venerdì 8 febbraio 2019

Mezzo pubblico e melassa


In autobus un giovane con barba telefona alla sua ragazza spargendo melassa e glucosio su tutto il mezzo, costringendo molti a controllarsi con uno stick il valore glicemico. In genere non origlio ma essendo difronte a lui e grazie al suo tono baritonale elevato, come se la sua cara fosse stata in centro Amplifon per un controllo di routine, non ho potuto fare a meno di trascrivere mentalmente il dialogo, alto esempio di piaggeria:

-Ciao amore come stai?-

-Ti sei già alzata?- (erano le 12:10 dovrebbe quindi trattarsi di turnista o di sciroppata ereditiera dedita a sollazzi notturni)

-Sono in autobus e sto andando a casa a pranzare. Che dici ci vediamo stasera?-

-Ah no? Perché scusa?...
Non ti alterare amore che poi diventi tirata e perdi la tua bellezza- (la melassa intanto ha raggiunto in alcune zone le caviglie)

-Io mangio a casa. Te l’ho già detto? Non mi pareva!-
(Invece glielo aveva detto poco prima. Dal tono si evinceva che al mieloso la turnista non aveva chiesto nulla in merito. Avrei voluto consigliare a costui che l’evidenza  di cibarsi sul far delle 13 va riportata solo in caso di pranzo con Obi - Wan Kenobi, a meno che uno non collezioni vaffanculo e “ke minkia me ne frega”. Non potendolo fare l’ho lasciato al suo destino sempre più beffardo.)

-Sai amore cosa mi preparo? (Ancora! Ma parla piuttosto di pesca e nasse!) 

-Hamburger, uovo fritto e patatine-
(Estikazzi! O lei è una tirocinante gastroenterologa o Eridaneo, visto la stazza, ha testé deciso di immolarsi, consegnandosi ai dettami di qualche oscura setta autolesionista) 

-Scusa amore: come si prepara la pasta col burro?-
(A queste domanda molti astanti si sono alzati per scendere pur se ancora distanti qualche chilometro dalla giusta fermata. Fruttosio anche se gli avesse chiesto “secondo te ci sarà acqua su Giove?” o “in che anno è scomparso Humphrey Bogart?” avrebbe sortito lo stesso effetto, captato dai pochi ancora in vita e con la melassa oramai alle ginocchia: un mastodontico vaffanculo udito pure nelle zone collinari!)

Non sapevo più dove guardare, pensavo a ricordi grevi quali la finale con il Liverpool primo tempo 3-0, per scacciare da me la voglia di sganasciarmi obliterando pure altri 20 biglietti per lo scompiscio. Per fortuna è arrivata la fermata giusta e sono sceso. Chissà che altri quesiti le avrà rivolto.. “le scarpe una volta indossate vanno allacciate?” - “l’uovo lo devo aprire prima di friggerlo?”

giovedì 7 febbraio 2019

Disappunto



Confesso che sono andato a controllare meglio che giornale stessi leggendo e avendo avuto la conferma di non essermi soffermato sul Secolo d'Italia o su il Tempo, bensì Repubblica, un fastidioso e crescente moto di abiezione verso il quotidiano mi ha pervaso oltremodo.
Premesso che lo scomparso Tatarella sia stato un politico onesto, questo non scalfisce assolutamente il fatto che sia stato un fascista. E a mio parere i fascisti, anche quelli integerrimi, non si celebrano. Perché erano essenzialmente dei fascisti. Prendo ad esempio un altro personaggio, Almirante. Non obbietto sulla sua moralità, ricordo quando si presentò a render omaggio a Berlinguer, rammento la sua lontananza dal malaffare. Ma era un fascista. 
E ai fascisti un giornale che si definisce culturalmente rivolto al riformismo non dovrebbe elargire smancerie e ricordi sospirosi come questo, per il riguardo ed il rispetto dovuti alla lotta di Liberazione.  

Finalmente!!!



Dalla vastità del cazzo che me ne importava (cit.) finalmente posso ricominciare a mangiare! E' stato un digiuno estenuante, ma ha dato grandi frutti! Si amano ancora, capite? Che notizia! E che gioia! 

Incredibile!


