Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 10 febbraio 2021
Nessuna differenza
Il Mondo Frammezzo
La derisione di molti sciocchi eccellenti in merito alla votazione sul portale Rousseau, alimenta ed evidenzia, se ancora ce e fosse bisogno, l'arte efficientissima del denigrare il M5S, e non conta una mazza se l'idea di prorogare la scuola fino a fine giugno, tra l'altro osteggiata dal corpo insegnante - chissà perché...-, eruttata dalla nobile mente dragoniana, fu in tempi passati proposta dal dimissionario ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, seppellita da un coro di pernacchie dai soloni classici di questi anomali tempi e corroborati dalla pletora di pennivendoli a libro paga dei Giornaloni finanziari, reggenti l'attuale mefitica aria di "tutti in tolda!" che il buonismo abbattente la democrazia partitica sta spargendo a piene mani.
Ricomponendo il delirio pregno di sfottò, si evince che una componente politica di questo tanto bistrattato paese, che decide di dare la parola definitiva ai suoi iscritti, venga vituperata da tutti gli altri che non s'accorgono di quanto sia inutile il loro appoggio alle altre aziende millantanti di essere partito politico, presa in giro che partendo dall'impossibilità di determinare la componente rappresentativa nel parlamento attraverso il nobile diritto di esprimere le preferenze, fino ad arrivare all'agghiacciante inversione di rotta decisa dai propri segretari, come nel caso attuale ove, sgomenti, assistiamo al probabile assiepamento di PD, Lega, Farsa Italia, Leu e chissà, lo stesso M5S. Roba da non credere, da far impallidire gli antichi padri!
Lasciando la parola finale al proprio elettorato, tra cui anch'io, il M5S insinua una lancia nel costato dell'ipocrisia democratica, che in tutti questi anni ha fatto ciò che meglio gl'aggradasse, sbattendosene altamente gli zebedei nei confronti della leale appartenenza ad un colore politico, rappresentante per molti un modo univoco per sentirsi parte essenziale dei rispettivi progetti.
Tra le tante debacle che hanno afflitto il M5S la più eclatante è stata quella di non riuscire a rimanere al bordo del gorgo mediatico, trappola mortale tesa da coloro che reputano la politica, un mestiere. Le farneticazioni, l'alterazione costante e proficua della verità, lo sbeffeggio perseverante, hanno permesso che il tanto di buono legiferato, finisse nel suddetto gorgo del ridicolo, fagocitante l'intero movimento.
Cambi tutti i banchi nei tempi stabiliti? Ahahaha ma ci sono quelli a rotelle, capiamoci: anch'io ritengo quest'approvvigionamento una cagata colossale! Ma sono solo il dito, la Luna è la sostituzione completa di migliaia di mono banchi per una maggiore sicurezza scolastica.
Permetti a tre milioni di persone esangui di ottenere un reddito accompagnante essi stessi nel recinto della dignità? Ahahah se ne stanno tutti sul divano ad aspettare l'assegno e poi c'è uno zio di un boss che lo ha preso anche lui!
Lo spread ad agosto 2019 era di 222 punti, il 6 gennaio 2021 106 punti, ballando molto durante la crisi pandemica, ma dimezzandosi durante il premierato Conte? Ahahah il grandissimo Draghi lo ha abbassato in un solo giorno di 10 punti!
Sono stati aboliti i vitalizi parlamentari, si è ridotto sensibilmente il numero di deputati e senatori mediante un applauditissimo referendum costituzionale? Ahahah Di Maio e company continuano ad usare le scorte!
Sono state bonificate le terre vandalizzate da orchi senza scrupolo col decreto "Terra dei Fuochi"? ahahah ma il bonus biciclette col cavolo che è stato possibile utilizzarlo!
E' stata approvata la legge Anticorruzione che, finalmente, manderà in galera i corrotti incamiciati? E' stata legiferata la trasparenza finanziaria di partiti e fondazioni politiche? E' finalmente legge la lotta agli evasori col sacrosanto tintinnio di manette? Ahahah Bonafede è un clown!
Questa dunque la castronata maggiore del M5S: non aver saputo respingere il famigerato gorgo mediatico insufflante in moltissime cervici assonnate dal "babbanesimo imperante" l'idea comune che confeziona loro l'abito di incompetenti, grazie all'abile maestria di "far di tutta l'erba un fascio."
