mercoledì 24 agosto 2016

Vergogna


In questo momento di grande dolore, avrei dovuto rispettare il silenzio. Ma se fosse vero quanto sotto riportato e, soprattutto, per rispetto ai morti e ai feriti, devo esternare la mia rabbiosa indignazione nei confronti di questa tale Daniela Martani, sconosciuta hostess andata alla ribalta non certo per l'intelligenza, di polo opposto al suo vuoto senza speranza, ma per questa agghiacciante, sordida idiozia, rappresentante di quella nullità che oramai ci ha stancato, sfinito, in breve rotto i coglioni. 
E se fosse vero quanto detto da questa psicolabile, che si professa vegana convinta, chiarisco per l'ennesima volta un concetto, che non dovrei dire ora, ma che è lapalissiano: uno può essere vegano basta che non rompa i coglioni! 
Come questa imbelle, da mandare in un centro di rieducazione e in analisi per l'eternità.
Si vergogni sig.ra Martani. Si vergogni. Il popolo di Amatrice proprio per quel capolavoro culinario inventato, risorgerà grazie al suo innato ingegno e la laboriosità tipica del Centro Italia.
E a culo tutto il resto! Compreso lei ed eventuali vegani in sintonia con le cazzate che le escono dalle fauci!
Sa il karma dove se lo dovrebbe mettere?

 

Europa?


Gli incontri internazionali oramai hanno lo spessore di un tungsteno. Quello svoltosi davanti a Ventotene e fortemente voluto dal Bomba, ancora meno.
I tre presidenti incontratisi nell'isola ove Altiero Spinelli scrisse, assieme ad altri compagni, il Manifesto di Ventotene, sono alla caccia spasmodica di consenso elettorale, visto che nel breve arco di un anno, dovranno ripresentarsi al proprio popolo.
Ton-Ton Hollande, è già spacciato. Ha una percentuale di consensi simile a quella della Gelmini presso il Cern di Ginevra. 

Angela con la questione migranti rischia anch'ella le penne. 


E poi chi è rimasto? Lui, il nostro Bomba. 
Dopo essersi contraddetto, dopo aver fatto un testacoda migliore di Ethan Hunt a proposito della sua uscita dalla politica nel caso che vincessero i NO, è alla disperata ricerca di consensi, pronto per l'autunno a ripartire con le sparate colossali credute oramai soltanto dai media proni e dalla Serracchiani. 
Ci vuole comunque coraggio a recarsi ad omaggiare un grande uomo quale fu Altiero Spinelli, facendo politica diametralmente opposta. 
Che l'Europa sia un bancomat per i soliti poteri forti noti, che l'unione si veda solo negli estratti conti di pochi, che Bruxelles sia un regno della tecno-rapto-burocrazia, non lo scopriamo oggi. Lo spirito di Spinelli e compagni sta a questa comunità europea come la fisica quantistica a Ernesto Carbone ed il suo "ciaoone" referendario. 


Leggendo il Manifesto di Ventotene colpisce che la situazione attuale sia descritta da Spinelli nel preambolo, allorché vi è una descrizione generale della situazione di allora, nefasta come quella odierna. 
Ecco un piccolo passaggio:

"La stessa etica sociale della libertà e dell'uguaglianza è scalzata. Gli uomini non sono più considerati cittadini liberi, che si valgono dello stato per meglio raggiungere i loro fini collettivi. Sono servitori dello stato che stabilisce quali debbono essere i loro fini, e come volontà dello stato viene senz'altro assunta la volontà di coloro che detengono il potere. Gli uomini non sono più soggetti di diritto, ma gerarchicamente disposti, sono tenuti ad ubbidire senza discutere alle gerarchie superiori che culminano in un capo debitamente divinizzato. Il regime delle caste rinasce prepotente dalle sue stesse ceneri."


