Non entro nei meandri della disfida politica venezuelana; dovrei infatti leggere troppo, informarmi sulla storia recente del paese, sul socialismo portato avanti da Maduro, sulle condizioni di vita sociale e culturale, sugli intrighi economici. Anche in Venezuela pochi detengono la ricchezza. Ma se il cielo lindo mattutino lascia presagire una giornata assolata, la presa di posizione di Lega-PD-FI-FdL, tutti pro Guaidó mi fa propendere verso Maduro il quale, pur avendo svuotato il parlamento dei suoi poteri, cosa che da noi fu fatta durante il regno di Napolitano, persegue una politica contro l’egemonia del grosso idiota biondo che sta alla democrazia come Cracco alla simpatia. È stupefacente vedere illiberali vomitare comicamente richiami alla giustizia popolare, alla liberazione da dittature mentre tutt’attorno assassini egizi soverchianti elezioni del popolo, continuano a prenderci allegramente per il culo, vedi caso Regeni. Un assordante starnazzamento di giullari che invece di rintanarsi nelle loro dorate magioni, in perfetto stile gallinaceo, istruiscono le masse su valori lontani anni luce dai loro misfatti, sordide scelte a favore di riccastri, la stessa imbelle specie che Maduro parrebbe combattere.
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 25 gennaio 2019
Musica!
venerdì 25/01/2019
Comunisti col Rolex
di Marco Travaglio
Essendo poco pratici del ramo, prendiamo ogni giorno diligenti appunti su caratteristiche e requisiti della sinistra italiana in piena riscossa contro il governo destrorso che stanzia 7 miliardi per i poveri e 3 miliardi per i pensionati. Una sinistra che, secondo Romano Prodi, sarebbe “senza idee e senza leader”. Invece ne ha fin troppi, da vendere.
La sinistra è il compagno Luigi Marattin, capogruppo del Pd in commissione Bilancio della Camera, che difende la Francia dalle “bufale” e dalle “cialtronate” dei terribili sovranisti sul franco coloniale Cfa che contribuisce col cambio fisso, i ricatti commerciali e le truppe di occupazione al rigoglioso benessere di ben 14 Paesi africani.
La sinistra è il compagno Pd tutto che chiama “alleata” e “amica” la Francia del compagno Macron che protegge decine di nostri assassini latitanti; chiude i porti e le frontiere ai migranti; incrimina chi assiste donne straniere incinte; deporta migliaia di rifugiati oltre i nostri confini violando la sovranità italiana a Bardonecchia e Claviere.
La sinistra sono Cgil, Cisl e Uil che annunciano la mobilitazione generale contro la manovra del governo che destina quasi 10 miliardi per la povera gente.
La sinistra è il compagno Matteo Renzi che, a bordo di un motoscafo proletario a Venezia, deride i 5 milioni di poveri in attesa del reddito di cittadinanza (“assistenzialismo”, “baciamano istituzionalizzato”, “sussidio a chi vuole starsene sul divano”), in perfetta sintonia col compagno François Hollande che – come rivelò la sua ex fidanzata Valerie Trierweiler – chiamava simpaticamente i poveri “gli sdentati”.
La sinistra è la compagna Maria Elena Boschi che, reduce dal Capodanno a Marrakech e dalla cena con Salvini da 6 mila euro a tavolo, scambia lo Stato sociale per il gruppo musicale arrivato secondo a Sanremo e se la ride alle spalle dei poveri che aspettano il reddito (“Una vita in vacanza”, ahah).
La sinistra è il compagno Sandro Gozi del Pd che lancia l’idea di un bel referendum per abrogare il reddito di cittadinanza (“È l’occasione per una grande mobilitazione civica. Sono disposto a metterci subito la faccia contro questo obbrobrio”), subito raccolta dai compagni Vittorio Feltri, Pietro Senaldi, Giorgia Meloni e Mara Carfagna.
La sinistra è il compagno Paolo Gentiloni che, perse le elezioni, da premier dimissionario in carica per gli affari correnti, pensò bene di piazzare un decretino che depenalizza l’appropriazione indebita in mancanza di querela.
