con otto allargamenti successivi e 30 Stati membri schierati attorno alla Russia, la reazione di Putin non era imprevedibile. Stephen Walt, editorialista di Foreign Policy e professore ad Harvard, ha recentemente scritto che “la grande tragedia è che tutta questa vicenda era evitabile”. “Se gli Stati Uniti e i loro alleati europei non avessero ceduto all’arroganza, all’illusione e all’idealismo liberal e si fossero invece affidati alle intuizioni fondamentali del realismo, la crisi attuale non si sarebbe verificata. Infatti la Russia probabilmente non avrebbe mai preso la Crimea e l’Ucraina sarebbe più sicura oggi. Il mondo sta pagando un prezzo alto per aver fatto affidamento su una teoria errata della politica mondiale”.

Mentre il realismo parte dal presupposto che la guerra è sempre possibile e che non ci si può fidare degli altri, il liberalismo divide il mondo in “Stati buoni” (quelli che incarnano i valori liberali) e “Stati cattivi” (praticamente tutti gli altri) e sostiene che i conflitti nascono principalmente dagli impulsi aggressivi di autocrati, dittatori e altri leader illiberali. “Per i liberal, la soluzione è quella di rovesciare i tiranni e diffondere la democrazia, convinti che le democrazie non combattano l’una contro l’altra, specialmente quando sono legate dal commercio, dagli investimenti e da un insieme di regole concordate”. In realtà (tanto per essere realisti) quella descritta da Walt non era una visione rosea delle relazioni internazionali, ma una vera e propria forzatura logica. Infatti, gli oppositori dell’allargamento della Nato, tra cui noti esperti come George Kennan, Michael Mandelbaum e l’ex Segretario alla Difesa, William Perry, avvertirono che la Russia lo avrebbe inevitabilmente considerato come una minaccia e che andare avanti avrebbe avvelenato le relazioni con Mosca. I sostenitori dell’espansione vinsero il dibattito sostenendo che avrebbe aiutato a consolidare le nuove democrazie nell’Europa orientale e centrale e a creare una “vasta zona di pace” in Europa. (…) “I dubbi della Russia sono aumentati quando gli Stati Uniti hanno invaso l’Iraq nel 2003 – una decisione che ha mostrato un certo disprezzo intenzionale per il diritto internazionale”. Questo comportamento ripetuto nella crisi libica e in quella siriana “spiega perché Mosca sta ora insistendo su garanzie scritte”. In realtà tali garanzie non sarebbero necessarie se la Nato e in primis il suo ineffabile e muscolare segretario generale, il norvegese Stoltenberg, si attenessero alla lettera e allo spirito del Trattato Atlantico. (…) Infatti, l’articolo 1 impegna le parti a rispettare lo statuto delle Nazioni Unite e a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale che pregiudichi la pace e la sicurezza. L’allargamento è stato da subito una controversia internazionale che pregiudicava la sicurezza e la pace. Gli articoli 5 e 6 sulla cosiddetta mutua difesa si riferiscono ai territori dei singoli Stati membri minacciati da attacco armato. E l’Ucraina non è compresa. L’articolo 7 stabilisce che il Trattato non pregiudica e non dovrà essere considerato in alcun modo lesivo dei diritti e degli obblighi derivanti dallo statuto alle parti che sono membri delle Nazioni Unite o della responsabilità primaria del Consiglio di Sicurezza per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. La Russia è parte delle Nazioni Unite e la politica della Nato ne ha leso i diritti, compromettendo la pace e la sicurezza di tutto il mondo.


Da questa lesione parte la reazione russa e sorprende che non sia scattata prima. L’articolo 10 stabilisce che le parti “possono”, con accordo unanime, invitare ad aderire al trattato ogni altro Stato europeo in grado di favorire lo sviluppo dei princìpi dello stesso e di “contribuire alla sicurezza della regione dell’Atlantico settentrionale”. Durante il vertice della Nato di Bucarest del 2008, il presidente americano George W. Bush, nonostante il parere contrario della propria intelligence, parlò espressamente dell’ammissione alla Nato di Georgia e Ucraina. Paesi che non potevano contribuire alla sicurezza dell’Alleanza, se non peggiorandola. Inoltre il vincolo dell’unanimità conferisce a ciascun membro un pari diritto di veto che ne rispetta la dignità ma lo rende anche individualmente responsabile delle conseguenze del mancato esercizio di tale di ritto. Quindi non impedire l’ingresso nell’Alleanza di tutti quei paesi che avrebbero alterato gli equilibri, minacciato la propria sicurezza e quella di altri paesi è stata una violazione del Trattato Atlantico e dello stesso statuto dell’Onu. Tutti sapevano che la Polonia e i paesi baltici avrebbero alterato tali equilibri e la Russia non era nelle condizioni d’impedirlo. Lo erano però la Germania, la Norvegia, la Francia, l’Italia e perfino il Lussemburgo, ma non hanno fatto o detto nulla (…)

Oggi tutti assistono stupiti al fatto che la Federazione è in grado di far valere i propri diritti e soprattutto le ragioni della propria sicurezza. Eppure la retorica imposta da un’annosa velina americana passata alla Nato continua a minacciare la sicurezza di tutti. “È un luogo comune in Occidente – scrive Walt – difendere l’espansione della Nato e dare la colpa della crisi ucraina solo a Putin. Ma Putin non è l’unico responsabile della crisi in corso, e l’indignazione morale per le sue azioni o il suo carattere non è una strategia. Né è probabile che sanzioni maggiori e più dure lo inducano a cedere alle richieste occidentali. Per quanto spiacevole possa essere, gli Stati Uniti e i loro alleati devono riconoscere che l’allineamento geopolitico dell’Ucraina è un interesse vitale per la Russia, che è disposta a usare la forza per difenderlo (…) L’indisponibilità degli Stati Uniti e dell’Europa ad accettare questa realtà di base è una delle ragioni principali per cui il mondo è in questa crisi oggi”. A queste considerazioni molto razionali e condivisibili si può soltanto osservare che l’idealismo attribuito ai liberal statunitensi è una comoda favoletta nella quale non crede più nessuno né in America né tanto meno altrove. Ogni pretesa idealista è stata smentita dai fatti. Non devono perciò sorprendere le azioni di Mosca e diventano vergognose le posizioni di quegli europei che oggi si ergono a garanti dell’integrità territoriale ucraina, quando sono stati i primi a violare il diritto internazionale e l’integrità di un paese sovrano europeo con la guerra e l’occupazione militare. L’Ucraina è oggi lo specchio di ciò che gli Stati Uniti, la Nato e l’Europa hanno fatto alla Serbia (al tempo Repubblica Federale di Jugoslavia comprendente il Montenegro) in e per il Kosovo. Erano tutti “liberal” quelli che fecero fallire i colloqui di Rambouillet per attaccare la Serbia (…). Erano idealisti quelli che bombardarono la Serbia per settanta giorni e con il pretesto umanitario inviarono contingenti militari a occupare il Kosovo, con un’operazione di “pace” che dura da 24 anni (…). Erano idealisti quelli che hanno riconosciuto l’autoproclamazione della Repubblica del Kosovo, sottraendo alla sovranità di Belgrado il cuore della cultura slava. Allora, è idealista anche Putin che con l’Ucraina ha fatto proprio il “modello Kosovo” inventato da noi e che tuttavia anche con l’invasione non ha ancora raggiunto la ferocia di uno di quei settanta giorni di bombardamenti che noi destinammo alla Serbia.