Probabilmente lo studieranno nei libri di scuola delle prossime epoche questo ostruzionismo ad una proposta di diminuire il numero di parlamentari fatta dal M5S ed osteggiata dai reduci del Puttanesimo e del Ballismo!

BESTIARIO

Miracolo: il Pd e Silvio scoprono le barricate per salvare la Carta
SENATO - GLI STESSI PARTITI CHE IN PASSATO HANNO TENTATO IN OGNI MODO DI TAGLIARE I PARLAMENTARI, ORA SI SCHIERANO INSIEME CONTRO LA RIFORMA

di Tommaso Rodano

C’hanno provato tutti i partiti, nessuno escluso, a tagliare il numero dei parlamentari. Ora tocca a Cinque Stelle e Lega. La prima legge costituzionale dei gialloverdi è al Senato. Prevede il passaggio da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori (la stessa stima prevista dalla Bicamerale presieduta da Massimo D’Alema nel 1997). Sulla carta, visto che tutti hanno provato a farlo, dovrebbero essere tutti d’accordo. Sulla Carta, invece, le opposizioni sono sulle barricate: lo stesso Pd che aveva provato a cancellare il Senato dalla Costituzione solo una legislatura fa, ora parla di “assassinio della democrazia” per la diminuzione del 25 per cento circa degli eletti. La stessa Forza Italia che aveva tagliato le Camere nella riforma del 2005 (bocciata dagli elettori), ora si perde in mille distinguo. Ieri dem e berlusconiani hanno celebrato la dignità delle istituzioni parlamentari in un Senato quasi deserto. Ecco alcuni degli interventi più ispirati, diciamo.

ANTONIO SACCONE (FI)

Signor Presidente, devo dire la verità: ringrazio i colleghi ma non gliene frega niente a nessuno, forse neanche a noi stessi
Giuseppe Cucca (Pd). “Ci risiamo: prosegue l’opera sistematica di demolizione del sistema democratico che abbiamo vissuto fino a questa legislatura, costruito faticosamente e ai prezzi che ben conosciamo pagati dai nostri genitori… Certamente la nostra Carta aveva e ha bisogno di una messa a punto, ma non si possono intaccare i cardini fondamentali della nostra democrazia… L’obiettivo è smantellare il Parlamento… demolire completamente il sistema parlamentare… Credo sia inutile ricordare che l’idea primigenia della riduzione dei parlamentari fu della tristemente nota P2” (Costui ha votato senza un sussulto la riforma della Costituzione firmata da Maria Elena Boschi).

Vincenzo D’Arienzo (Pd). “Il nostro numero dei parlamentari, se paragonato a quello degli altri Paesi europei, è piuttosto basso: occupiamo il ventesimo posto in classifica… La proposta non affronta il vero nodo, vale a dire il superamento del bicameralismo perfetto e paritario. Certo, c’è stato un referendum del quale ovviamente non si può non tenere conto. Tuttavia, è proprio in ragione di quel referendum che sarebbe stato utile avviare un dibattito nel Paese” (Traduciamo: c’è stato un referendum, tuttavia sarebbe stato utile non tenerne conto).

Massimo Berruti (FI). “Già nel 2005 Forza Italia era intervenuta approvando anche una riduzione significativa del numero di Parlamentari… è innegabile che anche su quel fronte fummo all’avanguardia… Bene, bravi. Prima che nel vostro contratto la riduzione del numero di parlamentari è contenuta nel programma sostenuto instancabilmente da Forza Italia” (E per questa ragione voteremo “no”!).

Enrico Aimi (FI). “Facciamo grande attenzione: possiamo ridurre il numero dei parlamentari, ovviamente siamo d’accordo, tanto che nella XIV legislatura noi stessi eravamo stati i fautori di un disegno di legge in tal senso, ma oggi ci ritroviamo semplicemente all’interno di questa nicchia e mi pare francamente un po’ poco” (Infermiereeeee).

Leonardo Grimani (Pd). “La continua denigrazione delle istituzioni porta solo alla morte della democrazia”.

Marco Perosino (FI). “A volte mi pare di sentirmi un po’ palude, ma credo, nonostante tutto, che chi ci ha eletti abbia riposto fiducia in noi più che nei nostri partiti. E la riforma costituzionale, anche secca e scarna come quella che andiamo ad approvare, credo che dovrebbe generare una tensione politica positiva per dare a noi e ai cittadini un po’ di speranza” (Infermiereee/2).

