sabato 17 aprile 2021

Antò!

 

Siamo al punto di non ritorno (speriamo bene)
di Antonio Padellaro
Fino a prova contraria sia il governo Conte sia il governo Draghi hanno affrontato e affrontano la questione delle riaperture sulla base delle evidenze scientifiche, e dunque di quel “rischio ragionato” (Dio ce la mandi buona) di cui ci parla Roberto Speranza. Nominato ministro della Salute da Giuseppe Conte e che l’attuale premier ha voluto accanto a sé nella conferenza stampa di ieri, anche come risposta agli attacchi abbastanza sconnessi di Salvini&Meloni. È la stessa continuità che si può riscontrare confrontando le riaperture annunciate da Draghi&Speranza con le riaperture contenute nel Dpcm Conte&Speranza del 18 maggio 2020. Più o meno siamo lì, a parte forse l’evidenza con cui oggi si consentono le “attività all’aperto”, dal momento che si è improvvisamente scoperto che il maledetto Covid non sopravvive en plein air. Proprio come succedeva agli spaventosi marziani della Guerra dei mondi (e come sostiene da tempo il mio giornalaio).
Sappiamo bene che alla speranzosa primavera di un anno fa seguirono la licenziosa estate del liberi tutti e il cupo autunno del tutti di nuovo a casa. A sentire gli aperturisti à gogo Renzi&Salvini, tutta colpa del Conte&Speranza che, evidentemente, non avevano aperto abbastanza. Uno schema che tuttavia il governo Draghi non potrà più ripetere per la semplice ragione che questa volta indietro non si torna. Per due ragioni evidenti. Prima di tutto per la presenza, piuttosto invadente, del Berlusconi&Salvini nella maggioranza di governo: della destra cioè che ha premuto e preme per un ritorno del Paese esattamente com’era prima che il contagio si diffondesse. Ma a impedire un eventuale contrordine sarebbe soprattutto la tenuta degli italiani che molto, ma molto difficilmente (è un eufemismo) accetterebbero di sottomettersi per la terza volta consecutiva alla segregazione fisica e alla paralisi di ogni attività. Come dimostrano le piazze già in avanzata ebollizione. È un punto di non ritorno che lo stesso Draghi ha in qualche modo annunciato con la riapertura al pubblico dello Stadio Olimpico, il prossimo 11 giugno, per la partita inaugurale degli Europei, Italia-Turchia. Afflusso ammesso al 25% della capienza il che equivale a circa 18mila spettatori. E se 18mila persone sono autorizzate a convergere in uno spazio comunque limitato, come li tieni tutti gli altri? Infatti non li tieni più. A Draghi&Speranza non sfugge certo che contagi e vittime ancora non accennano a diminuire, ma scommettono sulle vaccinazioni di massa che in autunno, nella malaugurata ipotesi di una terza o di una quarta ondata (abbiamo perso il conto) potrebbero costituire una barriera immunizzata al virus. È il “rischio ragionato” di cui ci parlano (che Dio ce la mandi buona).

Edizione straordinaria Ragogna!

 


Sul suolo degli allocchi

 


venerdì 16 aprile 2021

Non lo reggo più!



Solo uno scriteriato senza alcuna dignità, uno screanzato goffo e mononeuronico può detenere una bassezza, tipica dei peggior felloni, per intestarsi una decisione, rischiosa, frutto del sacrificio di tutti. Bignamicamente: una merdaccia!

Serra serrato sull'Amaca

 

Non sei tu il mio giudice

di Michele Serra

Che malinconia vedere una donna intelligente come Michelle Hunziker che decide di chiedere scusa “umilmente” per una microscopica battuta sugli occhi a mandorla dei cinesi, priva di qualunque intenzione offensiva. Un account moralista dei più cliccati, del quale non faccio il nome perché ha già quasi tre milioni di seguaci, aveva lanciato l’accusa di razzismo: che è come accusare l’ispettore Clouseau di attività antifrancesi perché parla con la erre arrotata (oddio, non vorrei avere dato l’idea per una nuova crociata online).
Si è scatenato il solito inferno di insulti e minacce — a quanto pare non di cinesi — e i due conduttori di Striscia, Hunziker e Scotti, si sono sentiti in dovere di scusarsi.
Esprimendo loro la solidarietà che merita ogni vittima di linciaggio, mi permetto di dire che hanno fatto male. Bisogna alzare la testa e reggere l’urto ricattatorio dell’inquisizione online che promulga sentenze e commina pene, trasformando pagliuzze in travi e tenendo per le palle (non mi scuso per il riferimento sessista) persone, aziende, artisti che hanno il terrore di vedersi additare alla pubblica esecrazione, dunque di perdere popolarità e reddito.
Le aziende stanno dimostrando in media, nei confronti del fenomeno, una pavidità veramente imbarazzante. Nella loro attività comunicativa ormai accettano di vivere sotto ricatto: basta un avviso di garanzia di account come quello che ha messo in croce Hunziker, e si dichiarano colpevoli in partenza pur di evitare nuove vergate. Tocca dunque alle persone cominciare a rispondere, prima che sia troppo tardi. Chi ha la coscienza pulita risponda: non sei tu il mio giudice.
Non mi fai paura. Anche se è un giudice con milioni di follower.

Arrivano anche loro!

 




Che succede in Alloccalia?