In una nazione civile, in una regione decorosa, in un comune dignitoso la priorità spetta indiscutibilmente alla sanità, più specificatamente al primo soccorso. A La Spezia questo non avviene. Il Pronto Soccorso è strutturato indecorosamente, a livello sub umano. Non per la professionalità del personale, bensì per gli spazi ristretti, il relativo caos generante attese da denunce penali. La probabilità che accadano errori, a volte sfiorante il decesso, è alta, troppo alta. Il Sindaco, massima autorità sanitaria, dovrebbe intervenire, istantaneamente, senza nascondersi dietro al paravento del nuovo ospedale, i cui tempi di realizzazione annunciati, sono creduti solo da coloro che credono di vivere sotto una giunta di sinistra lontana anni luce da un consociativismo in realtà imperante da vent'anni sotto questo suolo. Sette, otto, nove ore d'attesa per essere visitati, costituiscono uno schiaffo indecoroso alla comunità spezzina. Conosco situazioni di amici ed amiche imbarazzanti più di un'omelia del Card. Bertone sul diritto ad una casa decorosa per tutti. Nel vecchio ospedale del Felettino da abbattere, hanno costruito un piano, per malati di Ads, mai utilizzato ed in procinto di essere distrutto, spendendoci 4 milioni di euro e di grida allo scandalo. Mentre attorno si elevano preghiere, compresa la mia, per chiedere che in caso di malore la Provvidenza ci faccia essere vicini a Massa, a Carrara, a Pisa, per essere accolti in strutture adeguate, sorge spontanea una, anzi, la Domanda: se non sono stati capaci di restaurare due piazze, come possiamo credere che un giorno non troppo lontano, a detta loro, entreremo, in caso di bisogno, dentro una struttura sanitaria da paese civile?
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 14 agosto 2016
In preparazione
Cavolo, mi devo preparare, visto che mancano solo dieci, striminziti, giorni!
Sarà dura, durissima. Un abbinamento di una tale portata è un po' come il passaggio della cometa di Halley.
Come se da Paperino in casa di Anacleto arrivasse pure la Santanché, come avere vicini di ombrellone i vincitori del trofeo Flatulenza categoria mista-senior o se Scientology e Geova creassero una cooperativa per venirti a scassare meglio i maroni alla domenica mattina, come se una volta seduto nel posto assegnato sul Freccia Rossa, m'accorgessi di avere, come compagni di viaggio, John Doe con scatola vuota, mirante gli zebedei di proprietà, e Annie Wilkes, fresca neo lettrice dei miei post.
Insomma: occorre una preparazione seria, scrupolosa, perfetta, al fine di evitare fuori campo, parole inappropriate, travisamenti, trivialità eccessive, sconfinamenti nella maleducazione.
Questo connubio è per stomachi forti, tanto impensabili ed irrazionali saranno i concetti sgorganti dall'incontro, frullante verità e libertà.
Per questo mi devo rasserenare, guardando, tre giorni prima, film tipo Noi siamo le colonne, Blues Brothers, Frankenstein Junior etc.
Ed essere pronto per l'inaudito, l'impensabile, lo choc sinapsiano, il must dell'inghippo, lo stravolgimento di fatti e pensieri, la miniaturizzazione della ragione, la verticale della Balla, il noleggio della fede per usi personali, la sagra dello stordimento del pensiero libero, l'onestà nel ripostiglio, la fiera dell'andare a memoria.
Resto tuttavia nel dubbio: sarò preparato? Auto immunizzato? Quando quel giorno, il 24 agosto, allorché l'Impreparata Subliminale, la Fatina Vuota, la Sorridente Assottigliata, vulgo ministro Boschi parteciperà alla sagra riminese dei calamitanti contratti d'ogni tipo "in nomine domini", il cosiddetto Meeting dell'Amicizia, sul tema, nomen omen... "Tu sei un bene per me" (ella verso loro o viceversa?), constateremo come la speranza in un mondo migliore, effettivamente sia stata... l'ultima a morire! Sing!
sabato 13 agosto 2016
Decenza
193mila euro per fare il capo ufficio stampa della sindaca Raggi a Roma, sono tanti, troppi. Ed è irriguardoso elargirli di questi tempi, pur se lordi. Un errore grossolano quello della Raggi. Questa critica, sacrosanta e legittima, stona però se parte da un partito, il PD, che ha contribuito in decine di anni ad accatastare un'ottantina di miliardi di debito nella capitale, sprecando senza limiti e nascondendosi come ratti dietro a ideali di facciata. Tacciano pertanto personaggi tendenti al comico quali Marco Palumbo, consigliere pd d'opposizione capitolina e il deputato pidino Marco Miccoli. Sciacquandosi, naturalmente, pure la bocca.
venerdì 12 agosto 2016
Cadute
Parto con l'idea di mangiare una semplice pizza. Ma poi, come una sciantosa alla vista del bagnino romagnolo, mi sciolgo appena mi mostrano i muscoli...
Si però...
Ok che non sarà un lavoro gratificante. Passi pure che siamo nel periodo di ferie.
Resta però il mistero di chi compone le locandine che vediamo alla mattina davanti alle edicole.
Al Secolo avranno appaltato l'attività ad una cooperativa di babbani?
Ad un circolo di svitati?
Mah! Giudicate voi...
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