Caro trio meraviglia! 
Avreste dovuto leggere più sotto per comprendere il vero senso di europeismo di grandi uomini!
Eroi come Sandro Pertini, detenuto nella vicina isola di S.Stefano, di un passato ahimè oramai troppo lontano ed irraggiungibile da questi ometti al servizio dei forzieri, per altro stracolmi.


martedì 23 agosto 2016

Ballismo al limite


Ministro Delrio: 
"Con la riforma costituzionale portiamo a compimento il progetto iniziato da Dossetti”

Peccato che, come ricorda Franco Monaco, Dossetti ebbe a dire una volta: 

"La mia preoccupazione è che si addivenga a un referendum, abilmente manipolato, con più proposte congiunte, alcune accettabili, altre del tutto inaccettabili, e che la gente totalmente impreparata e per giunta ingannata dai media non possa distinguere e finisca per dare un voto favorevole complessivo sull’onda del consenso indiscriminato a un grande seduttore, il che trasformerebbe un mezzo di democrazia in un mezzo emotivo e irresponsabile di plebiscito”.

Caro Ministro al ballismo nozionistico non c'è mai fine, vero?

A tutto c'è un perché!



domenica 21 agosto 2016

MK83 a voi!


Sigla: MK83
Bomba da 460 kg acquistata dalla Royal Saudi Air, aviazione di quel paese civilissimo, nostro amico che il Bomba assieme alla Gianna&Pinotta hanno visitato con tutti gli onori e che ha riempito i nostri di Rolex d'oro che non si sa che fine e polsi abbiano fatto, che si chiama Arabia Saudita, che non frega un cazzo a nessuno se in quella nazione dorata avviene un'esecuzione capitale ogni due giorni, dove le minoranze, le donne e gli omosessuali sono repressi con infimo odio, tantomeno impensierisce il nostro ministro degli Esteri, Ronf-Ronf Gentiloni.
Ma torniamo a bomba, alla bomba: sigla MK83
Fabbricata a Domusnovas - provincia di Cagliari - Italia, dalla Rwm Italia S.p.A.
A che servono le bombe italiche? A bombardare lo Yemen in una guerra dimenticata dai codardi dell'Onu, causando, udite-udite, la morte di almeno 27mila civili e, riudite-riudite, una massa di profughi che arriva giornalmente sulle nostre coste! 
Ma si sa: business is business! Come il mio vaffanculo a tutti i fabbricanti, i politici, i faccendieri implicati nel commercio delle MK83 italiche! 
(Fonte L'Espresso)

P.S. Nell'articolo leggo anche che la nobile Benelli abbia venduto 3600 fucili all'Egitto... Egitto... a proposito di Egitto! Chi ha ucciso Giulio Regeni? Bomba, Pinotta, Ronf-Ronf Gentilioni! Avete per caso notizie?
No? Pazienza! Buon MK83 a voi!

P.P.S. Tra i fornitori di armi ai democratici sauditi, al primo posto, compare con 20miliardi dollari solo nel 2015, la nazione a stelle e strisce del Premio Nobel per la Pace! 
Erivaffanculo!

Antropologia della differenziata


La nuova gestione dei rifiuti ha creato delle nuove tipologie di cittadino che di seguito riassumo:

Il cestista
Di ceto medio-alto, esce al mattino con i rifiuti chiusi in un sacchetto generalmente di colore bianco, che deposita con nonchalance nel primo cestino disponibile. È amante della natura, critico verso l'inquinamento e, a volte, reputa che pagare le tasse sia un dovere degli altri. Considera il suo gesto di natura castale; in alcuni casi, psicologicamente più critici, s'inalbera vedendo i bisogni dei cani in giro, al suo confronto invece, più puliti e inseriti meglio nella comunità.

Il notturno 
Piuttosto che sottostare alle imposizioni della raccolta differenziata, il notturno mette la sveglia alle 5, deponendo i suoi rifiuti nei luoghi più impensati: sopra le fioriere, al centro di una piazza, accanto a portoni nobili, alle fermate degli autobus. Rientra in casa baldanzoso, facendosi grande con gli amici nei social, aventi, come lui, un Q.I. mai superiore a 25.

