L’atto di disobbedienza civile è una forma di protesta di per sé ammirevole. Presuppone però una seria e perspicace organizzazione che continui, ampliandola, la battaglia che, in determinati momenti, può portare anche ad un moto rivoluzionario. Se delle persone, un partito, una città la perseguono, la devono applicare e necessariamente intraprendere sempre, ogniqualvolta vengano a mancare o ad alterarsi i doveri e soprattutto i diritti dei cittadini. Nella fattispecie il gesto della Capitana può essere annoverato tra queste forme di dissociazione sociale e conseguentemente diventare per alcuni ammirevole. Altra cosa è il sostegno dato a spot da parte di chi, e questa è già storia, ha pensato bene di nascondersi allorché in anni passati molti cittadini onesti furono depredati dei loro beni da ribaldi senza dignità, appioppando loro ninnoli prosciuganti conti correnti. L’appoggio a forme di disobbedienza civile quindi rischia di trasformarsi nell’ennesima farsa politica ad opera di un coacervo di idealismi impossibilitati a fondersi tra loro, vista la distanza abissale delle varie vedute sociali ivi contenute, i quali, ad intermittenza e per puro tornaconto elettorale, abusano di eventi per tentare un ritorno a galla, inconcepibile proprio per il suddetto appoggio a ticket; praticamente e per esemplificare il tutto, Orfini che con la bandierina si reca sul molo di Lampedusa per portare solidarietà alla cosiddetta Capitana, esemplifica completante quanto testé asserito.
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 28 giugno 2019
Sarcasmo
Sia chiaro! Quei 42 poveretti vanno sbarcati. Subito!

Signori, avrei pure da segnalare un mio prozio che si diverte a passare col rosso asfaltando tutti quelli che incontra, alla sera va a cercare gli autovelox per tentare record di velocità, ed è sempre tranquillo perché tanto le multe non gli arrivano essendo evasore totale. Grazie e un saluto! Ah un’ultima cosa: ma la raccolta di fondi per quegli sfigati di Amatrice l’avete sospesa vero? Avete fatto bene, tanto chi se li caga più quei pastacottari tremolanti? Complimenti per l’iniziativa anche da parte del mio prozio!
Signori, avrei pure da segnalare un mio prozio che si diverte a passare col rosso asfaltando tutti quelli che incontra, alla sera va a cercare gli autovelox per tentare record di velocità, ed è sempre tranquillo perché tanto le multe non gli arrivano essendo evasore totale. Grazie e un saluto! Ah un’ultima cosa: ma la raccolta di fondi per quegli sfigati di Amatrice l’avete sospesa vero? Avete fatto bene, tanto chi se li caga più quei pastacottari tremolanti? Complimenti per l’iniziativa anche da parte del mio prozio!
giovedì 27 giugno 2019
mercoledì 26 giugno 2019
martedì 25 giugno 2019
Ci risiamo
Esultano, faticando a rimaner lucidi, Lor Signori alla notizia che le Olimpiadi Invernali del 2026 si svolgeranno a Milano-Cortina. Inquieta riveder certe facce distese e sorridenti alla notizia della scelta del CIO, anche perché molte nazioni si sono saggiamente ritirate dalla corsa in virtù di studi internazionali decretanti il disavanzo economico tra le nazioni organizzatrici di eventi olimpici, dato al 95% dei casi. Ma in questa terra martoriata ed assetata da grandi eventi, da grandi opere, da grandi spartizioni, in questi tempi di carestia dove, per fortuna, degli screanzati hanno cominciato a verificarne le cause e soprattuto gli effetti benefici delle tanto adulate Grandi Opere, attese da molti come la rugiada dagli arbusti assetati dal sole, ogni progetto che plana, come gli aerei di Alitalia al tempo di Luca Cordero, irrora le papille gustative di chi, è un dato di fatto, ha sempre contribuito ad assestare colpi ferali al bilancio statale, senza preoccuparsi minimamente delle ricadute erariali, vedasi Italia 90 diretta e curata dallo stesso Luca Bellachioma o Torino 2006 che ancora stiamo continuando a pagare, con impianti tipo quello del bob divenuto nel frattempo cattedrale nel deserto .. ops! nella neve.
