mercoledì 12 giugno 2019

Ingiustizie




Così si scrive!


mercoledì 12/06/2019
Fritture alla Berlinguer

di Marco Travaglio

Nicola Zingaretti, che ci ostiniamo malgrado tutto a considerare una brava persona, ricorda sul suo blog Enrico Berlinguer a 35 anni dalla morte. E ne ha facoltà: iniziò la sua carriera politica nella Fgci quando il segretario del Pci era Berlinguer, ai cui funerali partecipò “tra fiori e lacrime portando una delle tante corone”. E ora guida il partito che, tra varie peripezie, fusioni e scissioni, discende (anche) dal Pci e prende (anche) una parte dei suoi voti. La figlia Bianca dice di domandarsi spesso cosa direbbe suo padre se fosse vivo (avrebbe 97 anni). E abbiamo come il sospetto che, col Pd, sarebbe tutt’altro che tenero. Difficilmente chi chiamava Craxi “il gangster” e ruppe con i “miglioristi” Napolitano&C. perché volevano l’abbraccio con quel Psi, apprezzerebbe un partito che si ricorda di lui ogni 11 giugno e negli altri 364 giorni dell’anno continua a inseguire il craxismo, cioè il rampantismo, il clientelismo e talvolta il tangentismo. E non solo per colpa di Renzi: l’oscena riabilitazione del gangster risale a D’Alema, Fassino e Veltroni ben prima del figlio di babbo Tiziano.

Ora Zingaretti dice di voler rinnovare il Pd partendo da Berlinguer: “recuperare un patrimonio di serietà, di etica pubblica e privata” e “combattere con ogni forza la battaglia del rigore e dell’intransigenza nella prassi della politica”, partendo dalla celeberrima “intervista di Berlinguer a Scalfari sulla ‘questione morale’’’ del 1981, con una “lotta senza quartiere alle bande, ai clan, agli egoismi e agli interessi particolari”. Forse ricorda poco e male quell’intervista, tanto citata per il titolo quanto dimenticata per i contenuti. Altrimenti sorvolerebbe. Perché, a rileggerla, suona come un durissimo j’accuse ai partiti d’oggi, Pd incluso. Quando Berlinguer diceva che “i partiti non fanno più politica”, ma “sono macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune… Non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un ‘boss’ e dei ‘sotto-boss’”, si riferiva alla Dc e al Psi; ma oggi potrebbe tranquillamente descrivere il Pd. Idem quando aggiungeva che “i partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo”.

E ancora: “Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai Tv, alcuni grandi giornali. E il risultato è drammatico. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti”. Come se Berlinguer, nel 1981, avesse letto gli atti delle ultime inchieste sulla sanità in Umbria e sugli appalti in Calabria, che vedono indagati l’ormai ex governatrice Pd Catiuscia Marini e il governatore Pd Mario Oliverio, col fior fiore della classe dirigente dem. O le carte dell’indagine di Perugia sui conciliaboli notturni fra i deputati Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri con membri del Csm e capi-corrente togati sul nuovo procuratore di Roma.
Che ha fatto Zingaretti in quei tre casi? In Umbria si è rimesso al buon cuore della Marini, che prima s’è dimessa, poi ha respinto le proprie dimissioni, poi se n’è andata di nascosto quando la frittata era fatta. In Calabria non ha detto una parola, infatti il plurindagato Oliverio e la sua corte sono tutti ai posti di combattimento. Sul Csm, ha convocato Lotti (non Ferri) e ha subito chiuso il caso perché “Lotti mi ha assicurato di non aver fatto nulla di illegale”. E se lo dice lui… Come se quella fosse una faccenda penale (né Lotti né i magistrati suoi interlocutori sono indagati per essersi parlati, ma per quel solo motivo quattro membri del Csm si sono sospesi su richiesta del Quirinale), e non di opportunità politica e di conflitto d’interessi (l’imputato per Consip che discute del neoprocuratore che sosterrà l’accusa contro di lui). In una parola, una “questione morale”, che Berlinguer sapeva distinguere da quella giudiziaria: “La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, con la guerra per bande”. Il Pd non ha un codice etico e un collegio di probiviri per farlo rispettare? Sì, li ha. Che aspetta a deferirvi Lotti e Ferri perché siano espulsi? E che c’entra col sedicente partito di Berlinguer il neosindaco Pd di Capaccio-Paestum, braccio destro del governatore Pd Vincenzo De Luca e re delle fritture di pesce clientelari, indagato per voto di scambio con la camorra e festeggiato domenica notte da un corteo di ambulanze a sirene spiegate di proprietà di un imprenditore appena condannato in Cassazione per estorsione mafiosa? E come spiegherebbe Zingaretti al compagno Enrico l’alleanza in Sicilia con Miccichè, braccio destro di Dell’Utri pregiudicato per mafia? In attesa di tempi (e Pd) migliori, Berlinguer è meglio lasciarlo nella tomba. E sperare che non ci si rivolti troppo.

