mercoledì 22 aprile 2015

Il Sosia


Il 7 giugno 2013 un sosia, sicuramente un sosia, dell'attuale ministro degli Interni, ratificò il trattato Dublino III che in pratica decretò che il paese che riceve i poveri fuggitivi dai paesi in guerra, se li deve tenere nei suoi confini, senza poterli distribuire agli altri paesi europei. 
Chissà le risa e le pernacchie che avrà suscitato tra i finlandesi, gli svedesi e gli inglesi tale accettazione di un capestro camuffato in trattato! Si, d'accordo: non fu responsabilità sua tale ratifica. Ma il sosia che ieri invece annunciava bombardamenti ai barconi, blaterando cazzate inaudite, in che rapporti si pone con il ratificante?
Firmare quelle carte all'epoca fu un po' come se in un condominio quello del primo piano accettasse gli oneri globali delle spese dell'acqua essendo il più vicino ai contatori! 

Ripeto: trattasi di sosia, di altra persona rispetto a quella del 2013. Altrimenti saremmo in presenza di un autentico imbecille!


martedì 21 aprile 2015

Se...


... i francesi nel 1899, avessero organizzato l'Esposizione Universale secondo le modalità italiche di questo Expo 2015, tra un Fovmigòn, una Madame Movattì ed infine avec le Sbvuffòn, i visitatori il giorno dell'Inaugurazione se la sarebbero ritrovata così: 



Invece, costruirono la torre Eiffel in due anni, due mesi e cinque giorni!!! Nel 1899!!!
E non avevano neppure un Renzi ed un Farinetti!

Sant'Auditel


"About Love" il programma (si fa per dire) di Federico Moccia e presentato da Alvin (Alvin chi era costui?) e la Tatangelo raccoglie un miserrimo 2,9% di ascolti.

Grazie Ragione! Grazie Pensiero! Grazie Coscienza! 
Un buffetto, commosso a tutti e tre! 
Forse si riaccende qualcosa di neuronico in noi! 
Forse.

Preghiera - Erri De Luca


“Mare nostro che non sei nei cieli 
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo col tuo sale, 
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di 
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite,
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire”.

Erri De Luca

Ducetto!



Avi itineranti




Noi europei, quando avevamo le pezze al culo. 
Magari ci sarà stato anche qualche avo di Salvini o della Meloni o di qualche stronzo del nord est. 
Sicuramente nessuno della Santa(de)ché: le streghe non hanno parenti!

Medito


Le parole ascoltate ieri a Presadiretta su La 7 pronunciate da un uomo distinto, mi hanno sconquassato completamente. Alla domanda "che ne pensa del barcone rovesciatosi che pare abbia causato la morte di 700 persone?" ha testualmente risposto con un mastodontico "e chi se ne frega!"
Non vi è alcuna differenza tra questo "chi se ne frega" e gli autobus con i posti per soli neri (anzi negri) del Sudafrica con Mandela detenuto, le caste indiane (maledetto paese) con divari immensi e definitivi tra uomini naturalmente identici, con la mano che corre a sincerarsi della placida e corretta postura del portafogli ogniqualvolta ci avviciniamo ad un extracomunitario, sbarcante lunari vendendo fiori o accendini. 
Fermo restando che l'uguaglianza perfetta si raggiungerà nella Parusia, ammesso che vi sia, viene da chiedersi del perché di questo radicale mutamento delle coscienze nel nostro paese, visto che non eravamo affatto così un tempo: l'accoglienza, specie di carattere culinario, era nel nostro biglietto da visita. Sconcerta questo mutamento dettato dall'identificazione, sordida e squallida, del cattivo nel geneticamente diverso, il lupo cattivo in colui che arriva da lontano. Credo che vi sia alla base, l'antichissima arte di spostare l'attenzione, il baricentro su altri, discolpando i veri criminali, potenti al punto da indurre e generare odio razziale. Se a tutto questo aggiungiamo un indebolimento culturale figlio di uno studiato sistema mediatico che, attraverso messaggi subliminali contenuti in ventennali e 'barbareggianti' programmi televisivi, la risultante è una trasformazione dei saldi orizzonti atavici di coscienze determinate e libere, in punti focali effimeri in cui la felicità viene unicamente personalizzata nel successo, nell'esposizione mediatica, nell'accaparramento di risorse economiche frenetico e travolgente l'altro.
Il quadro credo risulti abbastanza delineato.
L'altro è trasformato in scocciatura, partendo da colui che vorrebbe scambiare due parole, vibrando le corde vocali e conseguentemente interrompendo una chat o una concatenazione di like su Facebook, per arrivare ai poveri disperati che vengono sulle nostre terre esclusivamente nel tentativo di scappare ad una morte certa: costoro sanno infatti ciò che gli attende nei vari centri d'accoglienza, alcove se comparate ai demoni presenti nelle terre natie.
Un coacervo, un assembramento di negligenze, di stimoli negativi, un totale imbarbarimento culturale, di coscienze ha trasformato una visione umana e naturale, in glaciazione di spiriti, facendo sorgere una moltitudine di cyber-pseudo-umani, talmente amorali, refrattari alla compassione, da destare preoccupazione per il proseguo dell'umanità. 
Già s'avverte la tendenza al destino ineluttabile, alla scomparsa della vita per i disastri ambientali causati da un'incredibile protezione di regole economiche che ledono la dignità umana, perpetrate da molte nazioni con in testa la Cina. 
È un pensiero mefitico, figlio dei tempi che corrono verso la distruzione del debole, dell'indifeso. Quello che conta è alimentare il sopruso per generare conflitti, carburante estasiante per gli orchi onnivori di morte che da sepolcri imbiancati si fanno chiamare industrie belliche. 
Quello che è importante è ossigenare il flusso di denari derivante da commerci illegali, da trasporto di deboli inermi trasformati in pacchi da 3000 dollari cadauno, avendo altresì cura estrema verso coloro che invece "se lo possono permettere", in costante ricerca di nuovo bisso da adorare, nel massimo egoismo, divinizzante il culto narcisistico della persona.
Come in una corsa senza senso muoiono i più deboli, i reietti, i dimenticati, gli esclusi, con in sottofondo il motivetto "E chi se ne frega", decantato davanti ad una Magnum costosa!
E chi se ne frega di tutto e tutti.  
Forse mai come ora, errando in quanto desiderosi di vendicare questi soprusi, piace come non mai la parabola di Lazzaro.
E chi se ne frega!