Così ora vanno in fumo il processo al cognato di Renzi e ai di lui fratelli per gli ammanchi milionari all’Unicef (che non li ha querelati) e il processo a Bossi padre&figlio per una parte dei 49 milioni rubati dalla Lega (che non li ha querelati).
La sinistra è il compagno Bobo Giachetti che chiama i compagni di LeU “scappati da casa”, ma “punta ai voti di Forza Italia e di LeU”.
La sinistra sono i senatori del Pd che votano con Lega e FI per salvare dai processi quattro colleghi, fra cui Maurizio Gasparri (FI) che diede del pregiudicato a Roberto Saviano e Cinzia Bonfrisco (Lega) imputata per corruzione e associazione per delinquere.
La sinistra sono i deputati del Pd che l’altroieri, sempre in coro con i forzisti, hanno zittito al grido di “buffone! buffone! vergogna! vergogna! chiedi scusa! vai in Procura!” il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, reo di profanare l’Aula parlando addirittura di corruzione, sortendo sui colleghi lo stesso effetto dell’aglio sui vampiri con spericolate affermazioni del tipo: “La corruzione non necessita di essere raccontata o dimostrata con i dati, perché in Italia si vede a occhio nudo: ogni volta che una catastrofe naturale provoca danni devastanti perché le opere pubbliche sono state mal costruite o risparmiando sui materiali; ogni volta che un giovane italiano è costretto a espatriare perché per trovare lavoro o vincere un concorso bisogna spesso ungere le ruote giuste…”. Alla fine il presidente Roberto Fico, sopraffatto dalla gazzarra, era costretto a sospendere la seduta, perché dal vocabolario della nuova sinistra la parola corruzione è bandita.
La sinistra sono i compagni che hanno sempre chiamato “lager” i Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo) e ora strillano perché viene chiuso uno dei più scandalosi: quello di Castelnuovo di Porto, eredità di Mafia Capitale, mezzo abusivo e senza neppure un contratto regolare di affitto secondo l’Anac, mal gestito e in pessime condizioni igieniche, contro cui aveva condotto un’inchiesta molto documentata il manifesto e che già Minniti voleva chiudere due anni fa. A quando una bella manifestazione in difesa del Cara di Mineo?
La sinistra è il Pd che, con Renzi, la Cirinnà, la Fedeli, la Garavini e il giovane astro nascente Pier Ferdinando Casini, si appella al governo insieme a Lega, FI e Fd’I affinché si schieri subito, senza se e senza ma, dalla parte del “mondo libero”: che poi sarebbe il golpista Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente del Venezuela, al posto del titolare eletto Nicolás Maduro, con la benedizione di Trump.
La sinistra è il compagno redivivo Giuliano Pisapia, “partito comunista ma mai arrivato” (da Comunisti col Rolex di J-Ax e Fedez) che, mentre firma l’appello del compagno Calenda, riceve nella sua modesta magione milanese la visita dei ladri che gli portano via l’argent de poche: 300 mila euro in gioielli e orologi.
Ora, stabilito finalmente che cos’è la sinistra, rimane da capire cosa sia la destra e cosa le resti da fare, casomai avanzasse qualcosa, per non restare disoccupata.
giovedì 24 gennaio 2019
Basito e allucinato
E' accaduto un fatto ieri alla Camera, che inusuale è dir poco: come se al tempo di Nerone qualcuno si fosse indignato per un fuocherello acceso ai bordi di una strada romana. O come se Rocco Siffredi criticasse il cartone animato Adrian, definendolo volgare. E già che ci siamo: Trump che parlasse di regole democratiche, Kim Cicciobello che si lamentasse per la violenza negli stadi, Mario De Filippis che intavolasse una prolusione sulla tv culturale, il riccastro arabo saudita che s'iscrivesse ad un'associazione per i diritti della donna, Bonolis che confezionasse un programma non idiota, Belen che costruisse una frase di senso compiuto, la D'Urso una puntata lontana da pianti pro-auditel, Corona che trascorresse una giornata da normodotato.
Ebbene: allorché ieri il ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede ha dichiarato in aula che in Italia la corruzione si vede ad occhio nudo, dagli scranni del partito del Delinquente Naturale si sono levate proteste, grida, frasi del tipo "chieda scusa per quanto ha detto! Chieda scusa agli italiani!" come se quell'accozzaglia di proni ai voleri del loro boss fosse stata e fosse tutt'ora immune, almeno così pare, lontana anni luce da corruttela ed affini.