Quello scatto...


Sette ore di Pronto Soccorso, tu al di là della porta su una barella a farti curare, era tutto pieno, sottostimato come al solito, gli eroi che correvano di qua e di là, in quegli sgabuzzini adatti ad un paesotto non ad una cittadina come la nostra, ma questo è un altro problema creato nei decenni da orchi senza scrupoli, ah le parole di Enrico nella celebre intervista di Scalfari, trent’otto anni fa! Io in sala d’aspetto a trescare con il tempo, coi pensieri che mai t’abbandonano in situazioni come questa. Le ore snocciolavano, le domande no: avrà sete? Dove l’avranno portato? Poi sul far della sera la chiamata, entro dentro e subito ti vedo sereno e poi quel tuo scatto, quel virgulto di gioia irrefrenabile nel vedermi, quel tripudio di affetto, di amore che mi hai manifestato! Nessuno potrà mai replicare, rinvanghire, clonare, rimodulare la tipologia di affetto propria dei genitori. Un’esclusiva irripetibile da nessuno, neppure dal miglior cinese. Quello scatto di emozione, di cuore sibilante mai mi abbandonerà più, l’ho già rivissuto, compartecipato svariate volte che sono passate solo una manciata di ore, figurati andando avanti! Per quello scatto riuscirò a comprendere molto altro ancora, a contemplare meglio la parola amore, a riflettere levando gli occhi al Cielo. La gratuità che si incarna, si materializza per spronarmi a cercar altrove, volando alto, molto alto. Per quello scatto mi sento migliore, effervescente, dinamico, volenteroso, nuovo. Grazie di tutto, come sempre!

martedì 11 giugno 2019

Arridaje!


Eccome se ha già pagato un prezzo altissimo! Me ne ricordo eccome! A quel tempo mi pare governassero la città gli Alabardi, o forse i Corrigeni, no, no! Ah si ecco: erano i tempi del partito Brandenbardigo Unito!

Domandina




Scusi segretario: ma il primo dei tre insegnamenti lo avete recepito in finnico con sottotitoli in lingua maori?

Perché parla?



E ti pareva che non stesse zitto chi invece ha portato la sinistra dalla parte sbagliata ad amoreggiare con un pagatore seriale di tangenti alla mafia?

Strana routine


Sai che succede, è successo, risuccederà: questa routine oramai consolidata, un mese o poco più, e ci tocca andare al Pronto Soccorso, diventi giallo mannaggia, poi non mangi, non hai fame, ti vedo nervoso, maledici quel braccio inanimato, quella gamba che non ti sorregge, e tu sai e quanto mi trasmetti di voglia smaniosa di rivederla funzionare, sorreggendoti, non per camminare e andare chissà dove, solo per riagguantare l’indipendenza di andare in bagno da solo, un’azione che da quando me l’hai evidenziata la soppeso, la gusto, ne ricerco rivoli di beltà, veri come la tua voglia di riviverli. Dicevamo la routine, lo sbuffo per quei due, tre giorni trafitto da flebo, da esami, da quel piccolo intervento che ti permette nel mese seguente di vivacchiare, sprigionando però il meglio di te, l’apertura del tuo scrigno tanto prezioso da confondermi sempre quando lo ammiro. Sai però papà che la routine non è per sempre? Anch’io non lo sapevo, mi hanno informato: se quel qualcosa che spinge, continuerà a farlo arriveremo al punto che il tagliando non si potrà più fare, perché ci sono regole in natura che sovrastano sentimenti quale l’amore. Sono principi fondanti e perfezionanti la vita, la natura ha un suo compimento, c’è un appuntamento che nessuno riesce a procrastinare. Dico queste cose solo perché appunto me le stanno trasmettendo, e annuisco come un cretino, bleffando spudoratamente al riguardo. Non è vero un cazzo che le abbia fatte mie! Rifiuto ancora oggi che possa accadere il naturalmente normale, il ciclo biologico che s’immota, ne aborro solo il pensarvi, non me ne frega nulla di passare per fanciullesco o portatore insano di baggianate. Me ne frega meno che zero di quello che mi vorrebbero far credere, forse a giusta ragione per carità, frasi becere tipo “eh ma è arrivato ad una bella età” o “ci metterei la firma per arrivare alla sua età!” oppure “l’ho importante è che non soffra!”
Niente di tutto questo potrebbe attenuare la mancanza di te, nessuno quaggiù e forse lassù riuscirebbe a farmi sussultare d’emozione come quando ci incontriamo al mattino, con quel tuo sorriso sorgante, abbracciante tutto me stesso, che ci doni al di là di ogni dolore, sofferenza, inquietudine. 
Niente e nessuno potrà sminuzzare questo legame, forse troppo forte, ma stupendamente bello! Combatti leone!