Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 20 aprile 2015
domenica 19 aprile 2015
Memento
700 morti.
Persone che scappano dalle loro terre, disperate per
cercare vita da schiavi, sempre migliore però di quelle vissute nelle loro
patrie.
Ma l'ideologia razzista, incuneatasi nella nostra
civiltà, scansa le enormi responsabilità umanitarie, sociali, di convivenza sul
pianeta.
Strilloni senza dignità alla Salvini, idioti da
necrologi alla Renzi (dobbiamo fare qualcosa) rendono l'aria irrespirabile. Non
contiamo nulla in Europa. Siamo alunni impegnati a fare i compitini che Angela ci
ordina di fare.
Il trattato di Dublino, firmato anche dalla Lega ai tempi del
Puttaniere, va stracciato, come la Legge razzista Bossi-Fini, firmata con il
silenzio della Chiesa di allora, puttanesca anch'essa.
Se contassimo qualcosa,
andremmo a Bruxelles ad urlare che noi siamo la porta della disperazione, che i
tromboni impegnati in tassi e delibere si devono svegliare, perché occorre una
politica seria, umanitaria, di accoglienza che coinvolga tutti i paesi europei,
compresi i freddi paesi tutti biondi impegnati ad emarginare i problemi di
un'unione soltanto sulla carta.
Noi dal canto nostro dovremmo rivederci i
documentari Luce sugli sbarchi degli avi in "Ameriga" quando nessuno
dei nostri concittadini veniva lasciato morire assiderato difronte alla Statua
della Libertà.
Ed imparare a come si vive su un pianeta, solidalmente.
Mi
attendo infine una giornata di memoria per quest'ecatombe, indetta dalla Beata
Boldrini de' Noaltri.
sabato 18 aprile 2015
Dove sei?
Ehi, dove sei?
Ti cerco con ansia, ma inutilmente. Ardo riascoltare
le tue cazzate incomparabili, le bugie, lo stravolgimento della verità.
Che fine hai fatto?
Ridevo come con i fratelli Marx, Hardy&Laurel,
Totò, quando ti gustavo con la tua imperturbabile faccia scafata ed erosa,
tipica dei marinai, dalle panzane che ti obbligavano a dire.
Mi dicono che gli amici, pochi in verità, ti abbiamo
allestito una finta sala per rilasciare dichiarazioni, che poi tu riguardi con
commozione, memore dei giorni in cui chi ti pagava e trombava a più non posso
anche con minorenni, confidava nella tua alterazione dei fatti per aver scudo.
Che
fai in queste lunghe giornate da fine Impero?
Come passi il tempo?
Pensi al
futuro?
Dirai: se anche Bondi ce l'ha fatta a riciclarsi, perché non lo potrei
fare anch'io?
Bondi è poeta. Lugubre cantore di gesta inenarrabili.
E tu?
Tu
non sai a che santo votarti, vero?
Dai! Prova il cinema! Avrai successo!
Già
ti vedo assieme a Banfi in un remake delle Comiche!
Dai!
Lanciati, prima che
sia troppo tardi!
Guarda che lì sta crollando tutto!
Ahaahahhha!
Risveglio
La sana arsura figlia del rosso serale suona in
cervice il momento del risveglio, rigorosamente prima dell'alzata della palla
di fuoco perché come dice il Maestro...
"Salta in piedi Sancho, è tardi, non vorrai
dormire ancora, solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora! Per i
primi è indifferenza e disprezzo dei valori e per gli altri è riluttanza nei
confronti dei doveri" (Guccini-Don Chisciotte).
La mano cerca la bottiglia in attesa sul comodino come
la Santanchè il pin del Vampiro Sallusti.
Nel contempo gli avi nel buio confabulano sul da
farsi, su come organizzare la giornata con la sponda consociata al fare che
propone scalate in montagna, pittate casalinghe, cambi di stagione, pulizia dei
vani sul modello Cern.
L'ampia e nutrita schiera dei Poldo oziosi invece
dorme ancora ed i suggerimenti arrivano via mail neurologica: divanate
galattiche, schiere di telecomandi intonsi su cui perdere le impronte digitali,
spianate di sdraio, quintali di riviste. Uno spettacolo!
Intanto però
imperterrita l'arsura pretende liquidi ed allora questa semplice operazione
inaugura la giornata nel peggiore dei modi: svitato il tappo, esso cade e si
comporta come quando in macchina ti scivola il cellulare e tu mentre stai
guidando lo cerchi con la mano ma esso, trasportato dagli gnomi cattivi che
vivono sotto i tappettini, si è già incuneato tra gli ingranaggi del sedile che
solo l'abile manovra del Pluridecorato Meccanico Arrivabene, vincitore del premio
Albero a Camme in svariate edizioni, riuscirà a riconsegnartelo: il tappo
scompare e quindi la ricerca diviene simile a quella del neurone nella testa di
Gasparri: senza esito!
Nel buio, per non svegliare nessuno, compare
Albert:"guarda che nulla si crea e nulla si distrugge!"
Lo so, lo so!
Ma il tappo è sparito.
Alziamoci!
L'atto in sé
semplice, diviene feel-rouge: la mano parte ad arco e centra la bottiglia che
si rovescia e nel silenzio il "glu-glu-glu" ha lo stesso effetto di
vedere Formigoni pagare con i suoi soldi!
Annaspando cerco di alzare il collo, non il mio, lo
trovo e naturalmente con i piedi bagnati, facendo silenzio meglio di Bagnasco
durante il Regno del Puttaniere (a proposito ora invece parla, difendendo
l'Ignara, perché mosso da amicizia di lungo corso e "cementifera" col
Burlando e per qualche poltroncina dorata in banche e sanità) rialzo la
bottiglia ormai vuota più che la coscienza di Alemanno ed incitato
all'imprecazione dai "folletti gaelici" ingrugnati per via di
riposare sotto le lenzuola in zona scora, cerco le ciabatte più che la D'Urso
il dolore da svetrinare e trovatele, le infilo con dinamismo da incazzatura e
l'atto mi apre la visone dei cieli nuovi, in quanto dentro la ciabatta il tappo
mi aspettava come un timbro per ceralacca ed ora ne posseggo una sua
riproduzione sotto la pianta.
Non rompo il silenzio anche se immagino Convention di
bestemmie curiosissime (copyright P.Villaggio) in cui vincerei a mani basse! Mi
tolgo le ciabatte, dirigendomi fuori camera quando il mignolo incontra un
vecchio amico, lo Spigolo dell'Armadio!
Era tanto che non si vedevano! Un
abbraccio intenso!
A me invece resta la contemplazione della materia oscura
dalle parti del Gran Carro, la solidarietà della terra degli sfigati, che mi
vorrebbero eleggere vice presidente (non presidente perché perdendo per un voto
e per sfiga, onorerei la carica) e la sensazione, netta e limpida, che oggi
poltrirò magistralmente, essendo indiscutibilmente questo un Merdy day!
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