E per polverizzare questa nomea, non resta che la figura per fortuna amata del Premier Giuseppe Conte. (confermo il mio NO all'entrata dentro ai bisunti recinti del futuro assembramento dragoniano)
Tris con Robecchi!
La metamorfosi. Oggi uno va a letto sovranista e si sveglia europeista
Lasciamo da parte l’agiografia canaglia, i 768.000 compagni di scuola di Draghi già censiti dai giornali (era il più bravo), le notazioni sportive (calcio, basket, sempre insuperabile, non si hanno notizie su hockey e sci di fondo, ma arriveranno), il casale in campagna, la moglie silenziosa, il rigore morale, eccetera eccetera. Sarebbe facile farci dell’ironia, ma suonerebbe tutto già sentito, perché se c’è una stupidaggine nazionale storica è quella dell’esultanza per la scoperta geografico-politica dell’ultima spiaggia. Era “l’ultima spiaggia” Monti, era “l’ultima spiaggia Renzi”, e si è visto. Ora c’è questa nuova “ultima spiaggia”, Draghi, il che fa supporre che basta, chiuso, spiagge buone non ce n’è più, e l’alternativa è schiantarsi sugli scogli. Invidio l’abbondanza di litorali balneabili, ecco, mettiamola così.
Sistemata la questione entusiasmo, comprensibile e in qualche modo prevista, resta sospesa a mezz’aria la vecchia favola, sempre affascinante, del “governo dei migliori”. Ma per ora, non conoscendo nomi e biografie di questi migliori, si accetta che ci sia un governo del migliore – Draghi – e tutti gli altri più o meno quelli di prima, cioè i peggiori, cacciati in vari modi, sbertucciati per mesi, accusati di ogni schifezza. Avremo dunque quelli che mangiavano i bambini a Rignano insieme a quelli che rivogliono la lira, insieme a quelli che insistono per ricoprirci di soldi se stiamo sul divano a fare un cazzo, che è l’interpretazione del Reddito di cittadinanza di quelli che non ne hanno bisogno, eccetera eccetera. E anche qui si potrebbero fare notazioni linguistiche interessanti, per esempio perché parole come “ammucchiata” o “accozzaglia”, diventino di colpo “responsabilità nazionale”. Insomma, una riforma la si è già portata a casa, quella del vocabolario, con il Mattarella-Draghi al posto del Devoto-Oli.
È tutto un girarci intorno, però, mentre la questione centrale resta un’altra, quella del “commissariamento della democrazia parlamentare” con tutto il contorno di commenti su una classe politica che “ha fallito”, i partiti che “sono morti”, e altre sentenze simili, per cui è ora che arrivi uno bravo e rimetta le cose a posto. Appoggiato però – Comma 22 – dalla stessa classe politica che “ha fallito” e dagli stessi partiti che “sono morti”. Mah.
Allo stesso tempo, per onestà e completezza, va detto che sì, in effetti, non è facile assolvere la politica così come la vediamo oggi. Non per nostalgia, ci mancherebbe, ma le svolte politiche appartenevano un tempo a noiose consuetudini e riti, tipo discussioni interne, votazioni, congressi (qui un po’ esagero), persino discussioni nella base (qui esagero troppo), e comunque scontri tra affinità e divergenze. Oggi – superate quelle vetuste antichità – uno va a letto sovranista amico di Orbán e si sveglia europeista fan della Von der Leyen, come un Gregor Samsa alla rovescia, che si corica scarafone e si sveglia persona normale.
Si ride di questa assurda metamorfosi, ma non è l’unica. C’è anche la metamorfosi di tutti quelli (tutti, quindi) che amano usare la parola “mai”, una fesseria, perché dire “mai con questo” e “mai con quello” e alla fine doverci andare a vivere per forza, non è una bella figura. Un mimetismo tattico che non incoraggia, diciamo, la rivalutazione delle forze politiche in campo (eufemismo); o meglio insegna a tutti che principi sventolati come sacri, punti fermi, valori non negoziabili, erano alla fine non troppo fermi, non troppo sacri e negoziabilissimi.
Con Silvia
Travagliata mattina
Memento Monti
