giovedì 24 marzo 2016

Ops!



A volte...


"Se verso il mattino, dopo un po' d'insonnia, s'addormenta, mentre sta leggendo, in una posizione troppo diversa da quella abituale, basterà un braccio sollevato a fermare e a far indietreggiare il sole, e nel primo istante del risveglio egli non saprà che ora sia, e penserà di essersi appena coricato. E se prende sonno in una posizione ancora più irregolare e divergente, per esempio dopo cena, seduto in poltrona, allora lo sconvolgimento sarà totale in quei mondi usciti dalla loro orbita, la poltrona magica lo farà viaggiare a gran velocità nel tempo e nello spazio, e al  momento di aprire le palpebre, crederà di essersi coricato alcuni mesi innanzi in un'altra contrada"

- M.Proust - Alla ricerca del tempo perduto-


(io non l'ho visto, ma deve essere stato qui stanotte... comunque tutto bene, qui su Kandlear si gusta un panorama fantastico)

mercoledì 23 marzo 2016

Remake



Si Salvini chi può


Da quando ha avuto la bellissima idea, a lui consona ed anche al suo QI, di farsi fotografare con le macerie di Bruxelles alle spalle



il blog lo ha bastonato. 

Allego alcuni esempi:








E già che ci siamo... allego anche una mia!



Sembra che sia vero


L’incontrovertibile tendenza a sminuirsi, nasce sicuramente dal moto-disistima che, insinuandosi in imbelli implumi, sfocia in gretti sentimentalismi post-adolescenziali, i quali, nel turbinio creato ad arte da codesta società poco incline a modellar guerrieri, tende a soffocare aspirazioni, ambizioni e quant'altro sia pericoloso per la propria stabilità, la quale, per auto-alimentarsi necessita di dette smorzature caratteriali, tipiche di regimi che solo in apparenza si professano democratiche, per la pace dei molti fessi circolanti.   

martedì 22 marzo 2016

Foto



Pianti e dolore


Bruxelles, altro atto della tragedia figlia di odio, generante violenza, morti, lutti.
Stanno arrivando notizie di decine di morti. Persone che andavano al lavoro, ragazzi a scuola, gente che partiva per lavoro o per vacanza. 
Il terrore ci ha colti nel pieno del nostro quotidiano, per l'ennesima volta. 
Perché?
Vorrebbero incunearsi nelle nostre abitudini, farci sentire sempre in pericolo, mentre si va al centro commerciale, in stazione, in metro, in aeroporto. Ovunque. 
Perché?
Il problema è di rilevanza mondiale. 
Anni di soprusi, anni di vendette, anni di guerre, anni di disparità, anni di prevaricazione. 
Se il problema va affrontato, lo si affronti con animo e mente imparziale. 
Non si può ridurre il tutto ad un manipolo di idioti fuorviati da credenze ignobili quanto malsane che riescono ad avviluppare menti crogiolate dall'ignoranza, a volte non per colpa loro. 
Se il problema deve essere estirpato, sul tavolo si devono posare le colpe di ambo le parti. 
Non si possono tacere le barbarie del mondo cosiddetto civilizzato, creatore di guerre senza senso, vedi Iraq e quel maledetto di Bush, al fine di consumare armi, impadronirsi di oro nero. 
Non si possono non mandare in culo schemi politici che in barba a ideali umanitari, combattono ed uccidono per mantenere equilibri, stabilità rivolta ad una spartizione evidentemente oramai non più sostenibile. 
Persone che fuggono dalla disperazione, preferendo viaggi ben più disperati. Abbiamo mai pensato cosa significhi scappare dal luogo dove sei nato e nel quale molto probabilmente avresti voluto morirvi in serenità, attorniato dai tuoi figli, dalla tua cultura? 
Questi attentati, frutto di miserie mentali, di vendette, di macabri progetti compiuti in virtù di un premio paradisiaco, che se un pizzico di cultura in più avesse accarezzato queste teste malate ne avrebbe acclarato non solo l'idiozia e l'infondatezza, ma anche l'antitesi palese della non esistenza di una divinità che pretenda violenza e morte, questo terrore infuso tra simili, queste scene di morte invereconde devono cessare, al più presto. Lo chiede l'Uomo, lo pretende la Natura. 
Sedersi ad un tavolo si è visto non conta più nulla. 
Cessare l'egoismo, da ambo le parti, potrebbe essere il sentiero accompagnante verso una tranquillità, un cammino comune, un senso condiviso con il roteare della palla azzurra nel buio universale. La Vita, insomma.