mercoledì 10 aprile 2019

Scoop!


Grazie ai nostri potenti mezzi siamo venuti a conoscenza di un'anomalia astronomica.
Avrete certamente sentito la notizia della prima foto di un buco nero, definita da molti la fotografia del secolo. 
Bene, da quanto ci risulta ci dovrebbe essere stato un grosso problema tecnico. Sono notizie top secret naturalmente che pochi nel mondo conoscono. 
Questa è la ricostruzione del fattaccio planetario: 


Tarlo


Aver la fortuna, anzi, la sfortuna di ascoltare per intero su radio Capital il gianninizzante programma Circo Massimo, ti apre a delle considerazioni altisonanti del tipo che, gruberando in puro stile Bilderberg, il mettere a riposo lavoratori a quota 100 e dare un decoroso reddito di cittadinanza a chi vive nella vergogna della difficoltà economica, siano attività politiche oggetto di derisione, di sfottò da parte di chi, appunto, gianninizza l’attuale panorama. Manca la crescita, si dice, in questo coacervo di propaganda Gedi, struttura in mano ai potentati economici Fca; quella crescita che è conformata a pochi eletti ed elettori, timorosi da sempre e refrattari a pagar giusti balzelli. Crescere per continuare ad aumentare il divario tra le classi sociali, per “ce lo chiede l’Europa”, per distendere il botulino su labbra gruberiane, per agevolare chi non è mai satollo d’ingurgitare, per placare ansie da accatastamento dei soliti noti. Per la prima volta da tempo immemore il popolino ha compreso che finora le elargizioni furono solo semplici brioche lanciate a loro dai piani nobili, recitanti mefitici copioni di solidarietà fasulla, tipica dell’Era del Ballismo. Or che la gente sta finalmente mumblerando, ai devoti del gianninismo non resta che temere l’avvento dello spauracchio storico di casta - quel tarlo mai sincero che chiamano "Pensiero”- (cit.)

martedì 9 aprile 2019

Se fosse...



Fosse umano stasera si dovrebbe chiudere nel cesso e tirare la catena!

Rumors







Punti di vista



L’Io è insalvabile. È solo un nome. È solo un’illusione. È un espediente che utilizziamo nella vita pratica per ordinare le nostre rappresentazioni. … L’intero mondo interiore ed esteriore, il mio io e l’altro da me, è soltanto una massa vischiosa, che qui diviene più densa e là sembra sul punto di liquefarsi.

Hermann Bahr

Finalmente!


Era ora che qualcuno lo scrivesse!

martedì 09/04/2019
E la Spazzaevasori?

di Marco Travaglio

Ci risiamo. Si riparla del Def e si risentono le solite supercazzole sul taglio delle tasse (impossibile), il recupero dell’evasione (le solite briciole), la spending review (buonanotte), la vendita degli immobili dello Stato (ciao core), altri condoni travestiti da “rottamazione delle cartelle”, stavolta per le tasse comunali (quattro spicci). Sarebbe ora di piantarla e parlare una volta per tutte di cose serie. Magari dopo l’ennesima campagna elettorale che inquina tutto il dibattito a colpi di propaganda: la Flat tax (Salvini), la riduzione delle aliquote per il ceto medio (Di Maio), il no alla patrimoniale (Salvini, Di Maio e Zingaretti). Quando si sarà votato per le Europee, chi vuol fare politica seriamente e smetterla di prendere in giro i cittadini dovrà dire la verità: e cioè che la Flat tax, intesa come aliquota unica per tutti è incostituzionale, perché contraddice il principio di progressività fissato dalla Costituzione; una patrimoniale sulle grandi ricchezze è doverosa, a cominciare dal ripristino della tassa comunale sugli immobili oltre un certo valore (previa riforma del catasto); la riduzione delle aliquote, se equa, è non solo auspicabile, ma sacrosanta, visto il carico fiscale insopportabile che grava su chi le tasse le paga anche al posto di chi non le paga. Ma dev’essere “coperta” finanziariamente: per evitare di scavare altre voragini nel bilancio dello Stato, che produrrebbero la chiusura di scuole, asili, caserme, ospedali e altri servizi pubblici, prima bisogna metter mano drasticamente ai reati fiscali. Due mesi fa, il ministro della Giustizia Bonafede dichiarò al Fatto che intendeva riformarli, come da Contratto, iniziando a smantellare le soglie di impunità inventate dal centrosinistra negli anni 90 e alzate dal governo Renzi. Di Maio appoggiò il Guardasigilli, mentre da Lega, FI e associazioni avvocatesche si levarono i soliti gridolini di dolore. Poi non se ne seppe più nulla.

Come sempre, si parla di questa materia come se riguardasse magistrati, avvocati e imputati: “garantisti” di qua, “giustizialisti” di là, polemiche sui presunti “scontri fra giustizia e politica”. Invece la questione riguarda le tasche di tutti noi cittadini e anche qualcosa di più nobile: il principio di eguaglianza fissato dall’articolo 3 della Costituzione. Che da tempo immemorabile viene sistematicamente violato per legge: oltre 10 milioni di evasori beneficiano dei diritti civili e dei servizi pubblici pagati da 30 milioni di contribuenti fedeli, in gran parte lavoratori dipendenti e pensionati. Chi non paga le tasse o ne paga meno del dovuto vota come chi le paga fino all’ultimo cent.