Siamo certi che tale comportamento mascheri la voglia insana ed insalubre di ritornare in tolda, soprattutto perché il loro mentore è ossessionato da oltre vent'anni di contare qualcosa per curare e proteggere i propri sterminati interessi. Gridare allo scandalo per un'ovvietà di quel genere, la corruzione qui da noi è non solo normale ma fulcro, architrave, pietra miliare del sistema onnivoro, ganglio merdifero retto sulla forsennata ricerca di lucro per auto mantenersi al potere, è un'enorme anomalia, un attentato all'intelligenza di tanti normodotati onesti, e il Movimento 5 Stelle sta cercando d'abbattere tutto ciò per far ritornare questa democrazia tra noi, levandola dal coma provocatogli da quanto sopra. E' dato certo che nelle nostre terre costruire un chilometro di ferrovia, di strada, costi tre quattro volte tanto che da altre parti, francesi o tedesche che siano. Che la voglia di grandi progetti, vedi Chiamparino e Tav, altro non è che ricerca vitale di linfa per l'automantenimento di postazioni, di cariche, di effluvi mortificanti i diritti di molti, mentre nessuno parla o disquisisce su progetti in corso, come il Mose, costati miliardi e già desiderosi di cure manutentive sprecanti e liofilizzanti altre risorse. Mangiano, gongolano, arraffano e hanno anche il coraggio d'inalberarsi davanti ad un dato di fatto, di una luce del sole che speriamo prima o poi ritorni. Senza di loro, lontana da loro.
Alla fiera
E così né padre né figlio pagheranno qualcosa, nella fattispecie Bossi e Trota. Grazie alla mancata querela della Lega nei loro confronti, il tribunale si è dovuto fermare; i due Bossi e Belsito erano accusati di appropriazione indebita, per aver usato soldi pubblici per scopi personali: 2,4 milioni Belsito, 208 mila euro Umberto (per cure mediche, ristrutturazione della casa di Gemonio, multe, abbigliamento, gioielli…) e 145 mila il figlio Renzo (per multe, assicurazione auto, acquisto di una “laurea” in Albania…). In primo grado erano arrivate condanne a 2 anni e 6 mesi per Belsito, 2 anni e 3 mesi per Umberto, 1 anno e 6 mesi per Renzo. (Fonte Fatto Quotidiano)
E tutto questo è avvenuto grazie ad una legge Gentiloni-Orlando, del 2017, voluta dal PD (maligni ritengono questo provvedimento utile alla vicenda parenti del Bomba - UNICEF - denari spariti, ma sono solo cattiverie) che prescrive che l’appropriazione indebita sia perseguibile solo se il danneggiato presenti querela. E Salvini questo non l’ha fatto. Grazie ad una legge PD. Che al mercato mio padre comprò!
mercoledì 23 gennaio 2019
Ridi ridi...
Nella foto l'espressione tipica di uno che si reca a pagare 18,8 milioni al fisco, dopo essere stato beccato con le mani nella marmellata! Lui è fatto così: infatti sembra che una volta dopo che una colata lavica gli distrusse una villa, abbia danzato per tre giorni in modalità carnevale di Rio. Sono sempre più certo che sia l'uomo giusto.. nel posto giusto. Secondo indiscrezioni pare che stia già preparando la mega festa per il prossimo, certo, inevitabile saluto alle orecchie attaccate alla coppa Chimera (per loro).
Buone risate CriCri!
Bene! Questa era la parte diciamo simpatica. Mi vorrei soffermare ora su un altro aspetto: il calciatore ha evaso le tasse spagnole. Quindi è un evasore. E mi chiedo: si deve comparire così per pagare un conto con la giustizia? Spettacolarizzare un evento criminoso, potrebbe nuocere all'idea cardine di una società come quella che tutti siamo chiamati a contribuire al bene pubblico? In soldoni, visto che oltre 18 milioni di euro lo sono: non è che alla fine l'evasore diventa simpatico, eroe, spunto per imitarne le gesta?
Nella società dello spettacolo tutto è evento, anche scontare una pena. Poveri noi!
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