L'accoppiatore
Adocchia il cestino marrone del vicino e, vestito in calzamaglia nera, scende verso le 23 per porvici dentro il suo umido, con somma gioia ed orgoglio, tanto che, si ritiene, sia posseduto, durante i sogni notturni, da molteplici polluzioni.

L'epulone munito
Sfarzosamente arricchito scende in città dall'alto della sua abitazione, dopo aver ammirato dalla sua sterminata terrazza le isole toscane e, in certi casi, la Turchia, seduto sopra un epico macchinone full optional, tra le quali figura, innovazione dell'ultima ora venduta solo su auto di cilindrata superiore ai 5000 e al prezzo di lancio di circa duemila euro, la cartina con i cassonetti ancora disponibili a contenere i suoi rifiuti, in quantità tali da sfamare una guarnigione magrebina per una settimana. L'allampato vegliardo, giunto sul luogo e accendendo le quattro frecce, scarica con signorilità sacchi e cartoni contenenti salmoni pregiati, generalmente cibo per i suoi gatti, vasetti di caviale aperti per sfizio, Lacoste a detta sua con il coccodrillo sbadigliante, bottiglie di whisky d'annata e "Sole 24 ore" appena sfogliato, appagante, per la continua crescita delle sue azioni ed unica fonte di gioia in grado di lenire lo sforzo estremo dello smaltimento democratico.

La Signora di classe
Esce non prima delle 8 con passo spedito, tipico di chi conosce già gli indici borsistici di Singapore. Profumata all'eccesso, annunciata dal tintinnio degli innumerevoli monili pregiati, depone il sacchetto nel cestino pubblico, in genere sbuffando. A differenza del cestista, ella lo ritiene di sua proprietà e l'aria scocciata deriva proprio dal fatto che, trovandolo contenente cartacce e bottiglie vuote, maledice i maleducati che non sottostanno alle elementari regole di educazione civica.

Il Rifiutopatico
Ha preso alla lettera scrupolosamente il vademecum comunale e, modificando l'arredamento domestico, ha posizionato i contenitori in dotazione spostando mobili ed elettrodomestici. Quello bianco della carta ad esempio lo ha messo al posto della TV, la quale ora, essendo nel ripostiglio, pare essere di difficile uso, soprattutto allorché invitando gli amici per la partita, li tiene in piedi al caldo tra conserve e scarpe maleodoranti. Il sacchetto giallo della plastica sostituisce il rotolo di carta igienica nel bagno, per cui a volte deve pulirsi con i coperchi degli yogurt. Il sacco nero del residuo invece lo ha collocato nella doccia, che lo costringe a lavarsi con la manichetta sul terrazzo. Deve attendere l'aggiornamento degli analisti in merito, per debellare questa eclatante problematica delle sinapsi.

Il calendarizzato
Simile al precedente, ha modificato le usuali procedure per incontri ed appuntamenti. È facile sentirlo parlare al cellulare dicendo all'amico di conversazione "ci vediamo il giorno dell'umido alle 18" oppure "domani, giornata della carta, è anche il compleanno di mia moglie" o, in casi estremi, "no, non posso venire! Stasera ho la plastica!"
Perde molte amicizie ed affetti che crede appartengano al residuo, da portare davanti al portone al venerdì.

sabato 20 agosto 2016

Intervallo


Intervallo 
La Spezia - Piazza Dondolo
I 24 alberi presenti nella piazza, grazie ad un capolavoro botanico, hanno assunto una stupenda colorazione autunnale, dando l'impressione, solo apparente, di essere rinsecchiti e senza scampo. 
Gli insuperabili studiosi della flora comunale, smentendo critiche e commenti negativi al riguardo, annunciano fieri, varie colorazioni a tema, durante l'anno, delle piante: rosse per Natale, lilla in primavera e ciano all'inizio dell'estate.