E utilizza scuole, asili, ospedali, caserme, strade, aeroporti, ferrovie, autobus e tutti gli strumenti e le agevolazioni del Welfare anche se non vi ha contribuito. Come se fosse un cittadino modello, anziché un ladro parassita che andrebbe escluso da ogni diritto e servizio. Si confonde nella massa, perché nessuno lo smaschera. Se il sedicente “governo del cambiamento”, con tutti i suoi errori, contraddizioni e omissioni, ha ancora un senso, è proprio per farla finita con questo scandalo. Altrimenti, meglio che defunga. Come si volta pagina? Tracciando una linea retta e netta tra chi fa il suo dovere e ne paga le conseguenze, e chi fa i suoi porci comodi e non paga mai pegno. Oggi, grazie alle insormontabili soglie di non punibilità made in Renzi, chi volesse finire in galera per reati fiscali non ci riuscirebbe nemmeno se si impegnasse. Non commette reato né di evasione né di frode, dunque sfugge al controllo della magistratura, chi non versa ritenute fino a 150 mila euro (prima era 50 mila); chi evade l’Iva fino a 250 mila euro (prima era 50 mila); chi presenta una dichiarazione dei redditi infedele fino a 150 mila euro (prima era 50 mila) o una dichiarazione fraudolenta occultando redditi fino a 1,5 milioni (prima era 1 milione); chi omette del tutto di dichiarare redditi fino a 50 mila euro (prima era 30 mila). Uno schifo addirittura peggiore del sistema introdotto dall’ultimo governo B., in cui Tremonti – complice la crisi mondiale – aveva un po’ abbassato alcune soglie di impunità targate centrosinistra. Una vergogna che da tre anni costringe le Procure che avevano avviato migliaia di indagini e sequestri di beni in base alle vecchie soglie ad archiviare e a restituire il maltolto ai ladri non più punibili.
Queste soglie, di per sé criminogene, diventano un’istigazione a delinquere per chiunque compari i vantaggi (abnormi) e i rischi (irrisori) dei reati fiscali. Infatti intere categorie di lavoratori autonomi risultano guadagnare meno dei loro dipendenti. E l’Italia detiene il record europeo dell’evasione: dai 120 ai 150 miliardi all’anno. Un enorme serbatoio di nero che però, per un vero “governo del cambiamento” potrebbe diventare un’opportunità: basterebbe garantire pene certe anche per gli evasori, come si è fatto con la Spazzacorrotti per i reati contro la Pa, per recuperare subito, a costo zero, una parte del maltolto. Puntando sull’unico fattore deterrente che funzioni sui colletti bianchi: la paura della galera. Se l’evasione scendesse anche solo del 20%, il governo si ritroverebbe in cassa un tesoretto di 24-30 miliardi l’anno da redistribuire ai contribuenti fedeli. E, allora sì, potrebbe ridurre le tasse a cittadini e imprese. Quindi Tria, o chi per esso, può pure provare a recuperare qualche miliardino con spending review, condoni, alienazioni del patrimonio e altri pannicelli caldi già storicamente falliti. Ma il vero Def e la vera manovra finanziaria deve farli Bonafede, con una legge Spazzaevasori. Se i 5Stelle vogliono differenziarsi dalla Lega e sfidare il Pd a fare qualcosa, se non di sinistra, almeno di giusto, la strada è quella. Tutto il resto è noia. E chiacchiera.

lunedì 8 aprile 2019

Metti il caso che...


Mi ha fatto specie il messaggio di Charlize che spasima per trovare un fidanzato e, come tutti credo sul globo, mi sono immedesimato su un incontro al riguardo. 
Riflettendo infatti e prendendo spunto da questa notizia, socchiudo le palpebre e immagino quanta soggezione possa scaturire da incontrate un mito come la Theron. Già la soggezione, frutto di immagine, status, popolarità, successo, make up, flash, carta patinata, distacco di certi umani dal resto del mondo, loro divinizzazione, segretarie, staff ossequioso, agende zeppe di incontri in ogni angolo del globo, ricchezza, a volte pure sfrontatezza, dinamiche incentrate per deificare il soggetto. Tutto questo accade perché ogni epoca ha il suo stile. Se ad esempio qualcuno avesse incontrato Beethoven in qualche birreria non avrebbe avuto la sensazione di trovarsi difronte ad un diversamente umano; stesso discorso per Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Si nobilitava a quel tempo l'arte ma non si idolatravano come invece l'attuale concezione di visibilità propone pure a personaggetti bivaccanti sui social. Se penso, e non faccio nomi per correttezza, che a farsi firmare cd, foto, implorando un selfie ad imbecilli infiascatori del nulla, ci vanno in così tanti da formare code e resse mai viste, mi cascano braccia e quant'altro al pensiero di come siamo stati ridotti dalla concezione del successo attuale, tanto impalpabile da averci trasformato in teneri giunchi in balia degli impetuosi venti creati ad arte per poter permettere al sistema di fagocitare le nostre libertà. 
Basta che appari in qualsiasi giornalucolo, in trasmissioni letali per la mente, ed ecco che attorno a te si forma il codazzo di sbavanti, in anelito costante e pendenti dalle tue labbra. 
Ma mettiamo appunto in fantasia una cenetta con Charlize: che gli direi, di cosa parlerei ad un'icona così fantastica? Ammesso che potessi farmi capire, visto che non parlo correttamente l'inglese, e non me ne frega assolutamente una ceppa di farlo, inizierei con una lieve ma diretta incensazione, ammirerei l'abnorme bellezza, il suo sguardo, i suoi sentimenti affioranti dagli immensi occhi. Cercherei di carpirne debolezze, fobie, timori, futuri traguardi. Anzi no, non potrei. Siamo e saremo per sempre su mondi paralleli, i suoi sospiri, lo stupore, il meravigliarsi non saranno mai i miei. 
Mi spiace Charlize, ma non se ne fa nulla! 
Buona vita!