giovedì 8 giugno 2017

Al voto?


Inaspettatamente pur se immerso nella teoria di Albert, quella della dilatazione del tempo, affiora la domanda:"E domenica chi voto?" 
Scartando il Manfredini di tutti loro, forse è la volta buona che anche in questa città un cardine della democrazia, l'alternanza, si realizzi, guardo inebetito i cartelloni propagandistici, noto nomi conosciuti e non. Ci sono le promesse, le grandi promesse che, se realizzate, migliorerebbero in toto la situazione cittadina: chi promette parchi in centrali, pavimentazioni, sedi Onu, incontri con altre civiltà, scomparsa di smog, altre forme di vita. Poi c'è Lui, con sguardo beffardo da nostromo di lungo corso, c'è la nobile Intellighenzia appollaiata su un unico ramo, snobbante al solito problemi e problematici, dall'alto della sua abbacinante sapienza, fremente per raggiungere la Capalbio de noantri, poi ci sono gli incazzosi, i discriminanti, i rancorosi e via via andare.
Se penso ai misteri di queste zone, alle discariche impunite, al dilapidare insanamente risorse per il bene di pochi, mi si accende l'ira e la voglia di andare al mare senza passare dalla cabina, cresce esponenzialmente.
Farò comunque il mio dovere, votando forse senza successo, sperando che le cose cambino, pur sapendo che qui lo zoccolo è molto duro, indistruttibile. 
Come certi privilegi da voltastomaco.

mercoledì 7 giugno 2017

Nell'inane


Nel tempo del vuoto convalescente, a volte si riescono a fare anche dei ragionamenti, perché qualcosa non torna. 
Ricapitoliamo: una corsa sfrenata ad andare alle urne prima della fine dell'anno, mettendo a rischio i nostri già di per sé molto traballanti conti pubblici. Dice giustamente Bersani che agosto ad esempio è il mese ideale per mettere sotto stress nazioni come la nostra con un debito pubblico da record.
Ma all'Egoriferito nulla importa di ciò. Corre, con i suoi sherpa, verso l'anticipo di qualche mese, abbattendo ostacoli, quasi senza ritegno. 
Una spiegazione in merito è semplice: vuol tentare di prendere il potere prima di fare la manovra lacrime e sangue, per noi non certamente per loro, di fine anno, come richiesto dall'Europa. C'è però dell'altro, più diabolicamente perverso: stiamo assistendo inermi ed inerti alla spoliazione della televisione pubblica: Fazio ad esempio, la cui voracità è nota, sta per lasciare la Rai, quelli di Gazebo lo hanno già fatto, altri li seguiranno. Una Rai sempre più debole, con spauracchi di limiti ai contratti per autori e presentatori, raccoglierà sicuramente meno introiti pubblicitari. A chi andranno? Semplice: alle tv dello zio Puttaniere. E questo potrebbe essere un punto di un patto ancora in essere tra il Bomba di Rignano e il Protettore della sua Famiglia. 
E ancora: ieri Scanzi in tv ha lanciato un pensiero non molto lontano dalla realtà: considerando che, probabilmente, la legge elettorale in cantiere non farà vincitori certi, l'impasse che ne conseguirà potrebbe far tornare a votare, nell'arco di tre - quattro mesi, il popolo italiano. E qui scocca il dardo: mettiamo caso che il Bomba e il Nano abbiano pianificato la scomparsa di alcuni personaggi molto seguiti in questo periodo, due su tutti: Di Battista e Di Maio. Infatti, come da regolamento dei Cinque Stelle, la prossima tornata elettorale per loro e per altri, sarà l'ultima. Non potranno più essere rieletti. Vuoi vedere che tutta questa corsa a votare per poi rimanere bloccati in attesa di un ulteriore giro elettorale, sia stata architettata per sbarazzare il campo da puntigliosi, scoccianti e soprattutto puliti avversari politici? 
A volte a pensar male...

Succede ma rivela


Capita, può capitare a tutti. E' capitato anche alla Lella di tutti loro, in arte Raffaella Paita. 

Ieri la capogruppo PD alla regione Liguria ha mandato un messaggio al ministro Poletti. Ma ha sbagliato indirizzo e lo ha inviato a Giampaolo Poletti, medico di famiglia e soprattutto, amicone dell'assessore regionale all'ambiente Giacomo Giampedrone. Guarda a volte il destino!
In consiglio regionale erano presenti i lavoratori della Ericsson (due esse non una signora capogruppo)
Il consigliere Paita si è affrettata a inviare un messaggio per organizzare un incontro al ministro.

Tutto sarebbe rimasto nell'ilarità se non fosse che nel messaggio...



... compaia una frase, di per sé molto chiarificatrice.

Anche in vista delle elezioni 

che siega oltremodo la strategia di codesti signori, impegnati a dir si a tutto, fregandosene, probabilmente, una volta che le urne si chiuderanno. 
Succede così da decenni. Quello che stupisce, oltre al fatto che ci ricaschiamo ogni volta, è la filosofia di vita di molti eletti. Anche i problemi servono a produrre voti. Alla faccia di chi ancora spera in un mondo migliore. 

Dedizione



martedì 6 giugno 2017

Vai con la prossima!


Fantastica questa Chiara Gribaudo!! Parla di onestà intellettuale!! Porcaccia miseria! 
Onestà intellettuale è tentare di modificare la Costituzione da un pluri indagato (Denis Verdini)? 
Onestà intellettuale è farsi dettare il programma economico da Confindustria?
Onestà intellettuale è elargire in vista delle elezioni 80 euro e mettere in conto al disavanzo dello stato?
Onestà intellettuale è far finta che Mafia Capitale non sia mai esistita?
On Gribaudo, glielo dico alla Totò: ma mi faccia il piacere!!

(E continuate! Mi raccomando! Continuate a scrivere queste smargiassate che ci fanno sganasciare!)

Rubrica Estikazzi



Quesito


E il buco lasciato a Torino? Di quello nessuno ne è responsabile?