domenica 27 settembre 2015

Condivisione

Amici Teutonici,

vi scrivo per solidarietà, compartecipando alle vostre sofferenze attuali. È stato duro, immagino cadere dall'alto della vostra posizione di comando, di perfezione, di precisione, di sinergica operosità con la quale in tutti questi anni avete trainato ed insegnato all'Europa intera. Conoscete però sicuramente la Sindrome da Primo della Classe, ossia che lo sbaglio scolastico del perfetto, del sapientone presente da sempre in ogni classe fin dalla fondazione del mondo, genera ed ha generato tonnellate di piacere, pur se nascosto di qualità eccelsa. Orbene, sarebbe da mentitori non ammettere il godimento che ha invaso le terre attorno a voi, la rivalsa di tutti noi che ci siamo sempre sentiti alunni nei vostri confronti, che estasiati abbiamo constatato il vostro continuo risollevarsi dopo le terribili cadute che la storia ci ha tramandato.

Quello che aborro è che molti soloni fingenti di fare i politici sul suolo italico, si sentano improvvisamente maestri. Come possiamo parlare di correttezza noi visto le terre dei fuochi, le fonderie omicide, le discariche abusive ovunque, l'intrallazzo che abiura il giusto ed umano convivere? Come possiamo confrontarci con il vostro errore automobilistico, noi che sino a qualche anno fa producevamo auto che diventavano rottami arrugginiti nel giro di pochi anni? Come osano tirarvi per la giacca coloro che hanno perduto il controllo di almeno quattro regioni, ora in mano alla malavita organizzata? Con che coraggio ridono beffardamente di voi coloro che hanno ceduto la capitale in mano a malviventi multicolori che ne razziano risorse e vitalità?

La lista degli errori italici pare essere infinita quasi quanto la corruzione. Per questo consiglierei a tutti di guardare nel proprio giardino e di iniziare a predere appunti dalla vostra certa ripresa, dal risollevamento morale che, ne sono certo, immediatamente diverrà operativo, spazzando dubbi e perplessità imperanti. Che i nani di casa nostra imparino dalla vostra pulizia interna già scattata anche se, dispiace ammetterlo, se fosse così precisa e profonda anche da noi, farebbe scomparire la quasi totalità di questi fagocitanti nostrali, che si fan chiamare politici!

Prosit e viva l'Oktoberfest!

 

Nel pollaio



sabato 26 settembre 2015

Do you remeber?

Ma Ciccio bello! Ricordi? Se lo venisse a sapere Nonna Papera, non ti darebbe più le sue deliziose merendine!

 

Per un soffio!

Per un pelo non è scattata la prima "Ola" planetaria maschile della Storia!

 

 

Iuesei!

Non vedo dove sia il problema, perché stupirsi, perché inalberarsi più di tanto. Quanti? Cinque? Più i due corrispondenti in loco sette? Davvero non capisco l'indignazione. Il nostro Caro, di affetto e di costi, Premier vola a New York e la Rai lo accompagna con cinque inviati (Rai1, Rai2, Rai3, Rai News e Giornale Radio) e tutti a protestare.

Dai su, ragioniamoci un po'.

Siamo o non siamo nell'Era Sesquipedale? Il nostro amato Leader (si, lo definiamo come i coreani adorano il loro lardoso babbeo Kim) è logorroico di natura, travalica tempi ed argomentazioni con uno scibile invidiabile, una proprietà di linguaggio annichilente. E allora come poterlo seguire se non con cinque inviati, che lo intervisteranno simultaneamente? Narra la fatina Boschi che quando alla sera riascolta le parole del suo mentore, scopre delle sfaccettature insperate, nascoste tra i periodi, tra le innumerevoli metafore e a volte sgorgano dall'effluvio linguistico ricchezze abbacinanti , consolatorie, viatico per una notte serena, ricca di sogni importanti.

Come darle torto? I maligni narrano che un tempo quando arrivava alle riunioni planetarie il Premier meneghino ed affamato di sesso, scattasse un fuggi fuggi generale generato da leader stranieri terrorizzati da rimanere fotografati con il nostro nano, inorriditi dalla possibilità di dover ascoltare barzellette con mele al sapore di culo e si vedevano correre in direzione opposta ai capelli verniciati color tabacco avariato, anche donne in carriera timorose di ricevere una pacca sulle chiappe o una tac ai seni!

Ora non più! Scappano, pare, solo temendo di restare impigliati nel Carme Sesquipedale, nelle prolusioni eterne, capaci di addormentare un cocainomane abusante.

Mai torniamo a noi: Sono d'accordo totalmente con il nuovo direttore generale Rai Antonio Campo Dall'Orto (un cognome che dice tutto! Campo Dall'Orto ossia mi sostento mediante la coltivazione comune della Casta regnante): cinque inviati sono il numero giusto! Quello di Rai1 ci invierà le sensazioni di gioia di tutta l'Assemblea Onu nel pregustare il discorso del nostro Amato Leader, le lacrime di Obama ed Angela. Rai 2 ci informerà su aspetti mondani, su come il nostro verrà certamente eletto Politico più bello, di come le newyorkesi impazziranno nel vederlo, nell'ascoltarlo. Rai 3, intimorita dal diktat simil bulgaro sui talk show si limiterà ad una cronaca in stile vecchia Tass sovietica, mentre le restanti testate giornalistiche procederanno secondo i canoni professionali decorosi. Quel che conta nell'Era Sesquipedale è la continua creazione del Mito, del Faraone, dell'Infallibile per riuscire ad abbacinare menti e cuori al fine di far passare nel l'indifferenza leggi e modifiche alla Costituzione atte a limitare libertà e democrazia per irrobustire sempre più poteri forti e caste politiche, come sta succedendo in questi giorni settembrini.

Dott. Campo Dall'Orto, perché non ha incluso nella trasferta americana anche qualche scrittore di favole, un mago illusionista ed un tecnico effetti speciali? Sarebbero tornati utili alla causa. Molto utili!

 

Tutto inutile

 

venerdì 25 settembre 2015

Come si cambia


Dura la vita di chi vuol far il Riotta del nuovo Ventennio. Cambiare rivoltando pensieri e convincimenti non è cosa per molti.

Esempi?

Ve la ricordate?
La prima pagina di Repubblica ai tempi della legge bavaglio del Puttaniere. Ed ora che il figlio minore toscano la ripropone, verniciata di privacy, di alta moralità ma nel dettaglio utile, utilissima a questo sistema, tutto tace. 
Repubblica si accoda al regime e silente prosegue come se nulla fosse! Le penne che si vantavano di scrivere in libertà, per la libertà ossequiano lo Sbruffone, il suo sistema accondiscendente e riguardoso verso banche, industriali, lobbies che al tempo lo misero in sella. 

Ma nella melmosa servitù spiccano figure che al tempo ingannarono anche chi scrive. 
Una su tutte:


Ecco cosa Debora Serracchiani scriveva al tempo. 
Parole che sembrano uscite da un'altra persona. 
Un testa coda fra i più eclatanti, indicibilmente proni al vecchio che avanza. 
Nel silenzio assordante quindi di mettono in opera modifiche istituzionali e leggi che se a suo tempo il Pregiudicato avesse proposto, avrebbe scatenato rivolte di questi pensatori sinistri, di questi media ora mansueti che permettono un rafforzamento di un sistema sempre più avvolgente ed arido di democrazia.