Andrea Causin (FI). “Siamo all’indomani della bocciatura sonora di un referendum costituzionale, che ha dimostrato che i cittadini non hanno l’anello al naso: non si può sventolare la riduzione dei parlamentari come una salsiccia davanti al gatto”.

Marcello Pittella (Pd). “Per dare funzionalità alle istituzioni occorre superare il bicameralismo perfetto. Il mondo cambia, colleghe e colleghi, e lo fa velocemente, non è possibile fare il ping pong, la navetta tra le due istituzioni che fanno la stessa identica cosa. Siamo d’accordo su questo almeno?” (Siamo d’accordo su una riforma appena bocciata dagli elettori almeno?).

Monica Cirinnà (Pd). “Ricorderete, colleghi e colleghe, che nella Costituzione nulla è stato scritto per caso, nemmeno i numeri: la fissazione del numero dei deputati in 630 e dei senatori in 315 è stata il frutto di un lavoro attento e meditato nell’Assemblea Costituente… Anche un intervento apparentemente marginale… rischia di incidere pesantemente sulla tenuta della nostra Carta fondamentale… Volete un Parlamento di marionette, di pupazzi telecomandati” (la Boschi aveva inciso, sì, ma con perizia chirurgica…).

Antonio Saccone (FI). “Signor Presidente, devo dire la verità: ho estrema difficoltà nell’intervenire sul disegno di legge in discussione. Ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato al dibattito, che è stato molto interessante, però devo dire la verità: non gliene frega niente a nessuno, forse neanche a noi stessi”.

Tatjana Rojc (Pd). “Desidero esprimere la mia profonda preoccupazione per la rappresentanza politica della minoranza nazionale autoctona di lingua slovena. Voi volete schiacciare le minoranze”.

Paola Boldrini (Pd). “Devo dire che parlare a un’aula semivuota non è mai un bel sentore, ma ci proviamo lo stesso”.

Considerazioni



Peccato!



mercoledì 6 febbraio 2019

Sempre i soliti!



Ma guarda questi populisti della malora, questi incapaci, inetti, inadeguati, sgrammaticati, inesperti, fanfaroni, sempre contro il famoso benessere italico che c'era prima quando gli esperti ci facevano sperare nella rinascita, nel benessere, nella salute; bei tempi quelli delle Madie, delle Etruriane, delle Carfagne, degli Orfini, degli Anzaldi, del Delinquente Naturale che poveretto incappò in quel disguido con la nipote dell'Egizio, e noi ci credemmo subito a quell'intoppo, e poi l'era del Ballismo col Pifferaio Ebetino che prometteva palle sempre più enormi nel tempo, non potendo rispettarle, come la ricostruzione in due anni di Amatrice, dove ancora ci sono un buon 20% di macerie da portar via! E invece questi incapaci che fanno? Si levano metà dell'indennità parlamentare lorda e la mettono insieme per altri due milioni di euro, altri perché non è la prima volta che compiono scelleratezze di questo tipo, donandoli alle popolazioni colpite dalle alluvioni! 
Incapaci! 
Stolti! 
Inadeguati! 
Con due milioni chi dico io avrebbe progettato un ponte, aiutato qualche banca o se li sarebbe tenuti, scaltramente, attraverso le sempre amate fondazioni. 
Ha proprio ragione la grande stampa, a proposito un saluto a Calabresi che lascia Repubblica debenedettiana e agnellina, han proprio ragione loro, con Scalfari a capeggiare la chic-fila degli intelligentoni: questi donatori di soldi propri sono un pericolo per l'idea corrente di Europa, quella per intenderci che spende trecento milioni all'anno per spostare una volta al mese la sede del parlamento. E vanno combattuti senza remore, utilizzando fakes e quant'altro. Perché si corre il rischio che gli allocchi si risveglino e comprendano di essere stati presi per decenni per i fondelli dai soliti noti! Anzi no: per il culo! Si per il culo (così è palese pure la notoria becero abitudine di blaterare scurrilmente di questi scapestrati)