domenica 24 ottobre 2021

Abemus saltimbacam!




Sbottare

 


L'Amaca

 

Se Charlie Chaplin tornasse tra noi
di Michele Serra

Si moltiplicano le inchieste sulle condizioni di lavoro nella logistica, e in specie sulla spersonalizzazione del rapporto tra sottoposti e gerarchia, con i salariati ridotti a numero, a ingranaggio, a pezzi di ricambio: come in Tempi moderni di Chaplin, pensato e girato negli anni Trenta del secolo scorso, sublime parodia del fordismo e della catena di montaggio.
Chiunque passi accanto a quelle cattedrali orizzontali che sono i poli logistici, immani distese di merci spalmate lungo capannoni mai visti (ettari di estensione), tutti uguali a parte la mano di vernice, internamente definiti in centinaia di corridoi numerati, ha il diritto di domandarsi come potrebbero, luoghi simili, generare rapporti umani, non importa se conflittuali o amichevoli e solidali.
La nostalgia della bottega, dell’impresa familiare, del "piccolo e bello", è certamente passatista, e a rischio di essere reazionaria.
Però, per aiutarci a una migliore sintonia con l’epoca, qualcuno ci spieghi meglio, per favore, come si costruiscono umanità e qualità (concetti che mi permetto di apparentare) dentro le sterminate cubature, gli infiniti numeri. C’è sicuramente una ratio economica, dentro l’accorpamento delle attività umane in enormi assembramenti, e con altrettanto enormi concentrazioni di potere e di denaro in poche mani. Ma se Chaplin tornasse tra noi, quasi un secolo dopo Tempi moderni , ci domanderebbe: ma qualche passo in avanti, come mai non l’avete fatto, in tutti questi anni?

Anguille e Anguillara

 


Tra i tanti motivi che aveva Anguillara Veneta di farsi notare, ha scelto il più demenziale: domani il consiglio comunale probabilmente conferirà la cittadinanza onoraria ad uno dei più squallidi e triati figuri del panorama mondiale, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, un concentrato di inettitudine morale, resposabile del massacro di centinaia di migliaia di persone durante la pandemia, frutto delle sue idee ad minchiam negazioniste. Un misogino della malora, un incendiario della foresta amazzonica che sta mettendo a rischio l'intero pianeta. Un gerrafondaio, inetto, psicolabile. E che importa se il trisnonno di questo imbecille nacque ad Anguillara Veneta? Chi se ne frega!
E perché allora non scartabellare meglio gli archivi, che magari spunterebbe fuori anche qualche parentela con Belfagor, o con Lord Fener?
Cara sindaca di Anguillara Veneta Alessandra Buoso: non sarà che nella sua cervice scorazzino allegramente delle anguille?

sabato 23 ottobre 2021

Per capirci



Bisognerebbe sempre avere lo sguardo alla Marotta, per intenderci!

E infine Marco!


Bianco, rosso e pappone
di Marco Travaglio

Al Tribunale di Siena gli avvocati di B., che da un anno allontanano l’amaro calice della sentenza Ruby-ter con certificati che lo danno morente per il Tribunale e sanissimo per il Quirinale, tentano di bloccare i giudici sull’uscio della Camera di consiglio con una ricusazione, certissimi della condanna, mentre i turboforzisti, da Zanettin a Gasparri, strillano al complotto contro il miglior candidato al Colle. Ma i giudici, più spiritosi, assolvono: il pianista delle cene eleganti Danilo Mariani mentì ai giudici negando i bunga-bunga, fu condannato per falsa testimonianza e ricevette 170mila euro, ma mica è corruzione: B. l’ha premiato per come suonava, non perché non cantava.

Appena scoperto di essere innocente a sua insaputa, B. annuncia che sta cercando un “federatore del centrodestra” e avvia il casting spulciando la rubrica telefonica, come Verdone in partenza per Cracovia a ferragosto. “Pronto Denis, siccome mi si è creata una situazione strana e mi si è liberato un posto di federatore… Ah, stai ai domiciliari per bancarotta… Vabbè, restiamo in contatto”. “Pronto Marcello, ti ricordi di me? Come sarebbe a dire che sono io che mi sono scordato di te, non ho testimoniato al tuo processo e ti sei fatto sette anni per mafia? Eddài, che sofistico… Vabbè, alla prossima”. “Pronto Cesare, chi non muore si rivede! Volevo proporti… ma no, che hai capito, non di comprarmi altri giudici: ormai mi assolvono pure gratis! No, era per fare il federatore… Non federale: fe-de-ra-to-re! Ah, dici che ti bastano i 7 anni e mezzo che ti sei beccato al posto mio? Ok, senza rancore”. “Pronto Paolo, fratellino, mi sei rimasto solo tu! Cerco un sostituto… ma no, non per finire in galera! Ora mi serve un federatore. Ah, dici che non saresti credibile, tipo come editore del Giornale? In effetti… Salutami Minzo”. “Pronto Nicole, come andiamo con l’igiene dentale? Ah ah, sono sempre forte, lo so. No, è che pensavo a una federatrice… Non reclutatrice: fe-de-ra-tri- ce! Ah, te la menano ancora con la nipote di Mubarak? Ma ormai se la son bevuta pure i giudici e in Parlamento mi scambiano di nuovo per uno statista… Che c’entra ora il mio culo flaccido? A loro mica l’ho fatto vedere… Vabbè, ci sentiamo”. “Pronto Ruby, sono Papi, allora sei poi diventata maggiorenne? Eh eh, buona questa. Te l’ho mai raccontata quella della mela? Ah, la sai a memoria… No, è che mi si è liberato un posto… non al bunga-bunga, magari, bei tempi… Voglio lasciare il centrodestra in buone mani ora che trasloco al Colle e sei l’unica incensurata che conosco… Mi han tradito pure la Mariastella, la Mara e Renatino… Ah, dici che fanno bene? Vabbè, se la metti così… Salutami tanto zio Hosni”. “Pronto, casa Renzi?”…

Favolosa