Pescante, Carraro e lui, Malagò gò gò, e poi Beppe Expo gioiscono ben sapendo che da qui al 2026 sarà un dedalo di progetti, progettini, adattamenti di strutture già esistenti, sulla carta il 93%, aumenti di costi, varianti, contro varianti, codicilli, urgenze, bandi e quant'altro fu studiato e modellato da tempo immemore per consumare denaro pubblico in nome del ritorno d'immagine.
Pescante, Carraro e lui, Malagò gò gò, e poi Beppe Expo gioiscono ben sapendo che da qui al 2026 sarà un dedalo di progetti, progettini, adattamenti di strutture già esistenti, sulla carta il 93%, aumenti di costi, varianti, contro varianti, codicilli, urgenze, bandi e quant'altro fu studiato e modellato da tempo immemore per consumare denaro pubblico in nome del ritorno d'immagine.
Per fortuna e per testardaggine della Sindaca più odiata della storia, abbiamo evitato il salasso delle Olimpiadi estive a Roma, e per questo la Raggi dovrebbe essere fatta santa subito. Non siamo riusciti a scansare le invernali del 2026, per fortuna a budget ridotto rispetto all'altra tipologia, mentre tutt'attorno giornaloni e profeti proni si compiacciono di tale manna olimpica, in questo tempo di chiamparinate pro tav, di occultamenti, di desertificazioni mediatiche riguardo ad uno dei più grandi bottini della storia recente, il Mose veneziano che ancor prima di entrare in funzione necessita già di costosissima manutenzione; di arsura generalizzata agognante betoniere e manodopera a buon mercato, innescanti sensazioni d'inquietudine come veder aprire un'enoteca nei pressi di un centro di alcolisti anonimi.
lunedì 24 giugno 2019
Casualmente
Casualmente, solo casualmente ieri sera ho avuto la sfortuna, o fortuna non saprei, forse il fatto che oggi ne scrivo potrebbe essere ascrivibile alla buona sorte e poi menoxmenofapiù, di assistere ad un breve passaggio su Rai Uno di uno spettacolo, classico dispensatori di premi, musicale presentato da Carlo Conti, abbronzato al solito.
Chiamava sul palco personaggi strani, mai sentiti, per via che sto invecchiando o per il fatto che la spazzatura la guardo solo per differenziarla? Non lo so ma credo che il brutto sia brutto ad ogni età, tutti tatuati, uno vestito con un pantalone e giubbotto rosso paonazzo aperto con sotto niente se non una serie globale di scritte perenni, disegni al solito spavaldi della spavalderia divenuta normalità visto l'altissimo numero di corpi trasformati in taccuini di questa stolta era, e nell'attimo in cui è stato accolto da applausi ho creduto, sperato, implorato che la sua esibizione finisse lì, come dire "ecco mi sono pure fatto una scritta sulla testa pelata, che ne pensate? Dai applauditemi che il mio numero finisce qui e rientro nel camerino!" E invece no: ha preso il microfono ed ha iniziato a sciorinare frasi sconnesse, al ritmo meschino che ora va tanto di moda, e non ho nulla contro i suoi estimatori, rivendico solo il diritto sacrosanto di critica, assatanata ma pur sempre critica, e quello che più mi ha rattristato è stato vedere ragazzine andar dietro a quelle parole pescate in una cesta poco fornita, a voler significare che costui ha dei fans, del seguito, che frasi come "guardami mentre sto tamponando, mi chiamo Fernando per gli amici Nando" hanno proseliti, qualcuno le canticchierà al mattino. Esterrefatto per tanta sconcezza, mi sono domandato dove fosse finita l'arte e se questo folcloristico rumore possa aver un seguito, un ricordo, un archivio da cui, tra dieci anni, attingere tali, a mio parere, nefandezze.
Se piace, a me non interessa. Sono libero di criticare come meglio mi pare e dir la mia senza fronzoli, né remore.
Questi dispensatori di fetecchie, per me, per me, sono avanguardia di un tempo senza spessore, senza arte né parte. Non voglio zittirli, credo nella libertà, non sono qui a spernacchiare i giovani adoranti questi scarabocchi parlanti. Ho il diritto di evidenziarne la vacuità, il futuro anonimato, la mancanza di storia. Che potrebbe essere un requisito di questi tempi, ci mancherebbe. Ma che a me non piace. Punto.
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